Genova

alberto15

Utente di lunga data
In effetti sono anni che l'alternativa viene fortemente ostacolata in nome di una presunta salvaguardia ecologica.in testa il mio concittadino di sant'Ilario che tanto parlava di favole sulla criticità del ponte Morandi.
Quindi colpa di Grillo? Ma vai affanculo sciacallo
 

alberto15

Utente di lunga data
Estratto da AVVOLTOI di Mario Giordano

L’ex ministro Di Pietro la definì «una cuccagna». Che c’è di meglio che gest9ire l’autostrada? Stai lì al casello, aspetti che passino le auto e fai i soldi. A ogni Capodanno, cascasse il mondo, arriva l’aumento delle tariffe. Ormai fa parte della tradizione: ci sono il veglione, il panettone, zampone, lenticchie, il conto alla rovescia a Times Square. E i rincari al casello. Dal 1999 a oggi le tariffe autostradali sono aumentate del 75 per cento, a fronte di un aumento dell’inflazione solo del 37 per cento. Non basta? Macché.
Infatti nel gennaio 2018, puntuale come il botto dello spumante, è arrivato il botto di un ulteriore aumento: in media 2,7 per cento in tutta Italia, ma con punte del 12,89 per cento sulla appena citata Strada dei Parchi, del 13,91 per cento sulla Milano-Genova nel tratto Milano-Serravalle e del 52,69 per cento sull’Aosta-Morgex. Ci sono state proteste, rivolte di pendolari, sindaci in piazza con tanto di fascia tricolore, il magistrato anticorruzione Cantone ha aperto un’inchiesta, Milena Gabanelli si è indignata sul «Corriere» («perché tutti parlano dei sacchetti di plastica e nessuno interviene sui pedaggi?»). Ma nessuno è riuscito a rispondere alla domanda fondamentale: perché le tariffe dell’autostrada aumentano anche quando gli altri prezzi restano fermi? E soprattutto: dove finiscono quei soldi?
Ogni anno gli italiani hanno pagato pedaggi per quasi 6 miliardi di euro, molto più di quanto pagavano con la tassa sulla prima casa, il triplo di quello che pagano con il canone Rai. Di questi soldi, solo una minima parte va allo Stato: 842 milioni. Il resto rimane nelle tasche delle 24 società che gestiscono le 25 concessioni in cui è divisa la nostra rete autostradale. E voi direte: come li spendono questi soldi? Per pagare il personale (circa 1 miliardo). Per gli investimenti (circa 1 miliardo). Per la manutenzione (646 milioni). Per le altre spese. Ma poi alla fine una bella fetta (1,1 miliardi) viene distribuita sotto forma di moneta sonante ai soci, per lo più privati. Ai quali, per l’appunto, non sembra vero di aver trovato l’albero della cuccagna.
Ma perché gli automobilisti italiani devono pagare tariffe, sempre più care, per arricchire i signorotti feudali del casello? Questo è uno dei grandi misteri italiani che nessuno è mai riuscito a spiegare. Il pedaggio, come è noto, nasce per ricompensare gli investimenti effettuati.
Il principio è semplice: il concessionario costruisce, l’automobilista paga. Casello dopo casello, esodo dopo esodo, vengono così rimborsate tutte le spese sostenute per realizzare l’opera. Il punto è questo: che succede quando tutte le spese sono state recuperate fino all’ultimo centesimo? Si continua a pagare il pedaggio? E perché? È un po’ come se uno che ha fatto un mutuo con la banca, arrivato allo scadere dell’ultima rata, si sentisse dire: abbia pazienza, ma deve pagare ancora per i prossimi vent’anni. Ma per quale motivo? Per arricchire la banca? Come se non avesse abbastanza soldi?
I concessionari delle autostrade di soldi ne hanno molti. Ma proprio molti. Non è un caso se, oltre a spartirsi dividendi, vanno a fare shopping in giro per il mondo. Spendono e spandono, tanto a loro che importa? C’è sempre un pedaggio che li fa ricchi. Secondo il professor Giorgio Ragazzi, uno dei massimi esperti del settore e uno dei pochi che ha cercato di far luce sull’intricato mondo dei signori del casello, tutti gli investimenti effettuati per costruire le autostrade erano già ampiamente ricompensati alla fine degli anni Novanta.
