Se non mi fossi rotto il crociato ... avrei giocato in A

danny

Utente di lunga data
Non è che ti stai "imponendo" di non fare.
E' lei che ti vorrebbe "imporre".
E' un esempio.
Non è lei che ha un problema, che è malata, non sta bene etc.
Lei avrà i suoi problemi (anche di salute, non discuto), ma chi non sta alla perfezione, pure scegliendo di stare nel matrimonio, sei tu. Non lei. Lei mi dà l'impressione di starci proprio gran comoda.
Certo, è così. Lei ha i suoi problemi (è in cura per questi), per gestirli si è creata la sua area comfort negli anni, in quella ci ha messo quello che voleva lei e ha imposto a chi le stava accanto ciò che le era utile per stare bene.
Io l'amavo, mi piaceva, e ci stavo comunque bene in tutto questo.
Dopo il tradimento, dopo lo shock, è saltato tutto.
Sono io ora a "non stare alla perfezione".
Perché?
Perché non posso più ovviamente tornare quello che ero prima, perché lei ha cercato di imporre l'equilibrio precedente, perché io invece ne voglio un altro in cui quel che lei mi "impone" non mi basta più perché ora ci stare male.
In tutto questo io mi sono distaccato da lei, non provo più desiderio, non mi sento più a mio agio, percepisco un mio stare sulla difensiva, non riesco più ad abbandonarmi, a lasciarmi andare, non mi riconosco più in quel che ero, devo gestire ansie e insicurezze..
E sono contento che lei esca, che abbia amiche, perché questo limita la sua imposizione in famiglia e l'aggressività che esercita quando non riesce a controllare. Quando capita che urli ormai sono sordo, faccio finta di niente, e lei si spegne, riesco a tenere bassa la sua spinta aggressiva. Il meccanismo è questo. Solo che io non ho più una relazione di coppia, così.
E ne ho voglia, credimi, come ho voglia di vivere, anche se non credo più la troverò in casa.
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Certo, è così. Lei ha i suoi problemi (è in cura per questi), per gestirli si è creata la sua area comfort negli anni, in quella ci ha messo quello che voleva lei e ha imposto a chi le stava accanto ciò che le era utile per stare bene.
Io l'amavo, mi piaceva, e ci stavo comunque bene in tutto questo.
Dopo il tradimento, dopo lo shock, è saltato tutto.
Sono io ora a "non stare alla perfezione".
Perché?
Perché non posso più ovviamente tornare quello che ero prima, perché lei ha cercato di imporre l'equilibrio precedente, perché io invece ne voglio un altro in cui quel che lei mi "impone" non mi basta più perché ora ci stare male.
In tutto questo io mi sono distaccato da lei, non provo più desiderio, non mi sento più a mio agio, percepisco un mio stare sulla difensiva, non riesco più ad abbandonarmi, a lasciarmi andare, non mi riconosco più in quel che ero, devo gestire ansie e insicurezze..
E sono contento che lei esca, che abbia amiche, perché questo limita la sua imposizione in famiglia e l'aggressività che esercita quando non riesce a controllare. Quando capita che urli ormai sono sordo, faccio finta di niente, e lei si spegne, riesco a tenere bassa la sua spinta aggressiva. Il meccanismo è questo. Solo che io non ho più una relazione di coppia, così.
E ne ho voglia, credimi, come ho voglia di vivere, anche se non credo più la troverò in casa.
Posso intuire le ragioni per le quali vedi comunque, nella famiglia "unita", indici di benessere che a te sono mancati, e che non vuoi fare mancare.
Se questo è quello che ti fa rimanere, davvero però dovresti trovare la forza di dire che sei tu, ad avere un problema. Appurato che non basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Diglielo, che il problema non sei più in grado di gestirlo da solo. Perché tanto lei è comoda. Chi davanti agli urli non ascolta, e' lei. Non tu. Ancora una volta.
 

