Il muro di gomma

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Old Italia1

Utente di lunga data
Io non ho esperienza in materia perché i miei figli sono adulti e scelgono da soli e il padre (mi rendo conto ora) è sempre stato a mio rimorchio ...io credevo condividesse in realtà era in tutt'altre faccende affacendato.
Il consiglio che ti ho dato viene dalla mia esperienza di insegnante.
Capita di trovare genitori insicuri e incoerenti nell'educazione dei figli e quando questo crea problemi al figlio a scuola o per l'apprendimento o per le relazioni l'insegnante deve intervenire.
E' naturale che un genitore che si sente giudicato incompetente non potrà mai collaborare, ma solo contrapporsi alla scuola. Questo è deleterio per il figlio.
Per questo ho l'esperienza che rivolgermi al genitore riconoscendo che vuole bene al figlio, che cerca di fare del suo meglio e che possiede una competenza è l'unico modo per fargli accettare delle correzioni al suo atteggiamento.
Ovvio che non funziona che tu abbia un atteggiamento giudicante e che quando l'approvi lo faccia da una posizione di superiorità.
E' questo che intendevo.
Poi capisco che è difficile perché in mezzo c'è la vostra relazione che non può essere neutra.
ti giuro che non è così..può sembrare...perchè conoscendomi da quello che scrivo qui sono convinto che può sembrare..
la mia ex ha una forte personalità...tante capacità (e tanti orribili difetti)...e non hai idea quante volte IO ho cercato la sua approvazione ...dopo un certo momento la situazione nel nostro rapporto non si è ribaltata a mio favore, ma è diventata paritetica...se lei critica me (e lo fa anche) non lo fa con unatteggiamento da subalterno...quello a cui ti riferisci è dovuto ad una "STIMA" (non saprei come altro chiamarla) che lei ha nei miei confronti ma che esula assolutamente dal rapporto di noi con V., singolarmente o in coppia.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
persa ci ho già provato...non funziona....lei ti ignora sia quando la critichi sia quando le dici che fa bene. ed è anche successo (ok poche volte
) non è che io le vado contro per principio...
PS: mi ha coinvolto perchè aveva qualcosa da guadagnare...mi spiego meglio..non che fosse calcolato consciamente, ma comunque rispondevo ad un suo bisogno..una volta che questo bisogno non c'è, la mia opinione (non parlo di consigli, cosa che ho capito a cui ti riferisci) su decisioni che non possono andarle a genio è ininfluente....
Purtroppo nei confronti di tua figlia il coltello dalla parte del manico ce l'ha la signora.
Tu non solo sei lontano, ma stai (per tuo merito) facendo la parte del "cattivo", del moderatore compic., mentre ogni punto di scontro con un figlio, soprattutto in quell'età, dovrebbe essere congeniato tra entrambi i genitori (poi l'elemento debole al quale tenderebbe a rivolgersi il figlio di solito sarebbero i nonni, ma questa è un'altra storia).
L'unica cosa che posso consigliarti è di continuare ad agire come hai fatto, ma facendo attenzione ad usare con la bambina sempre toni tranquilli, in altre parole, dirle, magari si, che sua madre avrebbe dovuto rivolgersi a te direttamente, ma senza coinvolgerla emotivamente con toni forti.
Non ti conosco, per cui non so quanto superfluo il mio consiglio: spiega sempre le cose a tua figlia, ma mai con tono di giustificare le tue azioni, anzi, magari coinvolgila in ragionamenti logici, ma senza fare questione di colpe e ragioni, bensì di logico-illogico.
Tieniti poi magari una scorta di cose che invece sono tue decisioni e basta, per mantenere sempre la posizione di autorità alla quale lei deve imparare ad obbedire a prescindere dal motivo.
Ita, le mie sono opinioni, eh.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ti giuro che non è così..può sembrare...perchè conoscendomi da quello che scrivo qui sono convinto che può sembrare..
la mia ex ha una forte personalità...tante capacità (e tanti orribili difetti)...e non hai idea quante volte IO ho cercato la sua approvazione ...dopo un certo momento la situazione nel nostro rapporto non si è ribaltata a mio favore, ma è diventata paritetica...se lei critica me (e lo fa anche) non lo fa con unatteggiamento da subalterno...quello a cui ti riferisci è dovuto ad una "STIMA" (non saprei come altro chiamarla) che lei ha nei miei confronti ma che esula assolutamente dal rapporto di noi con V., singolarmente o in coppia.
Non era mia intenzione dare una connotazione negativa alla posizione di superiorità.
Può ben derivare dalla stima, ma credo che influenzi il vostro rapporto e renda difficile trovare un'intesa sul piano educativo.
 