Eppure, da allora si è continuato a rinnovare le concessioni, fino al 2038, fino al 2046, fino al 2050, sempre in via diretta, sempre senza gare, anche rischiando sanzioni dall’Ue. Ci si è sobbarcati qualsiasi rischio e onere pur di riempire di denaro le tasche di questi fortunati. Ancora nel luglio 2017 il governo è andato a Bruxelles per ottenere il prolungamento delle proroghe e l’ha presentato come un suo successo. Ma siamo sicuri che sia un successo? Il prolungamento delle proroghe? Davvero gli italiani non desideravano altro?
Macché. Il fatto è che gli italiani sono stati tenuti all’oscuro. Vietato parlarne. Mi è capitato una volta, in una popolare trasmissione tv di Raiuno dedicata al tema della concorrenza, di citare le autostrade, sono stato sommerso di messaggi stupiti: davvero? Hai parlato di autostrade? Ci sei riuscito? Come hai fatto? Eppure il pedaggio al casello lo paghiamo tutti, e ogni anno più caro. Fra il 2011 e il 2016 l’aumento medio delle tariffe è stato del 14 per cento. Nello stesso periodo gli investimenti si sono dimezzati. E ciò dimostra che quel pedaggio non è il prezzo per un servizio reso né la ricompensa per un investimento fatto: è semplicemente, come spiega ancora il professor Ragazzi, «un’imposta tout court».
Un’imposta il cui gettito, però, per una buona parte non finisce nelle casse dello Stato, ma nelle tasche dei soci delle aziende, molto spesso privati, che si sono conquistati questa roccaforte d’oro e non la mollano più. Anzi, ogni anno contrattano un aumento.
Infatti questa imposta, che non avrebbe più ragione d’essere, non solo non viene mai rimessa in discussione, ma diventa ogni anno più salata. Come mai? Il calcolo dell’aumento tariffario avviene in una maniera molto complicata, ma sostanzialmente sulla base di quattro elementi: l’inflazione, la qualità del servizio, il «fattore X» e il «fattore K».
Già la qualità del servizio è piuttosto discutibile (è un complesso parametro basato su pavimentazione e indici di mortalità: ma se, per esempio, la mortalità si riduce perché viene introdotta la patente a punti o perché la polizia stradale aumenta i controlli, che merito ha chi gestisce l’autostrada?). Gli altri due indici, poi, sono totalmente fumosi, anche perché sono tenuti rigorosamente segreti. In teoria il fattore X dovrebbe tener conto della produttività e il fattore K dovrebbe tener conto degli investimenti. Ma, di fatto, sono così misteriosi che sembrano studiati apposti per lasciar spazio alla trattativa tra ministero e gestori, una specie di braccio di ferro che si ripete ogni anno e che è il vero meccanismo con cui si decidono gli aumenti delle tariffe. Ovviamente, sempre a scapito degli automobilisti-contribuenti.
Bankitalia ha calcolato infatti che ogni chilometro di autostrada nel nostro Paese rende 1,1 milioni di euro (il doppio della Spagna, il triplo della Grecia, infinitamente più della Germania dove le autostrade sono gratis). Di questi la gran parte (850.000 euro al chilometro) finisce alle concessionarie. Che, per altro, ci aggiungono ulteriori guadagni: per esempio gestendo le attività commerciali sulla rete autostradale e assegnando appalti per i lavori di manutenzione a società che fanno parte del loro stesso gruppo. Non è un incastro meraviglioso?
Questi sono i famosi imprenditori privati italiani, bravissimi come sempre ad assumere il rischio d’impresa a patto di avere le spalle ben coperte dal denaro pubblico: ottengono concessioni senza gare, gestiscono appalti senza concorrenza e soprattutto non rischiano mai un soldo di tasca loro, perché gli investimenti (quando ci sono) se li fanno pagare in anticipo dagli italiani. Quando la società Autostrade era pubblica, si diceva fosse la «gallina dalle uova d’oro» dello Stato.
È rimasta tale, evidentemente. Solo che le uova d’oro finiscono direttamente dal casello alle tasche dei Gavio o dei Benetton, che non a caso guidano la classifica dei Paperoni 2017: il patrimonio dei primi è cresciuto del 101 per cento, passando da 1,9 a 3,9 miliardi di euro; il patrimonio dei secondi è cresciuto del 20,2 per cento, passando da 6,8 a 8,1 miliardi di euro. Fortunati loro, si capisce.

Ma noi potremo almeno chiederci se è giusto farci spennare al casello per renderli sempre più ricchi?



