Altro che epilogo ...

stany

Utente di lunga data
si troppo femminile. Gli uomini sono molto più pratici.
Potrebbe capitare, certo ma, mi sa tanto che sarebbe uno di quei sfogatiche nessuna ha voluto. Non è cattiveria.Ma sono gli unici che si incasinano
Gli uomini molto più pratici? Mah! Sono talmente pratici che quando finisce una storia arrivano ad ammazzare perché si trovano perduti.....Non esiste il termine "ominicidio".
 

stany

Utente di lunga data
Credo che proveresti più gusto a farci l'amore... cmq te lo farebbe capire lei se e reato o meno ;)

Quello che ho scritto è quello che penso. Avete un rapporto speciale che tanti sognano. Ha sbagliato. Ti ama. La ami. Siete perfetti insieme. Punto. E poi dicono che noi donne siamo complicate...
Appunto....Anche noi siamo complicati.
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Gli uomini molto più pratici? Mah! Sono talmente pratici che quando finisce una storia arrivano ad ammazzare perché si trovano perduti.....Non esiste il termine "ominicidio".
"Maschicidi" ce ne sono, così come tantissimi suicidi di papà che, a causa dei divorzi, non riescono più a vedere i propri figli.
Ma il regime se ne frega: nell'ideologia attualmente dominante, la vita di un maschio vale molto meno di quella di una femmina.
 

stany

Utente di lunga data
"Maschicidi" ce ne sono, così come tantissimi suicidi di papà che, a causa dei divorzi, non riescono più a vedere i propri figli.
Ma il regime se ne frega: nell'ideologia attualmente dominante, la vita di un maschio vale molto meno di quella di una femmina.
"Ominicidio" a dire che "omicidio" sia omnicomprensivo;
di fatto molte più femmine ,madri, fidanzate,soggiaciono a violenze, prima dell'epilogo finale. Sostenere il contrario è balzano.L' "ideologia" attuale è quella che vorrebbe che ci fossero più attenzioni per tale fenomeno e, soprattutto ,che le misure preventive a seguito di denunce,siano più incisive ed efficaci; ed il parlarne in tribune televisive significa che tale obiettivo sia ancora da raggiungere,non che si voglia imporre un modello "femminile" da difendere a prescindere.....La tua visione sarebbe stata giudicata obsoleta anche nel ventennio di zio Benito....
E parlo da non femminista (termine estremizzante) e da quasi misogino.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
carissima, io ci sono arrivata dopo 23 anni di matrimonio, eppure lo scenario era lo stesso. Ti sei arresa dopo solo 10. Non fare così , con un piccolo sforzo ce la puoi fare.
Arrendersi???

10 anni non sono 23.
Ha 35 anni. E fortuna ha voluto che aprisse gli occhi adesso e non fra 10 o 15 anni.
Non è una differenza da poco.
Ha maggiore spazio di manovra. Anche tenendo conto che ha un lavoro.

Cosa significa con un piccolo sforzo????
perchè??
Se ha una alternativa, perchè?
Non parlo dell'amante.
Parlo dell'opportunità di starsi vedendo e di avere ancora dentro la spinta a reagire per agire.

Gli sforzi ne devono valere la pena. Ed è un calcolo accurato.
Non basta "eh, il matrimonio, eh i figli".
O meglio, può bastare, ma è un pensiero da oppressi.

La scelta è se continuare a essere oppressi (da se stessi, sia ben chiaro) o spostarsi il tanto che basta per prendere in mano il timone della propria vita.

Ci sono donne che fanno saltare il banco a 60 anni. Quindi...
E uomini anche.

Non dirmi dei figli. Io non ne ho.
Ma conosco donne che anche con figli hanno scelto SE STESSE invece del matrimonio.
E come donne, fra l'altro, ci sono agevolazioni maggiori che ad essere uomini.

Arrendersi è convincersi che non c'è via d'uscita.
E legare la via d'uscita alla sicurezza di qualcosa di sicuramente migliore.
Costruendosi l'impossibilità di ogni cambiamento.

