Negozio di vestiti a Milano... ah no, Cina

Brunetta

Utente di lunga data
Neretto. Questa è la cosa che negli ultimi anni sento più spesso. Ovvero di un Made in Italy (moda, artigianato tipico, settore alimentare) che viene insegnato all’estero.
Era un tormentone negli anni sessanta che i Giapponesi fotografassero tutto in Italia, le vetrine di moda e arredamento, per riprodurre tutto a minor prezzo, poi sono arrivati i cinesi, adesso non devono fare la fatica di cercare di carpire le idee, perché diamo proprio formazione.
La creatività non si trasmette, ma si basa (ne abbiamo parlato proprio ieri in “Avevo ragione io…” ) sulla elaborazione di quanto è stato già fatto.
Ma, se si studia la storia, anche solo alle medie, si vede che i centri di potere, di produzione e di innovazione si spostano.
 

Marjanna

Utente di lunga data
E così perderemo anche l’esclusiva delle capacità.
E finalmente non ci vergogneremo a chiamarci quello che realmente siamo: colonia.
Militarmente della NATO
Commercialmente della CINA
Ecco lo hai detto tu.

Era un tormentone negli anni sessanta che i Giapponesi fotografassero tutto in Italia, le vetrine di moda e arredamento, per riprodurre tutto a minor prezzo, poi sono arrivati i cinesi, adesso non devono fare la fatica di cercare di carpire le idee, perché diamo proprio formazione.
La creatività non si trasmette, ma si basa (ne abbiamo parlato proprio ieri in “Avevo ragione io…” ) sulla elaborazione di quanto è stato già fatto.
Ma, se si studia la storia, anche solo alle medie, si vede che i centri di potere, di produzione e di innovazione si spostano.
Benissimo, argomento chiuso.
Zitti, teste chine e galoppare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ecco lo hai detto tu.



Benissimo, argomento chiuso.
Zitti, teste chine e galoppare.
Il fatto è che noi europei non siamo nemmeno più importanti come mercato.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Il fatto è che noi europei non siamo nemmeno più importanti come mercato.
Ma tutte ste affermazioni, come voi scriveste dalla luna veramente fatico a comprenderle.
Brunetta, sto giro dico io a te di stare zitta, perchè te sei cresciuta in un periodo storico dove il made in Italy aveva un valore. Sei cosciente di come una generazione successiva guardi alle magagne lasciate dalle precedente, e mi fai il discorsetto scolastico totalmente asettico, come scrivessi da una base su Marte.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Ma tutte ste affermazioni, come voi scriveste dalla luna veramente fatico a comprenderle.
Brunetta, sto giro dico io a te di stare zitta, perchè te sei cresciuta in un periodo storico dove il made in Italy aveva un valore. Sei cosciente di come una generazione successiva guardi alle magagne lasciate dalle precedente, e mi fai il discorsetto scolastico totalmente asettico, come scrivessi da una base su Marte.
Veramente ha scritto qualcosa di molto reale.
Cosa non è chiaro?
 

