Questa non è integrazione

perplesso

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Sul grassetto.... la partecipazione o meno all'unione europea non ha nulla a che vedere sulla possibilità di decidere chi accgoliere o meno.... tant'è che Francia e Spagna ( per citarne due ) hanno chiuso i porti ( anche alle ong ). Come ben puoi immaginare il prioblema è solo ed esclusivamente dipendente dall'inettitudine della classe politica che ci governa.
proprio il fatto che Francia soprattutto e Spagna possano permettersi di dire no alle navi degli schiavi, mentre si crocifigge l'Ungheria che chiede giustamente i danni per essere stata costretta a murare i propri confini meridionali dimostra ulteriormente che l'UE è dannosa oltre che inutile.

quindi molto bene hanno fatto i britannici a sbarazzarsene.
 

perplesso

Administrator
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ed oltre la Catalexit anche la Lombardia ha organizzato un referendum per il prossimo mese.... :)
vabbeh il referendum lombardo fa ancora più ridere della Catalexit. parlando di cose serie, immaginati che effetto domino avrebbe la Catalexit, se per assurdo dovesse passare.

avresti quasi immediatamente le secessioni di Euskadi,Corsica,Fiandre, forse Bretagna e Voralberg.

e lì ridiamo.
 

stany

Utente di lunga data
Sul grassetto.... la partecipazione o meno all'unione europea non ha nulla a che vedere sulla possibilità di decidere chi accgoliere o meno.... tant'è che Francia e Spagna ( per citarne due ) hanno chiuso i porti ( anche alle ong ). Come ben puoi immaginare il prioblema è solo ed esclusivamente dipendente dall'inettitudine della classe politica che ci governa.
Stiamo dicendo che viene reintrodotto il passaporto anche per i comunitari ; gli extra penso avessero difficoltà anche prima, ad entrare nell'isola!
In sostanza entreranno (come in Australia) solo figure professionali necessarie e/o qualificate.
 

brenin

Utente
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Stiamo dicendo che viene reintrodotto il passaporto anche per i comunitari ; gli extra penso avessero difficoltà anche prima, ad entrare nell'isola!
In sostanza entreranno (come in Australia) solo figure professionali necessarie e/o qualificate.
Mi scuso, mi riferivo alla libertà di scegliere su chi far entrare o meno in merito ai flussi migratori dall'Africa....
Gli inglesi potranno scegliere di far entrare chi vogliono, però alcuni di loro dovranno rendersi conto che non potranno più rifiutare lavori a loro dire " degradanti " sino ad oggi svolti da stranieri ( parte dei quali decisamente sottopagati rispetto ai british ) .... il problema è molto complesso, a parte gli isterismi ( da ambo le parti ) bisogna attendere qualche anno prima di tirare le somme . Va altresì considerato che effetto avrà la Brexit sulla City ( penso che tra un anno si potrà avere un quadro abbastanza preciso ).
 

brenin

Utente
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proprio il fatto che Francia soprattutto e Spagna possano permettersi di dire no alle navi degli schiavi, mentre si crocifigge l'Ungheria che chiede giustamente i danni per essere stata costretta a murare i propri confini meridionali dimostra ulteriormente che l'UE è dannosa oltre che inutile.

quindi molto bene hanno fatto i britannici a sbarazzarsene.
A dire il vero è presto per dire che abbiano fatto bene a sbarazzarsene, aspettiamo almeno 18 mesi ancora....
Sono tanti i problemi che potranno sorgere ( mi riferisco a livello economico/finanziario ), a cominciare da un ipotetico pareggio euro/sterlina ed al conseguente pericolo di acquisizioni estere di società inglesi ( oltre alle centinaia già effettuate negli ultimi anni, tra cui l'aeroporto di Heathrow o la società di trasporti dei famosi bus rossi londinesi, alle più prestigiose marche di whisky e così via ) che porterebbero un minor gettito fiscale nelle casse dell'erario britannico.
 

