Estrapolo questa frase del tuo intervento, per un discorso generale.
Ho spesso letto che ci sarebbe una corresponsabilità tra traditore e tradito per il tradimento perpetrato da uno dei due partner a danno dell'altro.
Io non sono d'accordo, non per il "ruolo" di tradito che mi ha visto uscire da una relazione a cui tenevo molto, ma perchè mi sono chiesto cosa ne avrei pensato a riguardo, a parti invertite. Cioè: quali colpe o responsabilità può avere una persona che si è sempre dimostrata generosa, altruista, premurosa, capace di ascoltare e di aiutare; che al di là degli alti e bassi ha costruito ed investito in un progetto.Se il tuo un caso specifico fa testo solo a te ed al tuo caso appunto. Spessodietro ad un tradimento c'é una mancanza di attenzione, una stasi di rapporto e dialogo ed un rilassarsi su posizioni di scontatezza che deteriorano l'interesse e la voglia di condividere.
Io sono dell'idea che di ogni azione sia responsabile esclusivamente il suo autore. Il fatto viene commesso solo dall'attore, poi possiamo discutere circa eventuali attenuanti (o aggravanti).Resta inteso che il tradimento risulta una risposta sleale ed opportunista a qualunque problema, ma questo lo si é detto infinite volte. In qualche modo diciamo la stessa cosa, tu le chiami attenuanti, io concorsi di colpa e per entrambi l'atto di tradire dimostra che si é immaturi per affrontare in modo coerente e consapevole le problamatiche che portano al tradimento, si pensa solo all'autogratificazione. Chi tradisce, e lo dico da sempre, tradisce per prima soprattutto la propria integrità scendendo a patti e compromessi.
Saluti.