Lo stare in compagnia di se stessi.In cosa differiscono le mie immagini da quelle di Marjanna?
Nel numero dei soggetti.In cosa differiscono le mie immagini da quelle di Marjanna?
C'è una persona sola in paesaggi di natura. Spesso nei concorsi di fotografia se il tema è "solitudine" si vedono foto così, solo che neppure quella persona è sola, era con il fotografo pensa te!!!In cosa differiscono le mie immagini da quelle di Marjanna?
Vero. Ne ho fatta una così identica tanti anni fa (di nudo, tra l'altro), con le braccia alzate. Libertà totale.C'è una persona sola in paesaggi di natura. Spesso nei concorsi di fotografia se il tema è "solitudine" si vedono foto così, solo che neppure quella persona è sola, era con il fotografo pensa te!!!
Sono più i colori che danno il senso o meno della solitudine, il grigiore.
Prendi lo stesso soggetto della prima foto, metti dietro un cielo azzurro, leva lo zaino e la felpa che indossa, fagli alzare le braccia e la stessa foto la vedi a rappresentare la "libertà".
Ci sono dei veri problemi nel non avere una famiglia tuttavia. Primo la mutua assistenza, qualcuno che nonostante tutto abbia cura di te, ti faccia la tisana quando hai l'influenza e ti vada a fare la spesa quando il frigo è vuoto. Ma quello che più conta è che vivere con qualcuno ti dà uno specchio con cui rifletterti nella quotidianità, non a caso le persone che vivono sole spesso perdono i termini di riferimento su se stessi. Avere qualcuno che quotidianamente ti dice - Ma che fai?- Oppure discute con te, fosse solo per il colore della cravatta o per la lista della spesa ti tiene saldamente ancorato a terra. Non è il caso di tutti, certamente, ma conosco single da sempre o di ritorno che dormono sul divano, fanno il bucato una volta la mese, escono vestiti di pile..... E non perchè siano in difficoltà economiche, semplicemente perchè dopo un poco ha smesso di" importargliene". Non sto dicendo che che non sia necessario avere dei momenti di solitudine, che sono necessari a "rielaborare" secondo me, dico che il confronto speculare, non occasionale ha un valore, un valore alto.Forse è un po’ ripetitivo questo thread, ma credo che il nodo sia questo: la solitudine. Cosa intendiamo per solitudine? Perché ci fa paura la domenica a casa da soli o in giro da soli? C’è una frase che dicevo ai miei figli piccoli quando non sapevano cosa fare ed è diventata il tormentone di famiglia: “Puoi leggere, studiare o mettere in ordine”. Ecco perché sentirsi soli quando possiamo coltivare noi stessi o fare qualcosa di utile? Per me è bellissimo condividere. Un viaggio, ma anche un arcobaleno o un fiore o una carbonara sono bellezze e piaceri che è più bello condividere. Infatti il successo dei social risiede nella possibilità di condivisione, un po’ fittizia in realtà, delle proprie esperienze o pensieri. Anche essere qui è un modo di condividere non solo le proprie esperienze (in genere negative, poi quando si sta bene si abbandona il forum, questo è un altro argomento su cui si potrebbe ragionare) ma anche la propria visione della vita e delle relazioni, utile principalmente a noi per metterle in ordine e poi agli altri. Quindi le possibilità di condividere ci sono. Ma la solitudine è la impossibilità di avere qualcuno con cui condividere emotivamente il vissuto. Ci sono persone più o meno solitarie. [MENTION=5325]disincantata[/MENTION] è una persona socievole che però ama la solitudine. Io non soffro a passare giorni e giorni sola, emotivamente, però devo condividere pensieri. Ma tutti abbiamo piacere a stare con chi ci fa stare bene. Non capisco però il terrore della solitudine che porta a stare con chi non fa stare bene. Ma vi siete così antipatici?
Molto d’accordo .Ci sono dei veri problemi nel non avere una famiglia tuttavia. Primo la mutua assistenza, qualcuno che nonostante tutto abbia cura di te, ti faccia la tisana quando hai l'influenza e ti vada a fare la spesa quando il frigo è vuoto. Ma quello che più conta è che vivere con qualcuno ti dà uno specchio con cui rifletterti nella quotidianità, non a caso le persone che vivono sole spesso perdono i termini di riferimento su se stessi. Avere qualcuno che quotidianamente ti dice - Ma che fai?- Oppure discute con te, fosse solo per il colore della cravatta o per la lista della spesa ti tiene saldamente ancorato a terra. Non è il caso di tutti, certamente, ma conosco single da sempre o di ritorno che dormono sul divano, fanno il bucato una volta la mese, escono vestiti di pile..... E non perchè siano in difficoltà economiche, semplicemente perchè dopo un poco ha smesso di" importargliene". Non sto dicendo che che non sia necessario avere dei momenti di solitudine, che sono necessari a "rielaborare" secondo me, dico che il confronto speculare, non occasionale ha un valore, un valore alto.
Ma non è vera solitudine, è solo una solitudine mentale dove si ha piantata questa immagine mentale.La sensazione di solitudine cresce quando vogliamo persone che non ci vedono.



