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Brunetta

Utente di lunga data
Eagle, eravamo sulla stessa barca, nessuno gli aveva chiesto di tornare esprimendo dei sentimenti, e invece lo ha fatto con tanto di sono innamorato di te e ti voglio, e tante altre cose... A me non doveva mentire perché non era obbligato a sostare in questa situazione di merda, le cose potevano restare come erano ed eravamo freschi entrambi.
Mi ha mentito e detto un sacco di cose, col senno del poi, false perché un uomo innamorato di un'altra non resta fidanzato con una persona che dice di non amare più, ad ogni modo adesso ci sta beatamente quindi non solo è un seriale, schifoso, bugiardo ma anche incoerente, perché io che non avrei mai voluto essere il motivo per il quale la lasciasse, appena mi sono tolta di mezzo si è buttato tra le braccia di lei... Va dove lo porta il pisello, punto.
Tra l'altro non ci sono manco andata a letto, per fortuna.
Molti anni fa è entrata nel forum una ragazza più o meno della tua età con il nick Piccola, aveva un amante sposato (messa peggio di te). Dopo poche settimane ha cambiato il suo nick in Grande e anche i primi post risultano perciò con il secondo nick. Si è meritata il cambiamento perché ha capito presto e ha cambiato vita.
Sono ancora in contatto con lei. Ha conosciuto un uomo, di cui ci ha raccontato qui dopo la prima uscita :), si sono sposati e hanno due figli. Lei lavora a buon livello ed è molto contenta.
Dai Rose!
 

Eagle72

Utente di lunga data
I primi due anni dopo la scoperta del tradimento,sono stati qualcosa di enarrabile.
La ragione e il bene comune mi trattenevano ma l’inconscio mi prendeva a frustate e mi urlava di scappare.
Ci sto dentro ai due anni ..e infatti ho stesse sensazioni...due forze che contrastano..entrambe violente, forti....un braccio di ferro che poi in alcuni giorni mi fa avere attacchi di ansia...tachicardia...mal di testa e vomito...e vorrei solo scappare da tutto ciò.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Ci sto dentro ai due anni ..e infatti ho stesse sensazioni...due forze che contrastano..entrambe violente, forti....un braccio di ferro che poi in alcuni giorni mi fa avere attacchi di ansia...tachicardia...mal di testa e vomito...e vorrei solo scappare da tutto ciò.
Sei stato in terapia?
 

Eagle72

Utente di lunga data
Sei stato in terapia?
Stiamo facendo di coppia e una tantum da solo. Ma in certe cose purtroppo devi trovare da solo la molla per invertire la rotta. Diciamo che non sempre ci si riesce. Ma sono eventi realmente traumatici... e se decidi di restare devi imparare a gestire una naturale e istintiva sensazione che ti porterebbe in un senso inverso a quello naturale di dare affetto ecc. Io attualmente ho ancora una strisciante e sottile repulsione e distacco...a volte 'gestita' ..ma volte viene fuori prepotentemente e non la governi. Penso però che la naturalezza istintiva, di pancia, non tornerà mai più. Ma va bene cosi. È la vita. Era scritto nella nostra storia evidentemente. Oggi restare è una scelta, ragionata. Prima no. Ed è un vero peccato. Per entrambi. Si..per entrambi.
 
Ultima modifica:

ologramma

Utente di lunga data
Stiamo facendo di coppia e una tantum da solo. Ma in certe cose purtroppo devi trovare da solo la molla per invertire la rotta. Diciamo che non sempre ci si riesce. Ma sono eventi realmente traumatici... e se decidi di restare devi imparare a gestire una naturale e istintiva sensazione che ti porterebbe in un senso inverso a quello naturale di dare affetto ecc. Io attualmente ho ancora una strisciante e sottile repulsione e distacco...a volte 'gestita' ..ma volte viene fuori prepotentemente e non la governi. Penso però che la naturalezza istintiva, di pancia, non tornerà mai più. Ma va bene cosi. È la vita. Era scritto nella nostra storia evidentemente. Oggi restare è una scelta, ragionata. Prima no. Ed è un vero peccato. Per entrambi. Si..per entrambi.
dai non mollare fino adesso siete dico siete andati bene o no?
 

