Tradito ... Perchè mi sento così?

Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
Dipende se mostra interesse per le attenzioni o indifferenza.
Questo è lo step per la considerazione successiva. Se qualcuno mostra interesse per le attenzioni altrui in presenza del/della consorte a me sa di sfigato e di conseguenza fa sentire tale anche chi l'accompagna; se mostra indifferenza rimane la sensazione descritta prima; se addirittura ha un atteggiamento particolarmente affettuoso scagando di brutto chi ce prova, forse fa la cosa giusta perchè in qualche modo "rafforza" l'immagine della coppia in pubblico.
 

danny

Utente di lunga data
Dany, chi non ti conosce e legge questo post credera' ad una coppia fedele fedele. O ho letto male?
Non solo chi legge questo post.
Anche chi ci conosce ha questa visione di noi.
Ciò che pare non è ciò che è.
La scoperta del tradimento rivela questa che è la vera condizione umana.
Non per niente è un dramma.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Questo è lo step per la considerazione successiva. Se qualcuno mostra interesse per le attenzioni altrui in presenza del/della consorte a me sa di sfigato e di conseguenza fa sentire tale anche chi l'accompagna; se mostra indifferenza rimane la sensazione descritta prima; se addirittura ha un atteggiamento particolarmente affettuoso scagando di brutto chi ce prova, forse fa la cosa giusta perchè in qualche modo "rafforza" l'immagine della coppia in pubblico.
:up:
 

Lostris

Utente Ludica
Io non ho mai escluso mia moglie dalle mie serate, per dire. Lei non è mai voluta venire, ma ha sempre ricevuto un invito. Perché non ho mai avuto niente da nascondere. Neppure i miei spazi personali.
Lo stesso pretendo da lei.
Il fatto che tua moglie abbia sempre ricevuto un invito più che altro significa che non hai veramente tue serate.
O meglio, sono tue sì... ma quasi solo per sua concessione.

credo che non centri l’avere o meno qualcosa da nascondere.. si può essere trasparenti anche vivendo i propri spazi...

penso che in una coppia sana si coltivino anche le rispettive individualità.. e che facendolo si alimenti e si arricchisca la coppia stessa.

Come in tutte le cose, è questione certamente di equilibrio in base anche alla propria indole.

Ma anche ad essere totalmente affine ad una persona, non posso credere che si condividano simbioticamente i medesimi interessi, passioni, amicizie..
Il paghi uno prendi due mi ha sempre un po’ angosciato.
 

danny

Utente di lunga data
Il fatto che tua moglie abbia sempre ricevuto un invito più che altro significa che non hai veramente tue serate.
O meglio, sono tue sì... ma quasi solo per sua concessione.

credo che non centri l’avere o meno qualcosa da nascondere.. si può essere trasparenti anche vivendo i propri spazi...

penso che in una coppia sana si coltivino anche le rispettive individualità.. e che facendolo si alimenti e si arricchisca la coppia stessa.

Come in tutte le cose, è questione certamente di equilibrio in base anche alla propria indole.

Ma anche ad essere totalmente affine ad una persona, non posso credere che si condividano simbioticamente i medesimi interessi, passioni, amicizie..
Il paghi uno prendi due mi ha sempre un po’ angosciato.
Potrei darti ragione se non fosse che anche tu hai tradito.
La libertà nei rapporti di coppia (ma anche in qualsiasi struttura societaria) trova fondamento nella fiducia.
Nel momento in cui io constato che gli spazi personali statisticamente sono stati da tutti noi utilizzati per tradire, quest'ultima viene meno.
Come posso conciliare questa privazione con le istanze di libertà del singolo?
 
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danny

Utente di lunga data
Il fatto che tua moglie abbia sempre ricevuto un invito più che altro significa che non hai veramente tue serate.
O meglio, sono tue sì... ma quasi solo per sua concessione.