E allora restano i piccoli aggiustamenti.
Ma è quello arrendersi. O meglio. E' ridurre lo spazio del proprio benessere.
Che è una scelta. perchè no.
Basta dirselo chiaro però.

"Caro tesoro mio, decido che da ora in avanti il mio spazio di benessere si limita in virtù di questo e questo. "

Ricordo che quando mi sono fatta questo discorso allo specchio, ho vomitato. Fisicamente.
Tutto il mio corpo si è ribellato. Senza se e senza ma.
E penso che se avessi tirato avanti avrebbe continuato a farlo e sarei pure finita a prendermi psicofarmaci per stare quieta. Altro che qualche scopata con l'amante di turno. O il piangi con le amiche (cosa che non facevo fra l'altro, perchè mi sembrava di mancare di rispetto all'intimità col mio ex compagno). E quindi stavo soffocando pure col mio vomito. Di me. Ero io che mi davo la nausea. Quando mi guardavo.
Non sopportavo più neanche la mia immagine allo specchio.
A quel punto, per quanto mi riguardava, era meglio crepare di fame che tirare avanti così.
Almeno sarei crepata per causa mia. E solo per causa mia.

Altre invece non hanno vomitato. E tirano avanti. Sono riuscite ad aggiustare.

Dipende da chi si è, da come si è, da cosa si vuole.
E più che altro, per come la vedo io, da come si vuol morire.

Un amico un giorno mi ha chiesto se fossi una formica o una donna.
Che per le formiche le briciole sono nutrimento, ma per una donna non lo sono.

E mi ha ricordato che si vive una volta sola. E l'unica cosa che vale la pena è arrivare a guardarsi allo specchio e potersi onestamente dire di aver fatto il meglio per rendere la propria vita degna di essere vissuta.

Per quanto mi riguarda ognuno ha il suo grado di tolleranza.
Non esiste una regola se non la si assume come regola.

E le regole, per come la vedo io, me le decido io.
Quelle che riguardano me.

Certo è che chiudere con lo sguardo rivolto al "ho trovato di meglio" è una cagata madornale.
ANzi, è la certezza di essere finiti nella stessa pentola da cui si proviene.

Se si chiude, si chiude unicamente per se stessi.
Per nessun altro e per nessun altra prospettiva.

Io ho avuto culo, e proprio quando avevo deciso che ero io con me e così sarebbe stato, e di quello mi occupavo, mi è capitato G.
Ma mi è capitato e l'ho visto perchè io ero concentrata su di me. Sul mio benessere. Sul mio valore individuale slegata da ogni altra sovrastruttura. E lì continuo a restare. E' anche questo il valore della relazione con lui. Ogni giorno posso dirmi di essere rimasta me stessa, e essere grata a lui di fare altrettanto con se stesso. E essere grata ad entrambi di darci vicendevolmente la possibilità di farlo, da soli e insieme.
Senza questa condizione, io sto per i cazzi miei.

Una amica, 58 anni, ha mollato il marito. Si sta pippando le reazioni delle due figlie. E le reazioni del marito.
Eppure...splende.

L'altra mia amica aveva un figlio. E anche lei è nei casini economici. Ma...splende.

L'altra mia amica ha preso il marito e gli ha spiegato che lei gli vuol bene ma non lo considera un marito. Liti. Discussioni. Casini. Una figlia pure loro.
Eppure si sta riprendendo se stessa, i suoi desideri e sta ricollocando il matrimonio. E splende.

Tutte donne pratiche, tanto quanto lo può essere un uomo, che hanno deciso PER SE STESSE. E si sono assunte la responsabilità di quelle scelte.

Dentro o fuori il matrimonio è un particolare di scarsa rilevanza, quando si sceglie per SE STESSE.
E' solo un confine immaginario il matrimonio. E si decide la sua elasticità in base a se stessi.

Ciò che differenzia gli uomini è che storicamente e culturalmente, sono educati a pensare PER SE STESSI.
A noi femmine ci hanno infarcite di cazzate a riguardo. In primis quella del sacrificarsi in nome di. (libera scelta).

