2007/2017: quando i giornali parlano di violenza sulle donne.

feather

Utente tardo
Che ora è politicamente conveniente dare la colpa al negro?
Di solito i giornali sono organi di propaganda politica. Se cambiano target evidentemente sono cambiate le condizioni politiche. Evidentemente calcare la paura dell'immigrato ora paga bene in termini di voti.
 

danny

Utente di lunga data
Che ora è politicamente conveniente dare la colpa al negro?
Di solito i giornali sono organi di propaganda politica. Se cambiano target evidentemente sono cambiate le condizioni politiche. Evidentemente calcare la paura dell'immigrato ora paga bene in termini di voti.
E' un'obiezione interessante.
Soprattutto perché stiamo parlando di Repubblica e Corriere.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
che e' salita la percentuale ma che gli uomini italiani restano i piu' gettonati ...prevedibile
 

danny

Utente di lunga data
Il problema è che quando un qualsiasi lettore vede articoli con questi titoli non è in grado di fare un'analisi "storica" che gli consenta di comprendere in maniera adeguata il fenomeno.
Nel 2007 il Corriere titolava che solo il 10% degli stupri era a carico degli stranieri, nel 2017 Repubblica cita 4 stupri su 10 a carico degli stranieri.
Ma sono cifre che non hanno alcun significato e hanno il solo scopo di provocare ansia e paura nella persone, perché è automatico che le persone facciano un conto matematico delle percentuali italiani/stranieri che vivono in Italia e traggano le loro deduzioni, come pure accade a me quando leggo questi due articoli, dai quali si desume che in dieci anni la percentuale a carico degli stranieri è passata dal 10% al 40%.
Ho provato a cercare le tavole istat relative agli anni in questione, come pure ho cercato qualcuno che avesse fatto un lavoro di confronto "storico" per la valutazione del fenomeno in questi dieci anni in maniera da comprendere ove siano valide o piuttosto confutabili le tesi opposte portate avanti da entrambi gli schieramenti politici, ma non ci sono riuscito.
In questi dieci anni possono essere diminuiti i numeri degli stupri denunciati a carico degli italiani, può essere cambiato il metodo di calcolo, oppure aumentate le denunce familiari da parte degli stranieri e tante altre cose che questi articoli non dicono.
Non lo so: non ci sono riuscito, è un lavoro che richiede molto tempo.
Ecco: mi sarei aspettato che a farlo fosse un giornalista, giusto per farci comprendere la reale dinamica del fenomeno oltre la percezione e comprendere l'effettiva validità delle politiche attuate in questi anni.
Ho moglie e figlia: anche se uomo, non mi ritengo avulso da preoccupazioni in merito e come persona adulta vorrei articoli che mi facciano comprendere, non che agiscano sempre e solo a livello di pancia o per opportunità politiche.
Questo perché è anche attraverso i media (in special modo quelli on line) che cresce la sensibilità delle persone, la maturità, la consapevolezza. Il dibattito che ha assunto toni di partigianeria inutile in questi giorni sui blog e su Fb mi ha disgustato, senza aiutarmi a farmi un'opinione basata su dati "veri", certi, indiscutibili.
Eppure esiste anche un osservatorio.
Dividere gli italiani in razzisti, scemi, cretini, intelligenti non serve a fare crescere nessuno.
Ho fiducia che solo parlando con maturità e serenità a tutte le persone si possa migliorare un poco lo stato delle cose.
Ma per farlo non ci vuole questo tipo di approccio.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Un'altra cosa che ho notato a livello mediatico è l'aumento della provocazione e del conflitto.
Credo sia dovuto alla migrazione dell'informazione dalla carta al web e soprattutto ai social network.
Anni fa chi comprava Il Giornale (che in passato fu diretto anche da Montanelli, se non ricordo male) o Repubblica o altre testate faceva una scelta consapevole, era già schierato con la linea editoriale al momento dell'acquisto e si attendeva un certo taglio del giornale che pagava.
Oggi le testate on line devono acchiappare "visite" che sono gratuite (e pagate dagli sponsor), per cui devono ricorrere alla provocazione, cercare di attrarre lettori inevitabilmente dal target eterogeneo, provocando flame infinite.
Con Facebook si arriva all'assurdo di coinvolgere persone di opposti schieramenti politici, con inevitabili contrapposizioni.
Questo ovviamente risulta produttivo per le testate e i blogger che consapevoli del meccanismo lo sollecitano con articoli mirati alla produzione di polemiche.
Nel lettore - sempre più superficiale, in quanto il tempo richiesto per l'apertura dell'articolo pubblicizzato dal titolo è conseguenza della qualità della connessione, che non è sempre ottimale in tutta Italia - spesso si limita alla lettura del solo titolo che è volutamente fuorviante.
Il risultato è di indurre non riflessioni ma reazioni emotive.
E' un grosso problema perché con i media si fanno i cittadini ed è indice di quanto rischiamo di essere manipolabili.
Il lavoro che ho fatto io, di andare a cercare vecchi articoli per un confronto, non lo fa nessuno, per esempio.
Non lo si vuole fare oppure non lo si riesce a fare?
 
