Prospettive

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
E quale sarebbe la giusta insistenza?

(fra sconosciuti, fra l'altro).
mi riferivo all'esempio di scorpio. Era abbastanza noto che se un ragazzo ti invitava al cinema era interesaato.
La giusta insistenza in quel caso era legata all'approccio, magari non buttarsi nel tentativo di navigare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Buonasera Donna di Poche Parole :D

È un discorso difficile da affrontare alle 23 di domenica sera.
Dico solo che io ho sempre più sfiducia nella capacità di confrontarsi in modo costruttivo della gente. È sempre più diffusa la volontà di imporre le proprie idee sugli altri, più che cercare un arricchimento vicendevole. Se poi a confrontarsi sono uomini e donne su temi come la violenza, i femminicidi e l'aborto, il risultato è paragonabile a una Conferenza di Pace fra palestinesi e israeliani.
In tutto ciò i mass media poi sono assolutamente colpevoli. Anche perché si preferisce il melodramma e il politically correct a una seria analisi. Ma alla fine il substrato sociale di questa generazione è proprio inadatto ad approfondire. Avend tutto alla portata di un clic, ci si fa un'idea superficiale su tutto senza effettivamente sapere una sega di niente ;)
E soprattutto manca totalmente l'empatia. Credo che il vero "bug" di questa epoca stia nel profondo egoismo generazionale, in nome del quale si giustificano le porcate più immonde. Basta che ci facciano stare meglio a noi.

Buscopann

Ps. Ah..quasi dimenticavo di abbracciare pure te. Si vede che son stanco eh? :carneval: :abbraccio:
Intanto mi prendo l'abbraccio :):) e lo ricambio (e un saluto a aspirina)

:abbraccio:

Poi, adesso è tardi e non riesco a rispondere come si deve...domani, che magari sono meno fusa, mi ci metto.

Sono sfiduciata anche io, per la verità...in particolare su queste tematiche che vanno a toccare lontano, in condizionamenti di cui neanche si vedono bene le ombre, è ancora più complesso.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
mi riferivo all'esempio di scorpio. Era abbastanza noto che se un ragazzo ti invitava al cinema era interesaato.
La giusta insistenza in quel caso era legata all'approccio, magari non buttarsi nel tentativo di navigare.
Sì, avevo letto l'esempio :)

E' un comportamento, quello femminile intendo, che mi ha sempre molto infastidita.

Anche perchè poi, come femmina, mi ritrovavo io in mano 'sti maschi che credevano che se io dicevo no, in realtà intendevo sì e allora insistevano perchè così è la norma. E mi toccava pure spiegare che se loro erano abituati così con le altre, io ero io e non le altre.

Roba fastidiosissima, per me, che ho sempre pensato che dei miei desideri rispondo io. Dico io. E nessun altro.
E fra i miei desideri non ha spazio l'essere interpretata. Compresa sì. Interpretata no. Limite invalicabile.

E mi infastidisce molto l'implicito per cui un maschio, sulla scorta di quell'insistenza, si prenda (dato in mano) il pensiero (potere) per cui lui sa quello che una donna pensa veramente, che è tendenzialmente diverso da quello che dice.

Apre scenari inquietanti quel giochetto tutto femminile se ci si pensa bene. E crea una cultura della femmina e del maschio che non comunicano ma che si proiettano addosso desideri e timori nei non detti.

Ma più che altro mette le femmine in condizione di esercitare un potere che non esiste.
E che si esplica concretamente nell'affidarsi, più o meno consapevolmente, al buon senso del maschio di passaggio.

Il tutto a nutrire l'illusione che viviamo immersi nel mondo dei buoni e dei belli dove le cose brutte accadono a qualcuno che non sono io.

E forse quei giochetti funzionavano (ma mica tanto) nei piccoli paesini dove ci si conosceva tutti (ma se lui insisteva oltre, in fondo lei se l'era cercata, faceva a meno di andarci. Se ci è andata, allora voleva pure lei)

Che quel giochetto corrisponde al pensiero per cui se una ha una mini inguinale sta proponendo la figa a tutto il mondo, ergo il mondo è autorizzato a prendersela.