Forse sarebbe anche il caso di svegliarsi e iniziare ad essere individui, prima che uomini e donne.
Individui che mettono in dialogo razionalità ed emotività.
Carta e penna e calcolatrice.
E decidono pragmaticamente cosa è sostenibile e cosa no.

Compreso l'affrontare la paura della solitudine.
 
Ultima modifica:

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Ricentrarti su te stesso è mistico. È quello che fa la differenza tra svuotarsi le palle e tradire senza tornare a casa con l'amaro in bocca
mi riferivo alla visione beatificata che spleen ha di Annina, una povera donzella indifesa.
Mentre ricentrare se stessi, fuori, con una relazione che appaga che fa sentir bene è un'altra. Ti senti bene e a casa affronti con maggior serenità.
 

spleen

utente ?
[MENTION=5159]ipazia[/MENTION].
Quoto ogni singola parola, è più o meno quello che penso, scritto con parole più adeguate delle mie.
Aggiungo solo una cosa: che a me personalmente farebbe orrore il solo pensiero di dovermi guardare allo specchio ogni sacro giorno per vedere che è rotto, che è frammentato che non ho margine di manovra che non ho speranza se non quella di accettare i bocconi amari che la vita mi mette di fronte. A me non interessa raccattare i miei pezzi.
La sola presenza di lei qui dentro dovrebbe far capire che dentro questa veste anche lei non ci si vede.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@ipazia.
Quoto ogni singola parola, è più o meno quello che penso, scritto con parole più adeguate delle mie.
Aggiungo solo una cosa: che a me personalmente farebbe orrore il solo pensiero di dovermi guardare allo specchio ogni sacro giorno per vedere che è rotto, che è frammentato che non ho margine di manovra che non ho speranza se non quella di accettare i bocconi amari che la vita mi mette di fronte. A me non interessa raccattare i miei pezzi.
La sola presenza di lei qui dentro dovrebbe far capire che dentro questa veste anche lei non ci si vede.
Il grassetto è quello che ho imparato col mio ex.
Niente, messo sulla bilancia, poteva bilanciare.

Niente di niente. Ero arrivata semplicemente al capolinea.
mi ha fatto malissimo dirmelo. Ma era la MIA realtà.

Io voglio morire bene. Era quello il mio pensiero allora. E anche adesso.
Che è poi il negativo di "voglio vivere bene".
Ma vedo meglio dal negativo :)

Penso anche che le situazioni ognuno le viva a modo suo, e ciò che per me è morte in vita per altri sia perfettamente accettabile.

Il punto, come al solito, è conoscersi e sapere di cosa si ha bisogno.
Tenendo ben presente che spesso e volentieri quello che si vuole non corrisponde a ciò di cui si ha bisogno.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Arrendersi???

10 anni non sono 23.
Ha 35 anni. E fortuna ha voluto che aprisse gli occhi adesso e non fra 10 o 15 anni.
Non è una differenza da poco.
Ha maggiore spazio di manovra. Anche tenendo conto che ha un lavoro.

Cosa significa con un piccolo sforzo????
perchè??
Se ha una alternativa, perchè?
Non parlo dell'amante.
Parlo dell'opportunità di starsi vedendo e di avere ancora dentro la spinta a reagire per agire.

Gli sforzi ne devono valere la pena. Ed è un calcolo accurato.
Non basta "eh, il matrimonio, eh i figli".
O meglio, può bastare, ma è un pensiero da oppressi.

La scelta è se continuare a essere oppressi (da se stessi, sia ben chiaro) o spostarsi il tanto che basta per prendere in mano il timone della propria vita.

Ci sono donne che fanno saltare il banco a 60 anni. Quindi...
E uomini anche.

Non dirmi dei figli. Io non ne ho.
Ma conosco donne che anche con figli hanno scelto SE STESSE invece del matrimonio.
E come donne, fra l'altro, ci sono agevolazioni maggiori che ad essere uomini.

Arrendersi è convincersi che non c'è via d'uscita.
E legare la via d'uscita alla sicurezza di qualcosa di sicuramente migliore.
Costruendosi l'impossibilità di ogni cambiamento.

E allora restano i piccoli aggiustamenti.
Ma è quello arrendersi. O meglio. E' ridurre lo spazio del proprio benessere.
Che è una scelta. perchè no.
Basta dirselo chiaro però.