danny

Utente di lunga data
Posso intuire le ragioni per le quali vedi comunque, nella famiglia "unita", indici di benessere che a te sono mancati, e che non vuoi fare mancare.
Se questo è quello che ti fa rimanere, davvero però dovresti trovare la forza di dire che sei tu, ad avere un problema. Appurato che non basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Diglielo, che il problema non sei più in grado di gestirlo da solo. Perché tanto lei è comoda. Chi davanti agli urli non ascolta, e' lei. Non tu. Ancora una volta.
Ne abbiamo parlato, sono cose che lei sa. E comunque è in grado di intuirle bene, in qualsiasi caso.
Sì, ora il problema sono io, lo so.
E' su di me che mi sto infatti concentrando, e anche ritrovare parti di me che nella coppia erano state messe da parte è un lavoro. Colpa mia, che su questo progetto di vita avevo investito tutto. La parte in corsiva è assolutamente vera.
 
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Martoriato

Utente di lunga data
No no Jacaranda intendevo scioccata dal fatto che adesso si stanno lasciando... Insomma, mi rattrista un po'
???? Ti sciocca il fatto che stia chiedendo il divorzio ad una moglie che ho lasciato 6 anni fa ?? Ah be',fantastico. Guarda che se non mi avesse fatto la separazione giudiziale avrei chiuso molto molto prima. Ci sara' da vedere adesso se questa demente mi concedera' il divorzio,ma questa e' un altra storia..:D
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ne abbiamo parlato, sono cose che lei sa. E comunque è in grado di intuirle bene, in qualsiasi caso.
Sì, ora il problema sono io, lo so.
E' su di me che mi sto infatti concentrando, e anche ritrovare parti di me che nella coppia erano state messe da parte è un lavoro. Colpa mia, che su questo progetto di vita avevo investito tutto. La parte in corsiva è assolutamente vera.
Ne hai parlato con una che non e' interessata a sentire, evidentemente. Perche' non sono argomenti davanti ai quali si liquida tutto con un "ah, occhei. Ci pensero'".

Perche' non le imponi tu, per una volta, una terapia di coppia? E inizi a elencare i problemi con lei presente, davanti a uno che li deve ascoltare.
Credo che tu non lo faccia, essenzialmente per evitare il rischio di mettere te, alle strette. Proprio con il corsivo.
Io non penso che sia a tutti i costi un lavoro da fare. Puoi anche scegliere di lasciarlo li' dove e'. Pero' non puoi per il resto fare finta che non ci sia. C'e'. Quindi se la separazione diventa una sorta di male assoluto (e su questo lei campa), devi fare in modo che lei diventi piu' fattiva non perche' non sei scontato. Non sei scontato, COSI'. E qui un lavoro sulla tua autostima non te lo leva nessuno, pure evitando (se non lo vuoi fare) di scavare troppo. Poniti da primario per te. Quali che siano le cause che in passato ti hanno portato a valere "dopo di...". Quelli sono fatti. E sono successi. Che quelle responsabilita' restino a chi di dovere.
 

