Cosa ne pensate?

Lara3

Utente di lunga data
Ma viene da me da oltre un anno... Non ci provo con lui sempre ogni tanto torno all'attacco con qualche battuta...
Lui comunque ci sta ai miei flirt, ...
Qualche volta mi scrive anche che mi vuole bene ... insomma forse sono stupida e mi prende in giro...
Ma invece secomdo me a lui piaccio ma forse è troppo preso da lei, che lo tratta male , ho a paura della sua reazione

Secondo me non ci sta per l’ortografia. 😱
 

stany

Utente di lunga data
Io non cerco un uomo che mi mantenga, ho la mi situazione , ho un lavoro ecc .. purtroppo dato che io vivo in affitto, e il mio fidanzato vive in affitto anche lui... Mi piacerebbe che ci trasferissimo in una casa insieme e " dividere" il costo della vita...
A parte ciò ho un figlio che mantengo sola ..
Più che fidanzato,pare uno scopamico.

Mi accorgo di non amare il mio attuale fidanzato... infatti credo di darci un taglio.. a me piace lui ma se lui dice di amare l'altra non so che fare... Io credo di piacergli ma non ci sta..
E allora dovresti cercarne un altro. Pare che nessuno dei due siano idonei.

Sei giovane e hai avuto un bambino da giovane. Hai ovviamente un tenore di vita modesto che migliorerebbe decisamente con una convivenza.
Il tuo “compagno” non lo ami e lui lo sente, magari nemmeno lui è innamorato e, benché anche per lui la convivenza comporterebbe un miglioramento del tenore di vita, non si sente di prendere una decisione impegnativa con te. Tranquilla che con un’altra la prenderebbe.
L’altro tizio si rilassa con te come con un amico. Non ha alcuna intenzione e potrebbe anche avere problemi suoi.
So di una che ha fatto un filo sperticato a un tipo sposato che ci ha messo un anno a cedere. Al momento lei ha capito il perché era tanto integerrimo :eek: c’era ben poco.
Sei giovane e hai possibilità di conoscere uomini liberi (anche di ritorno) che cercano una relazione seria. Tu sei in grado di avere una relazione seria o sei confusa?
Ce l'aveva piccolo?😱

Se non è attratto da me perché ci viene ..
È vero che inizialmente gli ho detto che non ci avrei provato, ma ora lo ha capito che ci provo , e gli ho spesso detto che se non era fidanzato potevamo uscire alla luce del sole..
Forse ce l'ha piccolo come quello che dice Brunetta....

che Mary non sia lucida è palese, altrimenti non continuerebbe a chiedere ossessivamente perchè lui non cede.

lui è un profumiere perchè è consapevole che lei lo desidera e ci gioca su. la prestazione che lui vuole da lei è 1-che lei lo stia ad ascoltare quando ha bisogno di sfogarsi e 2-lei penda dalle sue labbra

altro non gli interessa,perchè il maschio del sapiens sapiens è basico. se una che ti piace ti fa capire che ci sta, te la scopi. al netto che uno sia fidanzato, sposato, quello che vuoi.

se così non fosse, questo forum non esisterebbe
Al netto di tutto, anche Charlize Theron e la Bellucci vanno bene 😊😋

Ma viene da me da oltre un anno... Non ci provo con lui sempre ogni tanto torno all'attacco con qualche battuta...
Lui comunque ci sta ai miei flirt, ...
Qualche volta mi scrive anche che mi vuole bene ... insomma forse sono stupida e mi prende in giro...
Ma invece secomdo me a lui piaccio ma forse è troppo preso da lei, che lo tratta male , ho a paura della sua reazione
Mi sembrate due tredicenni,ma di sessant'anni fa..

[/B]Secondo me non ci sta per l’ortografia. 😱
Accademico della Crusca?

Nessuno dei due sia idoneo (errata corrige)

Guarda che si riferiva all’amore verso la fidanzata.