"Caro tesoro mio, decido che da ora in avanti il mio spazio di benessere si limita in virtù di questo e questo. "

Ricordo che quando mi sono fatta questo discorso allo specchio, ho vomitato. Fisicamente.
Tutto il mio corpo si è ribellato. Senza se e senza ma.
E penso che se avessi tirato avanti avrebbe continuato a farlo e sarei pure finita a prendermi psicofarmaci per stare quieta. Altro che qualche scopata con l'amante di turno. O il piangi con le amiche (cosa che non facevo fra l'altro, perchè mi sembrava di mancare di rispetto all'intimità col mio ex compagno). E quindi stavo soffocando pure col mio vomito. Di me. Ero io che mi davo la nausea. Quando mi guardavo.
Non sopportavo più neanche la mia immagine allo specchio.
A quel punto, per quanto mi riguardava, era meglio crepare di fame che tirare avanti così.
Almeno sarei crepata per causa mia. E solo per causa mia.

Altre invece non hanno vomitato. E tirano avanti. Sono riuscite ad aggiustare.

Dipende da chi si è, da come si è, da cosa si vuole.
E più che altro, per come la vedo io, da come si vuol morire.

Un amico un giorno mi ha chiesto se fossi una formica o una donna.
Che per le formiche le briciole sono nutrimento, ma per una donna non lo sono.

E mi ha ricordato che si vive una volta sola. E l'unica cosa che vale la pena è arrivare a guardarsi allo specchio e potersi onestamente dire di aver fatto il meglio per rendere la propria vita degna di essere vissuta.

Per quanto mi riguarda ognuno ha il suo grado di tolleranza.
Non esiste una regola se non la si assume come regola.

E le regole, per come la vedo io, me le decido io.
Quelle che riguardano me.

Certo è che chiudere con lo sguardo rivolto al "ho trovato di meglio" è una cagata madornale.
ANzi, è la certezza di essere finiti nella stessa pentola da cui si proviene.

Se si chiude, si chiude unicamente per se stessi.
Per nessun altro e per nessun altra prospettiva.

Io ho avuto culo, e proprio quando avevo deciso che ero io con me e così sarebbe stato, e di quello mi occupavo, mi è capitato G.
Ma mi è capitato e l'ho visto perchè io ero concentrata su di me. Sul mio benessere. Sul mio valore individuale slegata da ogni altra sovrastruttura. E lì continuo a restare. E' anche questo il valore della relazione con lui. Ogni giorno posso dirmi di essere rimasta me stessa, e essere grata a lui di fare altrettanto con se stesso. E essere grata ad entrambi di darci vicendevolmente la possibilità di farlo, da soli e insieme.
Senza questa condizione, io sto per i cazzi miei.

Una amica, 58 anni, ha mollato il marito. Si sta pippando le reazioni delle due figlie. E le reazioni del marito.
Eppure...splende.

L'altra mia amica aveva un figlio. E anche lei è nei casini economici. Ma...splende.

L'altra mia amica ha preso il marito e gli ha spiegato che lei gli vuol bene ma non lo considera un marito. Liti. Discussioni. Casini. Una figlia pure loro.
Eppure si sta riprendendo se stessa, i suoi desideri e sta ricollocando il matrimonio. E splende.

Tutte donne pratiche, tanto quanto lo può essere un uomo, che hanno deciso PER SE STESSE. E si sono assunte la responsabilità di quelle scelte.

Dentro o fuori il matrimonio è un particolare di scarsa rilevanza, quando si sceglie per SE STESSE.
E' solo un confine immaginario il matrimonio. E si decide la sua elasticità in base a se stessi.

Ciò che differenzia gli uomini è che storicamente e culturalmente, sono educati a pensare PER SE STESSI.
A noi femmine ci hanno infarcite di cazzate a riguardo. In primis quella del sacrificarsi in nome di. (libera scelta).

Forse sarebbe anche il caso di svegliarsi e iniziare ad essere individui, prima che uomini e donne.
Individui che mettono in dialogo razionalità ed emotività.
Carta e penna e calcolatrice.
E decidono pragmaticamente cosa è sostenibile e cosa no.

