amore di coppia? no grazie

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Grande82

Utente di lunga data
Ah... sono già più tranquilla... scherzo eh...


ps escludo dall'amore universale tutto il parentado mio, per il resto si può fare.
in che senso il ps?
Che ami l'universo tranne i tuoi parenti stretti!?!??

Comunque, a parte gli scherzi, cos'è l'amore? E cos'è l'amore universale?
Per come intendo io la cosa, non si può amare l'universo... nemmeno lo conosciamo!
 

MK

Utente di lunga data
in che senso il ps?
Che ami l'universo tranne i tuoi parenti stretti!?!??

Comunque, a parte gli scherzi, cos'è l'amore? E cos'è l'amore universale?
Per come intendo io la cosa, non si può amare l'universo... nemmeno lo conosciamo!

Diciamo la famiglia d'origine...

Cos'è l'amore? E lo vieni a chiedere a me?


Fammi la domanda di riserva.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Ciao bimbi belli! Buona giornata a tutti!
La visione di un pezzo del film con Richard Gere ieri sera mi ha messo proprio di buon umore! (cacchio, nella risposta rapida non so dove trovare le faccine)

Sono a terra come lo sputo di un cinese.
Tirèm inàanz.

Amore universale è una parola tropo grossa eh?
Io però sono partito dalla parte opposta, dove con la parola amore si è abituati a riferirsi ad un' infinità di piccoli e grandi egoismi, istinti, debolezze. Ditemi per quale motivo, a parte la logica discendenza genetica, io dovrei amare mio figlio più di un altro qualsiasi bambino? Non sono forse entrambi degni del mio amore e di quello di tutti? E il fattore discendenza non è forse meramente istintivo/animale?
Se l'amore, quello vero, dovesse riferirsi solamente a coloro che conosciamo, come qualcuno ha detto, dovremmo allora essere capaci di amare anche coloro che, conosciuti, ci sono ostili o anche semplicemente antipatici!
Non confondiamo la nostra capacità ed il dovere di amare con la necessità che abbiamo di difendere noi stessi dalle debolezze altrui. Il mio è un discorso molto ampio, certamente, ma mi sembra che se dovessimo riuscire, noi quattro gatti in questo forum, ad elaborare in maniera un po' meno circoscritta del solito il concetto di amore, forse molti di noi potrebbero trovare una risposta diversa a ciò che stanno passando, anche solo un ridimensionamento di certe prese di posizione.
Se proprio vogliamo fare riferimento a me che sono il promotore di questo argomento, beh, devo dirvi sinceramente che quanto mi è successo in un primo momento mi ha portato via di botto tutto quello che mi ero costruito internamente. Ho perso in un colpo tutta la stabilità e la serenità che un certo tipo di visione umanistica mi aveva concesso fino a quel momento. Ho avuto, però, la possibilità di analizzare le mie reazioni e fare il confronto a vivo tra ciò che è teoricamente giusto e ciò che è istintivamente inevitabile.
Non può esserci, nell'amore vero, alcuna imposizione di atteggiamenti o ritualismi che comportino giudizi propri od altrui: il semplice riconoscimento del fatto che i limiti nostri sono nostri non sono piu o meno "giusti" di quelli degli altri è già sufficiente perchè si possa essere motivati a dare il meglio che possiamo senza necessariamente crocifiggeci o demandare ad altri la colpa della delusione di aspettative del tutto nostre.
Riconosciamo che molto del nostro amore per il nostro partner è fatto di istinto ed egoismo, anche ed a volte soprattutto quando decidiamo di dedicare a lui/lei tutto noi stessi. Proviamo a non giustificarci ed a pensare che i nostri limiti, anche se diversi, non possono essere giustificati più di quelli degli altri.
La mia sofferenza in quanto mi è successo, una volta elaborata si è rivelata essere principalmente causata dalla mia sensazione da un lato di non essere stato capace di agire in modo più efficace quando era necessario, e dall'altro lo smacco personale di essermi visto "messo alla porta" in un primo tempo, e "sostituito", messo a confronto, successivamente. Tutto ciò non ha niente a che fare con l'amore.
Tornando ad una visione generale: ogni coppia si forma perchè ognuno ha "bisogno" dell'altro, quindi cerca in esso foss'anche solamente un appagamento emotivo. Questo, nelle mille e mille varianti possibili, è comunque prendere, non dare, quindi non può essere Amore.
Nella gelosia, poi, c'è l'istinto di possesso che domina e l'amor proprio ferito che gli fa compagnia.
 

