ParmaLetale
Utente cornasubente per diritto divino
Questo forum assomiglia sempre più a un campo di battaglia, dove traditi e traditori espongono ferite ancora aperte e cicatrici mai del tutto guarite. Negli ultimi post, non ho potuto fare a meno di notare quanto spesso venga preferito il "non conoscere" alla verità e non solo da chi ha tradito, ma anche da chi ha subito il tradimento.
Personalmente, per carattere, ho sempre creduto che solo la verità renda davvero liberi.
Non riuscirei mai a vivere nell’inganno, né a sopportare l’illusione di una bolla sentimentale costruita sulla menzogna.
Ne tantomeno riuscirei ad imporre una vita simile a chi mi sta accanto.
Oggi più che mai sono convinto che solo la verità permetta di vivere veramente liberi.
Abbiamo soltanto una vita.
A me pare che in discussioni come queste spesso emerga la formazione di due ‘fazioni’: da una parte chi tende a comprendere, giustificare o comunque ‘umanizzare’ chi tradisce; dall’altra chi si schiera più istintivamente con chi subisce il tradimento. È umano, comprensibile, e spesso riflette vissuti personali. A volte però noto che chi si pone dalla parte del traditore (o comunque ne difende le ragioni) adotta un tono un po’ supponente, o comunque difensivo: frasi come “non siamo qui per lapidare l’adultera”, o “chi tradisce avrà avuto i suoi motivi”, oppure “attenzione a chi si sente moralmente superiore, magari anche lui ha le sue colpe”. Intendiamoci: sono spunti che hanno il loro senso, perché le relazioni sono complesse e nessuno è senza peccato. Ma credo anche sia giusto ricordare che il tradimento implica sempre una rottura di fiducia e di lealtà, fatta in modo consapevole. E che chi lo subisce si trova a fare i conti con dolore, a volte umiliazione e perdita, spesso senza aver avuto nemmeno la possibilità di scegliere o sapere prima. Non si tratta di fare processi o di dividere il mondo in buoni e cattivi, ma di riconoscere che in certe dinamiche esistono ruoli asimmetrici.Ma anche rispetto per la persona con cui hai stabilito un patto.
A me sembra che si stia esagerando nella difesa di qualcosa di indifendibile.