No te lo giuro

Brunetta

Utente di lunga data
Però

[MENTION=5159]ipazia[/MENTION] [MENTION=6586]Skorpio[/MENTION] ho ceduto anch'io... telefonatevi! :mexican:
 

Brunetta

Utente di lunga data
[video=youtube;AeoEtwV3dFs]https://www.youtube.com/watch?v=AeoEtwV3dFs[/video]
 

Skorpio

Utente di lunga data
Forse ho capito un qualcosina in più

Continui a far riferimento a "cose materiali" (che siano una borsa o un pompino, uguale)...

Uso l'esempio del sorriso.

G. mi chiede un sorriso. Non mi sta chiedendo un sorriso. Non mi sta chiedendo di sorridergli. Non semplicemente.

Non semplicemente perchè (ricordi il contesto in cui inserivo il gioco?) siamo in relazione.

Quindi quel sorriso non è semplicemente il gesto del mostrare il volto in una espressione che esprime un qualcosa che lui ha già deciso a priori.

Quel sorriso che chiede è in realtà un offrirmi il ricordo di tutta la storia dei miei sorrisi, un offrirmi, attraverso il suo ricordo che si carnifica nel mio, la sua presenza nella storia e un offrirmi la possibilità di scrivere ancora qualche parola di quella storia.

Mi spiego?

Lui chiede, ma non sta chiedendo di dare. Sta offrendo la sua visione, la sua presenza, il suo calore, la sua vicinanza.

E lo stesso vale per me. Nelle risposte che do a lui e nelle richieste che faccio a lui.

Il contenuto a quel punto lo stiamo creando insieme. Unendo i rispettivi contenuti.

Io chiedo un abbraccio. Mica mi perdo, a questo punto a chiedermi se è un abbraccio vero o falso, se è condizionato dalla mia richiesta o chissà che altro. Io lo so che l'abbraccio è vero, perchè do per scontato il fatto che se mi abbraccia io sento quel che la mia offerta (sotto forma di richiesta) ha attivato anche in lui.

E quello che attiva non è l'abbraccio e bon.

E' la storia che abbiamo co-costruito che ci ha portati fino al momento in cui io chiedo (e offro) presenza.
E contemporaneamente offro il gradino per creare ulteriormente insieme.



Se poi penso alle sperimentazioni di pratiche sessuali, pratiche che non sono fine a se stesse ma che sono portali per altre dimensioni...senza parole, senza richieste, senza offerte, senza esplicitazione...sono praticamente impossibili.
O comunque destinate a relegarsi in una ripetizione del conosciuto.

Probabilmente un altro, che come me lo dipingi tu, è una sorta di vaso in cui incastrare i miei desideri non mi appaga a sufficienza. Sul lungo periodo.
Io non cerco me nell'altro. Io cerco l'altro. Voglio vedere l'altro. Voglio i suoi NO. (che sono i suoi limiti) E voglio i suoi SI'. Che sono poi la sua disponibilità ad attraversare i limiti. Reciprocamente.

Se l'altro tace parlo da sola. E io desidero incontrare l'altro. Invece. Apertamente e in campo aperto.

E il semplice calore, vicinanza, non mi bastano. Soddisfano bisogni primari, per me.
Ma io non ho semplicemente bisogni primari di attaccamento.

Ovviamente faccio continuamente riferimento ad una relazione che ha una progettualità ed una intenzione di evoluzione.

E non ad una relazione circoscritta.
Ti spieghi molto bene..
E ci sono molte più assonanze, con questo post :)

Ma anche io "chiedo" un sorriso.
Nel senso di "quel che ci sta dietro al sorriso"

Ma non uso la forma verbale, tipo: me lo fai un sorriso?

La forma verbale la uso se ti chiedo il cacciavite mentre sto montando la cassettiera in camera
E ti ci tiro anche dei moccoli, se non me lo passi al volo :rotfl:

La forma verbale la uso per le cose MATERIALI

Se chiedo cose materiali.