MK

Utente di lunga data
ogni coppia si forma perchè ognuno ha "bisogno" dell'altro, quindi cerca in esso foss'anche solamente un appagamento emotivo. Questo, nelle mille e mille varianti possibili, è comunque prendere, non dare, quindi non può essere Amore.
Nella gelosia, poi, c'è l'istinto di possesso che domina e l'amor proprio ferito che gli fa compagnia.
Alce ci sono arrivata anch'io, dopo grandi dolori. Non che sia facile ma ci provo. Quello che non mi è chiaro è come si fa. Ho sempre pensato che alla base ci debba essere comunque un legame tra due persone. Che vada oltre gelosia possesso ecc.ecc. ma comunque un legame.

Un figlio? Passioni comuni? L'amore che si dirama in più direzioni ma il nucleo resta comunque la coppia...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
..........Ho sempre pensato che alla base ci debba essere comunque un legame tra due persone. Che vada oltre gelosia possesso ecc.ecc. ma comunque un legame.

Un figlio? Passioni comuni? L'amore che si dirama in più direzioni ma il nucleo resta comunque la coppia...
Ioi sono tendenzialmente un romantico, apprezzo enormemente le emozioni date dal rapporto con gli altri, ma non bisogna a mio avviso dimenticare del tutto che esse sono prevalentemente di carattere istintivo laddove l'istinto non è altro che un retaggio animale (non per questo negativo ma indubiamente tale).

Un figlio, passioni comuni... la coppia al centro... Certo, ma prova per un momento a vedere la coppia semplicemente dal suo punto di vista "strumentale", come una situazione particolarmente favorevole all'allevamento dei figli ed alla difesa reciproca dal mondo che, si sa, in due spesso è più facile da affrontare che da soli. Certo poi nelle coppie gli attriti interni si rivelano più devastanti delle influenze esterne, e qui tra noi ne abbiamo copioso esempio, ma alla sua origine ha come motivazione la procreazione e l'autodifesa o comunque l'appagamento di bisogni. Istinto di sopravvivenza animale, né più né meno. Poi, siccome purtroppo per noi non siamo solo animali, subentrano anche quelle emozioni che nulla hanno a che fare con l'animalità, ma il più delle volte queste fanno solo da corollario. Gli affetti, a qualsiasi livello, hanno mille sfaccettatrure, ma in soldoni si risolvono in istinti. Non sto demonizzando nulla, né sto dicendo che dovremmo diventare tutti asceti e santi, ma proviamo un po', semplicemente, ad ammettere anche l'esistenza di quella parte di noi che sempre tentiamo di nascondere anche se in definitiva è la prevalente. Se io bastassi a me stesso non avrei bisogno di formare una coppia, amerei ogni cosa che mi circonda allo stesso modo. Sono un uomo, però, ho delle necessità insite nella mia natura, ho quindi bisogno degli altri. Il mio rapportarmi con loro, devo quindi ammettere, è improntato principalmente sui miei bisogni egoistici, (anche scrivere qui) e sta a me produrre i minori danni possibili pur difendendomi da quelli che mi può provocare il mio partner o chi mi vive vicino. La coppia rappresenta la particella più piccola dell'istinto di branco. (che gli umani poetizzano in "istinto di aggregazione").
 

