La scoperta di un tradimento è di per sé un fatto traumatico. Ma le modalità con cui è avvenuta la scoperta non sono indifferenti all'entita' del trauma.
Nel caso specifico un percorso di "riavvicinamento " è sicuramente molto duro (ma non impossibile). Bisognerebbe essere capaci di liberarsi da una serie di preconcetti che sono fortemente radicati in noi. Il fatto che lui, leggendo i diari, abbia già una immagine molto forte di quanto è accaduto, rende comprensibile che non voglia approfondire oltre. Certo, quanto si scrive in un diario va contestualizzato, le emozioni, i sentimenti ci portano a deformare la realtà che viviamo. Le emozioni passano e la realtà ci appare poi nella sua crudezza.
Scrivere di noi serve anche a questo.
Certo che, anche escludendo un riavvicinamento, vivere con una morta in casa non è possibile nel lungo periodo, perché alla fine si arriva a negare anche se stessi, oltre l'altro.
Personalmente, per poter vivere, o meglio sopravvivere, in una situazione simile, mi servirebbe il dialogo. Mi servirebbe capire le motivazioni, al di là dei fatti avvenuti. Sapere come vede ora il suo percorso, capire cosa la ha spinta, quello che provato, il ruolo mio in tutto questo. Ecco, su questo vorrei fare chiarezza, mi sarebbe necessario, più della conoscenza degli atti in se.
Non che questo debba cambiare le decisioni prese, ma forse aiuterebbe a gestire se stessi nella forzata convivenza e rispetto all'essere genitori.
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