Non confondo i piani, o per meglio dire, per me sarebbe confondere i piani, usare una modalità di richiesta verbale del tipo: mi passi il cacciavite? Me lo fai un sorriso, mi prendo il trapano? Me lo fai un pompino??

Sarebbero tutte richieste materiali

E se io adesso avessi voglia di ricevere un pompino, la richiesta sarebbe quella: qualcuna qui mi fa un pompino entro le 20? Viaggio nel raggio di 150 km!

Un sorriso (con quel che ci sta dietro, io non lo chiedo così..

Lo chiedo avvicinandomi.. sorridendoti.. prendendoti le mani, guardandoti....

Non con un "ehi.. su..mi fai un sorriso??"
 
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mistral

Utente di lunga data
Ti credo. :)
Non è minimamente in discussione il crederti o meno.

Semmai credo che ci sia un qualche nodo lì dietro.
Una zona di confort tua.

E le zone di confort tendo a metterle sempre in discussione.

Semplicemente continuare quel botta e risposta mi stava iniziando a sembrare improduttivo...come se dietro ci fosse un qualche desiderio di convincere di un qualcosa.

E allora preferisco dirti che non capisco, chiedere spiegazioni e ascoltare.

Non so se mi spiego :)
Tu hai descritto cosa vedo e sento qui ogni giorno pur essendo lontana fisicamente da qui,forse pur sembrando opposte siamo simili.
Delle leonesse massacrate dalla loro stessa forza,fino a che non si impara che anche la debolezza è potente.
Mio marito non mi aveva mai vista così schiantata ,vulnerabile ,debole e ferita a morte.
Per lui è stato terribile vedermi così,il pilastro che si sgretolava (non sono arcigna affatto,sono anche dolce e protettiva ma penso sempre che domani sia un altro giorno e tiro avanti la carretta sotto al sole o la pioggia con pazienza ),in questo caso mi sono schiantata,accovacciata a terra mentre il mio avatar appariva come sempre per far stare tranquilli coloro che meritavano di starne fuori, ma lui sapeva cosa c'era dentro quell'avatar,gli è mancata la terra sotto i piedi ,fare i conti con la consapevolezza di esserne lui la causa so che lo ha devastato.
Il regalo più grande che potessi fargli era quello di non negargli la possibilità di cercare di rimediare ,per lui e per me.
Lui di quel regalo ne ha avuto cura come fosse di cristallo,quel regalo ero io rotta e fragile che lasciandolo incredulo mi affidavo a lui .Si è sentito investito di una immensa responsabilità l'ha accettata e l'ha mantenuta anche nei momenti in cui ho fatto di tutto fargli rompere il cristallo.Ero certa sarebbe scappato perché lui il timone non lo aveva mai voluto prendere al posto mio.
Entrambi abbiamo visto l'altro come mai si era mostrato ,io debole e lui con la sua debolezza messa in secondo piano ,tirando fuori tutta la forza di cui fosse capace.
Comunque grazie,a volte è frustrante leggere deduzioni che ci sono estranee,quando qualcuno sente ciò che senti tu è una carezza.Mi stavo convincendo di stare con lui per fargli inconsciamente del male mentre io credevo il contrario.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Io però penso che la spontaneità sia un impegno.

Prima di tutto con se stessi. E poi, di conseguenza, con l'altro.

In particolare nei rapporti di coppia.

Passata la fase di innamoramento, o ci si mette a costruire spontaneità, attraverso anche la condivisione, o non penso si possa co-costruire una relazione chiara.

Ovviamente questo comporta più che guardare l'altro, un guardare se stessi. E fermarsi ogni volta che scatta per esempio l'impulso al non ferire. Che mette poi in condizione di fare passi indietro con se stessi che sul lungo periodo non possono che portare a muri e distanze.

Non so...dopo l'esperienza col mio ex...prima di essere spontanea, mi ascolto.

E ascoltandomi mi sono resa conto che tante reazioni che io ritenevo spontanee non sono altro che ripetizione di meccanismi più o meno antichi consolidati in me.

Sono più spontanea ora che sono meno spontanea, per la verità.