MK

Utente di lunga data
Se io bastassi a me stesso non avrei bisogno di formare una coppia, amerei ogni cosa che mi circonda allo stesso modo.

Non credo allo stesso modo. Non è possibile. Altrimenti l'innamoramento è un'illusione. Ci sono persone che amiamo, alle altre vogliamo bene, è diverso.

Per allevare i figli non serve la coppia, serve la comunità. Anzi, secondo me è più sano per un bambino crescere con vari riferimenti, oltre a mamma e papà...

ps io sono maledettamente romantica. Ma non sentimentale.
 
O

Old stellamarina

Guest
Ciao bimbi belli! Buona giornata a tutti!
La visione di un pezzo del film con Richard Gere ieri sera mi ha messo proprio di buon umore! (cacchio, nella risposta rapida non so dove trovare le faccine)

Sono a terra come lo sputo di un cinese.
Tirèm inàanz.

Amore universale è una parola tropo grossa eh?
Io però sono partito dalla parte opposta, dove con la parola amore si è abituati a riferirsi ad un' infinità di piccoli e grandi egoismi, istinti, debolezze. Ditemi per quale motivo, a parte la logica discendenza genetica, io dovrei amare mio figlio più di un altro qualsiasi bambino? Non sono forse entrambi degni del mio amore e di quello di tutti? E il fattore discendenza non è forse meramente istintivo/animale?
Se l'amore, quello vero, dovesse riferirsi solamente a coloro che conosciamo, come qualcuno ha detto, dovremmo allora essere capaci di amare anche coloro che, conosciuti, ci sono ostili o anche semplicemente antipatici!
Non confondiamo la nostra capacità ed il dovere di amare con la necessità che abbiamo di difendere noi stessi dalle debolezze altrui. Il mio è un discorso molto ampio, certamente, ma mi sembra che se dovessimo riuscire, noi quattro gatti in questo forum, ad elaborare in maniera un po' meno circoscritta del solito il concetto di amore, forse molti di noi potrebbero trovare una risposta diversa a ciò che stanno passando, anche solo un ridimensionamento di certe prese di posizione.
Se proprio vogliamo fare riferimento a me che sono il promotore di questo argomento, beh, devo dirvi sinceramente che quanto mi è successo in un primo momento mi ha portato via di botto tutto quello che mi ero costruito internamente. Ho perso in un colpo tutta la stabilità e la serenità che un certo tipo di visione umanistica mi aveva concesso fino a quel momento. Ho avuto, però, la possibilità di analizzare le mie reazioni e fare il confronto a vivo tra ciò che è teoricamente giusto e ciò che è istintivamente inevitabile.
Non può esserci, nell'amore vero, alcuna imposizione di atteggiamenti o ritualismi che comportino giudizi propri od altrui: il semplice riconoscimento del fatto che i limiti nostri sono nostri non sono piu o meno "giusti" di quelli degli altri è già sufficiente perchè si possa essere motivati a dare il meglio che possiamo senza necessariamente crocifiggeci o demandare ad altri la colpa della delusione di aspettative del tutto nostre.
Riconosciamo che molto del nostro amore per il nostro partner è fatto di istinto ed egoismo, anche ed a volte soprattutto quando decidiamo di dedicare a lui/lei tutto noi stessi. Proviamo a non giustificarci ed a pensare che i nostri limiti, anche se diversi, non possono essere giustificati più di quelli degli altri.
La mia sofferenza in quanto mi è successo, una volta elaborata si è rivelata essere principalmente causata dalla mia sensazione da un lato di non essere stato capace di agire in modo più efficace quando era necessario, e dall'altro lo smacco personale di essermi visto "messo alla porta" in un primo tempo, e "sostituito", messo a confronto, successivamente. Tutto ciò non ha niente a che fare con l'amore.
Tornando ad una visione generale: ogni coppia si forma perchè ognuno ha "bisogno" dell'altro, quindi cerca in esso foss'anche solamente un appagamento emotivo. Questo, nelle mille e mille varianti possibili, è comunque prendere, non dare, quindi non può essere Amore.
Nella gelosia, poi, c'è l'istinto di possesso che domina e l'amor proprio ferito che gli fa compagnia.



