ciao Ipa.
Forse ho sbagliato termine.Il suo non era un cagarsi sotto ma il non essere più stato in grado di rimettere l’altra al suo posto.
Il comportamento di lei lo ha asfaltato perché ha faticato a riconoscerla.É stato come se avesse accarezzato per mesi un agnellino devoto,convinto di esserne il pastore ed avere un ruolo autorevole nei suoi confronti ,per poi di colpo ritrovarsi un lupo mannaro assetato di vendetta,attaccato alla giugulare proprio mentre per lui era il momento peggiore,quello della confessione.Unito alla situazione drammatica che c’era a casa e al suo carattere di base non aggressivo,è schiantato.É finito anche in ospedale con seri problemi di salute.Ha impiegato anni a riprendere in mano se stesso.E nel lasso di tempo in cui lui era a terra l’altra ha infierito più che ha potuto.Lei non ha smesso nemmeno quando lui ha minacciato di coinvolgere anche il marito,visto che lei ci teneva tanto a coinvolgere anche me.
É questo che intendo quando dico che gli schiaffoni li ha ricevuti dall’altra parte più che da me.
Credo che umanamente si aspettasse un minimo di empatia e non un voltafaccia di quel grado.
Il vederlo messo così male,mi ha impedito di alimentare il fuoco e sistemare l’altra a vita.E il tutto mi rode .
Mi rode la sua debolezza,mi rodono la sfacciataggine e le menzogne dell’altra e mi rode il fatto che ancora mi roda non aver sparato il missile che ho in canna.
Quindi mi rode ancora tutto tranne che il tradimento:-D
Continuo a provare a leggere con il mio sguardo
Il nucleo del cagarsi sotto è esattamente quello che hai specificato nel primo grassetto "non essere in grado".
Io sarei delusa esattamente da quello. Non essere in grado.
E questo si collega al secondo grassetto. "vederlo messo così male, mi ha impedito..."
Sarei una serpe. In una situazione che descrivi.
Lo sarei con me stessa prima ancora che con tutti.
Dovrei perdonarmi alcuni istinti che amo in me - il senso di protezione da branco, la capacità di empatizzare a prescindere dalla simpatia, l'essere guardiana e care giver del benessere di quegli altri (pochissimi in verità e per questo ancora più preziosi e faticosi anche) che ritengo e ho scelto come "miei". Appartenenti alla mia cerchia più vicina alla mia essenza - e dovrei perdonarmi perchè rimanere fedele a quegli istinti che mi rendono umana e fedele e onorevole ai miei occhi, significherebbe pugnalare l'altra parte di me, che amo in egual modo, che è quella che non si tira indietro dal sangue, ma anzi, ne sa godere.
E questa parte per me è affetto profondo, perchè è quella che mi ha tirato fuori da situazioni veramente di merda e pericolose. Che mi ha letteralmente salvato la vita.
E la tradirei.
E poi con l'altro. Che mi mette di in condizione di tradirmi in ogni modo io mi possa voltare.
Avrei veramente un paio di occhiali molto deformanti guardandolo, e la tenerezza, diventerebbe tagliente in me. Per me. Non penso che riuscirei a stare in equilibrio su una tenerezza di quel genere che se da un lato mi accarezza dall'altro mi taglia.
Non penso che potrei dimenticare l'incapacità della gestione. Di rimettere a posto una situazione lasciandomene fuori.
Non farmi casino nella vita per me è un requisito fondamentale.
Sto da sola piuttosto. A costo di leccare dal pavimento le briciole.
Ma lecco contando su di me e senza i carichi imposti da qualcuno che ha il dovere di proteggermi almeno tanto quanto io lo proteggo.
Mi ricordo che in un certo periodo mi ripetevo che piuttosto che tornare indietro avrei strisciato sui gomiti. E ho strisciato in effetti per un po'. Ma in avanti. Indietro sapevo che mi avrebbe messa in una situazione in cui avrei nutrito in almeno una parte di me la rabbia...e non ne potevo più della rabbia.
Forse perchè la mia vita è un casino da quando sono nata.
E ho fatto una fatica del diavolo per darci dentro un filo di ordine.
Fatica e dolore che sono Miei. E hanno un grande valore.
Non tollero macchie su quella fatica e su quel dolore, e sul risultato a cui fatica e dolore hanno portato.
Posso mediare su tante cose, ma se le azioni dell'altro mandano a gambe all'aria impoverendomi...divento veramente insensibile ad ogni cosa.
Non mi interessa più se stai strisciando.
So che stai soffrendo. Posso darti compartecipazione umana.
Mi dispiace per te.
Ma ho strisciato pure io. E sono viva. Se non sai strisciare e rialzarti, non fai per me. Per il semplice motivo che io lo so fare e desidero accanto qualcuno che sa fare altrettanto.
Ti valuto semmai. Su come strisci. E su come ti rialzi. Ma ti rialzi da solo.
Io guardo. E a distanza.
Sono implacabile su questo.
E più invecchio più mi convinco che quell'essere implacabile è fonte di serenità per me.
In particolare se ti ritrovi a strisciare non perchè ti è capitato un casino, ma perchè hai fatto il figo, non hai ragionato, non sei stato lucido, se lo strisciare è il prodotto di azioni e decisioni non negoziate con me.