...oggi, dove gli incontri sono un tantino più ampi forse alcune regole sarebbe interessante rivederle, secondo me.

Non so se mi spiego.

Io credo che queste modalità siano forme di dis-comunicazione fra generi.
Oltre ad un idea di donna che personalmente non mi piace nemmeno un po'.

E di corteggiamento e romanticismo impari, dove impari va a toccare esattamente uno dei fulcri dell'essere pari invece, ossia l'autonomia e la responsabilità di espressione di sè.
Fra l'altro è una falsa sottomissione (che mi ha sempre dato l'idea di inganno del femminile al maschile, fra l'altro) perchè faccio finta di affidarmi a te nelle decisioni ma invece ti sto manipolando per portarti dove voglio io. Facendo finta di non farlo.

Quelle forme io le vedo per esempio dove c'è confidenza. E non con sconosciuti.
Dove c'è confidenza possiamo anche giocare duro sulla forzatura. Perchè il consenso è co-costruito in ogni momento.
(in quei giochi, giocati consapevolmente da ambo le parti, guarda caso si usa una safe word nel caso ad un certo punto non ci si capisca più).
 
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danny

Utente di lunga data
Sì, avevo letto l'esempio :)

E' un comportamento, quello femminile intendo, che mi ha sempre molto infastidita.

.
Donne e uomini non sono categorie omogenee: una classificazione di genere non basta a definire la persona, anche se si pretende sia sufficiente quando si vuole creare contrapposizione ed acquisire potere in ragione di essa.
Un no è un no per alcune donne: non tutti gli uomini però hanno l'intuito per comprenderlo.
Un no invece vuol significare altro in altri casi e con altre donne.
Da ragazzo ricordo questa mia amica in Calabria.
Il suo "No" era un invito alla "fuitina. "Potrai avermi solo così".
E infatti così avvenne, lei si sposò col ragazzo ed ebbero tanti figli.
Non fu violenza, anche se ci fu un rapimento "recitato", di convenzione.
Io che venivo dal nord e stentavo a comprendere sua sorella con cui uscivo, sapevo del suo diario segreto, di quanto le piacesse quel ragazzo ma non potesse dichiararlo, come intuivo di piacere a sua sorella, con cui però non riuscivo a combinare ancora niente perché era tutto un diniego che io prendevo per un "No" quando era invece "Sì ma non posso".
Come "Sì ma non posso" è un classico di alcune donne impegnate, il cui no è funzionale ad attribuire a te tutta la responsabilità del gioco, perché essere sedotte le assolve in parte dalla responsabilità di decidere di tradire.
Devi avere un buon intuito per approcciare il variegato mondo femminile.
Il problema è che non ce l'hanno tutti gli uomini e che percentualmente si possono anche fare errori.
Sapersi fermare a un certo punto è segno di intelligenza dell'uomo.
Comprendere la differenza tra un approccio e una molestia è altrettanto segno di intelligenza da parte della donna.
Dopodiché ormai si dice tutto e il contrario di tutto, si attribuisce violenza anche a un maldestro tentativo di bacio mentre Rocco Siffredi noto per le sculacciate e non solo diventa protagonista della prima serata televisiva.
Siamo in un'epoca confusa.
Il vero problema, forse, è quello di non comprendere più cosa è veramente la violenza e quando essa si presenta veramente.
E' violento un ragazzo che coltello alla mano ti invita a tirarti giù i pantaloni?
E' violento un musulmano che ti minaccia con il coltello in spiaggia?
Io queste cose le ho vissute ma quando le racconto non ottengo molta solidarietà né considerazione.
Quindi, secondo quali parametri viene valutata la violenza oggi?
Perché se è più violento un provino in cui viene chiesto a un'attrice di posare nuda rispetto a una minaccia a mano armata forse qualche problema di definizione c'è.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
è relativo una giusta insistenza non disturba. Poi e importante valutare la reazione della donna in questione.Se fatto con la giusta discrezione non crea problemi.
Guarda che per un maschio può essere un po' un problema, valutare bene.

