Me ne rendo conto ma i "pensieri", davvero, non so come evitarli. Cerco di dedicare maggiori attenzioni a mio marito, forse spinta dal senso di colpa per quei pensieri, ma comunque tornano...non posso chiudermi in casa, evitare di andare a lavorare o in palestra o altro per evitare di conoscere altra gente. Ti posso dire che alla fine mi rendo sempre conto che "gli altri" non contano nulla, che questi pensieri mi portano, sempre, alla conclusione che amo ancora molto mio marito...ma voglio essere sincera, almeno qui: se le cose non dovessero cambiare, se l'infelicità di mio marito non dovesse avere fine con l'ottenimento di quello che lui deisdera più di ogni altra cosa (più del figlio che non viene, più di me)allora non credo che riuscirei a vivergli accanto per sempre.
Certi momenti "no" fanno parte della storia di una coppia ed amarsi è anche essere presenti e vicini in questi momenti, ma quando uno attorno ad una disavventura costruisce tutto il resto della sua vita, si annulla e non si rende conto, o non vuole farlo, che così facendo sta condannando all'infelicità anche l'altro...bhè allora, forse, lui per primo non merita di avere qualcuno accanto...