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Partiamo da questo.
Se io lavoro per un'impresa la fiducia che essa ripone in me è essenziale per il mantenimento del rapporto.
Questo esclude che io possa lavorare per la concorrenza nel mio tempo libero. Posso fare tutto quello che voglio, teoricamente e nel rispetto dei valori aziendali quando ci sono, ma non lavorare per altri. E' implicito oltre che essere scritto nel contratto.
Nel momento in cui ciò accade, venendo meno il rapporto di fiducia, si interrompe anche - e giustamente - il rapporto lavorativo.
La fiducia è alla base di qualsiasi rapporto societario. E' sulla base della fiducia che il mio amico non trova nulla da recriminare quando sua moglie esce a ballare. Le cose cambierebbero però se sapesse che sua moglie non trova solo nel ballo il divertimento e quelle serate si concludono in un modo che quasi certamente non apprezzerebbe.
E' sulla fiducia per esempio che si basa l'accoglienza degli stranieri. Nel momento in cui essa viene meno - per atti di terrorismo o di delinquenza reiterati - subentra il discredito.
E' ancora sulla fiducia che noi attraversiamo la strada sulle strisce pedonali o mangiamo cibi preparati da altri o viviamo in una democrazia rappresentativa. Anche vivere in condominio presume dei rapporti legati da fiducia, perlomeno nei confronti dell'amministratore a cui si pagano le spese.
Quando la fiducia viene tradita è inevitabile la limitazione della libertà e, di conseguenza, l'apertura di conflitti.
Vi sono alternative?
Ipazia l'ha trovata nella coppia aperta, ma non è applicabile a tutti. E' come lavorare da agente plurimandatario: va bene solo per determinati ambiti. E in ogni caso, la sincerità che è alla base ha bisogno ugualmente di fiducia.
Occhiverdi ha cancellato il matrimonio dalla sua progettualità. E' una visione più realistica, ma anche qui, potrebbe essere frustrante per altri che credono in quell'istituzione.
Arcistufo ha una visione realistica e anche un po' cinica: la società è fatta così, accettiamola e traiamo il meglio che essa può dare. Se tutti tradiscono ci sarà uno spazio anche per me. Funziona? Sì se l'imperativo dominante è proprio quello di non distruggere i rapporti di fiducia esistenti tra gli individui. Vi è ipocrisia in questo?
Sì, ma c'è sempre stata. In passato si tradiva ugualmente ma tutto era più nascosto e permeato di regole che permettevano di agire in ambiti molto ristretti, con lo spettro di una pena inevitabile nel momento in cui si veniva scoperti.
La mia regola è quella di fare quello che io pretendo dagli altri.
Ho dato fiducia a mia moglie ma è stata tradita. Io stesso nella mia vita l'ho tradita.
I nostri rapporti non possono che basarsi sulla constatazione che siamo entrambi fatti in questa maniera.
La fiducia pertanto è limitata: ognuno di noi deve dimostrarla, non darla per scontata.
E a dire il vero, dovrebbe essere così per tutti.
 
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Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Potrei darti ragione se non fosse che anche tu hai tradito.
La libertà nei rapporti di coppia (ma anche in qualsiasi struttura societaria) trova fondamento nella fiducia.
Nel momento in cui io constato che gli spazi personali statisticamente sono stati da tutti noi utilizzati per tradire, quest'ultima viene meno.
Come posso conciliare questa privazione con le istanze di libertà del singolo?
Cosa intendi per spazi personali?
E comunque conosco molte persone che usano gli spazi personali e non tradiscono
Tua moglie non ti ha tradito usando spazi personali da te concessi per esempio
 

Lostris

Utente Ludica
Potrei darti ragione se non fosse che anche tu hai tradito.
La libertà nei rapporti di coppia (ma anche in qualsiasi struttura societaria) trova fondamento nella fiducia.
Nel momento in cui io constato che gli spazi personali statisticamente sono stati da tutti noi utilizzati per tradire, quest'ultima viene meno.
Come posso conciliare questa privazione con le istanze di libertà del singolo?
È sicuramente vero che per tradire vengono utilizzati degli spazi personali (non potrebbe essere altrimenti), ma questo non è un rapporto causa effetto.. cioè avere degli spazi personali non significa che necessariamente avverrà un tradimento.

Come il non averne non mette al riparo da esso e da crisi di coppia... anzi.

Il mio rapporto sin dall’inizio si è caratterizzato dal mantenimento delle nostre individualità all’interno, con i rispettivi spazi... anche perché mal s’integravano.

E ho tradito dopo dieci anni con un uomo che ho conosciuto nello “spazio personale” del tragitto tra il parcheggio e la porta di casa, uomo che di spazi personali suoi ne aveva ben pochi, tra l’altro.

il mio compagno ha la stessa mia libertà, ma non mi ha tradita (per quanto ne sappia, ma ne sono piuttosto certa). Per esempio.

La fiducia è indispensabile, perché a meno che non sia una prigionia, l’altro ha sempre necessariamente degli spazi suoi.

Del resto io non vorrei avere al fianco una persona che non mi tradisce semplicemente per mancanza di occasioni per farlo..
 

arula

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
È sicuramente vero che per tradire vengono utilizzati degli spazi personali (non potrebbe essere altrimenti), ma questo non è un rapporto causa effetto.. cioè avere degli spazi personali non significa che necessariamente avverrà un tradimento.

Come il non averne non mette al riparo da esso e da crisi di coppia... anzi.

Il mio rapporto sin dall’inizio si è caratterizzato dal mantenimento delle nostre individualità all’interno, con i rispettivi spazi... anche perché mal s’integravano.

