3 gradi

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Persa/Ritrovata

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17/11/2006
Cuori allo SpecchioA che grado sei di innamoramento?
ZECCA 77
Non sono un lettore abituale di stampa rosa, ma in una sala d’aspetto ho trovato un’intervista a Morgan di X Factor (il concorso musicale di Raidue: Morgan è uno dei tre giudici, ndr) che mi ha molto colpito perché rifletteva la mia situazione. Parlando della sua storia con l’attrice Asia Argento, ne spiegava il fallimento sostenendo che lei non aveva accettato il suo lato debole. In poche parole: la Argento si era innamorata di Morgan perché era un bel tipo, ma quando poi, vivendoci insieme, aveva scoperto che dietro il bel tipo c’era una persona sensibile, magari lunatica e sicuramente piena di problemi, anziché intrigarsi si era disamorata. Ora, è proprio quel che succede sempre a me con le donne.
La mia fidanzata storica mi lasciò dopo vari tira e molla perché non mi trovava più brillante come all’inizio del nostro amore. Ma è normale che all’inizio l’adrenalina ti porti a essere più scoppiettante: non si può corteggiare una fidanzata con lo stesso spirito con cui si corteggia una che ancora deve diventarlo o che lo è diventata da poco.
Con l’ultima ragazza è andata anche peggio. Per mollarmi ha aspettato che io perdessi il lavoro. Invece di starmi accanto e sostenermi in un momento difficile, si è consolata fra le braccia del mio ex migliore amico. Per giustificarsi ha detto che ero diventato depresso e lamentoso. E come avrei dovuto essere, dopo un licenziamento in tronco? Le donne scrivono alla tua rubrica lamentandosi che gli uomini sono tutti ipocriti e falsi. Però sono poi loro le prime a disamorarsi di noi quando diventiamo sinceri.


Risposta
Non esistono «le donne» e «gli uomini», Zecca. Esistono gli individui: tu, la tua fidanzata storica, la ragazza che ti ha appena mollato. Non hai le prove che ogni altra donna si sarebbe comportata come loro. Mentre dovresti interrogarti sull’ipotesi che sia tu a comportarti allo stesso modo con tutte, esponendoti al rischio di commettere sempre gli stessi errori.

E veniamo al tema sollevato dall’intervista di Morgan. È vero che l’amore funziona soltanto finché si mostra al partner il proprio lato migliore? In questi anni mi sono formato l’idea, probabilmente astrusa ma sincera, che esistano tre gradazioni diverse di innamoramento. La gradazione più bassa, e anche la più diffusa, si raggiunge quando a farci innamorare di un’altra persona è l’immagine di sé che riflette all’esterno. Ci innamoriamo della sua bellezza, del suo fascino, del ruolo che ha in società, della considerazione che raccoglie nel nostro ambiente. Esempi classici sono la studentessa che si prende una sbandata per il prof, oppure il ragazzo timido che perde la testa per la più carina della classe. Ma anche in età adulta si ripropone il meccanismo della cotta gratificante. «Cotta» perché si tratta di un’emozione violenta e breve, come tutte le emozioni che non riescono a diventare sentimento. E «gratificante» perché tende a compiacere l’ego di chi la prova: un misto di senso di possesso, bisogno di rassicurazione e desiderio di rivalsa.

Come ha rilevato Morgan nell’intervista, queste storie durano fino a quando i protagonisti mostrano il lato luminoso e «vincente» del loro carattere. Ma appena la relazione si stabilizza in una convivenza, emerge l’altra faccia della personalità, che non solo negli artisti è imprevedibile. Dietro un personaggio di successo si nasconde magari un ragazzo complessato e insicuro. Mentre anche l’individuo più metodico del mondo può celare aspetti di sé assai poco rassicuranti. Di fronte alla scoperta della parte nascosta, l’innamorato di primo grado si sente deluso, tradito. L’aura che circonda il suo amore si smarrisce, i colori diventano opachi, negli occhi gli si spegne una luce. E la storia finisce.

