Brunetta
Utente di lunga data
Le tracce della maturità sembrano rivolgersi più agli adulti, più che ai maturandi.
In particolare:
La traccia B3 della Maturità 2026 è sul saggio di Frank Furedi, «I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere».
Proposta B3
Tratto da: Frank Furedi, I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere, Meltemi, Milano, 2021, pag. 213.
“Un'altra parola a cui talvolta si ricorre per riferirsi a questi venti-trentacinquenni è "adultescenti" (adultescent), che in generale indica coloro che, rifiutando di sistemarsi e di assumersi impegni, vorrebbero piuttosto continuare a fare festa anche durante la mezza età. Nondimeno, la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta: così, quando il titolo di un articolo apparso su "The Atlantic" chiede When Are You Really an Adult? (Quando si è veramente adulti?), il pezzo prosegue la domanda retorica dichiarando: "In un'epoca in cui il confine tra infanzia ed età adulta è più sfumato che mai, che cos'è che rende le persone mature?". Com'è prevedibile, l'articolo non dà una risposta ma lascia semplicemente il lettore con la chiara impressione che, di qualunque cosa si tratti, l'età adulta è una seccatura. Secondo l'autore, "essere adulti non è sempre desiderabile": "l'indipendenza può diventare solitudine" e "la responsabilità può trasformarsi in stress".
La sensazione di sconforto che circonda l'identità adulta contribuisce a spiegare perché la cultura contemporanea si sforzi di preservare un confine tra la maturità e l'infanzia. La puerilità è idealizzata per la banalissima ragione che molte persone si sgomentano al pensiero di vivere l'alternativa: maturità, responsabilità e impegno incontrano solo una debole convalida da parte della cultura contemporanea».
In particolare:
La traccia B3 della Maturità 2026 è sul saggio di Frank Furedi, «I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere».
Proposta B3
Tratto da: Frank Furedi, I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere, Meltemi, Milano, 2021, pag. 213.
“Un'altra parola a cui talvolta si ricorre per riferirsi a questi venti-trentacinquenni è "adultescenti" (adultescent), che in generale indica coloro che, rifiutando di sistemarsi e di assumersi impegni, vorrebbero piuttosto continuare a fare festa anche durante la mezza età. Nondimeno, la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta: così, quando il titolo di un articolo apparso su "The Atlantic" chiede When Are You Really an Adult? (Quando si è veramente adulti?), il pezzo prosegue la domanda retorica dichiarando: "In un'epoca in cui il confine tra infanzia ed età adulta è più sfumato che mai, che cos'è che rende le persone mature?". Com'è prevedibile, l'articolo non dà una risposta ma lascia semplicemente il lettore con la chiara impressione che, di qualunque cosa si tratti, l'età adulta è una seccatura. Secondo l'autore, "essere adulti non è sempre desiderabile": "l'indipendenza può diventare solitudine" e "la responsabilità può trasformarsi in stress".
La sensazione di sconforto che circonda l'identità adulta contribuisce a spiegare perché la cultura contemporanea si sforzi di preservare un confine tra la maturità e l'infanzia. La puerilità è idealizzata per la banalissima ragione che molte persone si sgomentano al pensiero di vivere l'alternativa: maturità, responsabilità e impegno incontrano solo una debole convalida da parte della cultura contemporanea».