Bolognese anche tu???

In merito all'argomento amore io direi che il concetto di riuscire ad amare tutti incondizionatamente non è proprio del genere umano, mi sembra piu' un concetto divino. L'essere umano e' vittima delle sue debolezze e del suo egoismo, ma puo' dispensare anche tanto amore anche se non incondizionato, è nella sua natura e nonostante tutto con le sue contraddizioni è perfetto cosi'.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
[/b]


Bolognese anche tu???

In merito all'argomento amore io direi che il concetto di riuscire ad amare tutti incondizionatamente non è proprio del genere umano, mi sembra piu' un concetto divino. L'essere umano e' vittima delle sue debolezze e del suo egoismo, ma puo' dispensare anche tanto amore anche se non incondizionato, è nella sua natura e nonostante tutto con le sue contraddizioni è perfetto cosi'.
No, sono piemontese d.o.c.

Per carità lasciamo perdere la parola "divino" ammenoché non pratichi uno stacco dopo la prima sillaba!

Certo che l'amore universale non è umano, ma credo che sia proprio quello, in piccola percentuale (piccolissima) che fa realmente la differenza tra uomini e bestie. L'intelligenza non è altro che un artiglio più grosso ed affilato di altri.
Sul "....perfetto così" avrei qualche dubbio, ma.... può migliorare.
 
O

Old stellamarina

Guest
No, sono piemontese d.o.c.

Per carità lasciamo perdere la parola "divino" ammenoché non pratichi uno stacco dopo la prima sillaba!

Certo che l'amore universale non è umano, ma credo che sia proprio quello, in piccola percentuale (piccolissima) che fa realmente la differenza tra uomini e bestie. L'intelligenza non è altro che un artiglio più grosso ed affilato di altri.
Sul "....perfetto così" avrei qualche dubbio, ma.... può migliorare.
No non lasciamola perdere questa parola, è necessaria per espiremere un concetto di qualcosa che non appartiene a questo mondo. Lungi da me voler tirare in ballo la religione, essendo atea.
Per il resto un buon bicchiere di cabernet-sauvignon magari dei miei cari colli bolognesi piace tanto anche a me
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
No non lasciamola perdere questa parola, è necessaria per espiremere un concetto di qualcosa che non appartiene a questo mondo. Lungi da me voler tirare in ballo la religione, essendo atea.
Per il resto un buon bicchiere di cabernet-sauvignon magari dei miei cari colli bolognesi piace tanto anche a me
Vabbè, va, per questa volta te la concedo.

Un Roero Arneis? Un Galestro? Un Bianco di Custoza? Cin Cin
 
O

Old giobbe

Guest
Ciao Alce, provo a risponderti anch'io.

Ciao bimbi belli! Buona giornata a tutti!
La visione di un pezzo del film con Richard Gere ieri sera mi ha messo proprio di buon umore! (cacchio, nella risposta rapida non so dove trovare le faccine)

Sono a terra come lo sputo di un cinese.
Tirèm inàanz.

Amore universale è una parola tropo grossa eh?
Io però sono partito dalla parte opposta, dove con la parola amore si è abituati a riferirsi ad un' infinità di piccoli e grandi egoismi, istinti, debolezze. Ditemi per quale motivo, a parte la logica discendenza genetica, io dovrei amare mio figlio più di un altro qualsiasi bambino? Non sono forse entrambi degni del mio amore e di quello di tutti? E il fattore discendenza non è forse meramente istintivo/animale?

Ami più tuo figlio che uno sconosciuto perché tuo figlio ti è prossimo. Lo ameresti di più che uno sconosciuto anche se fosse un figlio adottivo anche se lì il legame di sangue non esisterebbe.


