Bloccatemi!

Marjanna

Utente di lunga data
SE a me uno mandasse 20,000 messaggi, non ci arriverebbe a 20,000.
Già dopo i primi dieci, spalmati di ansia di esserci lo sfanculerei.

E lei pensava che questo fosse sintomo di innamoramento.

Un uomo innamorato sta con te, ti ascolta, ha cura di te, è attento a te.

Questo la usava come specchio per il suo ego sottosviluppato.

Mio padre voleva un maschio...e mi ha cresciuta come tale.
Magari ha un peso :D

G. mi aveva detto di non fidarmi di lui.
Quando gli avevo chiesto perchè, mi aveva detto che non era suo lo spazio di quell'affermazione. Ma mio.
Ho gradito molto. :)
In situazioni "sentimentali" tra amanti la comunicazione telefonica (che siano chiamate, messaggi, o simili) è abbastanza la norma. E falsa perchè vedendo che lui ti scrive (e non si fa vivo solo per appuntamenti) lo prendi come segno di interesse. L'ho preso anch'io così che odio a morte i messaggi continui specie quando sono vuoti di contenuto. Mi sono pure sentita in colpa per lagnarmi di questo (non a caso ci ho aperto un topic nel forum, sul rapporto con i telefonini). Invece temo sia solo un qualcosa legato alla territorialità, non lo dico a caso ma una serie di affermazioni che lui mi disse, controllando una persona che commenta spesso le mie foto (preciso non selfie su fb, ma foto scattate da me in un sito di fotografia), come marcare il territorio.
Essendo loro a chilometri e chilometri di distanza io trovo abbastanza normale che lei abbia preso come interesse il suo farsi vivo (in quali termini e con quali contenuti non lo so), potrei dire che trovo assurdo come questo l'abbia potuto vivere per 3 anni, ma con la vacanzina insieme ogni tanto, e una vita comunque da seguire, e una conoscenza in qualche modo da approfondire (per non avere i dubbi di francisca... vado a convivere con una persona che conosco da pochi mesi), e momenti di liti di cui Ingenua ha solo accennato (ma che ci sono stati, magari con periodo in cui non si sono sentiti), e la mente che si incastra a capire e cercare soluzioni, alla fine il tempo passa.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Sono commossa...davvero. Questo post me lo stampo e me lo rileggo perchè mi aiuterà a fare un passo alla volta. Piangere, sto piangendo da giorni (anche al lavoro ho delle repentine fughe in bagno).
Ieri mi sono fatta una torta per sforzarmi a mangiare qualcosa (lo so che non è molto sano mangiarsi la torta ma per ora va così).
Oggi mi era presa questa insana voglia di scrivergli che per fortuna grazie a voi sto contenendo.
Ora mi sforzo di andare avanti con l'organizzazione di una mia mostra, cosa che di solito mi fa stare bene. Oggi non ne ho le forze ma ci provo.
Per carità , in scrivere nulla....ma poi cosa e a che pro?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono commossa...davvero. Questo post me lo stampo e me lo rileggo perchè mi aiuterà a fare un passo alla volta. Piangere, sto piangendo da giorni (anche al lavoro ho delle repentine fughe in bagno).
Ieri mi sono fatta una torta per sforzarmi a mangiare qualcosa (lo so che non è molto sano mangiarsi la torta ma per ora va così).
Oggi mi era presa questa insana voglia di scrivergli che per fortuna grazie a voi sto contenendo.
Ora mi sforzo di andare avanti con l'organizzazione di una mia mostra, cosa che di solito mi fa stare bene. Oggi non ne ho le forze ma ci provo.
Io mi ero comprata un paio di stivali da 300 euro che ho messo una volta :D
Meglio la torta ;):)

Stai nell'oggi.
Le lacrime sono umane. Piangere serve.
E ogni piccolo obiettivo raggiunto un premio.
Una carezza per te, da te.
Un brava di incoraggiamento.