Eagle72

Utente di lunga data
dai non mollare fino adesso siete dico siete andati bene o no?
Non mollo affatto. È solo che ora tutto sembra ammantato da un velo di tristezza...una consapevolezza per entrambi di aver perso qualcosa... lo so che col tempo le mie crisi di rigetto saranno sempre meno violente...ma penso anche che quel qualcosa perso sarà difficile da recuperare se non impossibile. Abbiamo commesso piccoli grandi errori. Ma ci può stare.
 

Rose1994

Utente di lunga data
Molti anni fa è entrata nel forum una ragazza più o meno della tua età con il nick Piccola, aveva un amante sposato (messa peggio di te). Dopo poche settimane ha cambiato il suo nick in Grande e anche i primi post risultano perciò con il secondo nick. Si è meritata il cambiamento perché ha capito presto e ha cambiato vita.
Sono ancora in contatto con lei. Ha conosciuto un uomo, di cui ci ha raccontato qui dopo la prima uscita :), si sono sposati e hanno due figli. Lei lavora a buon livello ed è molto contenta.
Dai Rose!
Daje tutta 😂😂
 

Brunetta

Utente di lunga data
Stiamo facendo di coppia e una tantum da solo. Ma in certe cose purtroppo devi trovare da solo la molla per invertire la rotta. Diciamo che non sempre ci si riesce. Ma sono eventi realmente traumatici... e se decidi di restare devi imparare a gestire una naturale e istintiva sensazione che ti porterebbe in un senso inverso a quello naturale di dare affetto ecc. Io attualmente ho ancora una strisciante e sottile repulsione e distacco...a volte 'gestita' ..ma volte viene fuori prepotentemente e non la governi. Penso però che la naturalezza istintiva, di pancia, non tornerà mai più. Ma va bene cosi. È la vita. Era scritto nella nostra storia evidentemente. Oggi restare è una scelta, ragionata. Prima no. Ed è un vero peccato. Per entrambi. Si..per entrambi.
Sai che a distanza di tempo posso dire che ci sono molte ragioni per il dolore, la rabbia e la repulsione. C’è da scavare.
:abbraccio:
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Sì anche quelle 😂👍
soprattutto quelle, perchè al netto della supercazzola che ti sei bevuta con l'ingoio che lui non scopava più con la fidanzata e che solo te potevi prendere per buona, ma che altro ti aspettavi da sto fotoromanzo brasiliano degli anni '80?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Interessante. Non essendo tendenzialmente una persona ansiosa fatico a capire cosa siano gli attacchi di panico.
E' capitato anche a me forse di provare "ansia" nel suo periodo molto arrabbiato.
A volte capita di sentire persone che dicono che sono ansiose, che sentono ansia ma non sanno dirti il motivo preciso (io mi sono sempre chiesta se non gli vada di parlarle ma sappiano il motivo). Come per gli attacchi di panico spesso non vengono riconosciuti dalla persona.
Ma perchè si sviluppa l'ansia? Cosa vuole comunicare? Questa modulazione di cui parli perchè entra in atto?
Guarda, l'ansia è una roba antichissima. E complessissima.
Non si sa esattamente cosa sia coinvolto, quali siano le connessioni.

si sa, detta male, che è una mancata risposta adattiva.
Si ipotizza che possa derivare da conflitti interiori non risolti.
In realtà non si sa niente di preciso.

E' tipico dell'ansia non avere un oggetto preciso. Anzi, una delle cose destabilizzanti dell'ansia è proprio il fatto che è una diffusa sensazione di inquietudine (a diversi livelli di intensità).
Quando supera un certo limite e da inquietudine diventa senso presente di catastrofe imminente...bam. corto circuito. Detta male, l'attacco di panico è un corto circuito.

Secondo me è fondamentalmente legata alla paura della morte. (ma questo è un puro secondo me)
Un modo non adattivo per affrontare lo sconosciuto (le routine non creano ansia, per dire).

Per come la vedo io, la cosa interessante dell'ansia è che segnala che qualcosa non sta andando fluidamente.

Ho avuto a che fare con gli attacchi di panico di mia madre fra i 16 e i 19 anni, quando ad un certo punto non usciva più neppure di casa perchè ogni minimo cambiamento della sua routine giornaliera la faceva saltare per aria.
Anche uscire a prendere il pane era una avventura verso l'ignoto. :D (il panettiere era a 500 mt da casa eh).
quando saltava per aria avevo imparato a non calmarla. Stavo calma io e "contenevo" il delirio.
con calma iniziavo a ricordarle di regolarizzare la respirazione. Neanche mi ci provavo a decostruire la sensazione di catastrofe imminente e incontrollata.
La respirazione, il non aver paura di quello che le stava accadendo funzionava. Leeentamente.