Marjanna

Utente di lunga data
Veramente ha scritto qualcosa di molto reale.
Cosa non è chiaro?
Reale è reale. Non è questione di chiarezza, è questione di sto stato di totale inerzia che pare di stare in mezzo a morti.
La realtà cambia, e si determina anche. E prima che nasca ci si deve anche credere, noi non crediamo nel nostro paese, vale di più la fuffa di una cariolata di puttanate stratosferische, a cui viene data importanza, ascolto, argomento e quando si parla di questi argomenti una linea piatta. E allora? Ma che ti stupisci? è cosi e basta!!!
E poi andate a comprare la passione, il romanticismo a suon di centoni in qualche spa.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma tutte ste affermazioni, come voi scriveste dalla luna veramente fatico a comprenderle.
Brunetta, sto giro dico io a te di stare zitta, perchè te sei cresciuta in un periodo storico dove il made in Italy aveva un valore. Sei cosciente di come una generazione successiva guardi alle magagne lasciate dalle precedente, e mi fai il discorsetto scolastico totalmente asettico, come scrivessi da una base su Marte.
Io ho una visione, almeno cerco di averla, storica anche del presente.
Il fatto che si sia diffuso il cattivo gusto lo verifico ogni giorno e in ogni discussione sul presente e sui giovani, ne abbiamo parlato anche ieri.
Io sono cresciuta in una famiglia in cui bastava un armadio per tutti. Pensa un po’ a come ero coinvolta dalla moda e dal Made in Italy che avrebbe dovuto darmi orgoglio e benessere.
Ora mi piace spendere poco per vestirmi. Credo che piaccia a tutti. Mi hai scambiata per la Soncini che ama i miucci? Io nemmeno capisco il grande successo di tante firme italiane da Prada che ha come donna di riferimento la sciuretta milanese anni sessanta, a Dolce&Gabbana che hanno la prostituta da casa chiusa in libera uscita, a Versace che ha avuto come modello l’arricchita americana ecc. L’unico che ho sempre apprezzato è stato Armani. Ma lontano dalle mie possibilità, fisicità e stile.
Non capisco perché tu ti sia messa in testa che io sia una riccona milanese abituata a frequentare i riccastri ZTL, mentre Carola pensa che sia una pezzente invidiosa.
Non ho idea.
Dipenderà da voi.
Io ho chiaro quale è la mia importanza nello svolgimento degli event: nulla. Non ho alcuna importanza, ma proprio nessuna. Dovrei preoccuparmi per lo spostamento del centro del potere dall’Occidente (ma quando mai abbiamo avuto potere?) all’Oriente? Perché? Io non capisco questo coltivare frustrazioni, rancore, rabbia, rivendicazioni per cose su cui io non ho alcun potere.
Oppure pensiamo di poter cambiare qualcosa facendoci fare i vestiti dalla sarta con il tessuto della residuale fabbrica di zona? Ma vale anche per mille altre cose.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Reale è reale. Non è questione di chiarezza, è questione di sto stato di totale inerzia che pare di stare in mezzo a morti.
La realtà cambia, e si determina anche. E prima che nasca ci si deve anche credere, noi non crediamo nel nostro paese, vale di più la fuffa di una cariolata di puttanate stratosferische, a cui viene data importanza, ascolto, argomento e quando si parla di questi argomenti una linea piatta. E allora? Ma che ti stupisci? è cosi e basta!!!
E poi andate a comprare la passione, il romanticismo a suon di centoni in qualche spa.
Io?
È la generazione colpevole è quella degli Armani e Versace che ammiri?
 