:up:Molto d’accordo .
Peccato che spesso, fino a che non rimani da solo ..certi confronti vengano visti come un peso e non come un dono
A volte ho pensato a come sarebbe la mia vita senza nessun "obbligo" verso qualcuno, dopo le prime riflessioni sulla libertà assoluta di cui potrei godere ho concluso che sarebbe una vita grama, inutile, appesa solo al senso estetico di se stessa, fine a nulla altro, inutile insomma. Ragiono per me ovviamente.Molto d’accordo . Peccato che spesso, fino a che non rimani da solo ..certi confronti vengano visti come un peso e non come un dono
Ecco, into the wild a me potrebbe interessare. Conosco tutte le bacche.Ma non è vera solitudine, è solo una solitudine mentale dove si ha piantata questa immagine mentale. View attachment 13982 View attachment 13983 Vedendo le foto da te postate mi è venuto in mente il film Into the Wild - Nelle terre selvagge film basato sulla vera storia di Christopher McCandless. Christopher McCandless si è trovato nella vera solitudine e ci è morto. Per fame ha divorato delle bacche velenose. Era solo. Non poteva chiamare nessuno per comunicare che stava male. Aveva una ferita alla spalla, cosa che non gli permetteva di tornare alla civiltà, e le bacche velenose divorate per estrema fame hanno prodotto paralisi nel suo corpo. Chissà forse sarebbe bastata una lavanda gastrica per salvarlo. View attachment 13984
Ci sono dei veri problemi nel non avere una famiglia tuttavia. Primo la mutua assistenza, qualcuno che nonostante tutto abbia cura di te, ti faccia la tisana quando hai l'influenza e ti vada a fare la spesa quando il frigo è vuoto. Ma quello che più conta è che vivere con qualcuno ti dà uno specchio con cui rifletterti nella quotidianità, non a caso le persone che vivono sole spesso perdono i termini di riferimento su se stessi. Avere qualcuno che quotidianamente ti dice - Ma che fai?- Oppure discute con te, fosse solo per il colore della cravatta o per la lista della spesa ti tiene saldamente ancorato a terra. Non è il caso di tutti, certamente, ma conosco single da sempre o di ritorno che dormono sul divano, fanno il bucato una volta la mese, escono vestiti di pile..... E non perchè siano in difficoltà economiche, semplicemente perchè dopo un poco ha smesso di" importargliene". Non sto dicendo che che non sia necessario avere dei momenti di solitudine, che sono necessari a "rielaborare" secondo me, dico che il confronto speculare, non occasionale ha un valore, un valore alto.
Vero però tutto questo si paga. Si paga dando altrettanto.Molto d’accordo .
Peccato che spesso, fino a che non rimani da solo ..certi confronti vengano visti come un peso e non come un dono
La penso allo stesso modo.A volte ho pensato a come sarebbe la mia vita senza nessun "obbligo" verso qualcuno, dopo le prime riflessioni sulla libertà assoluta di cui potrei godere ho concluso che sarebbe una vita grama, inutile, appesa solo al senso estetico di se stessa, fine a nulla altro, inutile insomma. Ragiono per me ovviamente.
Io adoro quel film e i il viaggio da solo, zaino in spalla, è rimasto uno dei miei rimpianti di gioventù.
E torniamo al vivere "qui e ora".La penso allo stesso modo.
Molti pure se ne accorgono ma solo quando e’ troppo tardi e nel mentre svalutano e sprecano momenti di condivisione importanti .
Credo sia un approccio molto diffuso .. vedo coniugi maturi che si azzuffano in modo infastidito per strada ... che se rapportato a quelli che si tengono per mano o si aiutano ad attraversare ... mi fa dire : ma perché non approfittare per dare valore alla persona con cui hai condiviso una vita ..valore porta valore ....
Lui ha sbagliato Danny. Condivido le considerazione sul non essere preparato. Ma non puoi dire che non era solitudine dolorosa... ci è morto!!!Io adoro quel film e i il viaggio da solo, zaino in spalla, è rimasto uno dei miei rimpianti di gioventù.
Ma la sua non era solitudine. Non quella dolorosa che intendiamo noi.
E' morto perché non conosceva la natura e in Alaska non puoi permettertelo.
Il fiume che si è ingrossato ha impedito il suo ritorno a casa.
Poi aveva qualche problema di suo, ma sarebbe sopravvissuto se non fosse stato in fin dei conti un cittadino.
Se avesse calcolato bene le piene del fiume sarebbe tornato indietro.Lui ha sbagliato Danny. Condivido le considerazione sul non essere preparato. Ma non puoi dire che non era solitudine dolorosa... ci è morto!!!
C'è l'oro nella Trebbia!Se avesse calcolato bene le piene del fiume sarebbe tornato indietro. Lui è stato costretto alla solitudine dopo. Senza strumenti adeguati. È metaforico, se si vuole. La, solitudine non arriva mai per scelta. Anche il Trebbia è attraversabile in certe stagioni, in altre no...
Bel sapere! :up:Ecco, into the wild a me potrebbe interessare. Conosco tutte le bacche.![]()