Intendendo per spontaneità l'uso della mia volontà nell'espressione di una me autentica.

A prescindere dall'altro. L'altro viene dopo.
E resta se cammina con me.

Se così non fosse, camminerei sola in ogni caso...solo facendo finta di essere in due...e sarebbe un essere fondamentalmente schiava delle circostanze.
capisco quello che dici, io negli ultimi tempi spesso esordisco "non ti offendere....." e proseguo col mio pensiero o agire.
Questo proprio perché ho compreso che essere me stessa implica impegno sia nel mio agire sia nel ricevere il mio Da parte dell'altro.
Mi viene spesso detto dici "scusa" poi spari quel che pensi o fai quel che vuoi..
Soprattutto cerco di stare bene io. Non è egoismo e piacere di stare con me stessa. Alcune volte, proprio perché non sono sola, mi adeguo ma molto meno rispetto a prima.
Qualche piccolo risultato positivo sta venendo fuori. Ma dal mio punto di vista, non sono certa da parte degli altri:rolleyes:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tu hai descritto cosa vedo e sento qui ogni giorno pur essendo lontana fisicamente da qui,forse pur sembrando opposte siamo simili.
Delle leonesse massacrate dalla loro stessa forza,fino a che non si impara che anche la debolezza è potente.
Mio marito non mi aveva mai vista così schiantata ,vulnerabile ,debole e ferita a morte.
Per lui è stato terribile vedermi così,il pilastro che si sgretolava (non sono arcigna affatto,sono anche dolce e protettiva ma penso sempre che domani sia un altro giorno e tiro avanti la carretta sotto al sole o la pioggia con pazienza ),in questo caso mi sono schiantata,accovacciata a terra mentre il mio avatar appariva come sempre per far stare tranquilli coloro che meritavano di starne fuori, ma lui sapeva cosa c'era dentro quell'avatar,gli è mancata la terra sotto i piedi ,fare i conti con la consapevolezza di esserne lui la causa so che lo ha devastato.
Il regalo più grande che potessi fargli era quello di non negargli la possibilità di cercare di rimediare ,per lui e per me.
Lui di quel regalo ne ha avuto cura come fosse di cristallo,quel regalo ero io rotta e fragile che lasciandolo incredulo mi affidavo a lui .Si è sentito investito di una immensa responsabilità l'ha accettata e l'ha mantenuta anche nei momenti in cui ho fatto di tutto fargli rompere il cristallo.Ero certa sarebbe scappato perché lui il timone non lo aveva mai voluto prendere al posto mio.
Entrambi abbiamo visto l'altro come mai si era mostrato ,io debole e lui con la sua debolezza messa in secondo piano ,tirando fuori tutta la forza di cui fosse capace.
Comunque grazie,a volte è frustrante leggere deduzioni che ci sono estranee,quando qualcuno sente ciò che senti tu è una carezza.Mi stavo convincendo di stare con lui per fargli inconsciamente del male mentre io credevo il contrario.
Io credo che, al netto di tutta la vostra storia, il grassetto sia un fulcro importante, per te.

E lo riconosco...divoratrice e divorata...è uno dei paradossi delle leonesse, e io mi ci dibatto spesso in quel paradosso (per la gioia di G. :D) :)

Se posso permettermi...elimina lei dalle valutazioni.

E' un fantasma ingombrante...

So che non è un paragone calzante...eppure mi scatta, a volte...io ho iniziato a liberarmi dal carico della violenza (che era poi essermi trovata contro la mia volontà a recitare la parte di vittima) quando ho smesso di vedere a lui nella violenza (e per me non era un individuo...avevo fatto una sorta di scambio fra me e lui nella mia testa, effetti del setaccio mal usato:D) e ho iniziato a guardare me.
E ad uscire dall'idea che potessi essere raccolta in semplici dicotomie (forte/debole; potente/impotente; vittima/carnefice, etc etc )

La conseguenza è stata iniziare a considerarmi Donna, nelle infinite sfaccettature che mi compongono come Femmina.
In primis come Colei a cui fare doni non solo è cosa scontata, ma dovuta.
E non perchè li attendo e se non me li si fa mi arrabbio.