Compreso l'affrontare la paura della solitudine.
quando ci sono dei figli, per me , c'è una priorità in assoluto.
Ripeto per me.
Il loro benessere innanzitutto è su questo ci sono riuscita con ottimi risultati. Il gioco è valso. Per me.
Poi c'è che decide di splendere e far piegare altri per sentirsi bene. Io stavo benissimo con i miei figli , con lui meno, ma io ero concentrata su altro.
Ho preso in considerazione me stessa dopo, e ho avuto modo di valutare.
Con maggiore ponderazione.
Non ho considerato sacro il matrimonio, ho considerato sacri i miei figli. Nel tempo ho costruito una nuova me.
Non sempre è giusto fare quel che ci passa per la testa.
I colpi di testa si pagano in prima persona, ma si stravolge l'esistenza di altri.
Annina non mi sembra il tipo da sobbarcarsi questi carichi apertamente da sola. Lo fa lo stesso, anche ora, ma sa che in casa c'è qualcuno che a cui appoggiarsi. È diverso, molto diverso.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il grassetto è quello che ho imparato col mio ex.
Niente, messo sulla bilancia, poteva bilanciare.

Niente di niente. Ero arrivata semplicemente al capolinea.
mi ha fatto malissimo dirmelo. Ma era la MIA realtà.

Io voglio morire bene. Era quello il mio pensiero allora. E anche adesso.
Che è poi il negativo di "voglio vivere bene".
Ma vedo meglio dal negativo :)

Penso anche che le situazioni ognuno le viva a modo suo, e ciò che per me è morte in vita per altri sia perfettamente accettabile.

Il punto, come al solito, è conoscersi e sapere di cosa si ha bisogno.
Tenendo ben presente che spesso e volentieri quello che si vuole non corrisponde a ciò di cui si ha bisogno.
Ma stai parlando di raccattare i tuoi pezzi oppure i pezzi degli altri?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
quando ci sono dei figli, per me , c'è una priorità in assoluto.
Ripeto per me.
Il loro benessere innanzitutto è su questo ci sono riuscita con ottimi risultati. Il gioco è valso. Per me.
Poi c'è che decide di splendere e far piegare altri per sentirsi bene. Io stavo benissimo con i miei figli , con lui meno, ma io ero concentrata su altro.
Ho preso in considerazione me stessa dopo, e ho avuto modo di valutare.
Con maggiore ponderazione.
Non ho considerato sacro il matrimonio, ho considerato sacri i miei figli. Nel tempo ho costruito una nuova me.
Non sempre è giusto fare quel che ci passa per la testa.
I colpi di testa si pagano in prima persona, ma si stravolge l'esistenza di altri.
Annina non mi sembra il tipo da sobbarcarsi questi carichi apertamente da sola. Lo fa lo stesso, anche ora, ma sa che in casa c'è qualcuno che a cui appoggiarsi. È diverso, molto diverso.
E' quel grassetto che fa la differenza.

E quel che vale per uno, non vale per gli altri.

Le persone che conosco non hanno fatto colpi di testa.
Anzi. Han ponderato e valutato.
E hanno deciso assumendosi pienamente le loro responsabilità.
Con quello che comporta.

Certo, affrontare le cose da sole non è come avere la casa calda.

Ti assicuro che in certe case, per certe persone, non solo non basta ma toglie anche, quel tipo di casa calda che è in realtà una farsa.

Quando chi hai in casa ti nega, e non per cattiveria, ma semplicemente per incapacità, prima o poi al capolinea ci arrivi.

Tradire in queste condizioni, di non lucidità, significa dar fuoco alle polveri.
Altro che colpi di testa.
Significa che tradire non è riboccare, ma è andare a respirare.
E significa rimanere oppresse anche dall'amante. Come sta succedendo ad annina.

Sono due cose completamente diverse, riboccare e respirare.

Quando dall'amante si va per respirare, prima o poi si fanno casini.
Che un matrimonio chiuso con lucidità è oro che splende.

