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Old Asudem
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«La fantasia erotica uccisa da internet»
Per il sessuologo Giorgio Rifelli: « Siamo in una società post-erotica, in cui il sesso è strumento del commercio»
MILANO- Nessun mistero. Perché il sesso, oramai, è raccontato, venduto, comprato anche se «poco praticato». Il sessuologo Giorgio Rifelli, docente all'Università di Bologna in un suo intervento ospitato dal mensile Focus, che nel numero in edicola questo mese dedica all'eros un ampio approfondimento. «Erotizzare oggi il rapporto non è facile. Nell'800 si erotizzavano persino le caviglie, che scatenavano innumerevoli fantasie. Oggi è tutto esposto e per la fantasia non ci sono spazi. Siamo in una società post-erotica, in cui il sesso è strumento del commercio».
INTERNET- Complice di questa nuova situazione è internet. Già perché secondo l'esperto «oggi il sesso è molto raccontato, è venduto e comprato, ma poco praticato. Solo i media, e chi deve vendere le sue pillole, raccontano una grande attività sessuale. Ma in trincea, dove siamo noi, vediamo che le coppie non hanno neppure il tempo di mettere a posto la sessualità che non funziona. E il sesso, se va bene, si riduce a una pratica del sabato sera». Così «se un tempo la pornografia lasciava molto alla fantasia e quindi all'erotismo, oggi un video porno visto online ha l'erotismo di una tavola anatomica: tutto l'immaginabile, e anche il non immaginabile, è lì illustrato con dovizia di particolari». Tanto che, per paura del confronto, «negli ultimi 20 anni - spiega Franco Avenia, presidente dell'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia - per evitare brutte figure, si preferisca rimandare il primo rapporto sessuale e così l'età oggi si colloca fra 16 e 18 anni».
LE CONTROMISURE- Roberta Giommi, direttore dell'Istituto internazionale di sessuologia, rassicura gli animi: « nel 95 per cento dei casi si curano con colloquio e indicazioni di comportamento, risolvendo le resistenze e i problemi. Bastano al massimo 15 sedute con cadenza quindicinale»
che ne pensate?
io credo che ci sia del vero.
Per il sessuologo Giorgio Rifelli: « Siamo in una società post-erotica, in cui il sesso è strumento del commercio»
MILANO- Nessun mistero. Perché il sesso, oramai, è raccontato, venduto, comprato anche se «poco praticato». Il sessuologo Giorgio Rifelli, docente all'Università di Bologna in un suo intervento ospitato dal mensile Focus, che nel numero in edicola questo mese dedica all'eros un ampio approfondimento. «Erotizzare oggi il rapporto non è facile. Nell'800 si erotizzavano persino le caviglie, che scatenavano innumerevoli fantasie. Oggi è tutto esposto e per la fantasia non ci sono spazi. Siamo in una società post-erotica, in cui il sesso è strumento del commercio».
INTERNET- Complice di questa nuova situazione è internet. Già perché secondo l'esperto «oggi il sesso è molto raccontato, è venduto e comprato, ma poco praticato. Solo i media, e chi deve vendere le sue pillole, raccontano una grande attività sessuale. Ma in trincea, dove siamo noi, vediamo che le coppie non hanno neppure il tempo di mettere a posto la sessualità che non funziona. E il sesso, se va bene, si riduce a una pratica del sabato sera». Così «se un tempo la pornografia lasciava molto alla fantasia e quindi all'erotismo, oggi un video porno visto online ha l'erotismo di una tavola anatomica: tutto l'immaginabile, e anche il non immaginabile, è lì illustrato con dovizia di particolari». Tanto che, per paura del confronto, «negli ultimi 20 anni - spiega Franco Avenia, presidente dell'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia - per evitare brutte figure, si preferisca rimandare il primo rapporto sessuale e così l'età oggi si colloca fra 16 e 18 anni».
LE CONTROMISURE- Roberta Giommi, direttore dell'Istituto internazionale di sessuologia, rassicura gli animi: « nel 95 per cento dei casi si curano con colloquio e indicazioni di comportamento, risolvendo le resistenze e i problemi. Bastano al massimo 15 sedute con cadenza quindicinale»
che ne pensate?
io credo che ci sia del vero.