Esatto. Forse con questo parlamento la si smettera' di favorire gli amici degli amici
 

alberto15

Utente di lunga data
Di applicazioni del Keynes pensiero stiamo morendo. direi anche basta. anche a me piacerebbe capire come mai si parla di segreto di Stato per i contratti di concessione per le autostrade, però nel medio termine i vari progetti devono essere finanziati non dalla mano pubblica, chè tanto s'è visto che non è in grado di gestire queste cose. tant'è che pure in Germania stanno cominciando a far pagare i pedaggi sulle AutoBahn, almeno ai mezzi pesanti.
Certo che e' in grado . Basta NON RUBARE
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
In effetti sono anni che l'alternativa viene fortemente ostacolata in nome di una presunta salvaguardia ecologica.in testa il mio concittadino di sant'Ilario che tanto parlava di favole sulla criticità del ponte Morandi.
L'alternativa non era il secondo ponte. L'alternativa era la demolizione e ricostruzione di quello crollato. A me quello che fa specie sono i post tagliati con l'accetta che hanno cominciato a circolare in certi ambienti alto dirigenziali quando ancora i morti erano una ventina. Come se ascoltare i comitati che non vogliono il secondo ponte a fianco al primo potesse in qualche modo cancellare l'anomalia del fatto che, soltanto in Italia penso, un contratto di concessione tra un privato è lo stato italiano per la gestione di un servizio Vitale come quello della rete autostradale, possa essere segretato per legge. Se non cominciamo a capire che è, anche solo se non facessero un cazzo ma continuassero a scavare in mezzo a queste magagne, i grillini potrebbero essere la più grande risorsa di questo paese.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Quindi? La smetterei di dire "sono tutti uguali".
A parità di condizioni sono tutti uguali. La grande forza dei 5 Stelle sta nel fatto di non essersi ancora rovinati. Si è visto con quelle 11 teste di cazzo indagate per la faccenda di Parnasi a roma. E ho tutto il diritto di essere incazzato come un'ape, Visto e considerato che su uno di quegli imbecilli che si è bruciato per una mazzetta da quattro spicci, ci stavo lavorando da un anno e mezzo per portarlo al senato.

A meno che non riescano davvero a fare quello che voleva fare casaleggio, cioè un sistema di democrazia diretta gestito da un algoritmo che nessuno sano di mente gli farebbe mai fare Visto e considerato che non esiste sistema che non possa essere hackerato, è solo questione di tempo.
 
L'alternativa non era il secondo ponte. L'alternativa era la demolizione e ricostruzione di quello crollato. A me quello che fa specie sono i post tagliati con l'accetta che hanno cominciato a circolare in certi ambienti alto dirigenziali quando ancora i morti erano una ventina. Come se ascoltare i comitati che non vogliono il secondo ponte a fianco al primo potesse in qualche modo cancellare l'anomalia del fatto che, soltanto in Italia penso, un contratto di concessione tra un privato è lo stato italiano per la gestione di un servizio Vitale come quello della rete autostradale, possa essere segretato per legge. Se non cominciamo a capire che è, anche solo se non facessero un cazzo ma continuassero a scavare in mezzo a queste magagne, i grillini potrebbero essere la più grande risorsa di questo paese.
Non era l'alternativa al ponte ma averla oggi ci avrebbe semplificato la vita.poi è chiaro che il problema va ben oltre ai grillini.domani ai funerali di Stato troveremo solo la metà delle salme perché le altre famiglie non ci saranno ...e non è certo un caso
 