Il secondo grado dell’innamoramento si ha quando ami qualcuno non per quello che sembra, ma per quello che è. Non è un risultato facile da raggiungere, né tanto meno immediato. Richiede pazienza e comprensione. E poiché anche in amore nessuno fa niente per niente, è possibile solo quando si diventa coscienti dell’eccezionalità del proprio partner. Quando si comprende che, pur con tutti i suoi limiti, è l’unico in grado di capirci e di progettare la vita insieme con noi. Anche questi amori possono entrare in crisi, ma proprio nella difficoltà rivelano la forza che li rende indispensabili. Ci si accorge di rimpiangerne persino i difetti e si finisce per riannodarli, smussando le rispettive sporgenze in nome di un valore superiore che è il progetto comune.

Esiste un terzo grado di innamoramento. Molto raro, ma magico. Si verifica quando non solo amiamo una persona nei suoi lati chiari e oscuri, ma riusciamo a scorgere aspetti della sua personalità che nemmeno lei è cosciente di avere. Oltre ad amarla per come sembra (primo grado) e per come è (secondo grado), la amiamo anche per come sarà, appena assumerà una consapevolezza maggiore di se stessa. È la forza del nostro amore che ci rende la vista così acuta e che trasmette all’altro/a la coscienza dei propri mezzi. E quando questa forza è ricambiata, la coppia crescerà a tal punto da estrarre da sé le imprese più incredibili.
MASSIMO GRAMELLINI
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O

Old Shine

Guest
Interessante...
Mi è spesso capitato il primo, alcune volte il secondo, ma solo una volta il terzo.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Se guardiamo bene, son tratti che son emersi più volte anche nelle varie discussioni del forum...

Alla breve infatuazione (il primo grado lo possiamo paragonare all'innamoramento no?) o si sostituisce un sentimento più maturo, più consapevole o iniziano i dolori.

Uno dei problemi sorge quando vivendo una relazione giunta al secondo stadio, incrociamo qualcuno/a che ci induce a credere di poter rivivere una relazione di primo grado, sicuramente più pulsante, vivida della seconda e che ben difficilmente possiamo rivivere con chi l'abbiamo già vissuta in passato..

Il terzo stadio purtroppo è spesso un'ulteriore complicazione, perchè non è detto che lo si scorga nel/la legittimo/a partner e nel caso non sia in esso/a ma nell'altro/a scattano quei pericolosissimi meccanismi del "io ti salverò" o del "solo io posso renderti migliore di come credi di essere" facendoci calare in quel ruolo del pigmalione che tanti danni può arrecare...
 

Verena67

Utente di lunga data
Se guardiamo bene, son tratti che son emersi più volte anche nelle varie discussioni del forum...

Alla breve infatuazione (il primo grado lo possiamo paragonare all'innamoramento no?) o si sostituisce un sentimento più maturo, più consapevole o iniziano i dolori.

Uno dei problemi sorge quando vivendo una relazione giunta al secondo stadio, incrociamo qualcuno/a che ci induce a credere di poter rivivere una relazione di primo grado, sicuramente più pulsante, vivida della seconda e che ben difficilmente possiamo rivivere con chi l'abbiamo già vissuta in passato..

Il terzo stadio purtroppo è spesso un'ulteriore complicazione, perchè non è detto che lo si scorga nel/la legittimo/a partner e nel caso non sia in esso/a ma nell'altro/a scattano quei pericolosissimi meccanismi del "io ti salverò" o del "solo io posso renderti migliore di come credi di essere" facendoci calare in quel ruolo del pigmalione che tanti danni può arrecare...

Ciao Fedy!

Il tuo intervento ha il sapore (amaro) della verità.

Approfondiamo soprattutto la frase finale: quello che tu chiami "Fare il pigmalione" è secondo me qualcosa di molto triste, cioé essere arrivati (da soli, sempre da soli...)ad uno stadio di consapevolezza interiore su di sé e su ciò che l'altro rappresenta per noi che l'altro non condivide assolutamente perché - per 1001 motivi diversi - non è giunto a quello stadio CON NOI.

Questo stadio di consapevolezza noi possiamo mistificarlo in due modi, a mio avviso entrambi fallaci.

Il primo, è quello di denegare qualsiasi veridicità al sentimento dell'altra persona: dicendo che "Non ci ama abbastanza" per fare il "salto" con noi in un vero, condiviso futuro.

