Il vero punto della faccenda, secondo me, non è tanto il fatto di essere incazzato oggi per cose successe 50 anni fa, quando scopri qualcosa è chiaro che ti vengono domande e dubbi, non è il fatto di scoprire di essere stati la seconda scelta di qualcuno ( un buon 80% delle persone lo sono, nelle relazioni ).
Il vero punto, secondo me è che nessuno dei due ha fatto veramente i conti col proprio passato. Nemmeno la moglie, se è per questo, visto che continua a difendere scelte discutibili che fece nascondendosi dietro al fatto che lui non c’era.
Sarebbe stato proattivo capire chi si era, accettarlo, prenderne coscienza, ammetterlo, archiviarlo, come farebbe qualsiasi persona corretta dentro una relazione sana.
E a lui farebbe bene farsi un bell’esame di coscienza sul fatto delle scelte che ha fatto che anche se parzialmente inconsapevoli sembrano più dettate da altri, dall’ambiente, dall’epoca, dal suo modo di essere, mettendosi in un vicolo cieco, in una gabbia auto costruita.
Io mi sarei incazzato, avrei urlato come mi sento, sbattuto la porta, avrei costretto al confronto, me ne sarei andato, o forse sarei rimasto ma avrei provocato un confronto, dentro un cambiamento.
Lui è lì, inchiodato dal suo arcaico modo di essere.