Ci si può coccolare sai?
Ed è un po' come la masturbazione per il sesso.
Con la masturbazione si imparano i propri percorsi del piacere per poterli condividere.
Con le coccole si impara il proprio modo della tenerezza per poterlo pretendere (dove pretendere non è imporre all'altro ma scegliere chi può dare quello di cui hai bisogno).

Adesso è come aver appena iniziato una salita in montagna. Non guardare la vetta, ti scoraggi. Ti sommerge.
Tieni giù la testa e metti un piede dopo l'altro.
Spezza il fiato e cammina. Non fermarti.
E quando ti vien da fermarti, convinciti a fare ancora un passo.

Sei una creativa...io non saprei da parte iniziare con l'organizzazione di una mostra!!
Ma ho una cara amica che si supera nella creatività. Convoglia il suo dolore nelle sue creazioni.
E quando non ci riesce, pulisce il terrazzo, o l'armadio.
Insomma. Un passo dopo l'altro.

Stai curando la tua casa?
La stai rendendo accogliente per te?
Apparecchiati la tavola. Con il servizio migliore.
Anche se non hai voglia.

Insomma...trova un modo che ti suoni dentro utile a renderti ben accolta in casa tua.
E per casa non intendo solo quella fisica. Intendo soprattutto quella emotiva.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
La mente, mente :D

Lo capisco quel bisogno. Molto bene.

Il punto però non è dire a se stessi che ci si è sbagliati.
I propri desideri non sono sbagliati. Anzi. Sono parti fondamentali del benessere.

Il punto è appropriarsi dei propri desideri e dargli onore.
E dargli talmente valore da saperne chiedere conto.

Non svendere i propri desideri. Non darli via così. Per l'urgenza di vederli realizzati.

E l'altro aspetto è infatti l'urgenza.
E torniamo al saper stare soli in buona compagnia di se stessi. In considerazione del valore di se stessi e del proprio desiderare. :)

Io non penso che ingenua sia stata cogliona.
Ma nemmeno ingenua.

Io penso che lei non conosca i suoi desideri.
Che non abbia la minima idea di come può far star bene se stessa (tanto che cerca la risposta fuori)
E che di conseguenza ogni risposta sia meglio del vuoto che le rimbomba nella pancia.

Raccoglie le briciole convinta che altrimenti muore di fame.
Ma non si muore di fame.
Il primo nutrimento è il proprio desiderare. E la cura di sè.

E anche il vuoto, a quel punto, è un posto accogliente in cui riposare e rendersi grazia.
Tutto molto interessante....
È il come ci arrivi ....e se....il problema...
Se non stai bene con te stesso non stai bene e basta ... non è sufficiente ripeterti che la prima regola è star bene da soli.
Di solito guarda caso lo ripetono quelli che da soli ci stanno da dio.
Se stare con te stessa ti porta ad avere un vuoto o un rimbombo, una nausea, la voglia di non sentire i tuoi pensieri rumorosi ..... puoi ripetertelo come un mantra che devi star bene ...ma non funziona .
E’ un percorso lungo..poi sono d’accordo che da qualche parte si debba cominciare.
Se solo molti sapessero come stare bene senza
Il consenso degli altri ti renda libero... e ti consenta di stare ancora meglio con gli altri che diventano mezzo e non fine .....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In situazioni "sentimentali" tra amanti la comunicazione telefonica (che siano chiamate, messaggi, o simili) è abbastanza la norma. E falsa perchè vedendo che lui ti scrive (e non si fa vivo solo per appuntamenti) lo prendi come segno di interesse. L'ho preso anch'io così che odio a morte i messaggi continui specie quando sono vuoti di contenuto. Mi sono pure sentita in colpa per lagnarmi di questo (non a caso ci ho aperto un topic nel forum, sul rapporto con i telefonini). Invece temo sia solo un qualcosa legato alla territorialità, non lo dico a caso ma una serie di affermazioni che lui mi disse, controllando una persona che commenta spesso le mie foto (preciso non selfie su fb, ma foto scattate da me in un sito di fotografia), come marcare il territorio.
Essendo loro a chilometri e chilometri di distanza io trovo abbastanza normale che lei abbia preso come interesse il suo farsi vivo (in quali termini e con quali contenuti non lo so), potrei dire che trovo assurdo come questo l'abbia potuto vivere per 3 anni, ma con la vacanzina insieme ogni tanto, e una vita comunque da seguire, e una conoscenza in qualche modo da approfondire (per non avere i dubbi di francisca... vado a convivere con una persona che conosco da pochi mesi), e momenti di liti di cui Ingenua ha solo accennato (ma che ci sono stati, magari con periodo in cui non si sono sentiti), e la mente che si incastra a capire e cercare soluzioni, alla fine il tempo passa.
Guarda, io e G. viviamo a più di 100 km di distanza.