Se l'amore, quello vero, dovesse riferirsi solamente a coloro che conosciamo, come qualcuno ha detto, dovremmo allora essere capaci di amare anche coloro che, conosciuti, ci sono ostili o anche semplicemente antipatici!

È proprio quello che dovremo fare, anche se è molto difficile.

Non confondiamo la nostra capacità ed il dovere di amare con la necessità che abbiamo di difendere noi stessi dalle debolezze altrui. Il mio è un discorso molto ampio, certamente, ma mi sembra che se dovessimo riuscire, noi quattro gatti in questo forum, ad elaborare in maniera un po' meno circoscritta del solito il concetto di amore, forse molti di noi potrebbero trovare una risposta diversa a ciò che stanno passando, anche solo un ridimensionamento di certe prese di posizione.
Se proprio vogliamo fare riferimento a me che sono il promotore di questo argomento, beh, devo dirvi sinceramente che quanto mi è successo in un primo momento mi ha portato via di botto tutto quello che mi ero costruito internamente. Ho perso in un colpo tutta la stabilità e la serenità che un certo tipo di visione umanistica mi aveva concesso fino a quel momento.

Anche per me il tradimento è stata una brutta botta.

Ho avuto, però, la possibilità di analizzare le mie reazioni e fare il confronto a vivo tra ciò che è teoricamente giusto e ciò che è istintivamente inevitabile.
Non può esserci, nell'amore vero, alcuna imposizione di atteggiamenti o ritualismi che comportino giudizi propri od altrui: il semplice riconoscimento del fatto che i limiti nostri sono nostri non sono piu o meno "giusti" di quelli degli altri è già sufficiente perchè si possa essere motivati a dare il meglio che possiamo senza necessariamente crocifiggeci o demandare ad altri la colpa della delusione di aspettative del tutto nostre.

Se per limiti intendi regole, nel matrimonio le regole sono chiare e accettate da entrambe le parti.
Non si cambiano le regole dopo che la partita è iniziata.
Se per limiti intendi debolezze dell'animo umano: viviamo per migliorarci, dobbiamo cercare di diventare persone migliori. Non possiamo perdere il rispetto dell'altro. Tradire è una mancanza di rispetto.

Riconosciamo che molto del nostro amore per il nostro partner è fatto di istinto ed egoismo, anche ed a volte soprattutto quando decidiamo di dedicare a lui/lei tutto noi stessi.

L'amore di un bambino per i genitori è fatto di istinto e egoismo.
L'amore adulto dovrebbe andare oltre l'istinto e l'egoismo. Dovrebbe essere dono gratuito.

Proviamo a non giustificarci ed a pensare che i nostri limiti, anche se diversi, non possono essere giustificati più di quelli degli altri.
La mia sofferenza in quanto mi è successo, una volta elaborata si è rivelata essere principalmente causata dalla mia sensazione da un lato di non essere stato capace di agire in modo più efficace quando era necessario, e dall'altro lo smacco personale di essermi visto "messo alla porta" in un primo tempo, e "sostituito", messo a confronto, successivamente. Tutto ciò non ha niente a che fare con l'amore.

Quando si è traditi, l'essere “sostituiti” fa molto male al nostro ego.
Questo dolore non è prova del nostro amore, è prova della mancanza di amore da parte del traditore.
Il semplice rimanere fedeli è un atto di amore.
Quando siamo traditi soffriamo perché non ci sentiamo amati.

Tornando ad una visione generale: ogni coppia si forma perchè ognuno ha "bisogno" dell'altro, quindi cerca in esso foss'anche solamente un appagamento emotivo. Questo, nelle mille e mille varianti possibili, è comunque prendere, non dare, quindi non può essere Amore.
Nella gelosia, poi, c'è l'istinto di possesso che domina e l'amor proprio ferito che gli fa compagnia.