O

Old sperella

Guest
i suoi genitori non sono mai esistiti...
sperella lei vive a 200km da me..il mio no conta zero...e questa non è una mia opinione..purtroppo è così...e non c'è niente che io possa fare..se non continuare a dirlo il mio no e la mia opinione, avendo COMUNQUE la consapevolezza del valore del mio eventuale no..e cioè molto poco...
Non ha avuto i genitori , quindi non ha nemmeno in mente un modello genitoriale da seguire / non seguire .
Dovresti , con modalità che puoi conoscere solo tu perchè sei stato insieme a lei per ( presumo) tot anni , accattivartela e fare in modo che spontaneamente quando si tratta di decidere di vs. figlia per questioni importanti ti contatti e ne parli prima con te .
E' inutile ( ma anche umano , lo capisco ) che ti incazzi perchè non lo fa e perchè non l'ha fatto , sortisci l'effetto opposto .
 

Old Italia1

Utente di lunga data
Purtroppo nei confronti di tua figlia il coltello dalla parte del manico ce l'ha la signora.
Tu non solo sei lontano, ma stai (per tuo merito) facendo la parte del "cattivo", del moderatore compic., mentre ogni punto di scontro con un figlio, soprattutto in quell'età, dovrebbe essere congeniato tra entrambi i genitori (poi l'elemento debole al quale tenderebbe a rivolgersi il figlio di solito sarebbero i nonni, ma questa è un'altra storia).
L'unica cosa che posso consigliarti è di continuare ad agire come hai fatto, ma facendo attenzione ad usare con la bambina sempre toni tranquilli, in altre parole, dirle, magari si, che sua madre avrebbe dovuto rivolgersi a te direttamente, ma senza coinvolgerla emotivamente con toni forti.
Non ti conosco, per cui non so quanto superfluo il mio consiglio: spiega sempre le cose a tua figlia, ma mai con tono di giustificare le tue azioni, anzi, magari coinvolgila in ragionamenti logici, ma senza fare questione di colpe e ragioni, bensì di logico-illogico.
Tieniti poi magari una scorta di cose che invece sono tue decisioni e basta, per mantenere sempre la posizione di autorità alla quale lei deve imparare ad obbedire a prescindere dal motivo.
Ita, le mie sono opinioni, eh.
andiamo per ordine..
mia figlia ha 12 anni e anche se non è un'adulta, è in grado ( e non in generale, ma rispetto alla sua personalità, maturità ecc...) di sopportare una "scenata" (virgolette ndr) come quella che le ho fatto al telefono...
non sono un genitore di quelli che un mio no o si non lo spiega...ma se mi girano le balle in un momento rivendico anche il diritto di non spiegarle nulla e impormi...diciamo che posso essere elastico...
sai come faccio a spiegare a mia figlia qualcosa? le faccio delle domande le cui risposte la dovrebbero portare a ragionare da sola appunto sulla logicità/illogicità di un comportamento o di una situazione....la questione è solo una..io posso anche fare ciò che dici, ma quando non c'è un intento comune anche io fossi un pedagogo premio nobel (e forse nemmeno in quel caso), nella mia condizione di padre separato e lontano (che poi è la discriminante di tutto questo discorso) sono ASSOLUTAMENTE cosciente del valore delle mie azioni educative..e quindi ripeto, molto basso..purtroppo...con questo, come ho già detto altre volte, non è mia intenzione abdicare, ma sono altresì cosciente che il perseverare di una situazione come quella descritta (cioè quella con sua madre) potrebbe portare ad una rottura fra me e lei.
e riuscire a "convinere" una ragazza (in prospettiva) di 13-14-15 anni ad avere un rapporto con suo padre a km di distanza quando questo (a torto a parere mio e forse in maniera oggettiva ma spesso conta poco questo, no?) non è "soddisfacente" è molto difficile...
 

