È proprio quello che temo anche io e che mi terrorizza... lui dice che non sparirà mai a meno che non sia io a imporglielo e che di fatto non se ne è mai andato, ma in fondo ho capito che le sue parole non contano poi un granchè...
Ho paura che questa storia mi condizioni troppo e mi impedisca di concentrarmi su ciò su cui dovrei concentrarmi davvero... che sia una sorta di scappatoia.. che, peraltro, mi rende inquieta al posto di rasserenarmi.
Mi sento, come tanti ho capito, sulle montagne russe... e non mi sono mai sentita così fragile prima...
Ma ho paura di non reggere nella quotidianità al distacco...
Forse dovrei provare a definire io il rapporto come solo "amichevole"... escludendo l'aspetto sessuale.. come ci eravamo detti in passato. Ma forse sarebbe solo un'ipocrisia.
Dovrei troncare e basta? La sola idea mi paralizza quasi.
Che lui non pensi di sparire mi sembra scontato: sarebbe facile ironizzarci sopra.
IL primo passo, credo, è smettere di raccontarsi balle. Tu non vuoi un rapporto _solo_ amichevole perché hai investito molto, davvero tanto, in questa storia. Lo stesso fatto che vi siete rincontrati per "chiarirvi" è illuminante a riguardo: volevi vederlo e volevi che finisse come è finita. Hai proiettato su questa pesona moltissimo e, inutile negarlo, provi dei sentimenti per lui. Sentimenti che magari sono solo proiezioni (il desiderio di sentirsi vivi, giovani, di sentire la vita aprirsi davanti...) ma che per ora sono reali: li vivi intensamente (e anche questo è gratificante). Da una parte c'è lui, con tutto quel che significa, dall'altro il marito noioso, i figli appiccicosi, i doveri banali ...
Ora ammetti di star male e di essere confusa. Questo è un passo avanti ma non basta. Devi ancora ammettere il dolore che stai provocando, a tuo marito, alla tua prole. E anche alla famiglia di lui. Questo passo è il più difficile perché quando uno soffre non gli riesce spontaneamente di pensare alle sofferenze altrui: si è troppo concentrati sulle proprie, comprensibilmente del resto.
Questo storia finirà, naturalmente. Finirà presto o tardi. E ci saranno dei cocci rotti: qualcuno soffrirà. Soffrirai tu, sicuramente, in un modo o nell'altro. Resta da vedere chi altri. Tuo marito? I figli? La moglie e la famiglia dell'altro?
Se devi rompere, devi rompere sul serio. Con una chiusura totale da subito. Senza incontri per chiarire, senza messaggi, senza telefonate. Il silenzio.
Se non ce la fai devi aspettarti il caos.
Se lo lasci ora tra due anni resterà almeno un ricordo piacevole. Un momento cui aggrappare un pizzico di piacevole nostalgia. E forse anche la base per prendere una decisione ponderata verso tuo marito. Se non lo lasci, tra due anni sarai sommersa da rimorsi e rimpianti, amareggiata e carica di odio. Probabilmente anche con sulle spalle il giudizio più o meno velato dei figli.
Ora sei in una situazione di limbo. Una situazione in cui, sesso favoloso a parte, sei perdente. La cosa più facile è tirare avanti così immaginando che sia una situazione permanente, che non ha bisogno di cambiare. Ma la cosa più facile è la più falsa. Comincia a raccontarti la verità. E preparati a scegliere.