perplesso

Administrator
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A dire il vero è presto per dire che abbiano fatto bene a sbarazzarsene, aspettiamo almeno 18 mesi ancora....
Sono tanti i problemi che potranno sorgere ( mi riferisco a livello economico/finanziario ), a cominciare da un ipotetico pareggio euro/sterlina ed al conseguente pericolo di acquisizioni estere di società inglesi ( oltre alle centinaia già effettuate negli ultimi anni, tra cui l'aeroporto di Heathrow o la società di trasporti dei famosi bus rossi londinesi, alle più prestigiose marche di whisky e così via ) che porterebbero un minor gettito fiscale nelle casse dell'erario britannico.
noi siamo prigionieri dell'UE e siamo stati e siamo tuttora depredati da francesi e tedeschi. e senza diritto di reciprocità, come il caso STX dimostra.

una volta riacquisita la piena sovranità, cosa impedirebbe ai britannici di blindare le aziende dei settori strategici come difesa od energia?
 

stany

Utente di lunga data
Mi scuso, mi riferivo alla libertà di scegliere su chi far entrare o meno in merito ai flussi migratori dall'Africa....
Gli inglesi potranno scegliere di far entrare chi vogliono, però alcuni di loro dovranno rendersi conto che non potranno più rifiutare lavori a loro dire " degradanti " sino ad oggi svolti da stranieri ( parte dei quali decisamente sottopagati rispetto ai british ) .... il problema è molto complesso, a parte gli isterismi ( da ambo le parti ) bisogna attendere qualche anno prima di tirare le somme . Va altresì considerato che effetto avrà la Brexit sulla City ( penso che tra un anno si potrà avere un quadro abbastanza preciso ).
Effetto benefico sul caporalato: gli autoctoni verranno retribuiti dignitosamente per raccogliere le fragole (anche lì c'è disoccupazione). A Villa Literno nessun bianco si può (poteva) mettere in competizione con un africano nero,nella raccolta dei pomodori; non per il salario al ribasso,ma proprio per la produzione! Se vorranno gli africani o pakistani, perché più produttivi o adattabili, o stranieri che svolgano lavori disdegnati dai residenti,allora dovranno pagare il giusto (salvo le solite scappatoie). Ci sarà maggior tracciabilità e controllo del lavoro fuorilegge; che ciò incida nei conti degli operatori economici,ci sta: anche da noi la Cirio o altri produttori (e non solo al sud) sfruttano le maglie delle leggi sulle tutele del lavoro,ma noi siamo in um contesto comunitario; perdipiù,con una valuta che non controlliamo.

La finanza massonicoafiosa della city: stante che sia il centro mondiale degli affari leciti e non (camuffati), poco o nulla cambierà: anzi, diverrà a tutti gli effetti il porto franco sul cui tavolo continueranno a giocarsi le partite sporche delle democrazie rappresentative europee (parlo evidentemente di transazioni triangolate.... ecc
..e vai un poco a chiederne contezza a quelli che ,già prima levavano le castagne dal fuoco agli altri); i dazi "anche" per le merci subiranno le valutazioni adatte da parte degli attori,questo sì.Ma stiamo parlando non di prodotti,di manufatti , ma dell'immateriale,della camera di compensazione degli affari sporchi delle facce pulite. Altro che oro dei nazisti nei forzieri svizzzeri, o dei miliardi di dollari di Saddam Hussein.
Inoltre i britannici (inglesi) agiranno ancor più facilmente sulle legislazioni finanziarie,per conservare il monopolio che la city rappresenta nel genere

I soldi non hanno passaporto, le persone si!
 
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
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feather

Utente tardo
I soldi non hanno passaporto, le persone si!
Ma sono le persone che portano i soldi.
In generale credo non sia possibile avere libero scambio di merci e valuta senza il libero transito delle persone fisiche.
Il mondo non è più quello di 30 anni fa. La produzione è tutta delocalizzata altrove. Inclusa quella del cibo. Gli investimenti sono da tempo senza frontiere.
Pensare di poter sprangare le porte di casa con un economia del 2017 mi pare follia.
Concordo però che l'apertura delle frontiere è stata gestita col culo. Ma chiuderle non è la soluzione, anzi.
 