E ho tradito dopo dieci anni con un uomo che ho conosciuto nello “spazio personale” del tragitto tra il parcheggio e la porta di casa, uomo che di spazi personali suoi ne aveva ben pochi, tra l’altro.

il mio compagno ha la stessa mia libertà, ma non mi ha tradita (per quanto ne sappia, ma ne sono piuttosto certa). Per esempio.

La fiducia è indispensabile, perché a meno che non sia una prigionia, l’altro ha sempre necessariamente degli spazi suoi.

Del resto io non vorrei avere al fianco una persona che non mi tradisce semplicemente per mancanza di occasioni per farlo..
Partiamo dal primo neretto.
Tu hai fiducia nel tuo compagno indi deduci che non ti abbia mai tradita.
Credo lui faccia altrettanto.
Il vostro rapporto di fiducia è basato sul fatto che entrambi credete a quello che sapete.
Nel mio caso la situazione è ben diversa: noi siamo certi di essere stati traditi nei 30 anni che ci frequentiamo.
Io ho sempre avuto molti miei spazi personali. Prima di sposarmi a 34 anni uscivo quasi ogni sera e in questi miei spazi ho conosciuto due donne con cui ho avuto storie durate a lungo.
Mia moglie invece non uscendo quasi mai utilizzava gli spazi di studio o di lavoro e in questi ha avuto le sue storie.
Ho sofferto all'inizio del matrimonio una certa privazione di libertà, che era in realtà la necessaria assunzione di responsabilità che mia moglie giustamente pretendeva da me. Avevamo assunto un impegno, no?
La prima litigata con mia moglie fu infatti quando scoprì che continuavo a scrivermi con una di queste ex, anche se ormai per me era rimasta un'amica, tra l'altro residente a 1000 km da noi.
Non ci voleva molto perché tutte le mail erano visibili sul computer comune in Outlook che usavamo entrambi e che avevo portato nella nostra casa comune. Non ho mai nascosto nulla dopo. Non le ho mai celato nulla di me e continuo a farlo ora.
Ovvio che il nostro rapporto avesse più regole rispetto ad altri.
Non ho mai escluso mia moglie infatti dalle mie serate e, in ogni caso, l'ho sempre fatto apprezzando il fatto che ci fosse quando accettava gli inviti. Quasi mai, comunque.:D E' sempre stata una ciabattona.
Ora, senza ipocrisia e a titolo personale, sulla base della mia esperienza: gli spazi personali - quelli da cui si esclude il partner - agevolano molto quando si vuole avere una storia extra.
Lo fanno perché concedono ambiti in cui non è necessario dare spiegazioni e perché danno la possibilità di entrare in contatto con persone che possono rivelarsi interessanti.
Questo è innegabile.
 
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Diletta

Utente di lunga data
Partiamo dal primo neretto.
Tu hai fiducia nel tuo compagno indi deduci che non ti abbia mai tradita.
Credo lui faccia altrettanto.
Il vostro rapporto di fiducia è basato sul fatto che entrambi credete a quello che sapete.
Nel mio caso la situazione è ben diversa: noi siamo certi di essere stati traditi nei 30 anni che ci frequentiamo.
Io ho sempre avuto molti miei spazi personali. Prima di sposarmi a 34 anni uscivo quasi ogni sera e in questi miei spazi ho conosciuto due donne con cui ho avuto storie durate a lungo.
Mia moglie invece non uscendo quasi mai utilizzava gli spazi di studio o di lavoro e in questi ha avuto le sue storie.
Ho sofferto all'inizio del matrimonio una certa privazione di libertà, che era in realtà la necessaria assunzione di responsabilità che mia moglie giustamente pretendeva da me. Avevamo assunto un impegno, no?
La prima litigata con mia moglie fu infatti quando scoprì che continuavo a scrivermi con una di queste ex, anche se ormai per me era rimasta un'amica, tra l'altro residente a 1000 km da noi.
Non ci voleva molto perché tutte le mail erano visibili sul computer comune in Outlook che usavamo entrambi e che avevo portato nella nostra casa comune. Non ho mai nascosto nulla dopo. Non le ho mai celato nulla di me e continuo a farlo ora.
Ovvio che il nostro rapporto avesse più regole rispetto ad altri.
Non ho mai escluso mia moglie infatti dalle mie serate e, in ogni caso, l'ho sempre fatto apprezzando il fatto che ci fosse quando accettava gli inviti. Quasi mai, comunque.:D E' sempre stata una ciabattona.
Ora, senza ipocrisia e a titolo personale, sulla base della mia esperienza: gli spazi personali - quelli da cui si esclude il partner - agevolano molto quando si vuole avere una storia extra.
Lo fanno perché concedono ambiti in cui non è necessario dare spiegazioni e perché danno la possibilità di entrare in contatto con persone che possono rivelarsi interessanti.
Questo è innegabile.
Sì, nessuno penso lo possa negare.
 

