La coscienza è sempre potenziale, perchè si sviluppa e può svilupparsi (oppure no) sino alla morte. I feti non sanno fare le addizioni, però sentono, pensano, sognano. Non sono capaci di autoriflessione, a quanto ci risulta. Aggiungo che la coscienza, intesa come autoriflessione, si può tranquillamente perdere anche da adulti in seguito a incidente o malattia; si può anche nascere con una coscienza diminuita rispetto alla norma, per esempio se si è affetti dal morbo di Down, e non per questo, almeno sinora, si è passibili di eliminazione legale.
Se il benchmark in cui la coscienza è ritenuta tale da qualificare giuridicamente un essere umano come persona a tutti gli effetti è quello della coscienza adulta normale, allora secondo questa logica sono legalmente eliminabili tutti i bambini fin verso i 7-9 anni, molti vecchi, tutti i malati mentali.
Il figlio fantasmatico qui non c'entra niente (c'entra spesso quando mi trovo sul lettino una paziente che ha abortito, ma questa è un'altra storia). Non sto facendo una campagna per l'abolizione della legge 184, non me ne importa niente, non è il mio mestiere e non ho ambizioni politiche.
Vorrei soltanto segnalare una cosa di estrema semplicità, cioè che quando si abortisce si uccide un bambino, non ci si sbarazza di materiale biologico. Capisco che la cosa può urtare, ma in effetti è così, e tutti i ricami ci si fanno sopra secondo me fanno veramente male alla salute mentale, anche e in particolar modo a quella di chi abortisce, perchè compiere un atto veramente grave senza volersene rendere conto è devastante per la psiche, che invece sa benissimo come stanno le cose, reagisce da par suo, e ti fa scontare condanne in confronto alle quali le sanzioni pre legge 184 fanno ridere.