stany

Utente di lunga data
Ma sono le persone che portano i soldi.
In generale credo non sia possibile avere libero scambio di merci e valuta senza il libero transito delle persone fisiche.
Il mondo non è più quello di 30 anni fa. La produzione è tutta delocalizzata altrove. Inclusa quella del cibo. Gli investimenti sono da tempo senza frontiere.
Pensare di poter sprangare le porte di casa con un economia del 2017 mi pare follia.
Concordo però che l'apertura delle frontiere è stata gestita col culo. Ma chiuderle non è la soluzione, anzi.
I migranti economici non portano capitali....I capitali si spostano da sempre più agevolmente delle persone; almeno dall'avvento delle Repubbliche Marinare (parlando del nostro paese).I titoli a garanzia erano (come oggi) nient'altro che carta,in valore convenzionale con l'oro cui facevano riferimento (eggià
..pure allora era più facile maneggiare la carta dei lingotti del prezioso metallo).
Oggi,con l'ausilio dell'informatica (da almeno venticinque anni;ricordo ancora le telescriventi...), in piena epoca di valute dematerializzate ,virtuali, non circolanti nei tagli convenzionali come fossero valute emesse da stati sovrani, (e sto parlando di Bitcoin,per esempio), si può capire come un Soros ,o un Buffet o un Gekko (per attingere alla cinematografia), possano spostare,disporre ed investire di masse di capitali finanziari ,con un semplice click.E non hanno passaporto nemmeno quelle transazioni non limpide che avvengono ,per esempio alle Kaiman, ma anche a Vaduz o Ginevra.....
 
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brenin

Utente
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I migranti economici non portano capitali....I capitali si spostano da sempre più agevolmente delle persone; almeno dall'avvento delle Repubbliche Marinare (parlando del nostro paese).I titoli a garanzia erano (come oggi) nient'altro che carta,in valore convenzionale con l'oro cui facevano riferimento (eggià
..pure allora era più facile maneggiare la carta dei lingotti del prezioso metallo).
Oggi,con l'ausilio dell'informatica (da almeno venticinque anni;ricordo ancora le telescriventi...), in piena epoca di valute dematerializzate ,virtuali, non circolanti nei tagli convenzionali come fossero valute emesse da stati sovrani, (e sto parlando di Bitcoin,per esempio), si può capire come un Soros ,o un Buffet o un Gekko (per attingere alla cinematografia), possano spostare,disporre ed investire di masse di capitali finanziari ,con un semplice click.E non hanno passaporto nemmeno quelle transazioni non limpide che avvengono ,per esempio alle Kaiman, ma anche a Vaduz o Ginevra.....
Sul grassetto ci sarebbe da scriverne..... i personaggi che hai citato, per poter effettuare le consuete " scorribande " finanziarie hanno avuto e sempre avranno bisogno dell'appoggio " politico e finanziario " di diversi Stati sovrani... il nostro " professore " bolognese ne avrebbe da raccontare ( ad esempio su come Soros massacrò la lira qualche decennio fa grazie alla sconsiderata politica monetaria attuata da Ciampi o sulle cessione alle multinazionali estere delle aziende Iri.... ). Una considerazione finale, che non suona come giustificativo alla speculazione " selvaggia " ( e talvolta ricattatoria ) attuata dai raiders : lo fanno perchè le normative/regole/leggi in materia glielo permettono ; non vado oltre sul " perchè " glielo permettano.....:)
 