danny

Utente di lunga data
Del resto io non vorrei avere al fianco una persona che non mi tradisce semplicemente per mancanza di occasioni per farlo..
Credo nessuno, perché avere maturato la decisione di tradire e tradire comporta lo stesso rapporto di inimicizia col partner.
E a quel punto sarebbe opportuno riflettere sulle motivazioni di tale spinta e prima di tradire impegnarsi a trovare delle soluzioni per risolvere, qualora fosse ancora possibile, i problemi.
Uscire nel mio caso mi ha portato in diverse occasioni a provare fastidio verso le cose che non trovavo accettabili, indi a rifiutare di confrontarmi con le esigenze del partner.
Ovvio che se passo una bella serata disimpegnata il mio umore sarà tale che tornando a casa troverò intollerabile ciò che mi richiede impegno in quanto un po' più pesante da sostenere.
Quella voglia di leggerezza dichiarata da quella ragazza con cui uscii un due anni fa.
Il desiderio di dare un taglio ai problemi di coppia e pensare a vivere senza pensieri in ambiti circoscritti.
Dopo di me, so che ha iniziato a frequentare un'altra persona. Ovviamente ci siamo persi di vista.
Anch'io ho notato di avere voglia di leggerezza quando la vita richiede molto impegno.
Forse è un'esigenza che appartiene a tutti. Chi ha voglia di impegnarsi costantemente?
Riconosco l'opportunismo nel perseguire questa esigenza: non è altro che un modo per non affrontare quello che non mi piace. L'ho fatto per anni.
Ancora mi chiedo se sia stato effettivamente utile o solamente un modo per non mettermi troppo in gioco.
 

OcchiVerdi

Utente di lunga data
Forse sarebbe meglio.
Magari senza neppure comprare casa.
Meno beni da dividere, minori complicazioni.
Più coppie vere.
Difatti così ho fatto io. Quando io ed Ally ( la mamma di mia figlia ) siamo andati a vivere insieme ho comprato io casa, ho pagato io il mutuo, ho comprato io i mobili e dividevamo solo le spese comuni.

Finito l'amore è rimasta in casa mia abbastanza pacificamente fino al momento in cui ha potuto comprare la sua casa.

Io sono rimasto dove ero e lei ha la sua casa. Anche se ho ancora le piastrelle dei bagni scelte da lei. :rotfl:
sempre così criptico:rotfl:
volutamente.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Difatti così ho fatto io. Quando io ed Ally ( la mamma di mia figlia ) siamo andati a vivere insieme ho comprato io casa, ho pagato io il mutuo, ho comprato io i mobili e dividevamo solo le spese comuni. Finito l'amore è rimasta in casa mia abbastanza pacificamente fino al momento in cui ha potuto comprare la sua casa. Io sono rimasto dove ero e lei ha la sua casa. Anche se ho ancora le piastrelle dei bagni scelte da lei. :rotfl:volutamente.
Già io non capisco 'na mazza di mio, se lo fai pure volutamente non se ne vieni più a capo
 

Brunetta

Utente di lunga data
Però dipende quali sono gli spazi individuali.
Se due volte alla settimana un* fa sport è un conto, se va a ballare in discoteca (non zumba in palestra) per me è già diverso.
Se un* va al Consiglio di Istuto della scuola dei figli, non è come chi va a fare aperitivi per conto proprio.
Ovvio che un* può tradire senza avere apparentemente spazi propri (io lo so bene) ma certe attività fanno intuire insofferenza per la compagnia del partner.
 

danny

Utente di lunga data
Però dipende quali sono gli spazi individuali.
Se due volte alla settimana un* fa sport è un conto, se va a ballare in discoteca (non zumba in palestra) per me è già diverso.
Se un* va al Consiglio di Istuto della scuola dei figli, non è come chi va a fare aperitivi per conto proprio.
Ovvio che un* può tradire senza avere apparentemente spazi propri (io lo so bene) ma certe attività fanno intuire insofferenza per la compagnia del partner.
Sì.
Ed è anche molto diverso dire "Voglio andare in discoteca a ballare. Vieni anche tu?" da "Vado in discoteca con le mie amiche. Stai tu con i bambini a casa?".
Oppure "Una sera esco a cena con un mio cliente che mi ha invitato".
L'esclusione è un sintomo.
 
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bettypage

Utente acrobata
Quindi: lei fare aperitivo con le amiche vs lui pub partita con birra è sintomatico di coppia che scoppia? A me fan venire l'orticaria quelli che condividono tutto, compreso il profilo fb, io resto individuo in una coppia, non sono solo coppia.
 
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