Ma perchè è quello che sono. E quello di cui ho bisogno. :)
 
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Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Tu hai descritto cosa vedo e sento qui ogni giorno pur essendo lontana fisicamente da qui,forse pur sembrando opposte siamo simili.
Delle leonesse massacrate dalla loro stessa forza,fino a che non si impara che anche la debolezza è potente.
Mio marito non mi aveva mai vista così schiantata ,vulnerabile ,debole e ferita a morte.
Per lui è stato terribile vedermi così,il pilastro che si sgretolava (non sono arcigna affatto,sono anche dolce e protettiva ma penso sempre che domani sia un altro giorno e tiro avanti la carretta sotto al sole o la pioggia con pazienza ),in questo caso mi sono schiantata,accovacciata a terra mentre il mio avatar appariva come sempre per far stare tranquilli coloro che meritavano di starne fuori, ma lui sapeva cosa c'era dentro quell'avatar,gli è mancata la terra sotto i piedi ,fare i conti con la consapevolezza di esserne lui la causa so che lo ha devastato.
Il regalo più grande che potessi fargli era quello di non negargli la possibilità di cercare di rimediare ,per lui e per me.
Lui di quel regalo ne ha avuto cura come fosse di cristallo,quel regalo ero io rotta e fragile che lasciandolo incredulo mi affidavo a lui .Si è sentito investito di una immensa responsabilità l'ha accettata e l'ha mantenuta anche nei momenti in cui ho fatto di tutto fargli rompere il cristallo.Ero certa sarebbe scappato perché lui il timone non lo aveva mai voluto prendere al posto mio.
Entrambi abbiamo visto l'altro come mai si era mostrato ,io debole e lui con la sua debolezza messa in secondo piano ,tirando fuori tutta la forza di cui fosse capace.
Comunque grazie,a volte è frustrante leggere deduzioni che ci sono estranee,quando qualcuno sente ciò che senti tu è una carezza.Mi stavo convincendo di stare con lui per fargli inconsciamente del male mentre io credevo il contrario.
A me era chiaro che fosse il contrario
Per questo non me lo spiego
E soprattutto, e questa è la mia sensazione quindi può essere sbagliata, mi sembra che non faccia il tuo di bene
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
capisco quello che dici, io negli ultimi tempi spesso esordisco "non ti offendere....." e proseguo col mio pensiero o agire.
Questo proprio perché ho compreso che essere me stessa implica impegno sia nel mio agire sia nel ricevere il mio Da parte dell'altro.
Mi viene spesso detto dici "scusa" poi spari quel che pensi o fai quel che vuoi..
Soprattutto cerco di stare bene io. Non è egoismo e piacere di stare con me stessa. Alcune volte, proprio perché non sono sola, mi adeguo ma molto meno rispetto a prima.
Qualche piccolo risultato positivo sta venendo fuori. Ma dal mio punto di vista, non sono certa da parte degli altri:rolleyes:
Ma se si offendono...la tua intenzione è offendere?

Essere te è una offesa?

Trovo più offensivo avere a che fare con qualcuno che compiace per i più disparati motivi, che avere a che fare con qualcuno che, a costo di essere anche offensivo, non lesina nella chiarezza.

Che poi non sempre la chiarezza sia piacevole...beh...è una esperienza comune a tutto il genere umano, secondo me :)

E se per te è importante chiedere scusa prima...beh, fallo. Ma non è dovuto. Se non per te stessa.

Se poi suoi tuoi comportamenti c'è da ridire, non penso ci siano problemi.
Ma penso ci sia una gran differenza fra una critica offerta con l'intenzione di dare spunti di riflessione e una critica lanciata sul tavolo che implica una richiesta di cambiamento.

E penso che quella differenza sia una delle direttrici riguardo il decidere chi tenere vicino e chi no.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ti spieghi molto bene..
E ci sono molte più assonanze, con questo post :)

Ma anche io "chiedo" un sorriso.
Nel senso di "quel che ci sta dietro al sorriso"

Ma non uso la forma verbale, tipo: me lo fai un sorriso?