danny

Utente di lunga data
Ma tutte ste affermazioni, come voi scriveste dalla luna veramente fatico a comprenderle.
Brunetta, sto giro dico io a te di stare zitta, perchè te sei cresciuta in un periodo storico dove il made in Italy aveva un valore. Sei cosciente di come una generazione successiva guardi alle magagne lasciate dalle precedente, e mi fai il discorsetto scolastico totalmente asettico, come scrivessi da una base su Marte.
Cominciamo dall'atteggiamento da un episodio molto recente.
Milano ha uno stadio di proprietà comunale dato in gestione a due società calcistiche da anni.
La struttura sorge su suolo comunale, è proprietà del comune che è anche proprietario delle linee pubbliche, ha costruito metropolitane per raggiungere lo stadio, del comune sono anche le strade attorno.
Dall'affitto alle società quindi il comune in teoria ha delle entrate.
Il Milan viene acquistato da un fondo statunitense, il quale sembra non abbia fisicamente nemmeno pagato ancora la transazione, il fondo decide di incrementare i profitti costruendo un nuovo stadio con servizi annessi.
Lo cerca un po' qui un po' là, fino ad ottenere risposta positiva a San Donato Milanese, dove si sta facendo di tutto per far arrivare il fondo USA.
Che sarà proprietario dello struttura e quindi avrà entrate, ma conta sulla disponibilità del pubblico per parcheggi, mezzi, strade, elaborando un progetto che prevede investimenti ridotti al minimo per questo necessario comparto.
Cos'abbia da guadagnarci la cittadina non si è ancora capito, ma identica trama di sviluppa a Rozzano per l'Inter.
Ora, quando tu fai entrare un fondo sul tuo territorio, è prevedibile l'atteggiamento speculativo che metterà in atto, che non terrà in alcun modo conto delle esigenze di chi ci abita.
Ora, cosa è successo negli ultimi anni?
Che in Italia sono entrati a fare acquisti tanti Fondi stranieri, con il beneplacito dei governanti attratti dagli investimenti stranieri.
Ma il fine di un fondo su un territorio non coincide MAI con le esigenze di chi ci abita, ma non costituisce nemmeno un passaggio obbligato per favorire una crescita economica. Alla fine, cosa rimane di italiano?
L'involucro.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Reale è reale. Non è questione di chiarezza, è questione di sto stato di totale inerzia che pare di stare in mezzo a morti.
La realtà cambia, e si determina anche. E prima che nasca ci si deve anche credere, noi non crediamo nel nostro paese, vale di più la fuffa di una cariolata di puttanate stratosferische, a cui viene data importanza, ascolto, argomento e quando si parla di questi argomenti una linea piatta. E allora? Ma che ti stupisci? è cosi e basta!!!
E poi andate a comprare la passione, il romanticismo a suon di centoni in qualche spa.
Secondo me sei fuori. A che ora hai la pastiglia oggi?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Cominciamo dall'atteggiamento da un episodio molto recente.
Milano ha uno stadio di proprietà comunale dato in gestione a due società calcistiche da anni.
La struttura sorge su suolo comunale, è proprietà del comune che è anche proprietario delle linee pubbliche, ha costruito metropolitane per raggiungere lo stadio, del comune sono anche le strade attorno.
Dall'affitto alle società quindi il comune in teoria ha delle entrate.
Il Milan viene acquistato da un fondo statunitense, il quale sembra non abbia fisicamente nemmeno pagato ancora la transazione, il fondo decide di incrementare i profitti costruendo un nuovo stadio con servizi annessi.
Lo cerca un po' qui un po' là, fino ad ottenere risposta positiva a San Donato Milanese, dove si sta facendo di tutto per far arrivare il fondo USA.
Che sarà proprietario dello struttura e quindi avrà entrate, ma conta sulla disponibilità del pubblico per parcheggi, mezzi, strade, elaborando un progetto che prevede investimenti ridotti al minimo per questo necessario comparto.
Cos'abbia da guadagnarci la cittadina non si è ancora capito, ma identica trama di sviluppa a Rozzano per l'Inter.
