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Old perroquet35
Guest
Conosco il detto "Aiutati che Dio t'aiuta", ma non riesco a metterlo in pratica. Porto avanti da anni una convivenza senza passione, più un'amicizia ormai che un rapporto d'amore. Sono prossima ai quaranta, ma non me li sento. Per descrivere meglio la situazione dirò che inizialmente ci siamo aiutati l'un l'altro e che su molte cose andiamo d'accordo.
Non ci capiamo quando si tratta di parlare di grossi cambiamenti (famiglia e lavoro): lui sta bene così, io a volte, non sempre, mi sento sacrificata.
L'altro mio problema è il lavoro: sono precaria.
Metto le mani avanti per quelle persone aggressive di cui ho letto qualche risposta nel forum. Non sono un'indecisa che poi si lamenta e basta. Insieme abbiamo risolto molti problemi pratici. E' inutile negare che oggi la vita è difficile se si è soli. Non solo per la solitudine in sè, quanto per molte ragioni pratiche. Detto questo SO che non è giusto che io mi sacrifichi così e SO che avviene.
Purtroppo non esiste una bacchetta magica
Sì! Perchè l'assurdo è che, benchè Lui mi trascuri, quando IO ho avuto la possibilità concreta di lasciarlo al suo infame destino, ho avuto degli SCRUPOLI. Perchè ho pensato che senza di me sarebbe morto?
Perchè mi sono sentita un'egoista a cercare da sola la mia felicità, visto che con lui è una chimera?
Solita vecchia storia?!?
Che casino (scusate!).
Non riesco a venirne a capo.
PS: (non siate troppo crudeli con me... Non lo sopporterei...)
PPS: ormai tappare i buchi non è più possibile: la mia incertezza viene dal fatto che non vorrei un amante, ma proprio una rottura definitiva.