La forma verbale la uso se ti chiedo il cacciavite mentre sto montando la cassettiera in camera
E ti ci tiro anche dei moccoli, se non me lo passi al volo :rotfl:

La forma verbale la uso per le cose MATERIALI

Se chiedo cose materiali.

Non confondo i piani, o per meglio dire, per me sarebbe confondere i piani, usare una modalità di richiesta verbale del tipo: mi passi il cacciavite? Me lo fai un sorriso, mi prendo il trapano? Me lo fai un pompino??

Sarebbero tutte richieste materiali

E se io adesso avessi voglia di ricevere un pompino, la richiesta sarebbe quella: qualcuna qui mi fa un pompino entro le 20? Viaggio nel raggio di 150 km!

Un sorriso (con quel che ci sta dietro, io non lo chiedo così..

Lo chiedo avvicinandomi.. sorridendoti.. prendendoti le mani, guardandoti....

Non con un "ehi.. su..mi fai un sorriso??"
Ma sei rigido eh!!!!!

Non è che le parole trasformano l'immateriale in materiale...non sei mica un mago o un sacerdote degli antichi misteri :rolleyes::D

I gesti sono solo un codice. Paro paro ai segni fonetici.
Non c'è differenza.

Sono solo codici.

Il grassetto è un chiedere...non è che se lo fai in silenzio non chiedi.

Chiedi in un altro codice.

Eliminando le parole, però, secondo me, togli ricchezza.

Come lo scritto senza il non verbale e il paraverbale toglie almeno l'80% di comunicazione qui sul forum.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Ma sei rigido eh!!!!!

Non è che le parole trasformano l'immateriale in materiale...non sei mica un mago o un sacerdote degli antichi misteri :rolleyes::D

I gesti sono solo un codice. Paro paro ai segni fonetici.
Non c'è differenza.

Sono solo codici.

Il grassetto è un chiedere...non è che se lo fai in silenzio non chiedi.

Chiedi in un altro codice.

Eliminando le parole, però, secondo me, togli ricchezza.

Come lo scritto senza il non verbale e il paraverbale toglie almeno l'80% di comunicazione qui sul forum.
oh l'ho detto due capitoli fa che è stile neonato!
Non c'è neanche niente di male, secondo me. Ognuno usa il canale e il codice comunicativo che preferisce.
 

mistral

Utente di lunga data
Io credo che, al netto di tutta la vostra storia, il grassetto sia un fulcro importante, per te.

E lo riconosco...divoratrice e divorata...è uno dei paradossi delle leonesse, e io mi ci dibatto spesso in quel paradosso (per la gioia di G. :D) :)

Se posso permettermi...elimina lei dalle valutazioni.

E' un fantasma ingombrante...

So che non è un paragone calzante...eppure mi scatta, a volte...io ho iniziato a liberarmi dal carico della violenza (che era poi essermi trovata contro la mia volontà a recitare la parte di vittima) quando ho smesso di vedere a lui nella violenza (e per me non era un individuo...avevo fatto una sorta di scambio fra me e lui nella mia testa, effetti del setaccio mal usato:D) e ho iniziato a guardare me.
E ad uscire dall'idea che potessi essere raccolta in semplici dicotomie (forte/debole; potente/impotente; vittima/carnefice, etc etc )

La conseguenza è stata iniziare a considerarmi Donna, nelle infinite sfaccettature che mi compongono come Femmina.
In primis come Colei a cui fare doni non solo è cosa scontata, ma dovuta.
E non perchè li attendo e se non me li si fa mi arrabbio.

Ma perchè è quello che sono. E quello di cui ho bisogno. :)
heemmm....dov'è il grassetto ?:carneval:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Mica nessuno con il dono della sintesi è in grado di riepilogare il discorso tra Scorpio è Ipazia? Collegandosi una volta al giorno da cellulare uno si perde i pezzi...
Grazie anticipatamente alle anime pie
 
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