È chiaramente per uno slancio altruistico verso di lei che vorrebbe spiattellarle il caffè-tradimento
Lei comportandosi così sarebbe puerile e meschina
La mia risposta del platonico era riferita a lei ,(certo non seguendo il filo del discorso) evidenziando il concetto del:"che viene a fare da me....che amore è?".Che si preoccupasse del proprio amore ,non di quello degli altri!
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Più che fidanzato,pare uno scopamico.



E allora dovresti cercarne un altro. Pare che nessuno dei due siano idonei.



Ce l'aveva piccolo?😱



Forse ce l'ha piccolo come quello che dice Brunetta....



Al netto di tutto, anche Charlize Theron e la Bellucci vanno bene 😊😋



Mi sembrate due tredicenni,ma di sessant'anni fa..



Accademico della Crusca?

Nessuno dei due sia idoneo (errata corrige)
Incredibilmente
 

stany

Utente di lunga data
Errore di battitura... Non credo di non saper scrivere
Comunque,vediamola in chiave positiva; hai uno che ti dispensa sesso,ma che non ti prende più di tanto, quindi se il sesso ti gratifica è già qualcosa.Un altro che ti prende il cervello ma non ricambia; dura da molto, un poco frustrante ,ma in fondo ti stimola e in parte ti gratifica e costituisce una speranza di cambiamento. Cosa ti manca? Una stabilità progettuale ed economica ,che si chiama "famiglia", che peraltro avevi,formata purtroppo con la persona sbagliata (spero sia presente con tuo figlio,anche se non economicamente-magari non lavora,non può dare-).Con un figlio piccolo è più difficile trovare una controparte ideale.Tra qualche anno credo sarà più facile.Innegabilmente quello del caffè prova qualcosa per te,ma non è pronto. Valuta ciò che hai per ciò che vale ora ,se vi saranno evoluzioni credo saranno positive. Se non ti garba la promiscuità che stai vivendo ,che nemmeno tale si potrebbe definire,visto che il sesso non è presente in contemporanea,considera di poter scegliere : tenerne uno per il sesso ,l'altro per "amicizia" finalizzata ad in un rapporto di coppia,oppure , chiudi con ambedue e disponiti in modo da captare ed acchiappare altre opportunità, che in questo stato non percepisci e nemmeno attiri. Ma, soprattutto, non mettere in atto il proposito di informare la fidanzata del caffettiere,che sarebbe squallido e, ancorché riuscissi nella conquista , strappandolo all'altra,il rapporto sarebbe viziato da questo pregiudizio sleale, scorretto e meschino, che resterà come rumore di fondo nel tempo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Comunque,vediamola in chiave positiva; hai uno che ti dispensa sesso,ma che non ti prende più di tanto, quindi se il sesso ti gratifica è già qualcosa.Un altro che ti prende il cervello ma non ricambia; dura da molto, un poco frustrante ,ma in fondo ti stimola e in parte ti gratifica e costituisce una speranza di cambiamento. Cosa ti manca? Una stabilità progettuale ed economica ,che si chiama "famiglia", che peraltro avevi,formata purtroppo con la persona sbagliata (spero sia presente con tuo figlio,anche se non economicamente-magari non lavora,non può dare-).Con un figlio piccolo è più difficile trovare una controparte ideale.Tra qualche anno credo sarà più facile.Innegabilmente quello del caffè prova qualcosa per te,ma non è pronto. Valuta ciò che hai per ciò che vale ora ,se vi saranno evoluzioni credo saranno positive. Se non ti garba la promiscuità che stai vivendo ,che nemmeno tale si potrebbe definire,visto che il sesso non è presente in contemporanea,considera di poter scegliere : tenerne uno per il sesso ,l'altro per "amicizia" finalizzata ad in un rapporto di coppia,oppure , chiudi con ambedue e disponiti in modo da captare ed acchiappare altre opportunità, che in questo stato non percepisci e nemmeno attiri. Ma, soprattutto, non mettere in atto il proposito di informare la fidanzata del caffettiere,che sarebbe squallido e, ancorché riuscissi nella conquista , strappandolo all'altra,il rapporto sarebbe viziato da questo pregiudizio sleale, scorretto e meschino, che resterà come rumore di fondo nel tempo.
Stany questa ragazza ha trent’anni!
 

