O
Old nonsonounsanto
Guest
Le odio, perché hanno ossessioni mostruose, e non le confessano mai; un po' perché non ne hanno il coraggio (di fronte a se stesse, naturalmente, perché del nostro giudizio, ai nostri giudici, non interessa granché), un po' perché amano mantenere tutti i loro privilegi, ivi compreso quello di potersi fingere schifate venendo a conoscenza delle nostre. Le odio, perché se a letto qualcosa non funziona, non si domandano mai se è stato il loro modo di farlo che ha rovinato tutto (e a volte sono pezzi di legno inerti, che aspettano, preda di oscene convulsioni, l'orgasmo che graziosamente porgiamo loro senza porci domande -- perché non pensiamo più di avere il diritto di porgercene), mentre per noi sono grandi paranoie.
Aborro il loro vittimismo. Ci avessero reso schiavi, per vendicarsi di secoli di oppressione, avrei capito. Ma hanno scelto la strada più vile: il loro predominio è palese da ormai trent'anni, ma non smetteranno mai di lamentarsi, perché ci si gode di più, a comandare facendo finta di essere sottomesse. Sono preda di maniacali ossessioni igienico-alimentari-salutiste dalla più tenera età (il che significa, in particolare, che si fanno schifare da qualunque cosa non sia una loro schifezza), isteriche ed incostanti, inaffidabili e genericamente insopportabili, eppure non sanno fare altro che criticare il nostro stile di vita, addossandoci sempre le colpe dei nostri stereotipi.
Temo e sono disgustato più di ogni altra cosa al mondo dalla loro incostanza, il modo che hanno di cambiare radicalmente in un battito d'ali di farfalla, la maniera in cui sanno trasformarsi nei mostri più freddi e malvagi (in grado di colpire con le parole più che con ogni altra arma, perché il loro vittimismo giustifica ai loro occhi qualsiasi cattiveria verbale e morale) per «punirci» delle nostre colpe (lo facessero almeno per difendersi, ma invece no, loro lo fanno perché meritiamo una punizione). Mi distrugge la loro capacità di dimenticare, di voltare pagina come se niente fosse, di cancellarci e sostituirci in men che non si dica con un altro fantoccio, per cui possono ricominciare a dispensare il miele che permetterà loro di fare più male, alla fine.
Aborro il loro vittimismo. Ci avessero reso schiavi, per vendicarsi di secoli di oppressione, avrei capito. Ma hanno scelto la strada più vile: il loro predominio è palese da ormai trent'anni, ma non smetteranno mai di lamentarsi, perché ci si gode di più, a comandare facendo finta di essere sottomesse. Sono preda di maniacali ossessioni igienico-alimentari-salutiste dalla più tenera età (il che significa, in particolare, che si fanno schifare da qualunque cosa non sia una loro schifezza), isteriche ed incostanti, inaffidabili e genericamente insopportabili, eppure non sanno fare altro che criticare il nostro stile di vita, addossandoci sempre le colpe dei nostri stereotipi.
Temo e sono disgustato più di ogni altra cosa al mondo dalla loro incostanza, il modo che hanno di cambiare radicalmente in un battito d'ali di farfalla, la maniera in cui sanno trasformarsi nei mostri più freddi e malvagi (in grado di colpire con le parole più che con ogni altra arma, perché il loro vittimismo giustifica ai loro occhi qualsiasi cattiveria verbale e morale) per «punirci» delle nostre colpe (lo facessero almeno per difendersi, ma invece no, loro lo fanno perché meritiamo una punizione). Mi distrugge la loro capacità di dimenticare, di voltare pagina come se niente fosse, di cancellarci e sostituirci in men che non si dica con un altro fantoccio, per cui possono ricominciare a dispensare il miele che permetterà loro di fare più male, alla fine.