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Old confusa e ferita
Guest
Senza voler fare la psicologa della domenica penso che il nodo sia ciò che hai scritto tu.Te cara Ellina, hai preso consapevolezza del dolre che procura avere un figlio/a con difficoltà, lui non ha ancora affrontato, con se stesso, questo dolore e rifiuta inconsciamente di fare il genitore; ha preferito darsi a altri lidi perchè è più semplice è una via d'uscita... forse non si accorgerà mai nemmeno dei suoi sbagli perchè fa troppo male guardare in faccia la realtà. Lascialo andare per il tuo bene. un abbraccio forte forte a te e alla tua bimbaVedi fedi, io non ho “temporaneamente accantonato” mia figlia per provare a darle un futuro con suo padre. Quando ho scoperto tutto, quando ho visto che mentre io cercavo di affrontare il rifiuto della sua malattia e della sua disabilità, quando io cercavo di diventare madre di una creatura non voluta in quelle condizioni, faticosamente, tenacemente, dolorosamente …lui si dava alla pazza gioia, scopate, concerti, amore a profusione, viaggi, per me è stato un trauma. Credevo che stessimo scalando la montagna INSIEME, mentre invece lui si era fermato al rifugio a fare baldoria con la locandiera. Lui non è diventato padre di questa bambina, lo dimostra anche il modo brutale in cui ci ha scaricate. Quando ho visto come conduceva la sua vita, con leggerezza, con allegria, con disimpegno, mentre io ho fatto mesi e mesi sequestrata in casa a cercare di far sopravvivere questa creatura …. È successo quello che verena ha intuito bene …ho smesso le vesti di madre e di compagna, e ho assunto quelle di “amante”, in competizione con l’amante. In genere una madre si sente più forte dell’amante, perché ha figli belli e sani da “mettere sul piatto”, figli che il padre ama e che non se la sente di abbandonare, se non con dolore grande ….io guardavo il mio piatto sconsolata …avevo una bambina cerebrolesa grave, un’ handicappata, una vita fatta di sacrifici, di sedia a rotelle in futuro, di pannoloni, di tutori, di ricoveri, di medici, di fisioterapia. Ho provato un senso di vergogna per offrire “quella roba”, e gli ho riofferto quella di un tempo, semplicemente la donna, negando la madre, negando persino mia figlia. In questi mesi di tentativi di “ricostruire” ho percepito mia figlia come un peso, perché lui – indirettamente, subdolamente, mai apertamente - me l’ha fatta percepire così. Perché lui continuava a rimpiangere un amore e una vita disimpegnata e facile, e io mi sentivo una palla al suo piede, con questa nostra creatura bisognosa.
Ci ha fatto sentire una palla al piede. Ho fatto un grave torto a mia figlia, l’ho lasciata ore sul divano a piangere, mentre io piangevo per lui. Ero sola, lui non se ne è più preso cura negli ultimi mesi, da maggio. Mi sono sentita una donna rifiutata e una madre disprezzata. Ieri ho preso la mia splendida bambina, l’ho baciata tanto, e le ho detto “ora siamo io e te. Non speriamo nulla da lui. Facciamo finta che sia finito sotto a un treno. E andiamo avanti, amore mio”