mistral

Utente di lunga data
Certo, è così. Lei ha i suoi problemi (è in cura per questi), per gestirli si è creata la sua area comfort negli anni, in quella ci ha messo quello che voleva lei e ha imposto a chi le stava accanto ciò che le era utile per stare bene.
Io l'amavo, mi piaceva, e ci stavo comunque bene in tutto questo.
Dopo il tradimento, dopo lo shock, è saltato tutto.
Sono io ora a "non stare alla perfezione".
Perché?
Perché non posso più ovviamente tornare quello che ero prima, perché lei ha cercato di imporre l'equilibrio precedente, perché io invece ne voglio un altro in cui quel che lei mi "impone" non mi basta più perché ora ci stare male.
In tutto questo io mi sono distaccato da lei, non provo più desiderio, non mi sento più a mio agio, percepisco un mio stare sulla difensiva, non riesco più ad abbandonarmi, a lasciarmi andare, non mi riconosco più in quel che ero, devo gestire ansie e insicurezze..
E sono contento che lei esca, che abbia amiche, perché questo limita la sua imposizione in famiglia e l'aggressività che esercita quando non riesce a controllare. Quando capita che urli ormai sono sordo, faccio finta di niente, e lei si spegne, riesco a tenere bassa la sua spinta aggressiva. Il meccanismo è questo. Solo che io non ho più una relazione di coppia, così.
E ne ho voglia, credimi, come ho voglia di vivere, anche se non credo più la troverò in casa.
Nei tuoi post vedo il rovescio negativo della medaglia dopo un tradimento .Si capisce l’enorme differenza che può fare il traditore (quello che vuole rimanere) nel dopo.
Ho lasciato a lui il compito di incollare ogni mio singolo pezzo ,senza garanzie di riuscita o di un risultato soddisfacente .
Lo ha fatto e lo sta facendo .
Non penso che avrei resistito una settimana nella tua situazione .
La reazione di chi sperimenta un sentimento di pentimento autentico è tangibile e in un certo senso allevia in parte il dolore ,perché nonostante tutto hai accanto qualcuno che vive lo stesso tormento e ne comprende la gravità.Decisamente diverso rispetto a chi pensa di aver avuto tutto il diritto di tradire e ritenere l’altro come un intoppo al viversela fino in fondo e addirittura pretendere di riprendersi il proprio posto come nulla fosse.
Per come la vedo io,se vuoi rimanere e mi chiedi di riprovare,ti devi sedere in ultima fila,vicino alla porta perché il distacco emotivo che hai generato in me non mi permette di vederi più vicino di così .Hai possibilità di tornare in prima fila con le mosse giuste ,ma se tiri uova marce i pomodori ,rimani lì in ultima fila e ti limiti a fare la tua parte di pubblico pagante e prima o poi esci fuori.
Quindi tua moglie la percezione di quanto fosse grave il danno fatto e la tua frattura ,non lo ha mai compreso?
 

mistral

Utente di lunga data
???? Ti sciocca il fatto che stia chiedendo il divorzio ad una moglie che ho lasciato 6 anni fa ?? Ah be',fantastico. Guarda che se non mi avesse fatto la separazione giudiziale avrei chiuso molto molto prima. Ci sara' da vedere adesso se questa demente mi concedera' il divorzio,ma questa e' un altra storia..:D
Penso che vi siate fraintesi .
Lei mi pare abbia capito che ti stai separando da quella che all’epoca era la tua amante e non dalla tua prima moglie
 

danny

Utente di lunga data
Nei tuoi post vedo il rovescio negativo della medaglia dopo un tradimento .Si capisce l’enorme differenza che può fare il traditore (quello che vuole rimanere) nel dopo.
Ho lasciato a lui il compito di incollare ogni mio singolo pezzo ,senza garanzie di riuscita o di un risultato soddisfacente .
Lo ha fatto e lo sta facendo .
Non penso che avrei resistito una settimana nella tua situazione .
La reazione di chi sperimenta un sentimento di pentimento autentico è tangibile e in un certo senso allevia in parte il dolore ,perché nonostante tutto hai accanto qualcuno che vive lo stesso tormento e ne comprende la gravità.Decisamente diverso rispetto a chi pensa di aver avuto tutto il diritto di tradire e ritenere l’altro come un intoppo al viversela fino in fondo e addirittura pretendere di riprendersi il proprio posto come nulla fosse.
Per come la vedo io,se vuoi rimanere e mi chiedi di riprovare,ti devi sedere in ultima fila,vicino alla porta perché il distacco emotivo che hai generato in me non mi permette di vederi più vicino di così .Hai possibilità di tornare in prima fila con le mosse giuste ,ma se tiri uova marce i pomodori ,rimani lì in ultima fila e ti limiti a fare la tua parte di pubblico pagante e prima o poi esci fuori.
Quindi tua moglie la percezione di quanto fosse grave il danno fatto e la tua frattura ,non lo ha mai compreso?
Dipende quali sono i tuoi obiettivi.
Se il fine sempre e costantemente è quello di stare bene che corrisponde all'evitare tutto ciò che può farti stare male, assumerti anche il dolore o i problemi altrui è qualcosa che non rientra nelle tue intenzioni.
Senti solo il tuo dolore per aver perso una persona che avevi imparato ad apprezzare e per essere entrata in conflitto con chi è al tuo fianco. E ragionando su questo prendi le distanze che reputi necessarie per evitare coinvolgimenti che possano farti male.
 