Un amante è un amante. Non è un simulacro di quel che manca.
Una compensazione.

Se non è questa la situazione di partenza, i danni sono lì. Solo in attesa.

Per te era tollerabile.
Ma perdonami...aprire gli occhi dopo 23 anni non è come aprirli dopo 10.

Cambia l'età, cambiano le energie e cambiano anche le possibilità.

La mia amica che ha deciso di rimanere nel matrimonio, per esempio, si è detta la semplice verità.
A partire dalle condizioni concrete in cui era e tenendo conto anche della sua età e di come è lei, era tardi far saltare il banco.
Ma ha comunque preso in mano il timone e ha ristabilito le condizioni.

Che non è far piegare gli altri.
E' non piegare se stessi fino a spezzarsi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma stai parlando di raccattare i tuoi pezzi oppure i pezzi degli altri?
Quando stai con una persona che è "incapace", non solo anaffettiva, ma incapace di aver cura di sè stessa e ti viene al traino non solo raccatti i suoi pezzi.

Ma perdi i tuoi.
Perchè inizi a vivere nella costante preoccupazione del fatto che tutto dipende da te.
E quando l'altro te lo conferma pure, magari facendosi pure dire quando fare la doccia, inizi a perderli i pezzi. Altrochè se li perdi.

E a quel punto non raccatti nè i tuoi nè quelli dell'altro.
Vai in iper attenzione.
E poi il sistema salta.

Questo per dirla male.

tu tradisci da una relazione in cui alcune parti di te non sono riconosciute e in cui lei ha voltato alcune parti di se stessa. Ma è comunque una donna che stimi e che ritieni capace di provvedere non solo a se stessa, ma anche a vostra figlia.

Quando la controparte inizi a vederla come una parte a traino, che dipende da te in tutto e per tutto, che ti fa ammattire anche solo per comprare il pane, le cose e le prospettive cambiano.
Non solo l'altro ti nega.
Ma ti annulla.

E, ripeto, non per cattiveria, ma propria per incapacità di essere una controparte, anche scarsa magari, ma controparte almeno affidabile nella quotidianità.

Io ero arrivata ad avere paura ad uscire di casa...stavo veramente ammattendo.
E per come sono io eh.
Per come io voglio la mia vita. E per quello che sono disposta a fare pur di averla.
E sono una perfettina pignolina.
E le cose le voglio come dico io.

Quindi mi sobbarco di ogni cosa, anche dell'altro, pur di raggiungere l'obiettivo.
Ma a quel punto, ti rompi.

Non si può vivere per due.
In particolare quando quel per due non è direzionato all'acquisizione di indipendenza (come per i figli) ma si prospetta come una sorta di "fine pena mai".

E ripeto. Non è l'altro.
E' la valutazione che ci si forma dell'altro. Confermata dai fatti.

Mi spiego?
 
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
"Maschicidi" ce ne sono, così come tantissimi suicidi di papà che, a causa dei divorzi, non riescono più a vedere i propri figli.
Ma il regime se ne frega: nell'ideologia attualmente dominante, la vita di un maschio vale molto meno di quella di una femmina.
vabbe' dopo secoli della situazione inversa qualche decennio cosi che vuoi che sia :)
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Il grassetto è quello che ho imparato col mio ex.
Niente, messo sulla bilancia, poteva bilanciare.

Niente di niente. Ero arrivata semplicemente al capolinea.
mi ha fatto malissimo dirmelo. Ma era la MIA realtà.

Io voglio morire bene. Era quello il mio pensiero allora. E anche adesso.
Che è poi il negativo di "voglio vivere bene".
Ma vedo meglio dal negativo :)

Penso anche che le situazioni ognuno le viva a modo suo, e ciò che per me è morte in vita per altri sia perfettamente accettabile.

Il punto, come al solito, è conoscersi e sapere di cosa si ha bisogno.
Tenendo ben presente che spesso e volentieri quello che si vuole non corrisponde a ciò di cui si ha bisogno.
come ti capisco e alla fine come e' liberatorio riprendere il timone della propria vita accolandosi le responsabilita' smettendo di raccontarsi cazzate :)
 
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