Ultima modifica:

feather

Utente tardo
Io credo che col tempo si andrà sempre di più verso informazione a pagamento, ci saranno i ricchi e 'colti' che pagheranno per informazione di qualità e i poveracci a leggere fb e venire manipolati dallo sponsor del giorno.
Un misto di pigrizia mentale e ignoranza porterà a questo temo.
 

danny

Utente di lunga data
Io credo che col tempo si andrà sempre di più verso informazione a pagamento, ci saranno i ricchi e 'colti' che pagheranno per informazione di qualità e i poveracci a leggere fb e venire manipolati dallo sponsor del giorno.
Un misto di pigrizia mentale e ignoranza porterà a questo temo.
La quasi totalità del mondo in pratica rischia di essere manipolata.
 

feather

Utente tardo
La quasi totalità del mondo in pratica rischia di essere manipolata.
Non che in passato fosse diverso.
C'era la nobiltà che governava, e sapeva, e il poveraccio sui campi tutto il giorno e poi la domenica a messa. Quella era la sua fonte di informazione. Un pelino di parte se vogliamo.
Gli esponenti della chiesa andavano a cena coi nobili..
Ha funzionato per secoli.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
che il 10% di 10 fa 1

il 10% di un milione fa 100mila

nel primo caso, la gestione è semplice e rimane nell'ambito della cronaca nera, il secondo caso diventa per forza politico e di ordine pubblico.
 

danny

Utente di lunga data
Non che in passato fosse diverso.
C'era la nobiltà che governava, e sapeva, e il poveraccio sui campi tutto il giorno e poi la domenica a messa. Quella era la sua fonte di informazione. Un pelino di parte se vogliamo.
Gli esponenti della chiesa andavano a cena coi nobili..
Ha funzionato per secoli.
In passato però era necessario.
Molto prima della rivoluzione industriale, il 90% della popolazione era necessariamente addetto alla produzione destinata all'alimentazione umana, mentre solo il 10% poteva fare altro, ovvero l'artigiano, il sacerdote, il nobile, il soldato.
La disponibilità di energia era scarsa e principalmente di origine umana e animale, quindi dallo scarso rendimento.
In fasi successive, il rapporto è finalmente cambiato, in maniera graduale, consentendo un aumento di quel 10%, e consentendo a sempre più persone di accedere al "consumo".
Era Lever, nell'800, fondatore della Lever Brothers, a dichiarare necessaria la crescita economica degli operai in maniera che potessero divenire consumatori innescando un processo di crescita in teoria che si sarebbe autoalimentata. In seguito questa filosofia venne seguito e propagandata da altri industriali (se non ricordo male, Giacosa in Italia ai tempi dello sviluppo delle prime utilitarie Fiat).
La disponibilità di energia consentì anche la crescita culturale, la produzione e la fruizioni di libri e la necessità di adeguare lo studio alla sempre maggiore specializzazione richiesta dall'industria, consentendo così la nascita del terziario (e la crescita del settore finanziario). Anche l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro fu facilitato dalla filosofia di ampliare in maniera progressiva ai mercati, si voleva concedere alle donne maggiore indipendenza economica, creando un target di consumatori particolarmente importante che avrebbe innescato un ulteriore crescita nell'industria.
I tempi moderni vedono anche la scomparsa della schiavitù (che giunse fino alla fine dell''800), un mezzo arcaico di avere manodopera.
Contrariamente a quello che si pensi l'utilizzo di schiavi divenne antieconomico e obsoleto con la disponibilità di manodopera a basso costo (principalmente per immigrazione o produzione in paesi con valute meno apprezzate), in quanto non occorreva più garantire il mantenimento a vita a una persona, ma se ne poteva usufruirne solo finché fosse rimasta sufficientemente produttiva.
Ovviamente le lotte per i diritti dei lavoratori negli anni hanno un po' eroso questo vantaggio, che molti hanno tentato di superare andando a sposare la produzione o cercando di favorire l'immigrazione da paesi più poveri.
Tornare all'epoca precedente alla rivoluzione industriale semplicemente non si può, soprattutto nel mondo globale.
L'evoluzione consisterà quindi in qualcosa di altro.
Anche perché il problema reale oggi sta diventando quello demografico, ovvero di una crescita superiore alle risorse disponibili.
Basti pensare alla paventata guerra dell'acqua nei paesi centrali asiatici.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Un'altra cosa che ho notato a livello mediatico è l'aumento della provocazione e del conflitto.
Credo sia dovuto alla migrazione dell'informazione dalla carta al web e soprattutto ai social network.
Anni fa chi comprava Il Giornale (che in passato fu diretto anche da Montanelli, se non ricordo male) o Repubblica o altre testate faceva una scelta consapevole, era già schierato con la linea editoriale al momento dell'acquisto e si attendeva un certo taglio del giornale che pagava.
Oggi le testate on line devono acchiappare "visite" che sono gratuite (e pagate dagli sponsor), per cui devono ricorrere alla provocazione, cercare di attrarre lettori inevitabilmente dal target eterogeneo, provocando flame infinite.
Con Facebook si arriva all'assurdo di coinvolgere persone di opposti schieramenti politici, con inevitabili contrapposizioni.
Questo ovviamente risulta produttivo per le testate e i blogger che consapevoli del meccanismo lo sollecitano con articoli mirati alla produzione di polemiche.
Nel lettore - sempre più superficiale, in quanto il tempo richiesto per l'apertura dell'articolo pubblicizzato dal titolo è conseguenza della qualità della connessione, che non è sempre ottimale in tutta Italia - spesso si limita alla lettura del solo titolo che è volutamente fuorviante.
Il risultato è di indurre non riflessioni ma reazioni emotive.
E' un grosso problema perché con i media si fanno i cittadini ed è indice di quanto rischiamo di essere manipolabili.
Il lavoro che ho fatto io, di andare a cercare vecchi articoli per un confronto, non lo fa nessuno, per esempio.
Non lo si vuole fare oppure non lo si riesce a fare?
Veramente non interessa.
Su un altro argomento io ho cercato dati ISTAT, li ho pubblicati. Mi è stato risposto "non mi interessa. È come ho detto io":eek:
 