Se vuoi fare da solo, benissimo, ma allora concludi anche da solo.
Poi ne parliamo.
E misuro la dignità e il valore dell'altro su questo. Sul saper confinare il casino. Sul non mettermi in pericolo.
Tutto questo nutre la stima per me.
Nutre la mia dignità.
La mia libertà. Il mio senso dell'onore.
Il non elemosinare e andare a testa alta.
E questo nutre la mia serenità. Pace in me.
Il sottolineato è razionalizzazione.
Ma la razionalizzazione è solo la crosta dell'emozione che gira sotto.
Non casualmente ancora ti rode. Secondo me.
Razionalizzare non basta. E' solo un palliativo. Alleggerisce. Ma non Cura.
L'aggravante sarebbe il rosso.
Se fai le cazzate e poi manco posso prenderti a schiaffoni e in più i MIEI schiaffoni te li fai dare pure da quella con cui me l'hai messa a culo...minchia.
Fra l'altro mentre io ti proteggo.
In una situazione in cui comunque doverti proteggere è una perversione. Letteralmente.
Questo mi renderebbe ulteriormente serpe.
Sarebbe un affronto a tutto ciò che io vedo quando mi guardo nello specchio di me.
Il corsivo è la cosa che ti fotte, secondo me. Perchè ti sei fatta fottere e lo sai. Sai che hai deciso di farti fottere. Hai giocato, e hai perso. E il gioco l'hai fatto basandoti sulla fiducia che avevi nella capacità del tuo uomo di valutare l'altra. Questo a me sembrerebbe il vero tradimento. Una valutazione talmente sbagliata da essere grottesca, ma in cui tu hai comunque riposto abbastanza fiducia da giocare.
Però...minchia...sempre mio pensiero eh...
Se ti scopi il mio uomo, e poi vieni da me a giurarmi che non lo toccherai più probabilmente ti schiaccio.
Prima di tutto perchè mi stai dicendo che il mio uomo è un coglione, perchè sei tu che decidi se scopartelo o meno.
E non sta a te dirmelo. Ci penso io. Tu chiavatelo e non rompere i coglioni. Se sei in grado.
Secondo perchè vieni da me tentando di propinarmi una alleanza fra donne in un contesto in cui l'uomo è un osso da scambiarsi. E a me questo tipo di donne fanno la nausea. E manco morta mi ci alleo. Sono vigliacche e viscide di default per me se hanno questo tipo di ragionamento in testa. E tendenzialmente la mettono a culo a seconda di come tira il vento e a secondo dell'osso che riescono a prendersi. E schiacciarle, come donna, è un piacere. Perchè sono la parte del femminile che a mio parere compartecipa a rendere tanto perversa, a volte, la comunicazione uomo donna. Oltre che aver elaborato il modello della sottomessa in un modo meschino e vigliacco in un mondo in cui come donne si ha la possibilità di essere ben altro che sottomesse sotto mentite spoglie.
Accetterei un dialogo con una donna che vien da me come donna, a testa alta, che non ha timore di aver timore delle conseguenze delle sue azioni, compreso il fatto che io possa decidere di farle il culo a fette.
Se osasse soltanto chiedere pietà....sarebbe chiedermi il peggio di me. Perchè serve essere nella condizione per chiedere pietà. E se non lo sai...non hai capito un cazzo. E per me sarebbe onorevole andare oltre. O distruggerti. A seconda.
Ti credo che in tutto questo a rodere non sia il tradimento...in un contesto così, guardare il tradimento in sè, ossia la relazione con l'altra, è guardare il dito e non la luna.
Però, se mi permetti, una soluzione hai da trovarla.
Perchè questo rodimento, se non ti ho letta troppo male, consuma soltanto te.
E affonda le radici nel tuo essere profondo che è stato schiacciato.
La protagonista di quello schiacciare però sei tu @
mistral.
E stai continuando a schiacciarti.
SE vuoi farla a pezzi, fallo.
Dubito che in questo quadro possa darti sollievo, ma forse può smuovere cose.
Più ne scrivi, più mi convinco che il nucleo non sia lei, non sia tuo marito, ma sia il tuo essere profondo che si dibatte alla ricerca di una fedeltà che in qualche modo è macchiata.
E io penso che quando è quella roba lì a dibattersi, le macchiette (=gli altri) siano solo palliativi.
Fra l'altro fare a pezzi una come quella che hai descritto...non penso darebbe neanche piena soddisfazione. E' troppo facile per come la descrivi. Sarebbe un aperitivo...ma la cena poi?
IO penso che scegliersi i nemici sia ancora più importante che scegliersi gli amici.
E in comune, amici e nemici, debbano avere l'onore per essere considerati tali. L'onore e la capacità.
Io non mi sceglierei come nemico uno/una che posso schiacciare a occhi chiusi.
Non per pietà.
Ma se devo combattere, io desidero un avversario degno.
Un avversario indegno sminuisce me. Io combatto per il piacere di combattere.
Anche se a volte quel piacere può essere una perversione.
Io sono anche questo però, e mi tradirei se non lo fossi.