Il secondo, è quello di sentirsi moralmente SUPERIORI all' altro (pigmalione nel senso di "piu' grande, maestro, insegnante, piu' maturo, etc.). Insomma, l'altro non condivide con noi il desiderio di un nuovo futuro insieme perché NON CI ARRIVA, non è PRONTO, etc.

Penso in qualche modo che la verità stia...in mezzo. Non è questione di mancanza d'amore, e non è questione di superioriorità.

Penso che ciascuno di noi abbia il suo mondo interiore, che ciascuno di noi faccia il suo cammino, purtroppo spesso (quasi sempre) la persona che incontriamo e che brevemente o meno brevemente si accompagna a noi non fa lo stesso cammino, ha altre priorità di vita, altri cammini.

E' tristissimo, veramente triste, e ci fa sentire veramente soli, ma è quello che capita in quasi tutte le storie d'amore, anche tra single, a maggior ragione tra persone già impegnate


Un bacio grosso!
 

Miciolidia

Utente di lunga data
premesso che sia Gramellini che Morgan mi piacciono assai...premessa di cui non ve ne... ma lo volevo dire...

alla prima ci sono arrivata.

alla seconda pure.

e alla terza ..si...c'era...ma poi è crollato tutto perchè gli equilibri non si sono mantenuti..uno dava 100000 l'altro 17....

e la magia si è spezzata.

A ben pensarci manco era necessario che io lo sostenessi, si faceva sostenere altrove..poi era talmente sicuro di se stesso...

mah..dovrebbe pero' scrivere lui al posto mio, magari direbbe cose diverse.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Raggiungere questo terzo stadio per me, preclude una conoscenza dell'altro non indifferente... ma pure il secondo non e' mica cotiche... ora mi chiedo, quando dopo anni di matrimonio si scopre che l'uomo che si pensava di amare effettivamente e' uno stronzo che non conosciamo, a quale stadio siamo rimasti? Certo non siamo arrivati manco al secondo perche' in effetti non lo abbiamo amato per quello che era...

C'ho penzato leggendo Micio, perche' secondo me ha solo prolungato e intensificato il primo stadio
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Raggiungere questo terzo stadio per me, preclude una conoscenza dell'altro non indifferente... ma pure il secondo non e' mica cotiche... ora mi chiedo, quando dopo anni di matrimonio si scopre che l'uomo che si pensava di amare effettivamente e' uno stronzo che non conosciamo, a quale stadio siamo rimasti? Certo non siamo arrivati manco al secondo perche' in effetti non lo abbiamo amato per quello che era...

C'ho penzato leggendo Micio, perche' secondo me ha solo prolungato e intensificato il primo stadio
 

Lettrice

Utente di lunga data
Proprio no...
No e che ti davi le martellate.

La descrizione di questi 3 stadi e' ottima peccato che non tenga conto della coppia... nel senso che hai voglia di amare una persona per quello che e' se quello/a scappa da se stesso come un cane impaurito! Il terzo stadio proprio manco lo considero, e' roba per la stiratrice di Bruja...e Amarax
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
No e che ti davi le martellate.

La descrizione di questi 3 stadi e' ottima peccato che non tenga conto della coppia... nel senso che hai voglia di amare una persona per quello che e' se quello/a scappa da se stesso come un cane impaurito! Il terzo stadio proprio manco lo considero, e' roba per la stiratrice di Bruja...e Amarax
A me i tre gradi hanno fatto pensare a "Come eravamo".
Chi l'ha visto davvero (anche non il numero di volte che l'ho visto io...
) potrà ravvisare il lei quel modo di amare da cui lui fugge perché non vuole essere, non ce l'ha fa a essere all'altezza di quel che potrebbe essere.
 

Old reale

Utente di lunga data
A me i tre gradi hanno fatto pensare a "Come eravamo".
Chi l'ha visto davvero (anche non il numero di volte che l'ho visto io...
) potrà ravvisare il lei quel modo di amare da cui lui fugge perché non vuole essere, non ce l'ha fa a essere all'altezza di quel che potrebbe essere.
a te anche guardare una meringata farebbe venire in mente "come eravamo"
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Nobody

Utente di lunga data
Raggiungere questo terzo stadio per me, preclude una conoscenza dell'altro non indifferente... ma pure il secondo non e' mica cotiche... ora mi chiedo, quando dopo anni di matrimonio si scopre che l'uomo che si pensava di amare effettivamente e' uno stronzo che non conosciamo, a quale stadio siamo rimasti? Certo non siamo arrivati manco al secondo perche' in effetti non lo abbiamo amato per quello che era...