Con lei, che non ha mai voluto curarsi, ha funzionato agire sul resto (la depressione, l'ansia) è pensa, la cosa che funziona meglio sono le routine. Avvertirla di eventuali cambiamenti imprevisti. Ridere dell'imprevisto.

Fare in modo che l'ansia che la caratterizza resti nei limiti antecedenti al cortocircuito.
 

Rose1994

Utente di lunga data
soprattutto quelle, perchè al netto della supercazzola che ti sei bevuta con l'ingoio che lui non scopava più con la fidanzata e che solo te potevi prendere per buona, ma che altro ti aspettavi da sto fotoromanzo brasiliano degli anni '80?
Ho scoperto che c'è stato quando aspettavo un suo cazzo di messaggio di notte, che non è arrivato, il giorno dopo mi inventa la cazzata. Comunque mi ha mentito, come mente a lei, mi ci voleva solo una prova per uscire dal tunnel dell'idealizzazione folle di sto mezzo uomo
 

spleen

utente ?
Ho scoperto che c'è stato quando aspettavo un suo cazzo di messaggio di notte, che non è arrivato, il giorno dopo mi inventa la cazzata. Comunque mi ha mentito, come mente a lei, mi ci voleva solo una prova per uscire dal tunnel dell'idealizzazione folle di sto mezzo uomo
NNnnnnnnnnggggggggggghhhhhhh.........nnnn........gghhhhhhhhhhhh..........nnnnnnn.......... la prova........nnnnnnnnnnngggggghhhhh.....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
L'unico che ti puo' aiutare e' uno che le ha gia' avute. Ho gia' aiutato diverse amiche (sono soprattutto donne) che le hanno avute. Nessuno le puo' aiutare meglio di uno che capisce cosa provano. E come ne e' uscito. Ovvio non c'e' una cura con lo schiocco di dita. Magari ci fosse.
L'unico che ti può aiutare, è semplicemente te stesso. Ossia la tua disponibilità interiore a rintracciare da dove nasce quella sensazione di catastrofe imminente e inevitabile. E la terapia è funzionale a questo.
Non a risolverti il disturbo.

Se vai in terapia credendo che il terapeuta sia un mago che senza la tua collaborazione diretta e attiva risolva la questione, beh, accendi un mutuo :D

Ma non è detto che si riesca rintracciare i motivi, neanche andando in terapia.

La terapia, nei casi più consolidati, (e sarebbe ben non arrivare al consolidamento della risposta - l'attacco di panico è una risposta, una mancata risposta adattiva-) può essere utile per individuare strategie che permettano di prevenire e gestire gli attacchi e fare in modo che non divengano più invalidanti di quanto già non siano.

Parallelamente è utile andare ad agire sul contenimento preventivo.
Ossia fare in modo di non arrivare al corto circuito (non a caso anche tu, istintivamente sei andato alla ricerca dell'origine).

Restano comunque un mistero.
Come la maggior parte delle manifestazioni che mettono in connessione corpo e mente a questi livelli.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Ho scoperto che c'è stato quando aspettavo un suo cazzo di messaggio di notte, che non è arrivato, il giorno dopo mi inventa la cazzata. Comunque mi ha mentito, come mente a lei, mi ci voleva solo una prova per uscire dal tunnel dell'idealizzazione folle di sto mezzo uomo
non ti prendo a testate perchè mi hanno insegnato a non picchiare le donne. ma tu mi tenti, sappilo
 

Rose1994

Utente di lunga data
NNnnnnnnnnggggggggggghhhhhhh.........nnnn........gghhhhhhhhhhhh..........nnnnnnn.......... la prova........nnnnnnnnnnngggggghhhhh.....
Sì [MENTION=5708]spleen[/MENTION], lo so, è patetico. Ma prima non me ne fotteva nulla di loro due a letto, dopo che si è aperto il vaso dei sentimenti permetti che mi giravano le palle?
Comunque, tanto ogni volta che mollo sto coglione lui fa 10 passi verso di lei, e viceversa quando ci sentivamo di nuovo.
Va dove lo porta il pisello, ecco tutto.
 