stany

Utente di lunga data
Sul grassetto ci sarebbe da scriverne..... i personaggi che hai citato, per poter effettuare le consuete " scorribande " finanziarie hanno avuto e sempre avranno bisogno dell'appoggio " politico e finanziario " di diversi Stati sovrani... il nostro " professore " bolognese ne avrebbe da raccontare ( ad esempio su come Soros massacrò la lira qualche decennio fa grazie alla sconsiderata politica monetaria attuata da Ciampi o sulle cessione alle multinazionali estere delle aziende Iri.... ). Una considerazione finale, che non suona come giustificativo alla speculazione " selvaggia " ( e talvolta ricattatoria ) attuata dai raiders : lo fanno perchè le normative/regole/leggi in materia glielo permettono ; non vado oltre sul " perchè " glielo permettano.....:)
Ho lavorato in una azienda del Gruppo Eni,che aveva rilevato quella privata in cui stavo da anni.Dopo alcuni anni venne ceduta ai francesi i quali,erano interessati esclusivamente al portafoglio clienti; dopo poco chiusero e trasferirono in Francia le lavorazioni. Lascio immaginare tutte le speculazioni avvenute nei vari passaggi aziendali.Ciò avveniva a cavallo e subito dopo il periodo di "Tangentopoli" ; tanto è vero che ritrovammo il presidente della nostra società (divenuto nel mentre vicepresidente Eni) alla sbarra sotto Di Pietro.
Ma coi francesi fu pure peggio: il presidente generale del gruppo acquisitore fu costretto a dimettersi perché "rubava" (ed era in quei tempi il manager più pagato d'Europa!).Risultato: crollo delle azioni alla borsa, licenziamento di ventimila addetti (la.malversazione del presidente era chiaramente un sintomo,non la causa).Ma,quello francese di fatto era un gruppo privato,mentre l'Eni era stata da poco privatizzata (tramite il referendum per l'abolizione delle partecipazioni statali).Il risultato ce l'abbiamo sotto gli occhi: dopo vent'anni in questo paese pochi residuali settori strategici sono ancora controllati dallo stato. E questo ha inciso sugli investimenti (un esempio è Riva che nella siderurgia ha raschiato il fondo del barile senza investire in sicurezza:vedasi Taranto) a medio lungo termine,sulla ricerca,con evidenti effetti occupazionali.Forse erano meglio i tempi dell'IRI e dell'Egam...nonostante tutto i frutti della speculazione derivante dalla commistione pubblico privato restavano sul territorio (bisognava solo renderli efficienti e molto spesso è stato fatto ma questo è un altro discorso ).La "cartolarizzazione" delle aziende pubbliche, giustificata con "l'Europa lo vuole" ,abbiamo visto dove ci ha portato: non abbiamo un settore chimico e siderurgico all'altezza degli altri "grandi" d'Europa,le aziende private
dopo aver munto lo stato per decenni hanno delocalizzato (Fiat auto
.Ma la Renault è nazionalizzata!) paradossalmente ottenendo incentivi per legge ,fino a tre anni fa....
Salvo poche eccezioni non esistono in Italia figure illuminate com'era un Mattei (per rimanere nell'ENI),ma nemmeno una tradizione ed una scuola tali per cui gli interessi nazionali non vengano sempre sottoposti agli effetti de: "Ce lo chiede l'Europa"....di questi soggetti politici dominati dal pensiero unico, trasformisti,divenuti più realisti del re!
Ripeto: ci stanno facendo rimpiangere i Moro ,i Fanfani,ma anche i Craxi......(Non certo il prof
di Bologna ,antesignano ed artefice del nuovo corso europeista).
 