Si va sul meccanismo Delle valutazioni e presunzioni, che peraltro conosco e ho praticato una vita, e lo pratico anche adesso, ma non per questo rinuncio a metterlo in discussione e a mettermi in discussione

Il meccanismo per cui se sei venuta al cinema o a cena, vuol dire che sei quasi pronta a darmela.
E dovrò solo essere bravo io a dir la cosa giusta tra il secondo è il dessert, perché tu non conti un cazzo, ormai

E se non me la dai, sono io che ho sbagliato qualcosa, perché tu continui a non contare un cazzo

E di converso, il meccanismo per cui siccome c'hai la topa d'oro, io dovrò sudare sette camicie perché quel che hai tra le gambe è sacro.

Che può pure andare benissimo, ma innesca in me Delle considerazioni per cui bisogna "ignorare" e insistere, con modi sempre più cavallereschi e appassionati, che poi vedrai che "cederai"

Meccanismo per cui, il disgraziato giorno che il tuo NO fosse un NO vero, io manco me ne accorgo e tiro dritto

E se disgraziatamente ti ribelli puo pure succedere una tragedia
 

danny

Utente di lunga data
Guarda che per un maschio può essere un po' un problema, valutare bene.

Si va sul meccanismo Delle valutazioni e presunzioni, che peraltro conosco e ho praticato una vita, e lo pratico anche adesso, ma non per questo rinuncio a metterlo in discussione e a mettermi in discussione

Il meccanismo per cui se sei venuta al cinema o a cena, vuol dire che sei quasi pronta a darmela.
E dovrò solo essere bravo io a dir la cosa giusta tra il secondo è il dessert, perché tu non conti un cazzo, ormai

E se non me la dai, sono io che ho sbagliato qualcosa, perché tu continui a non contare un cazzo


E di converso, il meccanismo per cui siccome c'hai la topa d'oro, io dovrò sudare sette camicie perché quel che hai tra le gambe è sacro.

Che può pure andare benissimo, ma innesca in me Delle considerazioni per cui bisogna "ignorare" e insistere, con modi sempre più cavallereschi e appassionati, che poi vedrai che "cederai"

Meccanismo per cui, il disgraziato giorno che il tuo NO fosse un NO vero, io manco me ne accorgo e tiro dritto

E se disgraziatamente ti ribelli puo pure succedere una tragedia
... che se non ci provi passi pure per quello strano, a volte.
"Ma come, mi ha portato a cena e poi... nulla?"
"Siamo già alla seconda uscita e neanche un bacetto?"
E alla terza lei si incazza pure, perché l'orgoglio fa capolino "Mica mi starà prendendo in giro?".
"Oh, ma io ne posso avere quanti ne voglio, chi si crede di essere questo qui?"
 

Skorpio

Utente di lunga data
... che se non ci provi passi pure per quello strano, a volte.
"Ma come, mi ha portato a cena e poi... nulla?"
"Siamo già alla seconda uscita e neanche un bacetto?"
E alla terza lei si incazza pure, perché l'orgoglio fa capolino "Mica mi starà prendendo in giro?".
"Oh, ma io ne posso avere quanti ne voglio, chi si crede di essere questo qui?"
Eh sì...

Io ho completamente amputato quella parte di me, rispetto a una donna.

Nel senso che io non so nulla e non presumo nulla, e mi rifiuto di attribuire significati, proprio perché non voglio trovarmi a fare quello che non voglio fare

E cioè esercitare un atteggiamento violento a mia insaputa.

Dove per violento non vuol dire che ti piglio a ciaffate al ristorante se mi dici che dopo non sali in camera con me, ma vuol dire che insisto e insisto e insisto.

Perché siccome al ristorante ci sei venuta, PRESUMO che mi devo applicare a "convincerti" anche se è chiaro che hai già deciso, e devo semplicemente essere io a essere bravo e tenace, e fare l'omo duro e deciso davero