alberto15

Utente di lunga data
L'unico che ti può aiutare, è semplicemente te stesso. Ossia la tua disponibilità interiore a rintracciare da dove nasce quella sensazione di catastrofe imminente e inevitabile. E la terapia è funzionale a questo.Non a risolverti il disturbo. Se vai in terapia credendo che il terapeuta sia un mago che senza la tua collaborazione diretta e attiva risolva la questione, beh, accendi un mutuo :DMa non è detto che si riesca rintracciare i motivi, neanche andando in terapia. La terapia, nei casi più consolidati, (e sarebbe ben non arrivare al consolidamento della risposta - l'attacco di panico è una risposta, una mancata risposta adattiva-) può essere utile per individuare strategie che permettano di prevenire e gestire gli attacchi e fare in modo che non divengano più invalidanti di quanto già non siano. Parallelamente è utile andare ad agire sul contenimento preventivo. Ossia fare in modo di non arrivare al corto circuito (non a caso anche tu, istintivamente sei andato alla ricerca dell'origine). Restano comunque un mistero. Come la maggior parte delle manifestazioni che mettono in connessione corpo e mente a questi livelli.
Sono abbastanza d'accordo1) La prima cosa da fare e' cercare qualcuno che ti capisca. Anche Freud se non le avesse provate non ti capirebbe.2) Individuare i motivi (stress da lavoro, stress da abbandono, problemi infantili irrisolti, ecc)3) Lavorare su te stesso per ridurre il pensiero negativo ed eliminarlo quanto prima. Il pensiero negativo e' quella cosa che solo pensandola di fa andare i battiti cardiaci a 200. Io l'ho provato. So cosa vuol dire. 4) Aiuto farmacologico (piu' che altro placebo ma ci devi credere, non e' facile) devi autoconvincerti che prendere quel dato farmaco (generalmente ansiolitico+ betabloccante+antidepressivo) ti aiuti. Una volta uscito (se ce la fai) riduci al minimo e poi a zero le dosi.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Guarda, l'ansia è una roba antichissima. E complessissima.
Non si sa esattamente cosa sia coinvolto, quali siano le connessioni.

si sa, detta male, che è una mancata risposta adattiva.
Si ipotizza che possa derivare da conflitti interiori non risolti.
In realtà non si sa niente di preciso.

E' tipico dell'ansia non avere un oggetto preciso. Anzi, una delle cose destabilizzanti dell'ansia è proprio il fatto che è una diffusa sensazione di inquietudine (a diversi livelli di intensità).
Quando supera un certo limite e da inquietudine diventa senso presente di catastrofe imminente...bam. corto circuito. Detta male, l'attacco di panico è un corto circuito.

Secondo me è fondamentalmente legata alla paura della morte. (ma questo è un puro secondo me)
Un modo non adattivo per affrontare lo sconosciuto (le routine non creano ansia, per dire).

Per come la vedo io, la cosa interessante dell'ansia è che segnala che qualcosa non sta andando fluidamente.

Ho avuto a che fare con gli attacchi di panico di mia madre fra i 16 e i 19 anni, quando ad un certo punto non usciva più neppure di casa perchè ogni minimo cambiamento della sua routine giornaliera la faceva saltare per aria.
Anche uscire a prendere il pane era una avventura verso l'ignoto. :D (il panettiere era a 500 mt da casa eh).
quando saltava per aria avevo imparato a non calmarla. Stavo calma io e "contenevo" il delirio.
con calma iniziavo a ricordarle di regolarizzare la respirazione. Neanche mi ci provavo a decostruire la sensazione di catastrofe imminente e incontrollata.
La respirazione, il non aver paura di quello che le stava accadendo funzionava. Leeentamente.

Con lei, che non ha mai voluto curarsi, ha funzionato agire sul resto (la depressione, l'ansia) è pensa, la cosa che funziona meglio sono le routine. Avvertirla di eventuali cambiamenti imprevisti. Ridere dell'imprevisto.