quindi conosco bene la questione dei messaggi e compagnia cantante.
Come conosco bene la questione della costruzione di immagini.

Se G. mi avesse scritto a ripetizione giurandomi amore eterno, senza manco sapere bene chi io fossi, l'avrei mollato su due piedi.

Sarebbe stato un modo per dirmi, senza dirmelo, che lui non sapeva cosa stava facendo e che mi stava usando per non ascoltare i suoi vuoti.

Ne abbiamo parlato, specialmente anni fa, all'inizio quando non ci conoscevamo e qui io ci presentavo come "scienziati". [MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] mi ha insaccata un milione di volte sulla mia paura relazionale.

Eppure, se è pur vero che io faccio più fatica a stare con che a stare senza, eravamo davvero due scienziati che stavano facendo un esperimento. E dircelo, collocarci ci ha permesso di non cadere nelle trappole degli immaginari.

Non che non ne abbiamo avuti. Ma ci siamo tenuti d'occhio reciprocamente per fare in modo che non ci cadessimo dentro.

E non perchè ci volevamo tanto bene.
Ma per tutela ognun di se stesso.

Lui conosce bene le dinamiche del black mirror e della comunicazione internettiana, io conosco bene le dinamiche relazionali e le disfunzioni...diciamo che è stato un incontro fortunato.

Ma, al netto delle competenze, troppi messaggi, indicano bisogno incontrollato.
E sono da indagare.
Sono un campanello di allarme da osservare. E non da spiegare.

Sarebbe come vivere nella stessa casa e chiamarsi ogni tre minuti per sentire la voce dell'altro.
Sarebbe ridicolo, no?

Ecco, nel virtuale è la stessa cosa.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
La mente, mente :D

Lo capisco quel bisogno. Molto bene.

Il punto però non è dire a se stessi che ci si è sbagliati.
I propri desideri non sono sbagliati. Anzi. Sono parti fondamentali del benessere.

Il punto è appropriarsi dei propri desideri e dargli onore.
E dargli talmente valore da saperne chiedere conto.

Non svendere i propri desideri. Non darli via così. Per l'urgenza di vederli realizzati.

E l'altro aspetto è infatti l'urgenza.
E torniamo al saper stare soli in buona compagnia di se stessi. In considerazione del valore di se stessi e del proprio desiderare. :)

Io non penso che ingenua sia stata cogliona.
Ma nemmeno ingenua.

Io penso che lei non conosca i suoi desideri.
Che non abbia la minima idea di come può far star bene se stessa (tanto che cerca la risposta fuori)
E che di conseguenza ogni risposta sia meglio del vuoto che le rimbomba nella pancia.

Raccoglie le briciole convinta che altrimenti muore di fame.
Ma non si muore di fame.
Il primo nutrimento è il proprio desiderare. E la cura di sè.

E anche il vuoto, a quel punto, è un posto accogliente in cui riposare e rendersi grazia.
Mi piace molto il passaggio sull’urgenza....molto
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tutto molto interessante....
È il come ci arrivi ....e se....il problema...
Se non stai bene con te stesso non stai bene e basta ... non è sufficiente ripeterti che la prima regola è star bene da soli.
Di solito guarda caso lo ripetono quelli che da soli ci stanno da dio.
Se stare con te stessa ti porta ad avere un vuoto o un rimbombo, una nausea, la voglia di non sentire i tuoi pensieri rumorosi ..... puoi ripetertelo come un mantra che devi star bene ...ma non funziona .
E’ un percorso lungo..poi sono d’accordo che da qualche parte si debba cominciare.
Se solo molti sapessero come stare bene senza
Il consenso degli altri ti renda libero... e ti consenta di stare ancora meglio con gli altri che diventano mezzo e non fine .....
Io sono una che da sola ci sta bene.