Ci rimetto anche io, lo so.. (ciao [MENTION=3188]Nocciola[/MENTION] :rotfl: :rotfl: )
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Donne e uomini non sono categorie omogenee: una classificazione di genere non basta a definire la persona, anche se si pretende sia sufficiente quando si vuole creare contrapposizione ed acquisire potere in ragione di essa.
Un no è un no per alcune donne: non tutti gli uomini però hanno l'intuito per comprenderlo.
Un no invece vuol significare altro in altri casi e con altre donne.
Da ragazzo ricordo questa mia amica in Calabria.
Il suo "No" era un invito alla "fuitina. "Potrai avermi solo così".
E infatti così avvenne, lei si sposò col ragazzo ed ebbero tanti figli.
Non fu violenza, anche se ci fu un rapimento "recitato", di convenzione.
Io che venivo dal nord e stentavo a comprendere sua sorella con cui uscivo, sapevo del suo diario segreto, di quanto le piacesse quel ragazzo ma non potesse dichiararlo, come intuivo di piacere a sua sorella, con cui però non riuscivo a combinare ancora niente perché era tutto un diniego che io prendevo per un "No" quando era invece "Sì ma non posso".
Come "Sì ma non posso" è un classico di alcune donne impegnate, il cui no è funzionale ad attribuire a te tutta la responsabilità del gioco, perché essere sedotte le assolve in parte dalla responsabilità di decidere di tradire.
Devi avere un buon intuito per approcciare il variegato mondo femminile.
Il problema è che non ce l'hanno tutti gli uomini e che percentualmente si possono anche fare errori.
Sapersi fermare a un certo punto è segno di intelligenza dell'uomo.
Comprendere la differenza tra un approccio e una molestia è altrettanto segno di intelligenza da parte della donna.
Dopodiché ormai si dice tutto e il contrario di tutto, si attribuisce violenza anche a un maldestro tentativo di bacio mentre Rocco Siffredi noto per le sculacciate e non solo diventa protagonista della prima serata televisiva.
Siamo in un'epoca confusa.
Il vero problema, forse, è quello di non comprendere più cosa è veramente la violenza e quando essa si presenta veramente.
E' violento un ragazzo che coltello alla mano ti invita a tirarti giù i pantaloni?
E' violento un musulmano che ti minaccia con il coltello in spiaggia?
Io queste cose le ho vissute ma quando le racconto non ottengo molta solidarietà né considerazione.
Quindi, secondo quali parametri viene valutata la violenza oggi?
Perché se è più violento un provino in cui viene chiesto a un'attrice di posare nuda rispetto a una minaccia a mano armata forse qualche problema di definizione c'è.

Allora, mi riferisco sia al tuo esempio della "fuitina", sia a quello della ragazza al cinema citata da [MENTION=6586]Skorpio[/MENTION].
Mi sembra di capire che i due casi abbiano un comune denominatore: la giovane età. Da ragazzine e' più facile non solo "tirarsela", ma anche non sapere quello che si vuole. O avere in testa false convinzioni (talvolta inculcate dai genitori, specialmente alle donne) per cui prima di "concedersi" bisogna farsi "sudare".

E da qui possono derivare quegli atteggiamenti (pericolosissimi) per cui ad un "no" equivale un "si, ma devi faticare" nella testa di chi lo ha espresso. Ed è pericoloso, e di molto. Un po' come la storia dei ruoli "io preda tu cacciatore". Diciamo che molto spesso, crescendo, questo gioco di ruoli si equilibra. Ma può anche dare luogo a violenza.

Vi è mai capitato di uscire con uno che ad impatto vi piace, per poi trovarvi al cinema e pensare "ma anche no"? :D
A me e' successo, andavo al liceo e lui era sicuramente il più figo della classe, e uno dei più "notabili" della scuola. Al momento in cui provo' a baciarmi gli scoppiai a ridere in faccia :rolleyes:
Non fu una bella roba eh. Ma capitò. E capitò malgrado quando mi avesse invitata fossi gasatissima. Era un si fino a pochi istanti prima, ma poi sul più bello.... Boh... Non volevo più. Solo che anziché un "no" mi parti' una risata. Ancora ad oggi non chiedetemi perché. Lui lo interpretò come un no (quale era). Ma se in quella circostanza mi avesse ammollato un bacio a tradimento :D, in effetti credo che mi sarei dovuta rimproverare di non essere riuscita a pronunciare quelle due lettere.