Brunetta

Utente di lunga data

feather

Utente tardo
L'evoluzione consisterà quindi in qualcosa di altro.
Anche perché il problema reale oggi sta diventando quello demografico, ovvero di una crescita superiore alle risorse disponibili.
Basti pensare alla paventata guerra dell'acqua nei paesi centrali asiatici.
Sicuramente sarà qualcosa d'altro, anche se per alcuni aspetti simile.
Oggi c'è un accesso alla competenza impensabile anche solo pochi decenni fa. Basti pensare ai mooc o alla possibilità di diffondere notizie in tempo reale.
Ma la gente è pigra. La maggioranza delle persone vuole solo non avere rotture di coglioni e arrivare al venerdì sera o alle ferie.
Il problema dell'acqua è in realtà un problema energetico e di distribuzione e quello demografico un problema di welfare.
Il mondo è in uno stato di trasformazione molto rapida, ed è per questo un casino. Con un sacco di fattori che lavorano inseme. Ora più che mai avere informazioni attendibili è importante. C'è solo da sperare che chi è al comando la voglia di leggere e di capire ce l'abbia. Più di quelli che stanno sotto che al massimo leggono la gazzetta dello sport.
 

danny

Utente di lunga data
Sicuramente sarà qualcosa d'altro, anche se per alcuni aspetti simile.
Oggi c'è un accesso alla competenza impensabile anche solo pochi decenni fa. Basti pensare ai mooc o alla possibilità di diffondere notizie in tempo reale.
Ma la gente è pigra. La maggioranza delle persone vuole solo non avere rotture di coglioni e arrivare al venerdì sera o alle ferie.
Il problema dell'acqua è in realtà un problema energetico e di distribuzione e quello demografico un problema di welfare.
Il mondo è in uno stato di trasformazione molto rapida, ed è per questo un casino. Con un sacco di fattori che lavorano inseme. Ora più che mai avere informazioni attendibili è importante. C'è solo da sperare che chi è al comando la voglia di leggere e di capire ce l'abbia. Più di quelli che stanno sotto che al massimo leggono la gazzetta dello sport.
:up:
 
Top