zanna

Utente di lunga data
Nei tuoi post vedo il rovescio negativo della medaglia dopo un tradimento .Si capisce l’enorme differenza che può fare il traditore (quello che vuole rimanere) nel dopo.
Ho lasciato a lui il compito di incollare ogni mio singolo pezzo ,senza garanzie di riuscita o di un risultato soddisfacente .
Lo ha fatto e lo sta facendo .
Non penso che avrei resistito una settimana nella tua situazione .
La reazione di chi sperimenta un sentimento di pentimento autentico è tangibile e in un certo senso allevia in parte il dolore ,perché nonostante tutto hai accanto qualcuno che vive lo stesso tormento e ne comprende la gravità.Decisamente diverso rispetto a chi pensa di aver avuto tutto il diritto di tradire e ritenere l’altro come un intoppo al viversela fino in fondo e addirittura pretendere di riprendersi il proprio posto come nulla fosse.
Per come la vedo io,se vuoi rimanere e mi chiedi di riprovare,ti devi sedere in ultima fila,vicino alla porta perché il distacco emotivo che hai generato in me non mi permette di vederi più vicino di così .Hai possibilità di tornare in prima fila con le mosse giuste ,ma se tiri uova marce i pomodori ,rimani lì in ultima fila e ti limiti a fare la tua parte di pubblico pagante e prima o poi esci fuori.
Quindi tua moglie la percezione di quanto fosse grave il danno fatto e la tua frattura ,non lo ha mai compreso?
Mah sarebbe giusto se ... lei volesse rimanere e non invece volesse far uscire lui.
Non so spiegare ma ho come la sensazione che lei voglia farsi lasciare per assurgere al ruolo di abbandonata ...
ed è un rischio. Alla fine l'unico che resterà solo è lui ed entrambi lo sanno molto bene
 

mistral

Utente di lunga data
Mah sarebbe giusto se ... lei volesse rimanere e non invece volesse far uscire lui.
Non so spiegare ma ho come la sensazione che lei voglia farsi lasciare per assurgere al ruolo di abbandonata ...
ed è un rischio. Alla fine l'unico che resterà solo è lui ed entrambi lo sanno molto bene
Ricordo che lei si oppose fermamente alla separazione e ha messo bene in chiaro che non accetterebbe un tradimento da parte di lui(pur costringendolo all’astinenza sessuale da anni)
 

zanna

Utente di lunga data
Ricordo che lei si oppose fermamente alla separazione e ha messo bene in chiaro che non accetterebbe un tradimento da parte di lui(pur costringendolo all’astinenza sessuale da anni)
Probabilmente dopo che le si è chiusa la porta ... quindi ha pensato bene di chiudere pure la gabbia.
Danny ha come te il senso di responsabilità tatuato a fuoco ... mi chiedo quando il demone riuscirà a spezzare l'ultimo sigillo rimasto ...
 

danny

Utente di lunga data
Più o meno tutti abbiamo un'area comfort, il problema sono semmai le dimensioni.
Quando una persona dice sempre no evidenzia un'area comfort particolarmente limitata.
C'era un film con Jim Carrey, anni fa.
"The Yes Man": a un uomo dopo l'abbandono della moglie viene consigliato durante il corso di autostima di dire sempre sì a tutti.
Praticamente si trovò a gestire un'area comfort illimitata, in cui gli si aprirono infinite possibilità.
Una persona con un'area comfort limitata tende a ridurre anche quella delle persone con cui interagisce, per potere avere il controllo della propria.
Meno facile accada il contrario.
 