Ero piccola, eh :)

Con il tempo, e con le esperienze vissute, posso solo dire la fatica fatta per TORNARE a dire no. Che poi... Non è che durante il matrimonio non ne abbia detti. Fu che gradualmente non furono più ascoltati. Il meccanismo era semplice: prendo questo impegno (che coinvolge pure te, e so che non ti piace) perché so che a chiedertelo diresti no. E allora te lo presento a cose fatte. Ecco. Questo era uno dei modi per negare i miei no. Altri era invece sottinteso che non venissero ascoltati. Beh.... Tornare a fare valere i miei no e' costato parecchio. Tant'è che ora a volte mi viene il dubbio di non dirli bene. Mi chiedo anche se il mio dubbio sia realmente in questi termini oppure io sia in costante dubbio sulle capacità di ascolto degli altri.
 

danny

Utente di lunga data
Eh sì...

Io ho completamente amputato quella parte di me, rispetto a una donna.

Nel senso che io non so nulla e non presumo nulla, e mi rifiuto di attribuire significati, proprio perché non voglio trovarmi a fare quello che non voglio fare

E cioè esercitare un atteggiamento violento a mia insaputa.

Dove per violento non vuol dire che ti piglio a ciaffate al ristorante se mi dici che dopo non sali in camera con me, ma vuol dire che insisto e insisto e insisto.

Perché siccome al ristorante ci sei venuta, PRESUMO che mi devo applicare a "convincerti" anche se è chiaro che hai già deciso, e devo semplicemente essere io a essere bravo e tenace, e fare l'omo duro e deciso davero


Ci rimetto anche io, lo so.. (ciao @Nocciola :rotfl: :rotfl: )
Ma non è violenza approcciare una ragazza.
Al limite, l'unico rischio, è quello di una figura di merda che potresti fare se hai "equivocato" quell'uscita.
Che il modo per "uscire" da certe situazioni che non risultano convincenti le donne lo riescono a trovare, alla fine.
"No, scusami, per me sei solo un amico. Mi dispiace di averti fatto intendere altro, Scusami.".
E tu che sei una persona gentile e a modo, accetti di buon grado e lasci perdere.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Che quel giochetto corrisponde al pensiero per cui se una ha una mini inguinale sta proponendo la figa a tutto il mondo, ergo il mondo è autorizzato a prendersela.

.
Brava!

E quella mentalità esiste, in maschi e femmine

E non hanno la faccia dell'orco cattivo, ma è gente normale.

Me compreso, esiste bella piena anche in me ed è ben radicata

E ci combatto con la ragione e con la testa, ma sapendo benone che esiste, ed esisterà sempre.
E sapendo che può esistere anche in chi la nega a forza.

"Che se c'hai un po' di presenza e faccia a culo te la prendi, e non serve altro"

Per questo a volte ho detto in passato che è bene sempre ricordare una volta in più che non è così come hai scritto.
 

danny

Utente di lunga data
Con il tempo, e con le esperienze vissute, posso solo dire la fatica fatta per TORNARE a dire no. Che poi... Non è che durante il matrimonio non ne abbia detti. Fu che gradualmente non furono più ascoltati. Il meccanismo era semplice: prendo questo impegno (che coinvolge pure te, e so che non ti piace) perché so che a chiedertelo diresti no. E allora te lo presento a cose fatte. Ecco. Questo era uno dei modi per negare i miei no. Altri era invece sottinteso che non venissero ascoltati. Beh.... Tornare a fare valere i miei no e' costato parecchio. Tant'è che ora a volte mi viene il dubbio di non dirli bene. Mi chiedo anche se il mio dubbio sia realmente in questi termini oppure io sia in costante dubbio sulle capacità di ascolto degli altri.
Io a un certo punto mi accorsi che a furia di ricevere no mi ero abituato a dire sempre sì.
Neppure così va bene.
I no possono essere anche un modo per esercitare il potere.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Ma non è violenza approcciare una ragazza.
Al limite, l'unico rischio, è quello di una figura di merda che potresti fare se hai "equivocato" quell'uscita.
Che il modo per "uscire" da certe situazioni che non risultano convincenti le donne lo riescono a trovare, alla fine.
"No, scusami, per me sei solo un amico. Mi dispiace di averti fatto intendere altro, Scusami.".
E tu che sei una persona gentile e a modo, accetti di buon grado e lasci perdere.
:up:
esatto credo che questo sia il giusto equilibrio.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ma non è violenza approcciare una ragazza.
.ma io non ho detto questo.. :)

Ho detto che è violenza ignorare una volontà dichiarata (NO) tirando dritto a insistere perché tanto poi quel no diventa un SI

E quando un giorno, in quella modalità, quel NO restasse un no, e il repertorio Delle buone maniere fosse terminato, se va bene arrivano gli insulti

Se va bene
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E quale sarebbe la giusta insistenza?