stany

Utente di lunga data
Stany questa ragazza ha trent’anni!
Appunto, ne dovrà ancora vedere delle belle e delle brutte...
Il tempo è a suo favore; deve solo capire quali decisioni prendere, e capire che dipende solo da lei ciò che vuole.Deve anche adattarsi e sfruttare al meglio ciò che le si presenta senza abdicare ad una eccessiva cerebralità o emotività, rinnegando i valori etici e morali che ciascuno "dovrebbe" riconoscere come innati e naturali. Insomma vivere, stando nel mezzo, se questo comporta non accettare compromessi troppo condizionanti e per ciò deleteri ; se invece si vogliono accettare , bèh ,come si dice: chi è causa del suo mal....
Ma questo a trenta ,come a cinquanta, insomma , fino a che la coscienza dà segni di vita....
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Appunto, ne dovrà ancora vedere delle belle e delle brutte...
Il tempo è a suo favore; deve solo capire quali decisioni prendere, e capire che dipende solo da lei ciò che vuole.Deve anche adattarsi e sfruttare al meglio ciò che le si presenta senza abdicare ad una eccessiva cerebralità o emotività, rinnegando i valori etici e morali che ciascuno "dovrebbe" riconoscere come innati e naturali. Insomma vivere, stando nel mezzo, se questo comporta non accettare compromessi troppo condizionanti e per ciò deleteri ; se invece si vogliono accettare , bèh ,come si dice: chi è causa del suo mal....
Ma questo a trenta ,come a cinquanta, insomma , fino a che la coscienza dà segni di vita....
I valori etici e la moralità non sono innati, ma appresi in famiglia e nella società.
Ma la nostra società è relativista, fingendo di essere aperta, sembra che il metro di valutazione dei propri atti sia solo lo stare bene, indifferente agli altri.
Tra l’altro questo è fonte di enorme frustrazione perché non è tanto facile stare bene, avere tutto e non dover rinunciare a nulla. L’etica, superata, del sacrificio creava molta più felicità perché tutto ciò che veniva considerato bene era vissuto come un regalo.
 

stany

Utente di lunga data
I valori etici e la moralità non sono innati, ma appresi in famiglia e nella società.
Ma la nostra società è relativista, fingendo di essere aperta, sembra che il metro di valutazione dei propri atti sia solo lo stare bene, indifferente agli altri.
Tra l’altro questo è fonte di enorme frustrazione perché non è tanto facile stare bene, avere tutto e non dover rinunciare a nulla. L’etica, superata, del sacrificio creava molta più felicità perché tutto ciò che veniva considerato bene era vissuto come un regalo.
Sono d'accordo sull'ultima parte, ma non sul concetto del libero arbitrio,determinismo eccc. Che tu fai discendere esclusivamente dall'educazione e dal condizionamento ambientale che, semmai , consolidano e confortano il e nel soggetto la convinzione di essere nel giusto.Nel concetto di "coscienza consapevole" io ci vedo già i tratti della capacità di discernimento , distaccato dal bagaglio esperienziale ed educativo.
Ma sono considerazioni che ci portano ot.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sono d'accordo sull'ultima parte, ma non sul concetto del libero arbitrio,determinismo eccc. Che tu fai discendere esclusivamente dall'educazione e dal condizionamento ambientale che, semmai , consolidano e confortano il e nel soggetto la convinzione di essere nel giusto.Nel concetto di "coscienza consapevole" io ci vedo già i tratti della capacità di discernimento , distaccato dal bagaglio esperienziale ed educativo.
Ma sono considerazioni che ci portano ot.
Il patrimonio genetico costituisce la base che consente la formazione all’interno delle formazioni sociali.
Il fatto che la visione della vita e che l’etica cambino nel tempo prova che l’influenza della cultura del tempo è determinante.
 