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brenin

Utente
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Ho lavorato in una azienda del Gruppo Eni,che aveva rilevato quella privata in cui stavo da anni.Dopo alcuni anni venne ceduta ai francesi i quali,erano interessati esclusivamente al portafoglio clienti; dopo poco chiusero e trasferirono in Francia le lavorazioni. Lascio immaginare tutte le speculazioni avvenute nei vari passaggi aziendali.Ciò avveniva a cavallo e subito dopo il periodo di "Tangentopoli" ; tanto è vero che ritrovammo il presidente della nostra società (divenuto nel mentre vicepresidente Eni) alla sbarra sotto Di Pietro.
Ma coi francesi fu pure peggio: il presidente generale del gruppo acquisitore fu costretto a dimettersi perché "rubava" (ed era in quei tempi il manager più pagato d'Europa!).Risultato: crollo delle azioni alla borsa, licenziamento di ventimila addetti (la.malversazione del presidente era chiaramente un sintomo,non la causa).Ma,quello francese di fatto era un gruppo privato,mentre l'Eni era stata da poco privatizzata (tramite il referendum per l'abolizione delle partecipazioni statali).Il risultato ce l'abbiamo sotto gli occhi: dopo vent'anni in questo paese pochi residuali settori strategici sono ancora controllati dallo stato. E questo ha inciso sugli investimenti (un esempio è Riva che nella siderurgia ha raschiato il fondo del barile senza investire in sicurezza:vedasi Taranto) a medio lungo termine,sulla ricerca,con evidenti effetti occupazionali.Forse erano meglio i tempi dell'IRI e dell'Egam...nonostante tutto i frutti della speculazione derivante dalla commistione pubblico privato restavano sul territorio (bisognava solo renderli efficienti e molto spesso è stato fatto ma questo è un altro discorso ).La "cartolarizzazione" delle aziende pubbliche, giustificata con "l'Europa lo vuole" ,abbiamo visto dove ci ha portato: non abbiamo un settore chimico e siderurgico all'altezza degli altri "grandi" d'Europa,le aziende private
dopo aver munto lo stato per decenni hanno delocalizzato (Fiat auto
.Ma la Renault è nazionalizzata!) paradossalmente ottenendo incentivi per legge ,fino a tre anni fa....
Salvo poche eccezioni non esistono in Italia figure illuminate com'era un Mattei (per rimanere nell'ENI),ma nemmeno una tradizione ed una scuola tali per cui gli interessi nazionali non vengano sempre sottoposti agli effetti de: "Ce lo chiede l'Europa"....di questi soggetti politici dominati dal pensiero unico, trasformisti,divenuti più realisti del re!
Ripeto: ci stanno facendo rimpiangere i Moro ,i Fanfani,ma anche i Craxi......(Non certo il prof
di Bologna ,antesignano ed artefice del nuovo corso europeista).
Sul grassetto.... alla Francia non hanno chiesto niente, e da parte loro hanno l' A.P.E. ( agenzia delle partecipazioni statali ) che ha operato ed opera come vuole ( vedasi caso PSA - finanziamenti statali sotto forma di aumento capitale sociale unilaterale escludendo dall'aumento gli altri azionisti - per citarne solo uno.... od il caso Renault ove l'allora ministro Macron fece operazioni " ostili " nei confronti degli altri azionisti, la lista è lunghissima ! ).
E noi abbiamo gli Angelino, Matteo, Beppe.... :sbatti:
 

perplesso

Administrator
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diceva un saggio che fino a che i Romani hanno creduto a Romolo e Remo, hanno dominato il mondo.

quando hanno cominciato a dimenticare chi erano e a fare i cosmopoliti, sono morti.

l'Amor di Patria sarà anche da ingenui romantici, ma chi ha ancora in mente l'interesse nazionale sta vincendo la battaglia globale, chi fa le cose perchè "Ce lo chiede l'Europa" sta perdendo.
 

brenin

Utente
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diceva un saggio che fino a che i Romani hanno creduto a Romolo e Remo, hanno dominato il mondo.

quando hanno cominciato a dimenticare chi erano e a fare i cosmopoliti, sono morti.

l'Amor di Patria sarà anche da ingenui romantici, ma chi ha ancora in mente l'interesse nazionale sta vincendo la battaglia globale, chi fa le cose perchè "Ce lo chiede l'Europa" sta perdendo.
Perplesso..... da qualunque parte osservi, non c'è nessuno dei nostri politicanti che sappia cos'è l'interesse nazionale ( se dipendesse da loro, e se potessero, avrebbero già venduto la metà del patrimonio artistico nazionale ).... tieni conto che oramai " da (s)vendere " , a livello di aziende, ci è rimasta solo Alitalia..... Non abbiamo nessuno con le p.... , duro da ammettere, ma è così.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Perplesso..... da qualunque parte osservi, non c'è nessuno dei nostri politicanti che sappia cos'è l'interesse nazionale ( se dipendesse da loro, e se potessero, avrebbero già venduto la metà del patrimonio artistico nazionale ).... tieni conto che oramai " da (s)vendere " , a livello di aziende, ci è rimasta solo Alitalia..... Non abbiamo nessuno con le p.... , duro da ammettere, ma è così.
70 anni di campagna culturale antinazionale producono questi risultati. invertire la tendenza è difficilissimo anche perchè appunto mancano persone che sappiano credibilmente rivestire il ruolo.

si deve partire dal basso e riconoscere che tutto quello che è stato insegnato dalla cultura dominante va mandsato al macero.
 
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