(fra sconosciuti, fra l'altro).
Non c'é. Nel momento in cui qualcuno dice di no ti ha già preso le misure. E chi ti dice di no a prescindere non vale la pena di investirci.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
.ma io non ho detto questo.. :)

Ho detto che è violenza ignorare una volontà dichiarata (NO) tirando dritto a insistere perché tanto poi quel no diventa un SI

E quando un giorno, in quella modalità, quel NO restasse un no, e il repertorio Delle buone maniere fosse terminato, se va bene arrivano gli insulti

Se va bene
ok, ma non è che dopo il secondo no dovresti insistere più di tanto. Mi sembra che sia tu ad interpretare male.
Torniamo ai discorsi da "paesino". Per me è violenza, se non solo insisti con inviti che rifiuto regolarmente, ma ti presenti sotto casa tutti i giorni per settimane.

E' l'insistenza, soffocante che segna il confine. Non deve diventare ossessione.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Sì, avevo letto l'esempio :)

E' un comportamento, quello femminile intendo, che mi ha sempre molto infastidita.

Anche perchè poi, come femmina, mi ritrovavo io in mano 'sti maschi che credevano che se io dicevo no, in realtà intendevo sì e allora insistevano perchè così è la norma. E mi toccava pure spiegare che se loro erano abituati così con le altre, io ero io e non le altre.

Roba fastidiosissima, per me, che ho sempre pensato che dei miei desideri rispondo io. Dico io. E nessun altro.
E fra i miei desideri non ha spazio l'essere interpretata. Compresa sì. Interpretata no. Limite invalicabile.

E mi infastidisce molto l'implicito per cui un maschio, sulla scorta di quell'insistenza, si prenda (dato in mano) il pensiero (potere) per cui lui sa quello che una donna pensa veramente, che è tendenzialmente diverso da quello che dice.

Apre scenari inquietanti quel giochetto tutto femminile se ci si pensa bene. E crea una cultura della femmina e del maschio che non comunicano ma che si proiettano addosso desideri e timori nei non detti.

Ma più che altro mette le femmine in condizione di esercitare un potere che non esiste.
E che si esplica concretamente nell'affidarsi, più o meno consapevolmente, al buon senso del maschio di passaggio.

Il tutto a nutrire l'illusione che viviamo immersi nel mondo dei buoni e dei belli dove le cose brutte accadono a qualcuno che non sono io.

E forse quei giochetti funzionavano (ma mica tanto) nei piccoli paesini dove ci si conosceva tutti (ma se lui insisteva oltre, in fondo lei se l'era cercata, faceva a meno di andarci. Se ci è andata, allora voleva pure lei)

Che quel giochetto corrisponde al pensiero per cui se una ha una mini inguinale sta proponendo la figa a tutto il mondo, ergo il mondo è autorizzato a prendersela.

...oggi, dove gli incontri sono un tantino più ampi forse alcune regole sarebbe interessante rivederle, secondo me.

Non so se mi spiego.

Io credo che queste modalità siano forme di dis-comunicazione fra generi.
Oltre ad un idea di donna che personalmente non mi piace nemmeno un po'.

E di corteggiamento e romanticismo impari, dove impari va a toccare esattamente uno dei fulcri dell'essere pari invece, ossia l'autonomia e la responsabilità di espressione di sè.
Fra l'altro è una falsa sottomissione (che mi ha sempre dato l'idea di inganno del femminile al maschile, fra l'altro) perchè faccio finta di affidarmi a te nelle decisioni ma invece ti sto manipolando per portarti dove voglio io. Facendo finta di non farlo.