Old Italia1

Utente di lunga data
Non ha avuto i genitori , quindi non ha nemmeno in mente un modello genitoriale da seguire / non seguire .
Dovresti , con modalità che puoi conoscere solo tu perchè sei stato insieme a lei per ( presumo) tot anni , accattivartela e fare in modo che spontaneamente quando si tratta di decidere di vs. figlia per questioni importanti ti contatti e ne parli prima con te .
E' inutile ( ma anche umano , lo capisco ) che ti incazzi perchè non lo fa e perchè non l'ha fatto , sortisci l'effetto opposto .
già spiegato sperella...ho provato in tutti e 2 i modi...l'effetto è lo stesso..vengo ignorato...ma non perchè lei sia in grado di poterlo fare perchè io sono un cretino, ma perchè è la situazione che glielo permette...quando vivevamo vicini non era così...si discuteva anche, ma il mio parere/opinione veniva rispettato e preso in considerazione...
 

Old Italia1

Utente di lunga data
e la questione non è come io mi debba comportare con mi a figli..la questione è la madre...E' lei che vede tutti i giorni e che la educa...io sono SOLO un appendice..e non lo dico perchè voglio essere contraddetto e consolato, ma perchè è la realtà dei fatti...il rapporto di affetto e tutto il resto c'è...il rapporto educativo NON ci può essere se non c'è comunione di intenti e comportamenti con chi ha l'incombenza giornaliera di seguire un figlio....
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
andiamo per ordine..
mia figlia ha 12 anni e anche se non è un'adulta, è in grado ( e non in generale, ma rispetto alla sua personalità, maturità ecc...) di sopportare una "scenata" (virgolette ndr) come quella che le ho fatto al telefono...
non sono un genitore di quelli che un mio no o si non lo spiega...ma se mi girano le balle in un momento rivendico anche il diritto di non spiegarle nulla e impormi...diciamo che posso essere elastico...
sai come faccio a spiegare a mia figlia qualcosa? le faccio delle domande le cui risposte la dovrebbero portare a ragionare da sola appunto sulla logicità/illogicità di un comportamento o di una situazione....la questione è solo una..io posso anche fare ciò che dici, ma quando non c'è un intento comune anche io fossi un pedagogo premio nobel (e forse nemmeno in quel caso), nella mia condizione di padre separato e lontano (che poi è la discriminante di tutto questo discorso) sono ASSOLUTAMENTE cosciente del valore delle mie azioni educative..e quindi ripeto, molto basso..purtroppo...con questo, come ho già detto altre volte, non è mia intenzione abdicare, ma sono altresì cosciente che il perseverare di una situazione come quella descritta (cioè quella con sua madre) potrebbe portare ad una rottura fra me e lei.
e riuscire a "convinere" una ragazza (in prospettiva) di 13-14-15 anni ad avere un rapporto con suo padre a km di distanza quando questo (a torto a parere mio e forse in maniera oggettiva ma spesso conta poco questo, no?) non è "soddisfacente" è molto difficile...
Non posso fare altro che dirmi del tutto solidale con te (per quanto poco serva).
Non vedo proprio soluzione, ma in bocca al lupo.
Occhio, solo che l'emotività che mostri non ti esautori: per quanto un dodicenne appaia maturo, ha dei termini di valutazione completamente diversi da quelli di un adulto, e può arrivare a conclusioni completamente diverse. (sempre opinioni, eh)
 

Old Italia1

Utente di lunga data
Non posso fare altro che dirmi del tutto solidale con te (per quanto poco serva).
Non vedo proprio soluzione, ma in bocca al lupo.
Occhio, solo che l'emotività che mostri non ti esautori: per quanto un dodicenne appaia maturo, ha dei termini di valutazione completamente diversi da quelli di un adulto, e può arrivare a conclusioni completamente diverse. (sempre opinioni, eh)
ma no...certo che io parlo con te....siamo adulti e posso permettermi e parlare in maniera differente di come parlo/parlerei con mia figlia...
e poi il mio approccio non lo trovo così emotivo...ho i miei momenti di sconforto come tutti ma non è che quando c'è mia figlia sono così...
e poi figurati..il mio motto è che con i figli ci vuole anche un gran cul.o...
quanti figli sciagurati ci sono con dei genitori "a modo" e viceversa?
 