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mistral

Utente di lunga data
Più o meno tutti abbiamo un'area comfort, il problema sono semmai le dimensioni.
Quando una persona dice sempre no evidenzia un'area comfort particolarmente limitata.
C'era un film con Jim Carrey, anni fa.
"The Yes Man": a un uomo dopo l'abbandono della moglie viene consigliato durante il corso di autostima di dire sempre sì a tutti.
Praticamente si trovò a gestire un'area comfort illimitata, in cui gli si aprirono infinite possibilità.
Una persona con un'area comfort limitata tende a ridurre anche quella delle persone con cui interagisce, per potere avere il controllo della propria.
Ok.
Ma perché le hai permesso di allargarsi così tanto?
 

danny

Utente di lunga data
Ok.
Ma perché le hai permesso di allargarsi così tanto?
La risposta più ovvia.
Perché ne ero innamorato, perché mi piaceva, perché quando era serena per me era fantastica e migliore di tutte le altre.
E perché questa dinamica non la vedevo perché funziona esattamente come le rane di Chomsky.
 

danny

Utente di lunga data
Come funziona?
Mettiamo che degli amici invitino una coppia con questo tipo di problemi a una festa.
La prima volta lei dirà di sì, poi festa non le piacerà e lo farà presente a lui dopo.
Un'altra volta verrà a una festa, mostrerà visibilmente che non si trova a suo agio e si incazzerà con lui che l'ha portata lì.
La terza volta lui la inviterà alla festa e lei risponderà di no, che non vuole venire. Lui ci andrà e lei dopo glielo rinfaccerà.
La quarta volta lui ci penserà un po' su nell'accettare l'invito alla festa e comincerà a diradare gli appuntamenti successivi, saltandone qualcuno e provare stati di ansia quando riceve un invito, perché pensa alle conseguenze. Lui ha paura di perdere lei.
Nel frattempo lei si comporterà magnificamente quando starà da sola con lui, farà in modo di farlo stare più a suo agio quando si trova con lei che con gli amici alle feste, ma non perderà occasione di punirlo quando lo vede felice in altre situazioni.
Dopo un po' di tempo gli inviti alle feste non arrivano più.
Problema risolto. Lui è entrato nella sua comfort zone.
 
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Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Come funziona?
Mettiamo che degli amici invitino una coppia con questo tipo di problemi a una festa.
La prima volta lei dirà di sì, poi festa non le piacerà e lo farà presente a lui dopo.
Un'altra volta verrà a una festa, mostrerà visibilmente che non si trova a suo agio e si incazzerà con lui che l'ha portata lì.
La terza volta lui la inviterà alla festa e lei risponderà di no, che non vuole venire. Lui ci andrà e lei dopo glielo rinfaccerà.
La quarta volta lui ci penserà un po' su nell'accettare l'invito alla festa e comincerà a diradare gli appuntamenti successivi, saltandone qualcuno e provare stati di ansia quando riceve un invito, perché pensa alle conseguenze. Lui ha paura di perdere lei.
Nel frattempo lei si comporterà magnificamente quando starà da sola con lui, farà in modo di farlo stare più a suo agio quando si trova con lei che con gli amici alle feste, ma non perderà occasione di punirlo quando lo vede felice in altre situazioni.
Dopo un po' di tempo gli inviti alle feste non arrivano più.
Problema risolto. Lui è entrato nella sua comfort zone.
La quArta volta ci vado senza chiedere se vuole venire perché so che non gli piace
 
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