Ora, quando tu fai entrare un fondo sul tuo territorio, è prevedibile l'atteggiamento speculativo che metterà in atto, che non terrà in alcun modo conto delle esigenze di chi ci abita.
Ora, cosa è successo negli ultimi anni?
Che in Italia sono entrati a fare acquisti tanti Fondi stranieri, con il beneplacito dei governanti attratti dagli investimenti stranieri.
Ma il fine di un fondo su un territorio non coincide MAI con le esigenze di chi ci abita, ma non costituisce nemmeno un passaggio obbligato per favorire una crescita economica. Alla fine, cosa rimane di italiano?
L'involucro.
Sinceramente se sullo stadio ci guadagna Caltagirone o simile o un fondo estero, non vedo grandi differenze.
Anche perché, come Mani pulite ci ha insegnato, vi è un sistema di matrioske o di scatole cinesi di società che possiedono società che possiedono altre società ed è arduo risalire a chi realmente è il proprietario. Se il territorio lo devasta un italiano non sono più contenta. Abbiamo fatto da soli dal dopoguerra devastando ovunque. Ma ora la devastazione è finanziaria. Ne ho parlato più volte. Ma il problema sembra essere Zara, spagnola, che vende vestiti fatti in oriente.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Io ho una visione, almeno cerco di averla, storica anche del presente.
Il fatto che si sia diffuso il cattivo gusto lo verifico ogni giorno e in ogni discussione sul presente e sui giovani, ne abbiamo parlato anche ieri.
Io sono cresciuta in una famiglia in cui bastava un armadio per tutti. Pensa un po’ a come ero coinvolta dalla moda e dal Made in Italy che avrebbe dovuto darmi orgoglio e benessere.
Ora mi piace spendere poco per vestirmi. Credo che piaccia a tutti. Mi hai scambiata per la Soncini che ama i miucci? Io nemmeno capisco il grande successo di tante firme italiane da Prada che ha come donna di riferimento la sciuretta milanese anni sessanta, a Dolce&Gabbana che hanno la prostituta da casa chiusa in libera uscita, a Versace che ha avuto come modello l’arricchita americana ecc. L’unico che ho sempre apprezzato è stato Armani. Ma lontano dalle mie possibilità, fisicità e stile.
Non capisco perché tu ti sia messa in testa che io sia una riccona milanese abituata a frequentare i riccastri ZTL, mentre Carola pensa che sia una pezzente invidiosa.
Non ho idea.
Dipenderà da voi.
Io ho chiaro quale è la mia importanza nello svolgimento degli event: nulla. Non ho alcuna importanza, ma proprio nessuna. Dovrei preoccuparmi per lo spostamento del centro del potere dall’Occidente (ma quando mai abbiamo avuto potere?) all’Oriente? Perché? Io non capisco questo coltivare frustrazioni, rancore, rabbia, rivendicazioni per cose su cui io non ho alcun potere.
Oppure pensiamo di poter cambiare qualcosa facendoci fare i vestiti dalla sarta con il tessuto della residuale fabbrica di zona? Ma vale anche per mille altre cose.
Certo che vale per mille cose.
Non penso assolutamente tu sia la riccona milanese, ricordo i vari aneddoti che mi hai raccontato, che personalmente hanno molto più valore degli "autorevoli" articoli di cui metti link. Tu hai valore, non sei nulla.
Ma da singoli individui, non riuscendo a concepirci come un popolo, ma solo come dei tanti nulla, siamo a zero, soli in un deserto di nulla. E si vede poi cosa esce anche in altri post.
Mi parli di storia (mi riferivo al vivere gli anni del boom economico, non al tuo conto personale), eppure la storia ci insegna che noi siamo qui grazie ai tanti ragazzi morti prima di noi. Penso sia una sensazione comune la morsa che prende al cuore se si visita un cimitero di guerra, si leggono le lapidi, si legge la data di nascita e morte, e si fa conto degli anni di un ragazzo. Mi pare abbiamo perso un sentimento interno, di patria (https://unaparolaalgiorno.it/significato/patria), e questo ci porta via la nostra terra, il valore di essa che viene svenduto.
Forse neppure tu lo provi, infatti vedo che intervieni con più enfasi in ben altri argomenti.