O

Old sperella

Guest
già spiegato sperella...ho provato in tutti e 2 i modi...l'effetto è lo stesso..vengo ignorato...ma non perchè lei sia in grado di poterlo fare perchè io sono un cretino, ma perchè è la situazione che glielo permette...quando vivevamo vicini non era così...si discuteva anche, ma il mio parere/opinione veniva rispettato e preso in considerazione...
Ma se non si tratta di un problema di "carisma" bensì solo logistico , non si può presumere che con un'assidua presenza , seppur telefonica le cose migliorino ?

PS : sto solo tentando di ragionarci su , non sono madre , quindi se dico cazzate non prendertela Italia !
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
ma no...certo che io parlo con te....siamo adulti e posso permettermi e parlare in maniera differente di come parlo/parlerei con mia figlia...
e poi il mio approccio non lo trovo così emotivo...ho i miei momenti di sconforto come tutti ma non è che quando c'è mia figlia sono così...
e poi figurati..il mio motto è che con i figli ci vuole anche un gran cul.o...
quanti figli sciagurati ci sono con dei genitori "a modo" e viceversa?
Beh, certo ogni bambino ha la sua fondamentale di carattere naturale, ma l'influenza dei genitori è irrinunciabile.
 

Old Italia1

Utente di lunga data
Ma se non si tratta di un problema di "carisma" bensì solo logistico , non si può presumere che con un'assidua presenza , seppur telefonica le cose migliorino ?

PS : sto solo tentando di ragionarci su , non sono madre , quindi se dico cazzate non prendertela Italia !
ma figurati...perchè dovrei prendermela?
L'unica cosa che si mantiene avendo una presenza assidua telefonica in questi casi è la relazione affettiva, di vicinanza (che ovviamente è fondamentale, primaria). l'aspetto pedagogico/educativo non è molto e ha aspetto quasi esclusivo di rafforzamento delle posizioni del genitore che vive logisticamente vicino ai figli..e si avvicina allo zero se sempre il genitore affidatario ha comportamenti come la mia ex...dirò di più..sarei (è un paradosso) disposto anche ad abdicare all'aspetto educativo se mi rendessi conto che dall'altra parte ci fosse una madre in gamba e concentrarmi solo sull'aspetto affettivo...la mia situazione è quasi ribaltata, nel senso che sua madre non è che non la educa, ma fondamentalmente non ha gli strumenti per farlo e non vuole nemmeno sentirselo dire e predilige l'aspetto affettivo/accondiscendente (magari nemmeno in maniera pienamente cosciente). Paradossalente mi sono un paio di volte trovato ad essere d'accordo con il compagno di sua madre contro di lei per atteggiamenti che lei aveva con nostra figlia...però in definitiva a lui che frega (giustamente) essere in disaccordo con la sua compagna? la figlia non è la sua e sinceramente se una qualità ha questo uomo è il non farsi troppo coinvolgere in queste begne..e lo dico senza ironia...anche perchè se poi dovesse entrare a pienop diritto aiutando ad educare mia figlia nel modo corretto lo avrebbe anche nel rivendicare dei diritti propri decisionali nei confronti di mia figlia stessa..e il padre sono io non lui e non è ceeto questione di gelosia..sarebbe veramente un paradosso se io e lui saremmo i punti di riferimento "corretti" per mia figlia...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
persa, ho scritto che ci vuole quello, ma anche che comunque non s non si deve mai abdicare per questo....
Sei in gamba, ti auguro il successo che ti meriti
 

Old Italia1

Utente di lunga data
Sei in gamba, ti auguro il successo che ti meriti
beh..grazie...non so se sono in gamba...ma anche egoisticamente faccio in modo con quelle che sono le mie possibilità logistiche, caratteriali, economiche ecc....di non farmi rimproverare nulla, anche se poi mi rendo conto che potrebbe non essere nemmeno sufficiente......
 