Ma prima di starci bene, ci sono stata di merda.

Ho solo, per modo di dire, non voglio sminuire nè svalorizzare, attraversato il mio nulla.

C'è stato un periodo in cui scrivevo di essere finita nel nulla di me. Sotto il rumore rimbombante dei pensieri scomodi.
Nel nulla.

Ero terrorizzata.

Poi mi sono accorta che quel nulla...ero ancora io.

Un passo per volta.

E' un percorso lo star bene da soli.
Non una regola.

E si fa un pezzetto per volta.
Di solito stando di merda per un po' di tempo.

Poi però passa :)
Ed è bello, a quel punto. Molto.
 

Ingenua

Utente di lunga data
In situazioni "sentimentali" tra amanti la comunicazione telefonica (che siano chiamate, messaggi, o simili) è abbastanza la norma. E falsa perchè vedendo che lui ti scrive (e non si fa vivo solo per appuntamenti) lo prendi come segno di interesse. L'ho preso anch'io così che odio a morte i messaggi continui specie quando sono vuoti di contenuto. Mi sono pure sentita in colpa per lagnarmi di questo (non a caso ci ho aperto un topic nel forum, sul rapporto con i telefonini). Invece temo sia solo un qualcosa legato alla territorialità, non lo dico a caso ma una serie di affermazioni che lui mi disse, controllando una persona che commenta spesso le mie foto (preciso non selfie su fb, ma foto scattate da me in un sito di fotografia), come marcare il territorio.
Essendo loro a chilometri e chilometri di distanza io trovo abbastanza normale che lei abbia preso come interesse il suo farsi vivo (in quali termini e con quali contenuti non lo so), potrei dire che trovo assurdo come questo l'abbia potuto vivere per 3 anni, ma con la vacanzina insieme ogni tanto, e una vita comunque da seguire, e una conoscenza in qualche modo da approfondire (per non avere i dubbi di francisca... vado a convivere con una persona che conosco da pochi mesi), e momenti di liti di cui Ingenua ha solo accennato (ma che ci sono stati, magari con periodo in cui non si sono sentiti), e la mente che si incastra a capire e cercare soluzioni, alla fine il tempo passa.
Esatto, i messaggi e le telefonate li vivevo come una forma di attenzione nei miei confronti. Mi dicevo "cavoli, se mi chiama così spesso anche quando è in casa vuol dire che a me ci tiene!" Tra la'ltro erano sempre messaggi sensati e pieni di contenuto, si parlava di tutto, davvero di tutto.
Come dici tu [MENTION=7508]Marjanna[/MENTION] è strano andare a vanti così a lungo ma ci ho creduto sinceramente che stesse per lasciare la moglie. I progetti me li aveva fatti vedere con i fatti...almeno i primi tempi.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Io sono una che da sola ci sta bene.

Ma prima di starci bene, ci sono stata di merda.

Ho solo, per modo di dire, non voglio sminuire nè svalorizzare, attraversato il mio nulla.

C'è stato un periodo in cui scrivevo di essere finita nel nulla di me. Sotto il rumore rimbombante dei pensieri scomodi.
Nel nulla.

Ero terrorizzata.

Poi mi sono accorta che quel nulla...ero ancora io.

Un passo per volta.

E' un percorso lo star bene da soli.
Non una regola.

E si fa un pezzetto per volta.
Di solito stando di merda per un po' di tempo.

Poi però passa :)
Ed è bello, a quel punto. Molto.
Si...a un certo punto è bello ...
Se non diventa una resa ....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi piace molto il passaggio sull’urgenza....molto
L'urgenza è una inculata. (per essere poetica)

Presente la regola per non comprare cagate?
Vedi una cosa che ti piace tantissimo.
Ma proprio tanto.
Che è addirittura indispensabile.