Io?
È la generazione colpevole è quella degli Armani e Versace che ammiri?
Non tu. Armani piaceva anche a me.
 

danny

Utente di lunga data
Sinceramente se sullo stadio ci guadagna Caltagirone o simile o un fondo estero, non vedo grandi differenze.
Anche perché, come Mani pulite ci ha insegnato, vi è un sistema di matrioske o di scatole cinesi di società che possiedono società che possiedono altre società ed è arduo risalire a chi realmente è il proprietario. Se il territorio lo devasta un italiano non sono più contenta. Abbiamo fatto da soli dal dopoguerra devastando ovunque. Ma ora la devastazione è finanziaria. Ne ho parlato più volte. Ma il problema sembra essere Zara, spagnola, che vende vestiti fatti in oriente.
La differenza rispetto al passato è notevole ed è l'altro problema grande dell'Italia.
Finché il sistema di corruzione manteneva i soldi sul territorio, tutto sommato rientravano in qualche modo nell'economia reale.
E' un po' come il nero dei commercianti, che magari serviva a comprare la seconda casa a Cervinia o l'Alfetta.
Con l'elusione per esempio i soldi escono dall'Italia e non contribuiscono in alcun modo all'economia reale.
Gli stessi fondi mantengono edifici inutilizzati senza alcun problema: non hanno interessi produttivi, ma finanziari.
Frega zero a loro se un palazzo uffici viene utilizzato esattamente per la funzione per cui è stato realizzato, non è quello l'obiettivo.
L'economia finanziaria pian piano parassita le risorse dell'economia reale, se non sei abbastanza forte o hai governanti stolti o corrotti.
Gli Italoamericani faranno gli interessi quindi di chi ha investito in quel Fondo, drenando risorse dal nostro territorio.
Il sistema è ottimale anche per altri scopi, come è intuibile, avendo a disposizione risorse di dubbia origine.
Il problema si ha anche cl debito, dove TUTTI commettono l'errore di attribuire al debito il problema, quando in realtà sono gli interessi il termine della questione e il rapporto sfavorevole col PIL.
Il paragone frequente col Giappone denota l'ignoranza: è sempre e solo sul debito.
Il debito non era un problema nel momento in cui era in mano agli italiani e forniva loro un discreto guadagno. Oggi è in mano a investitori istituzionali e non preserva nemmeno dall'inflazione. Si capisce che chi lo acquista lo fa a determinate condizioni, in pratica tiene la popolazione italiana per le palle, e non come prima, esattamente il contrario.
Dopo anni così, dopo un accordo di cambio sfavorevole per lira/euro, dopo aver accettato supinamente, anzi convalidato, la legge sulla compensazione di CO2, ovvero il drenaggio di risorse dai produttori di auto tradizionali a quelle elettriche, meravigliarsi che l'economia italiana consenta ancora qualche spazio di crescita minima è quasi un obbligo. Ma sarà per poco.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Certo che vale per mille cose.
Non penso assolutamente tu sia la riccona milanese, ricordo i vari aneddoti che mi hai raccontato, che personalmente hanno molto più valore degli "autorevoli" articoli di cui metti link. Tu hai valore, non sei nulla.
Ma da singoli individui, non riuscendo a concepirci come un popolo, ma solo come dei tanti nulla, siamo a zero, soli in un deserto di nulla. E si vede poi cosa esce anche in altri post.
Mi parli di storia (mi riferivo al vivere gli anni del boom economico, non al tuo conto personale), eppure la storia ci insegna che noi siamo qui grazie ai tanti ragazzi morti prima di noi. Penso sia una sensazione comune la morsa che prende al cuore se si visita un cimitero di guerra, si leggono le lapidi, si legge la data di nascita e morte, e si fa conto degli anni di un ragazzo. Mi pare abbiamo perso un sentimento interno, di patria (https://unaparolaalgiorno.it/significato/patria), e questo ci porta via la nostra terra, il valore di essa che viene svenduto.
Forse neppure tu lo provi, infatti vedo che intervieni con più enfasi in ben altri argomenti.




Non tu. Armani piaceva anche a me.
Sono della generazione che ha fatto in modo che ci fossero diritti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La differenza rispetto al passato è notevole ed è l'altro problema grande dell'Italia.
Finché il sistema di corruzione manteneva i soldi sul territorio, tutto sommato rientravano in qualche modo nell'economia reale.
E' un po' come il nero dei commercianti, che magari serviva a comprare la seconda casa a Cervinia o l'Alfetta.
Con l'elusione per esempio i soldi escono dall'Italia e non contribuiscono in alcun modo all'economia reale.
Gli stessi fondi mantengono edifici inutilizzati senza alcun problema: non hanno interessi produttivi, ma finanziari.
Frega zero a loro se un palazzo uffici viene utilizzato esattamente per la funzione per cui è stato realizzato, non è quello l'obiettivo.
L'economia finanziaria pian piano parassita le risorse dell'economia reale, se non sei abbastanza forte o hai governanti stolti o corrotti.
Gli Italoamericani faranno gli interessi quindi di chi ha investito in quel Fondo, drenando risorse dal nostro territorio.
Il sistema è ottimale anche per altri scopi, come è intuibile, avendo a disposizione risorse di dubbia origine.
Il problema si ha anche cl debito, dove TUTTI commettono l'errore di attribuire al debito il problema, quando in realtà sono gli interessi il termine della questione e il rapporto sfavorevole col PIL.
Il paragone frequente col Giappone denota l'ignoranza: è sempre e solo sul debito.
Il debito non era un problema nel momento in cui era in mano agli italiani e forniva loro un discreto guadagno. Oggi è in mano a investitori istituzionali e non preserva nemmeno dall'inflazione. Si capisce che chi lo acquista lo fa a determinate condizioni, in pratica tiene la popolazione italiana per le palle, e non come prima, esattamente il contrario.
Dopo anni così, dopo un accordo di cambio sfavorevole per lira/euro, dopo aver accettato supinamente, anzi convalidato, la legge sulla compensazione di CO2, ovvero il drenaggio di risorse dai produttori di auto tradizionali a quelle elettriche, meravigliarsi che l'economia italiana consenta ancora qualche spazio di crescita minima è quasi un obbligo. Ma sarà per poco.
Certo.
Ma, a parte la casa a Cortina, eccome che i soldi uscivano e quelli che rimanevano venivano reinvestiti nello stesso tipo di speculazione.
Ci siamo fatti ingannare da un benessere di cartapesta. Ci siamo convinti che la felicità fosse quella del gf con l’idromassaggi è sesso. I valori? Nel cesso, come la lealtà dei patti tra coniugi.
 