stany

Utente di lunga data
Il patrimonio genetico costituisce la base che consente la formazione all’interno delle formazioni sociali.
Il fatto che la visione della vita e che l’etica cambino nel tempo prova che l’influenza della cultura del tempo è determinante.
Ora che ricordo, questo argomento era già stato affrontato tempo addietro.
L'influenza della cultura del momento è senz'altro determinante per codificare le regole della comunità; all'interno delle quali, comunque, "l'istinto" atavico individuale, dovrebbe poter discernere il comportamento più adeguato , socialmente più idoneo, congruo ed appropriato, in relazione alla scelta che si deve fare.
Non è che le madri dei bimbi sacrificati nelle civiltà precolombiane lo potessero ritenere soggettivamente giusto ; lo accettavano in quanto dogma sociale . Oppure,tutti i cittadini tedeschi ritenessero giusto ed appropriato l'Olocausto. Purtroppo , nelle società "incivili" (non ho detto arretrate) sempre , chi comanda, lo fa a detrimento della maggioranza,la quale ,pur essendo dotata di raziocinio si deve adeguare ,ma anche "scegliere" , eventualmente,di essere parte attiva di una aberrazione .Per convenienza. Ma sempre di scelta si tratta. Chiaro che vi sia interdipendenza tra evoluzione sociale,esperienza , istruzione (oggettiva) e volontà nel perseguire un obiettivo. Se devo fare la differenziata e non mi preoccupo, ho scelto evidentemente ,sbagliando ,non facendo la cosa "giusta". Chissà perché le società primordiali sapevano come comportarsi nella convivenza ambientale e nella gestione delle risorse.Perchè erano in pochi, si dirà.Vero, ma c'era maggior consapevolezza di base. Ciascun individuo era dotato di un patrimonio basico che utilizzava nei comportamenti quotidiani, che poteva quindi riscontrare nei propri effetti. L'esperienza acquisita col passare del tempo consentì alle classi dirigenti delle società evolute di asservirla alle proprie fazioni e mire .Inutile dire che il concetto di giusto e sbagliato sia relativisticanente subordinato alla fazione cui si appartiene.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ora che ricordo, questo argomento era già stato affrontato tempo addietro.
L'influenza della cultura del momento è senz'altro determinante per codificare le regole della comunità; all'interno delle quali, comunque, "l'istinto" atavico individuale, dovrebbe poter discernere il comportamento più adeguato , socialmente più idoneo, congruo ed appropriato, in relazione alla scelta che si deve fare.
Non è che le madri dei bimbi sacrificati nelle civiltà precolombiane lo potessero ritenere soggettivamente giusto ; lo accettavano in quanto dogma sociale . Oppure,tutti i cittadini tedeschi ritenessero giusto ed appropriato l'Olocausto. Purtroppo , nelle società "incivili" (non ho detto arretrate) sempre , chi comanda, lo fa a detrimento della maggioranza,la quale ,pur essendo dotata di raziocinio si deve adeguare ,ma anche "scegliere" , eventualmente,di essere parte attiva di una aberrazione .Per convenienza. Ma sempre di scelta si tratta. Chiaro che vi sia interdipendenza tra evoluzione sociale,esperienza , istruzione (oggettiva) e volontà nel perseguire un obiettivo. Se devo fare la differenziata e non mi preoccupo, ho scelto evidentemente ,sbagliando ,non facendo la cosa "giusta". Chissà perché le società primordiali sapevano come comportarsi nella convivenza ambientale e nella gestione delle risorse.Perchè erano in pochi, si dirà.Vero, ma c'era maggior consapevolezza di base. Ciascun individuo era dotato di un patrimonio basico che utilizzava nei comportamenti quotidiani, che poteva quindi riscontrare nei propri effetti. L'esperienza acquisita col passare del tempo consentì alle classi dirigenti delle società evolute di asservirla alle proprie fazioni e mire .Inutile dire che il concetto di giusto e sbagliato sia relativisticanente subordinato alla fazione cui si appartiene.
No :mexican:. Ma non importa.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Se vuoi continuo eh. Ma davvero a me non piace la polemica. Il fatto è che tu parli di istinto e non mi è chiaro cosa intendi, essendo un termine che scientificamente è preciso e limitato agli aspetti animali. Invece mi pare che tu lo stia usando in un altro senso e ci inserisca quasi una idea di “religione naturale” che dà, fuori da ogni esperienza culturale, il senso del bene e del male. Ho capito bene?
 