Quelle forme io le vedo per esempio dove c'è confidenza. E non con sconosciuti.
Dove c'è confidenza possiamo anche giocare duro sulla forzatura. Perchè il consenso è co-costruito in ogni momento.
(in quei giochi, giocati consapevolmente da ambo le parti, guarda caso si usa una safe word nel caso ad un certo punto non ci si capisca più).
Ancora oggi è così, un caffè è un caffè, non è una promessa di scopata.
Ci sono maschi che vedono solo il lato sessuale del rapporto con una donna.
Anche a me è sempre capitato di essere fraintesa,anche quando prima di uscire metto in chiaro. Niente da fare, si fanno un viaggio tutto loro. Forse sono stata fortunata a non incontrare mai uno psicopatico:eek::)
 

Skorpio

Utente di lunga data
ok, ma non è che dopo il secondo no dovresti insistere più di tanto. Mi sembra che sia tu ad interpretare male.
Torniamo ai discorsi da "paesino". Per me è violenza, se non solo insisti con inviti che rifiuto regolarmente, ma ti presenti sotto casa tutti i giorni per settimane.

E' l'insistenza, soffocante che segna il confine. Non deve diventare ossessione.
Certo che sono io.. ma sarebbe questione di "mentalità"

Di cosa penso io "della donna"

Di cosa la donna fa o non fa per alimentare questa mia mentalità

Che mentalità ho io? Tu lo sai? Non credo...

Tu accetti un caffè con me.. che mi dice la mia mentalità?
Non lo sai....

Dopo 2 NO ti chiedo di mangiare una pizza, tu accetti (ipotesi)

Che mi dice la mia mentalità? Tu lo sai?

E arriva il terzo NO

Ti invito a teatro, tu accetti...
Che mi dice la mia mentalità? Tu lo sai? Sei serena, tutto chiarito?..

Non lo sai mica
 

danny

Utente di lunga data
ok, ma non è che dopo il secondo no dovresti insistere più di tanto. Mi sembra che sia tu ad interpretare male.
Torniamo ai discorsi da "paesino". Per me è violenza, se non solo insisti con inviti che rifiuto regolarmente, ma ti presenti sotto casa tutti i giorni per settimane.

E' l'insistenza, soffocante che segna il confine. Non deve diventare ossessione.
Ecco, esatto.
 

danny

Utente di lunga data
Ancora oggi è così, un caffè è un caffè, non è una promessa di scopata.
Ci sono maschi che vedono solo il lato sessuale del rapporto con una donna.
Anche a me è sempre capitato di essere fraintesa,anche quando prima di uscire metto in chiaro. Niente da fare, si fanno un viaggio tutto loro. Forse sono stata fortunata a non incontrare mai uno psicopatico:eek::)
Questo perché ci sono donne che vedono solo il lato sessuale degli uomini.
E altre donne che se vedono una donna uscire con uno pensano la stessa cosa.
Ci sono troppi linguaggi diversi.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Certo che sono io.. ma sarebbe questione di "mentalità"

Di cosa penso io "della donna"

Di cosa la donna fa o non fa per alimentare questa mia mentalità

Che mentalità ho io? Tu lo sai? Non credo...

Tu accetti un caffè con me.. che mi dice la mia mentalità?
Non lo sai....

Dopo 2 NO ti chiedo di mangiare una pizza, tu accetti (ipotesi)

Che mi dice la mia mentalità? Tu lo sai?

E arriva il terzo NO

Ti invito a teatro, tu accetti...
Che mi dice la mia mentalità? Tu lo sai? Sei serena, tutto chiarito?..

Non lo sai mica
io so che che sto dando delle conferme. O chiarisco io prima cosa intendo o quando ti palesi te lo dico.

In linea di massima, per non creare fraintendimenti, io donna metto in pratica un tipo di comunicazione.
1) quando esco non approfitto, tu paghi il tuo io il mio.
2)se non mi interessi più di tanto, non creo consuetudini
3) quando parlo faccio capire, che non sono interessata.

Posso comprendere, che alcune situazioni scattano quando ci si frequenta per un po.
Ma se tu maschio vuoi solo sesso, lo scatto deve arrivare subito, se no porta a spasso il cane altrove.
 
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