O

Old sperella

Guest
beh..grazie...non so se sono in gamba...ma anche egoisticamente faccio in modo con quelle che sono le mie possibilità logistiche, caratteriali, economiche ecc....di non farmi rimproverare nulla, anche se poi mi rendo conto che potrebbe non essere nemmeno sufficiente......
Questo lo dici adesso , perchè in un certo qual modo ti senti impotente , ma così non è .
Per tanti padri che se ne fottono , ce ne fossero di padri come te che alla domenica sera rimuginano sulla tristezza di non poter educare al meglio la propria figlia .
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
beh..grazie...non so se sono in gamba...ma anche egoisticamente faccio in modo con quelle che sono le mie possibilità logistiche, caratteriali, economiche ecc....di non farmi rimproverare nulla, anche se poi mi rendo conto che potrebbe non essere nemmeno sufficiente......
La perfezione non è cosa umana (anche se qualcuno non la pensa così).
L'importante è sapere di aver provato a fare il meglio che si può.
Questo concorre ad evitare che, davanti ad eventuali insuccessi, ci si perda nell' autodisistima, e ci si possa quindi dedicare alla soluzione dell'eventuale problema.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Questo lo dici adesso , perchè in un certo qual modo ti senti impotente , ma così non è .
Per tanti padri che se ne fottono , ce ne fossero di padri come te che alla domenica sera rimuginano sulla tristezza di non poter educare al meglio la propria figlia .
Quotissimo alla centesima potenza!
 
O

Old sperella

Guest
ma figurati...perchè dovrei prendermela?
L'unica cosa che si mantiene avendo una presenza assidua telefonica in questi casi è la relazione affettiva, di vicinanza (che ovviamente è fondamentale, primaria). l'aspetto pedagogico/educativo non è molto e ha aspetto quasi esclusivo di rafforzamento delle posizioni del genitore che vive logisticamente vicino ai figli..e si avvicina allo zero se sempre il genitore affidatario ha comportamenti come la mia ex...dirò di più..sarei (è un paradosso) disposto anche ad abdicare all'aspetto educativo se mi rendessi conto che dall'altra parte ci fosse una madre in gamba e concentrarmi solo sull'aspetto affettivo...la mia situazione è quasi ribaltata, nel senso che sua madre non è che non la educa, ma fondamentalmente non ha gli strumenti per farlo e non vuole nemmeno sentirselo dire e predilige l'aspetto affettivo/accondiscendente (magari nemmeno in maniera pienamente cosciente). Paradossalente mi sono un paio di volte trovato ad essere d'accordo con il compagno di sua madre contro di lei per atteggiamenti che lei aveva con nostra figlia...però in definitiva a lui che frega (giustamente) essere in disaccordo con la sua compagna? la figlia non è la sua e sinceramente se una qualità ha questo uomo è il non farsi troppo coinvolgere in queste begne..e lo dico senza ironia...anche perchè se poi dovesse entrare a pienop diritto aiutando ad educare mia figlia nel modo corretto lo avrebbe anche nel rivendicare dei diritti propri decisionali nei confronti di mia figlia stessa..e il padre sono io non lui e non è ceeto questione di gelosia..sarebbe veramente un paradosso se io e lui saremmo i punti di riferimento "corretti" per mia figlia...
Parlare di cose che non si sanno perchè non si è vissuto quel ruolo è "pericoloso" , si può scivolare nel semplicismo e urtare .
La tua ex predilige l'essere amica di tua figlia alla fine .
Il problema è che non si rende conto , come dici .
E farglielo capire evitando casini e discussioni è arduo .
Hai mai pensato di chiedere il parere ad un esperto che ti aiuti a capire come puoi fare a comunicare con lei ?
 

Old Italia1

Utente di lunga data
Questo lo dici adesso , perchè in un certo qual modo ti senti impotente , ma così non è .
Per tanti padri che se ne fottono , ce ne fossero di padri come te che alla domenica sera rimuginano sulla tristezza di non poter educare al meglio la propria figlia .
non mi sento impotente...mi dispiace...
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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