stany

Utente di lunga data
Se vuoi continuo eh. Ma davvero a me non piace la polemica. Il fatto è che tu parli di istinto e non mi è chiaro cosa intendi, essendo un termine che scientificamente è preciso e limitato agli aspetti animali. Invece mi pare che tu lo stia usando in un altro senso e ci inserisca quasi una idea di “religione naturale” che dà, fuori da ogni esperienza culturale, il senso del bene e del male. Ho capito bene?
Quello....una sorta di programmazione.... Forse l'Australopiteco aveva già perso quell'istinto che tu definisci di pertinenza esclusivamente animale, ed iniziava a comportarsi per convenienze, mettendo a frutto l'esperienza (ma molte specie di animali a tutt'oggi lo fanno) ma secondo me ,così come esiste un istinto umano avulso dall'esperienza, ne esiste uno definiamolo religioso,etico,come dici, presente a livello di coscienza , innato e connaturato all'uomo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quello....una sorta di programmazione.... Forse l'Australopiteco aveva già perso quell'istinto che tu definisci di pertinenza esclusivamente animale, ed iniziava a comportarsi per convenienze, mettendo a frutto l'esperienza (ma molte specie di animali a tutt'oggi lo fanno) ma secondo me ,così come esiste un istinto umano avulso dall'esperienza, ne esiste uno definiamolo religioso,etico,come dici, presente a livello di coscienza , innato e connaturato all'uomo.
Intendi “la legge morale dentro di me” di Kant?
Però da Kant, enorme filosofo che amo, le scienze umane e la neurobiologia hanno fatto ricerche che dimostrano come si forma la coscienza morale.
E intuitivamente io non la vedo così “naturale” vedendo cosa pensano i miei simili.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Intendi “la legge morale dentro di me” di Kant?
Però da Kant, enorme filosofo che amo, le scienze umane e la neurobiologia hanno fatto ricerche che dimostrano come si forma la coscienza morale.
E intuitivamente io non la vedo così “naturale” vedendo cosa pensano i miei simili.
Non è che non c'è, quella cd. naturale.
E' che la abbiamo persa.
 

stany

Utente di lunga data
Intendi “la legge morale dentro di me” di Kant?
Però da Kant, enorme filosofo che amo, le scienze umane e la neurobiologia hanno fatto ricerche che dimostrano come si forma la coscienza morale.
E intuitivamente io non la vedo così “naturale” vedendo cosa pensano i miei simili.
Non è quello.... o meglio,quello è l'effetto. Non sono nemmeno convinto dell'evoluzionismo darwiniano.
E quindi, dello sviluppo della coscienza morale in rapporto al valore esperienziale geneticamente trasmesso. Ma , che sia di default ,come già ho detto. La mia concezione di un possibile creazionismo esula da qualunque retaggio religioso . Sarei più propenso a credere che l'esperienza umana di questo pianeta possa essere un esperimento biologico ...
 
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