Ecco, una buona regola è lasciar passare 30 giorni.
E poi riprendere in considerazione l'idea di comprarla.

Spesso e volentieri ci si rende conto che non se ne aveva bisogno.
Era urgenza di avere.

E allora si può scegliere di comprare per il piacere di farlo, e non perchè schiavi dell'appropriazione.

Nelle relazioni...funziona suppergiù così.

Tacitulus taxim.

L'urgenza è una conseguenza del metter fuori quel che è dentro.

Ma è anche un campanello di allarme di quelli importanti da ascoltare.
Dove c'è urgenza, c'è qualche cosa a cui prestare attenzione.
Con calma :)
 

Ingenua

Utente di lunga data
Io mi ero comprata un paio di stivali da 300 euro che ho messo una volta :D
Meglio la torta ;):)

Stai nell'oggi.
Le lacrime sono umane. Piangere serve.
E ogni piccolo obiettivo raggiunto un premio.
Una carezza per te, da te.
Un brava di incoraggiamento.

Ci si può coccolare sai?
Ed è un po' come la masturbazione per il sesso.
Con la masturbazione si imparano i propri percorsi del piacere per poterli condividere.
Con le coccole si impara il proprio modo della tenerezza per poterlo pretendere (dove pretendere non è imporre all'altro ma scegliere chi può dare quello di cui hai bisogno).

Adesso è come aver appena iniziato una salita in montagna. Non guardare la vetta, ti scoraggi. Ti sommerge.
Tieni giù la testa e metti un piede dopo l'altro.
Spezza il fiato e cammina. Non fermarti.
E quando ti vien da fermarti, convinciti a fare ancora un passo.

Sei una creativa...io non saprei da parte iniziare con l'organizzazione di una mostra!!
Ma ho una cara amica che si supera nella creatività. Convoglia il suo dolore nelle sue creazioni.
E quando non ci riesce, pulisce il terrazzo, o l'armadio.
Insomma. Un passo dopo l'altro.

Stai curando la tua casa?
La stai rendendo accogliente per te?
Apparecchiati la tavola. Con il servizio migliore.

Anche se non hai voglia.

Insomma...trova un modo che ti suoni dentro utile a renderti ben accolta in casa tua.
E per casa non intendo solo quella fisica. Intendo soprattutto quella emotiva.
Fatto. Ieri sera ho cenato con il mio nuovo servizio di piatti (comprato in settimana per coccolarmi). Peccato che non sono riuscita a mangiare perchè le lacrime mi hanno travolta...
 

Skorpio

Utente di lunga data
Chi è rimasto col cerino in mano, e con un sogno zoppo è @Ingenua

.
Eh ma.. i sogni purtroppo possono anche avere questo epilogo.. il cerino in mano.


Come realizzarsi.. col risultato di trovare un vuoto pneumatico dopo la realizzazione

Solo chi ha bene a mente questo può permettersi il lusso di sognare, io credo

Il copione di lui .. non saprei ..
Le sue promesse di amore.. non saprei..

Non saprei se erano in buona fede oppure no, ma io di default la buona fede la do per scontata, e per questo parlavo di imbarazzo.

Magari non era buona fede, e non è imbarazzo.
Ammetto che ci ho messo del "mio" nella valutazione.. :mexican:

Peraltro è un copione questo specifico, che non mi appartiene

Io non mi confonderei mai da occupato, con una donna libera, dichiarando amore (anche senza promesse)
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Fatto. Ieri sera ho cenato con il mio nuovo servizio di piatti (comprato in settimana per coccolarmi). Peccato che non sono riuscita a mangiare perchè le lacrime mi hanno travolta...
Brava!

Anche le lacrime hanno un buon sapore.
Finiti i singhiozzi, assaggiale la prossima volta. :)

Si può mangiare anche in tristezza. Magari non mangerai quel che mangeresti a pancia vuota.
Ma un assaggio, per render grazia al tuo lavoro di aver cucinato ci sta tutto.