danny

Utente di lunga data
Certo.
Ma, a parte la casa a Cortina, eccome che i soldi uscivano e quelli che rimanevano venivano reinvestiti nello stesso tipo di speculazione.
Ci siamo fatti ingannare da un benessere di cartapesta. Ci siamo convinti che la felicità fosse quella del gf con l’idromassaggi è sesso. I valori? Nel cesso, come la lealtà dei patti tra coniugi.
No, il benessere non era affatto di cartapesta.
Era economia reale, in assoluto. Una partita di giro.
Noi stiamo vivendo invece le conseguenze del passaggio all'economia finanziaria, con tutte le sue crisi sempre più impattanti che hanno succhiato soldi all'economia reale, non degli idromassaggi, che peraltro sono pure piacevoli.
Quelli sono economia reale: devi produrli, e Jacuzzi produce in Italia, pur essendo una multinazionale... italoamericana (eh sì, noi italiani in America abbiamo fatto di tutto, compreso costruire una città nel deserto), dal 2019 però di proprietà del fondo Investindustrial. E organizzare una rete di servizi, fossero anche prive dove fare sesso, che comunque danno occupazione e sono ugualmente economia reale.
In questa panorama l'Italia è solo un paese da spolpare.
Le battaglie contro il nero, il contante sono stronzate: servono a mantenere un po' di più il giogo sui coglio.... sui cittadini.
Devono perdere il tempo dietro battaglie stupide.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No, il benessere non era affatto di cartapesta.
Era economia reale, in assoluto. Una partita di giro.
Noi stiamo vivendo invece le conseguenze del passaggio all'economia finanziaria, con tutte le sue crisi sempre più impattanti che hanno succhiato soldi all'economia reale, non degli idromassaggi, che peraltro sono pure piacevoli.
Quelli sono economia reale: devi produrli, e Jacuzzi produce in Italia, pur essendo una multinazionale... italoamericana (eh sì, noi italiani in America abbiamo fatto di tutto, compreso costruire una città nel deserto), dal 2019 però di proprietà del fondo Investindustrial. E organizzare una rete di servizi, fossero anche prive dove fare sesso, che comunque danno occupazione e sono ugualmente economia reale.
In questa panorama l'Italia è solo un paese da spolpare.
Le battaglie contro il nero, il contante sono stronzate: servono a mantenere un po' di più il giogo sui coglio.... sui cittadini.
Devono perdere il tempo dietro battaglie stupide.
Abbiamo idee diverse su cosa sia il benessere. Ma è noto, ne abbiamo parlato più volte.
 

danny

Utente di lunga data
Abbiamo idee diverse su cosa sia il benessere. Ma è noto, ne abbiamo parlato più volte.
Non possono esserci idee molto diverse, eh.
Da vocabolario: condizione di prosperità garantita da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti: economia del b.; provvedere al b. del popolo; com., agiatezza.

che non è: Sobrietà nei cibi e in generale nel modo di vivere.

Questa è frugalità.
 
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