C'ho penzato leggendo Micio, perche' secondo me ha solo prolungato e intensificato il primo stadio
Infatti penso che al secondo stadio, non ci arrivi mai pienamente nessuno... paradossalmente, è più facile provare il terzo stadio.
 

Bruja

Utente di lunga data
mm

Infatti penso che al secondo stadio, non ci arrivi mai pienamente nessuno... paradossalmente, è più facile provare il terzo stadio.
Credo tu abbia ragione... il terzo stadio per assurdo diventa semplice se si accettano i difetti e le carenze anche inconsapevoli altrui. Nel secondo ci deve essere la vera assoluta e totale condivisione, matura e consapevole, e se c'è, il terzo stadio non serve raggiungerlo.
Bruja
 
O

Old amarax

Guest
No e che ti davi le martellate.

La descrizione di questi 3 stadi e' ottima peccato che non tenga conto della coppia... nel senso che hai voglia di amare una persona per quello che e' se quello/a scappa da se stesso come un cane impaurito! Il terzo stadio proprio manco lo considero, e' roba per la stiratrice di Bruja...e Amarax
mi sa come un'offesa. E c'hai pure ragione
 

Lettrice

Utente di lunga data
Infatti penso che al secondo stadio, non ci arrivi mai pienamente nessuno... paradossalmente, è più facile provare il terzo stadio.
Credo tu abbia ragione... il terzo stadio per assurdo diventa semplice se si accettano i difetti e le carenze anche inconsapevoli altrui. Nel secondo ci deve essere la vera assoluta e totale condivisione, matura e consapevole, e se c'è, il terzo stadio non serve raggiungerlo.
Bruja
Non concordo, il terzo stadio non e' solo l'accetazione dei piccoli difettucci o carenze... il terzo stadio preclude la conoscenza di un probabile lato oscuro che mi pare impossibile se non si conosce la persona nel vera essenza.

Vi dico anche che secondo me il secondo e terzo stadio sono quasi utopie
 

Bruja

Utente di lunga data
Letty

Non concordo, il terzo stadio non e' solo l'accetazione dei piccoli difettucci o carenze... il terzo stadio preclude la conoscenza di un probabile lato oscuro che mi pare impossibile se non si conosce la persona nel vera essenza.

Vi dico anche che secondo me il secondo e terzo stadio sono quasi utopie
Concordo per il terzo stadio... é una scelta autonoma che si spalma sull'altro/a... Ripeto é scelta non condivisione.
Il secondo stadio può essere una comune intesa raggiunta, ma questo non significa che non costi fatica ed impegno.
Bruja
 
O

Old oscar

Guest
Non concordo, il terzo stadio non e' solo l'accetazione dei piccoli difettucci o carenze... il terzo stadio preclude la conoscenza di un probabile lato oscuro che mi pare impossibile se non si conosce la persona nel vera essenza.

Vi dico anche che secondo me il secondo e terzo stadio sono quasi utopie


Esiste un terzo grado di innamoramento. Molto raro, ma magico. Si verifica quando non solo amiamo una persona nei suoi lati chiari e oscuri, ma riusciamo a scorgere aspetti della sua personalità che nemmeno lei è cosciente di avere. Oltre ad amarla per come sembra (primo grado) e per come è (secondo grado), la amiamo anche per come sarà, appena assumerà una consapevolezza maggiore di se stessa. È la forza del nostro amore che ci rende la vista così acuta e che trasmette all’altro/a la coscienza dei propri mezzi. E quando questa forza è ricambiata, la coppia crescerà a tal punto da estrarre da sé le imprese più incredibili.

A me non sembra utopia

A me succede proprio questo ( odio parlare di me ma qui è necessario )
Mia moglie ha saputo rendermi migliore, ha saputo tirar fuori la parte migliore di me e mi ha fatto prendere coscienza delle mie capacità e del mio valore ( che neppure io conoscevo ).

e lo stesso ho fatto io con lei.

 
Stato
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