Uno dovrebbe sposarsi per fare felice l'altro, non per perseguire la propria felicità.
Credo che il matrimonio dovrebbe essere un cammino di maturazione dove si impara a vivere insieme ad una persona accettandone i difetti. L'intimità che si crea in una coppia dovrebbe permettere un confronto aperto e sincero ed una evoluzione, una “cura” delle ferite delle due persone.
 
O

Old giobbe

Guest
Ioi sono tendenzialmente un romantico, apprezzo enormemente le emozioni date dal rapporto con gli altri, ma non bisogna a mio avviso dimenticare del tutto che esse sono prevalentemente di carattere istintivo laddove l'istinto non è altro che un retaggio animale (non per questo negativo ma indubiamente tale).

Credo che l'amore vero sia fatto di poche emozioni e molto sudore, pazienza, sopportazione e spirito di sacrificio.

Un figlio, passioni comuni... la coppia al centro... Certo, ma prova per un momento a vedere la coppia semplicemente dal suo punto di vista "strumentale", come una situazione particolarmente favorevole all'allevamento dei figli ed alla difesa reciproca dal mondo che, si sa, in due spesso è più facile da affrontare che da soli.

La coppia è sicuramente l'ambiente ideale per allevare i figli.

Certo poi nelle coppie gli attriti interni si rivelano più devastanti delle influenze esterne, e qui tra noi ne abbiamo copioso esempio, ma alla sua origine ha come motivazione la procreazione e l'autodifesa o comunque l'appagamento di bisogni. Istinto di sopravvivenza animale, né più né meno. Poi, siccome purtroppo per noi non siamo solo animali, subentrano anche quelle emozioni che nulla hanno a che fare con l'animalità, ma il più delle volte queste fanno solo da corollario. Gli affetti, a qualsiasi livello, hanno mille sfaccettatrure, ma in soldoni si risolvono in istinti. Non sto demonizzando nulla, né sto dicendo che dovremmo diventare tutti asceti e santi, ma proviamo un po', semplicemente, ad ammettere anche l'esistenza di quella parte di noi che sempre tentiamo di nascondere anche se in definitiva è la prevalente.

Può darsi che nella preistoria le ragioni che hanno portato al formarsi della coppia siano quelle che tu hai citato. Credo che anche l'evoluzione sociale e culturale abbia influito molto nella formazione del concetto di coppia odierno. Come si sia originata la coppia è interessante ma per me non è fondamentale; l'importante è quello che essa rappresenta oggi.
Ognuno ha dentro di se ha un'idea di cosa rappresenti per lui la coppia.
Non c'è solo egoismo e istinto, ci sono anche valori morali.

Se io bastassi a me stesso non avrei bisogno di formare una coppia, amerei ogni cosa che mi circonda allo stesso modo. Sono un uomo, però, ho delle necessità insite nella mia natura, ho quindi bisogno degli altri. Il mio rapportarmi con loro, devo quindi ammettere, è improntato principalmente sui miei bisogni egoistici, (anche scrivere qui) e sta a me produrre i minori danni possibili pur difendendomi da quelli che mi può provocare il mio partner o chi mi vive vicino. La coppia rappresenta la particella più piccola dell'istinto di branco. (che gli umani poetizzano in "istinto di aggregazione").


L'uomo è un animale sociale, non vive bene da solo.
Ma l'uomo non nasce “imparato” a vivere in coppia o in comunità, è una cosa che apprende strada facendo.
Così come impara a fare il genitore.
Credo che il vero amore abbia due caratteristiche principali:


  1. Sacrificarsi per l'altro.
  2. Accettare l'altro con i suoi difetti e ferite.

Se mancano queste due caratteristiche non credo sia vero amore. È solo emozione e egoismo mascherati da amore.

Ciao, un abbraccio.
 

Lettrice

Utente di lunga data
L'essere umano non e' capace di sostenere l'amore di coppia o meglio non e' capace di sostenere l'amore che non sia rivolto a se stesso... figuriamoci l'amore universale...
 
Stato
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