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A trent'anni (ovviamente senza essersi già imbarcati in un progetto) direi che sarebbe normale non mettere "basi" laddove hai già visto in partenza un futuro fatto di scappatelle.
Non le dico di non frequentarlo, ma sicuramente di "smarcarsi". Di fare la single, mica la convivente "impegnata" che al massimo raccatta storielle clandestine a sua volta. Non se.lo e' sposato a vent'anni, con casa e figli, per cui non deve "aggiustarsi". La vita è una per tutti, e lei ha trent'anni. Non credo che sia la massima aspirazione per nessuno, a quella età. Per carità: non lo e' probabilmente neanche dopo. Ma dopo si fanno i classici "conti". Comunque... Uno di 43 anni con un matrimonio finito e un figlio piccolo (lo dico perché è pure la mia situazione) ha proprio priorità differenti. Anche quando non interessano le "avventurette".
In ogni caso ho notato molta più "serietà" nei trentenni, che nei coetanei. Per mia esperienza: pure quelli liberi, hanno proprio l'idea di libertà intesa non come indipendenza (che condivido), ma proprio il fatto che (alla meglio) per loro indipendenza significa in automatico volare da una parte all'altra. I trentenni no: hanno l'idea di impegno. Ma giustamente pensano al progetto.
Mi sono resa conto che ho aspettative pressoché irrealizzabili. Perché nessuno torna a fare il fidanzato ventenne per giunta non essendo io ventenne, e peraltro con tempi limitati. D'altra parte, non ci posso fare niente. Non è che mi levo le mie "riserve", o che mi devo fare colpe se non trovo interesse per frequentazioni "cumulative".