Seriamente
E' indubbio che tutti si voglia avere insegnanti, competenti, preparati e motivati
e che gli insegnanti gradirebbero pure essere ben retribuiti...
...ma è una questione che non mi sembra vada mischiata con questa psudo riforma che sceglie solo di effettuare tagli.
I precari nella scuola sono una scelta, vero, ma ministeriale che non fa i concorsi e non istituisce altri mezzi di selezione perché è più "economico" (lo scrivo tra virgolette perché è un discorso di mero risparmio del costo degli stipendi e non conveniente per l'economia del Paese, a mio avviso, ovvio) e non perché sia personale in più.
Nella mia scuola, tutta a tempo pieno, almeno un terzo del personale è costituito da precari e questo è scandaloso non solo per loro (che comunque dopo un po' di anni hanno -o avevano finora-la certezza di lavorare ogni anno) quanto per gli utenti perché è personale che arriva per graduatoria formata in base al titolo di studio e all'anzianità accumulata e che non è stato selezionato e che non può garantire continuità essendo chiamato ogni anno a settembre in base ai posti disponibili.
Il fatto che la scuola abbia bisogno di risorse e riforme è un'affermazione incontestabile, ma pensare che questi provvedimenti rispondano a queste esigenze è un'assurdità.
Per quanto riguarda i tre insegnanti del modulo contestati va chiarito che sono tre ...per risparmiare.
Infatti sono tre su due classi e quindi uno e mezzo per classe e il modulo è stato introdotto come avviamento al tempo pieno che era stato valutato la soluzione migliore, ma troppo costosa perché richiede due insengnanti (interi!) su una classe. Inoltre in molte zone d'Italia il tempo pieno era di difficileattuazione e sarebbe sembrato a molte famiglie un'imposizione (al contrario di quello che è accaduto storicamente al nord dove il tempo pieno è nato come risposta di qualità all'esigenza di custodia delle famiglie e poi di formazione) anche per il costo della mensa. Inoltre molti comuni non sarebbero stati in grado di erogare il servizio mensa sia per carenza di risorse (e le famiglie non avrebbero certo accettato di farsene carico quando una pasciutta a casa costa molto meno) sia per questioni strutturali in quanto molte scuole sono in locali non idonei.
Quindi il modulo non è certo la formula di insegnamento ideale, ma è quella che è sembrata più attuabile nelle condizioni date per favorire l'estensione della scuola attiva e che crea competenze sperimentata nel tempo pieno
perché era stata constatata l'inadeguatezza del tempo normale.
E' evidente che poi
non tutti gli insegnanti siano preparati e appassionati da realizzare la scuola che si vorrebbe (in nessuna professioni tutti i professionisti rappresentano l'eccellenza), ma
questo non
si risolve certo diminuendo le ore di scuola e le opportunità di esperienze ai bambini, ma
attuando un piano di aggiornamento rigoroso. Tale piano era stato attuato per la scuola elementare (ora Primaria) dopo l'approvazione dei Nuovi Programmi dell'85 e aveva reso consapevoli anche maestre tradizionaliste della necessità di una scuola diversa.
La scuola è una istituzione e si riforma istituzionalizzando le buone pratiche ovvero quello che gli insegnanti hanno provato, sperimentato e poi consolidato come modalità più efficaci.
La stessa Riforma Moratti prevedeva una scuola con attività diversificate che richiedevano una molteplòicità di competenze degli insegnanti per produrre competenze negli alunni. Questa riforma era contestata perché suddivideva le attività in obbligatorie ed opzionali spezzettando le classi e su scelta delle famiglie che non sono in grado di comprendere che in quell'età, ad esempio, un bambino impara geometria e geografia...facendo educazione motoria.
Per me le tre maestre sono in effetti una formula poco valida ...ce ne vogliono quattro!
P.S. Non esiste l'insegnante di informatica e l'introduzione dell'informatica come disciplina (inserita nell'area matematica) è un'assurdità per bambini di quell'età in quanto non possono certo studiare il linguaggio di programmazione, ma semplicemente utilizzano il pc come mezzo per scrivere, disegnare, archiviare, ordinare e mostrare quello che hanno imparato e costruito con altri mezzi quindi, ad esempio, gli ipertesti vengono prima realizzati in forma di cartelloni. Quindi
si va in aula informatica non per studiare informatica, ma per utilizzare il pc per fare le altre discipline.