Fare in modo che l'ansia che la caratterizza resti nei limiti antecedenti al cortocircuito.
Grazie della spiegazione. E' tipico dell'ansia non avere un oggetto preciso vuoi dire che la persona non sa spiegare perchè ce l'ha?
Paura della morte o paura della perdità di una parte stabile della propria vita (leggendo che succede anche post tradimento). Catastrofe imminente: mi vengono in mente delle scosse di terremoto sentite anni fa, e tutti i racconti del nostro paese di quello che vivono i terremotati, alcuni lo restano a vita -nella definizione- come beccarsi una malattia grave. Personalmente le catastrofi naturali sono quelle che mi fanno più paura, infatti quando vedo cose diverse intorno noto e mi chiedo perchè. E' qualcosa che spazza via la vita per come l'abbiamo concepita fino al giorno prima e non fa sconti a nessuno (mi riferisco alla natura quando si incazza).
Però come si può non sapere la propria sorgente dell'ansia? C'è chi dice "sono ansioso", "ho l'ansia" ma se gli fai delle domande non sanno neppure loro perchè. Se provo una stato di ansia per un pericolo imminente come posso non sapere qual'è il pericolo? Posso non volerne parlare ma dentro veramente è possibile non saperlo?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono abbastanza d'accordo1) La prima cosa da fare e' cercare qualcuno che ti capisca. Anche Freud se non le avesse provate non ti capirebbe.2) Individuare i motivi (stress da lavoro, stress da abbandono, problemi infantili irrisolti, ecc)3) Lavorare su te stesso per ridurre il pensiero negativo ed eliminarlo quanto prima. Il pensiero negativo e' quella cosa che solo pensandola di fa andare i battiti cardiaci a 200. Io l'ho provato. So cosa vuol dire. 4) Aiuto farmacologico (piu' che altro placebo ma ci devi credere, non e' facile) devi autoconvincerti che prendere quel dato farmaco (generalmente ansiolitico+ betabloccante+antidepressivo) ti aiuti. Una volta uscito (se ce la fai) riduci al minimo e poi a zero le dosi.
Il percorso è a grandi linee questo...io farei alcuni aggiustamenti, che sembrano forma, ma sono sostanza

1) cercare qualcuno da cui TI SENTI capit* (che sembra la stessa cosa, ma non lo è. Puoi anche trovare qualcuno che ne sa a carrettate di attacchi di panico, ma se tu non ti senti prima che compreso accettato, se senti stridere, non ce la fai a stare)
E al posto di capit* io metterei non giudicato. Che è uno dei più grossi scogli.
qualcuno che ti sa ridare indietro il tuo giudizio di te rimasticato e rivisto "aleggerito" (non sei un coglione, non sei un tossico, non sei un deviante, disadattato etc etc...i giudizi poi sono a fantasia individuale...ne ho sentiti alcuni di veramente creativi :D)
2)Individuare l'origine, più che il motivo (altra forma che è sostanza).
E qui c'è un problema, a volte l'origine è lineare...altre volte no. E' mascherata, aggrovigliata, nascosta in posti creati ad hoc per proteggere la persona in se stessa. Sono protezioni. difese. E per vivere serve difendersi anche da parti di sè che fanno paura - non a caso l'attacco di panico -
Serve in queste situazioni più aggrovigliate uno sguardo esterno che sappia indagare e individuare i nodi, accompagnando poi la persona a scioglierli, agevolandola, sostenendola, rassicurandola.
Pensa che ci sono certi nodi che tengono insieme le famiglie da generazioni, nella percezione individuale e scioglierli non riguarda solo se stessi ma anche gli altri, e qui entrano in gioco un'altra miriade di variabili dolorose, dolorosissime...
aggiungerei
-) serve aver cura del dolore. Non sfuggirlo esternalizzandolo.
3) più che i pensieri negativi, sono pensieri non adattivi...serve smontarli, per non spostarli solo depotenziandoli lasciandoli dormienti per la prossima occasione buona a farli riemergere
4)i farmaci aiutano.
E in certe situazioni io non vedo ad assumerli anche a vita. Controllando i dosaggi etc etc.

Se ho bisogno di far scorrere il sangue, mi prendo un anticoagulante senza farmi troppe mene se lo devo prendere a vita. In quel modo il mio sangue non mi fa casini.

Se con gli psicofarmaci (ripuliti dal giudizio per cui chi li prende è un malato mentale e tutte le stronzate annesse e connesse) sto bene, li prendo. Per il tempo che serve.
 
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