stany

Utente di lunga data
gli esempi di economia in mano agli stati li abbiamo appunto visti nella seconda metà del XX secolo. direi che Kaeynes e soci li possiamo relegare tra gli orrori di quel secolo. sono d'accordo invece sulla necessità del ritorno alla sovranità monetaria, non foss'altro perchè l'UE è una parodia
Esemplificazione molto superficiale!
Keynes non era "sovietico" e quel regime è crollato non per l'ideologia,ma per l'isolazionismo e economico e militare cui è stato sottoposto per settant'anni....
Vero che gli Usa fornirono materiale bellico all'URSS nella guerra contro i nazisti, nell'attesa che i piani forzati di Stalin facessero uscire definitivamente quel paese dalla caratterizzazione agraria per farlo diventare una potenza economico militare, ma è anche vero che se oggi non viviamo nel quarto Reich, lo dobbiamo soprattutto ai 21 milioni di morti ,e a due inverni consecutivi particolarmente rigidi di quella nazione.
In Unione sovietica, tutti potevano studiare ,avere la casa,un lavoro, assurgere alle massime cariche dello stato,anche se figli dei contadini o operai,fino a diventare il presidente di 250 milioni di persone (proprio come in Italia). A differenza del fascismo italico, appoggiato dal latifondo e dall'industria,per paura delle rivendicazioni del popolo,quel regime, quantomeno nasceva con presupposti "più democratici" e,di fatto , è durato quasi quattro volte quello italiano. Se il riferimento al nefasto è rivolto ai morti nei gulag, beh... forse quello ha permesso ad un paese feudale amministrato come tale all'inizio del secolo scorso, arretrato ,dove l'industria era quasi sconosciuta di diventare ciò che è stato. Assolutamente deprecabile; ma accaduto a cavallo di due guerre .
Ma per capire meglioe dinamiche evolutive di quel regime, l'avvento e la presa del potere di Stalin, bisognerebbe chiedere allo zio di Christian de Sica....
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Esemplificazione molto superficiale!
Keynes non era "sovietico" e quel regime è crollato non per l'ideologia,ma per l'isolazionismo e economico e militare cui è stato sottoposto per settant'anni....
Vero che gli Usa fornirono materiale bellico all'URSS nella guerra contro i nazisti, nell'attesa che i piani forzati di Stalin facessero uscire definitivamente quel paese dalla caratterizzazione agraria per farlo diventare una potenza economico militare, ma è anche vero che se oggi non viviamo nel quarto Reich, lo dobbiamo soprattutto ai 21 milioni di morti ,e a due inverni consecutivi particolarmente rigidi di quella nazione.
In Unione sovietica, tutti potevano studiare ,avere la casa,un lavoro, assurgere alle massime cariche dello stato,anche se figli dei contadini o operai,fino a diventare il presidente di 250 milioni di persone (proprio come in Italia). A differenza del fascismo italico, appoggiato dal latifondo e dall'industria,per paura delle rivendicazioni del popolo,quel regime, quantomeno nasceva con presupposti "più democratici" e,di fatto , è durato quasi quattro volte quello italiano. Se il riferimento al nefasto è rivolto ai morti nei gulag, beh... forse quello ha permesso ad un paese feudale amministrato come tale all'inizio del secolo scorso, arretrato ,dove l'industria era quasi sconosciuta di diventare ciò che è stato. Assolutamente deprecabile; ma accaduto a cavallo di due guerre .
Ma per capire meglioe dinamiche evolutive di quel regime, l'avvento e la presa del potere di Stalin, bisognerebbe chiedere allo zio di Christian de Sica....
ti prego di dirmi che stai trollando e che non credi veramente a ste cazzate che hai scritto. gli italiani di Crimea almeno sai chi erano?

Peraltro stiamo andando OT. quindi torniamo al problema che in Italia per fare una galleria ci vogliono 20 anni, perchè per quanto sembri assurdo, ogni proposta in questo senso sconvolge un mucchio di menti semplici
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
beh.

Questa questione, è a più livelli secondo me.

Chi gestisce le autostrade (che annualmente paghiamo fior di quattrini in constante aumento senza un bif) sono privati.
E che privati.

A quanto ho letto in giro i dividendi annuali dei soci ammontano a circa 1,1 miliardi di euro.

Privati che gestiscono un bene pubblico, guadagnandoci profumatamente e facendo pagare a ogni cittadino quel bene pubblico. E nascondendosi dietro al fatto che stanno gestendo un bene pubblico. Come molte altre aziende che con la scusa del bene pubblico guadagnano sulla pelle dei cittadini.

Se lo stato non riesce a fare ordine, questo paese conferma di essere semplicemente morto.

E allora, [MENTION=7157]oriente70[/MENTION] hai ragione, meglio andare a vedere il campionato e dimenticarsi tutto.

I morti in ogni caso restano morti.
E io personalmente non amo piangere morti prevedibili e sfollati altrettanto prevedibili.

Mi piacerebbe capire in base a cosa danno le concessioni per costruire sotto e nei dintorni dei cavalcavia (ritenuti instabili e costati in manutenzione non so quante volte il costo di realizzazione).

SE non ci si indigna più e si va a vedere gente che guadagna quanto un cittadino non guadagnerà mai in una vita, evadendo e facendo in modo che quei soldi escano da questo paese e non partecipino ad un mantenimento dignitoso. io penso che la responsabilità non sia più solo politica.