Non c'è bisogno di chiudere tutto fuori per punirsi della propria tristezza, per non sporcarla.
Lei resta lì.
Rendila compagna.
Fai compagnia alla tua tristezza. E lascia che lei faccia compagnia a te.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
L'urgenza è una inculata. (per essere poetica)

Presente la regola per non comprare cagate?
Vedi una cosa che ti piace tantissimo.
Ma proprio tanto.
Che è addirittura indispensabile.

Ecco, una buona regola è lasciar passare 30 giorni.
E poi riprendere in considerazione l'idea di comprarla.

Spesso e volentieri ci si rende conto che non se ne aveva bisogno.
Era urgenza di avere.

E allora si può scegliere di comprare per il piacere di farlo, e non perchè schiavi dell'appropriazione.

Nelle relazioni...funziona suppergiù così.

Tacitulus taxim.

L'urgenza è una conseguenza del metter fuori quel che è dentro.

Ma è anche un campanello di allarme di quelli importanti da ascoltare.
Dove c'è urgenza, c'è qualche cosa a cui prestare attenzione.
Con calma :)
Molto d’accordo ....
Spesso si tratta del timore che altri eventi che nel frattempo si susseguono, possano far perdere il controllo della situazione .... niente di più falso....
O l’ansia di voler interrompere a qualunque costo (anche a costo del ridicolo), una sofferenza che si ritiene insopportabile ....innescandone invece altre..fino a raggiungere il fondo ...
 

Ingenua

Utente di lunga data
Brava!

Anche le lacrime hanno un buon sapore.
Finiti i singhiozzi, assaggiale la prossima volta. :)

Si può mangiare anche in tristezza. Magari non mangerai quel che mangeresti a pancia vuota.
Ma un assaggio, per render grazia al tuo lavoro di aver cucinato ci sta tutto.

Non c'è bisogno di chiudere tutto fuori per punirsi della propria tristezza, per non sporcarla.
Lei resta lì.
Rendila compagna.
Fai compagnia alla tua tristezza. E lascia che lei faccia compagnia a te.
Grazie, lo farò...:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si...a un certo punto è bello ...
Se non diventa una resa ....
Nella mia esperienza è per certi versi una resa.

Non una resa rassegnata, ma una accettazione di sè.
Dei propri limiti e delle proprie imperfezioni.

Un arrendersi al fatto che un vita perfetta non esiste. E per fortuna, che se esistesse non ci sarebbe nessuna spinta al miglioramento e saremmo ancora ad accendere il fuoco con le pietre e gli stecchetti.

E' un arrendersi alla propria bellezza e al proprio orrido.
Un arrendersi al fatto che l'innocenza è perduta. E va ben così.

G. diceva che ad un certo la sensazione somiglia un po' a scoprire che babbo natale non esiste.
E assumersi il fatto che si può decidere di essere il babbo natale di se stessi.

E le colpe, diventano responsabilità

E accade davvero quella cosa che dicevi tu, si sta bene con gli altri perchè sono mezzo e non fine.
E questo è liberatorio anche in termini relazionali.
Permette il dono. E l'offerta.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Molto d’accordo ....
Spesso si tratta del timore che altri eventi che nel frattempo si susseguono, possano far perdere il controllo della situazione .... niente di più falso....
O l’ansia di voler interrompere a qualunque costo (anche a costo del ridicolo), una sofferenza che si ritiene insopportabile ....innescandone invece altre..fino a raggiungere il fondo ...
sì, e si tratta anche dell'accettare con presenza a sè, che il controllo della situazione non esiste.
E' una illusione che deriva dalla paura delle proprie inadeguatezze.

Quando si è a nuotare in un fiume è evidente.
Non si controlla la corrente. Semplicemente non è possibile.
Si controlla se stessi nella corrente.
Ed è più produttivo farsi portare e spostarsi con calma attraverso, che mettersi di potenza ad andarci contro.
 
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