La televisione oggi dà alla gente quello che questa magari non chiede, ma alla fine apprezza. La televisione è un'impresa economico/politica, quella "di Stato" più ancora che quella privata. Pensare che una fabbrica di ricchezza del genere possa convertirsi alla cultura è come immaginare Edoardo Costa che fabeneficenza.
Gli Angela non possono diventare il modello della televisione, perchè se lo diventassero la gente andrebbe a cercare altre televisioni, o altre De Filippi. La gente (non chi scrive in questo 3d, forse) vuole gli assassinii al telegiornale, le lacrime, le lotte, i litigi, le banalità, le goliardate, le guerre. Non perchè le vogliano per sè, ma perchè in televisione non "fanno male", e danno sempre la possibilità di sentirsi in qualche modo o "parte di" oppure "migliori".
Il Silvio a parole non lo vuole nessuno, ma è dov'è perchè c'è stato messo. La De Filippi pure, i Simpson anche, e pure i vari reality.
Il prezzo di una cosa non lo fa chi vende, ma chi compra: se la gente non fosse disposta a comprare a quel prezzo, chi vende sarebbe stupido a mantenerlo. E non stiamo parlando di generi di prima necessità, che la gente sarebbe costretta a comprare comunque.
La vera rivoluzione, quindi non va attesa dall'alto, ma va prodotta dal basso, dal singolo, ua goccia per volta.
Certo, si, un grande si agli insegnanti preparati e motivati, ma la provocazione di Baricco, che invoca denaro per tramutare una fabbrica di denaro in un deserto (perchè questo sarebbe il risultato), rimane solo una provocazione, nella speranza che serva per coloro che, dotati di un minimo di coscienza e maturità, aiutino sè stessi e chi gli sta intorno a desiderare di togliere il muso dalla mangiatoia, e finalmente vivere da esseri umani.
Ma non temete, sta già accadendo, da millenni, pur se la strada è lunga.