Potrebbe essere un archetipo, qualcosa di predeterminato racchiuso nell'inconscio di uomini e donne.
Persa, tu non senti un desiderio irrefrenabile di essere “sottomessa” ad un uomo?
Se non lo senti, è perché probabilmente questo desiderio lo hai soffocato!
Prima di sposarmi ho partecipato assieme a mia moglie ad un corso prematrimoniale.
In questo corso ci hanno detto che la donna doveva essere “sottomessa” all'uomo, come la Chiesa lo è a Cristo. E l'uomo doveva amare la donna come Cristo ama la Chiesa, fino a dare la propria vita per lei.
A me e a mia moglie sembravano discorsi assurdi, fuori dal tempo e non li abbiamo mai seguiti.
Il rapporto con mia moglie è sempre stato alla pari.
È sempre stata libera (anche troppo... :nuke
.
Ognuno prendeva autonomamente le decisioni che lo riguardavano.
Le decisioni che interessavano entrambi le abbiamo sempre prese assieme.
Non c'è stata assolutamente traccia di paternalismo nella nostra relazione.
Il risultato (parziale) del nostro matrimonio non può certo essere considerato un successo.
Dietro a questo insuccesso ci sono senza dubbio svariati motivi.
Forse un errore è stato anche quello di non aver seguito i consigli del corso prematrimoniale.
Io, adesso, ho l'impressione che questa relazione “alla pari” sia bellissima in teoria ma che in pratica divida la coppia.
Le due persone non si “fondono”, non si donano completamente, non rinunciano completamente ai propri egoismi.
Sono come due rette che corrono parallele senza incontrarsi mai.
Non diventano “una sola carne”.
È un amore parziale: non è donare la propria vita per l'altro.
È un po' come se fossero due persone conviventi e non due persone sposate per sempre.
Non so se mi sono capito...
Mia madre aveva un carattere più forte di quello di mio padre. In pratica decideva tutto lei in famiglia. Ma ha sempre lasciato credere a mio padre che il “capofamiglia” fosse lui.
È un po' quello che dice Bruja: le donne hanno l'abilità di governare chi governa.
Per il resto voglio lasciar chiaro che non discuto assolutamente tutte le conquiste del femminismo (passate, presenti e future): non mi piacciono le pietre!
Allora Giobbe, ti dico la mia. Io sono cresciuta in una famiglia matriarcale, ossia prima "portava i pantaloni" mia nonna e poi li ha portati e li porta tuttora mia mamma. Da bambina avevo l'idea che fossero le donne a "governare" il mondo.
Poi con sgomento mi sono accorta che non è così. Non era sgomento perché ero convinta che gli uomini non fossero in grado, ma proprio perché la vedevo come un'assoluta novità.
Sono giunta alla conclusione che non sia una questione di sesso. Probabilmente in una coppia c'è sempre un partner più forte e uno un po' più accondiscendente. Se entrambi si trovano bene nei rispettivi ruoli (che orrida parola, ma vabbé) la coppia funziona.
Se entrambi si mettono a fare i galli nel pollaio diventa un inferno. O se entrambi fanno i mollaccioni, della serie "cosa desideri fare?" "per me è uguale, decidi tu? "no, amore, dimmi pure tu.." non se ne esce.
Forse, dico forse, ogni tanto l'uomo ha difficoltà ad accettare il suo ruolo più accondiscendente. Perché parliamoci chiaro, tante donne hanno davvero le palle quadrate. Sono decise, non tentennano, non ti stanno a indorare la pillola, non menano il can per l'aia. Cose che invece tanti uomini fanno, secondo quel che osservo.
Allora secondo me basterebbe liberarsi un pochino da quegli antichi retaggi (non facile eh, per entrambi) e accettare la propria natura che poco ha a che fare con strategie di competizione inventate nel corso dei secoli.
E rendersi conto che due caratteri forti probabilmente andranno incontro a difficoltà all'interno della coppia, come pure due caratteri deboli.
E se l'uomo si rendesse conto che in fondo è lui quello un po' più "debole", che non tenti di recuperare qualcosa che manco fa parte della sua natura individuale, che lo accetti con gioia senza vergognarsene. Stessa cosa la donna. Si rendesse conto che la manager è lei non c'è bisogno di farsi venire i sensi di colpa, tramortendoli con un ruolo di casalinga frustrata, che non c'entra una mazza con la sua vera natura.
Non so, questa è una riflessione, che necessita senz'altro di ulteriore approfondimento.