Ma di ogni singolo individuo che decide di non pensare.

E allora, mal che sa vol, nol dol. (mal che si vuole non duole).

Ma a me girano sonoramente i coglioni pagare strade che in altri paesi sono gratis, per poi dover pure ascoltare la querelle in atto. Senza ritegno e senza vergogna.

Se sul mio terreno un operaio cade e si fa male sono nella merda, ma qui muore la gente e il privato responsabile osa addirittura indignarsi e alzare la cresta se gli si dice "senti bello, dovevi fare una cosa, l'hai fatta di merda adesso basta".
ecco si il paese e' morto ma da un bel pezzo ... quanto accaduto a Genova putroppo ne e' la conferma
 

alberto15

Utente di lunga data
A parità di condizioni sono tutti uguali. La grande forza dei 5 Stelle sta nel fatto di non essersi ancora rovinati. Si è visto con quelle 11 teste di cazzo indagate per la faccenda di Parnasi a roma. E ho tutto il diritto di essere incazzato come un'ape, Visto e considerato che su uno di quegli imbecilli che si è bruciato per una mazzetta da quattro spicci, ci stavo lavorando da un anno e mezzo per portarlo al senato.

A meno che non riescano davvero a fare quello che voleva fare casaleggio, cioè un sistema di democrazia diretta gestito da un algoritmo che nessuno sano di mente gli farebbe mai fare Visto e considerato che non esiste sistema che non possa essere hackerato, è solo questione di tempo.
La differenza tra m5s e gli altri e' che il m5s li caccia in tempo zero . Gli altri li fanno ministri
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
La differenza tra m5s e gli altri e' che il m5s li caccia in tempo zero . Gli altri li fanno ministri
Sono italiano. Quindi solamente diffidente. Finché questo stato di cose mi va bene, li vuoto. Altrimenti sticazzi. L'ideologia, qualunque ideologia, comprese le utopie 5 stelle mi vanno bene finché sono funzionali ai cazzi miei. Dopodiché Rimango un italiano sanamente abbarbicato all'idea che il potere va gestito non trasformato in una favoletta
 

stany

Utente di lunga data
ti prego di dirmi che stai trollando e che non credi veramente a ste cazzate che hai scritto. gli italiani di Crimea almeno sai chi erano?

Peraltro stiamo andando OT. quindi torniamo al problema che in Italia per fare una galleria ci vogliono 20 anni, perchè per quanto sembri assurdo, ogni proposta in questo senso sconvolge un mucchio di menti semplici
Brutte pagine , incoerenti ed ingiuste ,sono state scritte in tutte le rivoluzioni.
Personalmente mi incazzo con lo stato quando devo pagare l'imu; e siamo in una democrazia...
Come si dice: le questioni di principio finiscono dove iniziano gli interessi personali.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Brutte pagine , incoerenti ed ingiuste ,sono state scritte in tutte le rivoluzioni. Personalmente mi incazzo con lo stato quando devo pagare l'imu; e siamo in una democrazia... Come si dice: le questioni di principio finiscono dove iniziano gli interessi personali.
senza dover tirare fuori sempre il De Maistre, nella "rivoluzione" sovietica non c'è nulla da salvare, ma proprio nulla. L'IMU rientra nella categoria delle tasse salvadanaio. lo stato sa bene che uato e casa sono beni irrinunciabili e quindi sa che agendo su quelle leve, il sangue dalle rape lo cava. ma tornando in tema, ancora sono stati trovati dei morti.... http://www.ilgiornale.it/news/crona...cerie-ora-vittime-genova-salgono-1565971.html
 
ecco si il paese e' morto ma da un bel pezzo ... quanto accaduto a Genova putroppo ne e' la conferma
questo no, fiamma.
la risposta dei genovesi è stata immediata, generosa , reattiva.i soccorsi esemplari per efficienza e preparazione , umanamente lodevoli.
questo è il paese alla base ma ,non si sa perché ,quando è il momento di scegliere chiunque si decida e arriva al potere va per strade inversamente proporzionali ai veri problemi
 

Skorpio

Utente di lunga data
Satira amara

[video=youtube;ZyyCe3imqPQ]https://www.youtube.com/watch?v=ZyyCe3imqPQ[/video]
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
ma il Silvio dei tempi della culona inchiavabile, voglio sperare, perchè quello attuale è una parodia di se stesso.
 
Top