Il Dottore delle Fiabe

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
a me ha messi tristezza. Le favole, il loro raccontare di cose semplici in apparenza. Ti aspetti un vissero felici e contenti , ma non è così ....
Ognuno cerca il suo tornaconto.
Il vissero felici e contenti è sempre all'inizio del cambiamento :)

E in ogni caso, nelle fiabe originali, il vissero felici e contenti non era la conclusione, proprio perchè le fiabe vivono nell'indeterminato, sospese nel tempo e nello spazio e, come dici, raramente parlano di cose semplici, oltre l'apparenza

O. Wilde diceva che una rosa rossa non è egoista perchè vuol essere una rosa rossa, è egoista quando vuole che tutte le rose del giardino siano rosse

Il tornaconto è indispensabile alla sopravvivenza e al nutrimento della motivazione...basta non fingere che non lo sia o che non esista, secondo me :)

In sintesi, le aspettative, se non sono riconosciute come tali e quindi appartenenti ad una dimensione diversa dalla concretezza, si trasformano in inculate autoinflitte :D

EDIT: mi fa ridere il dissacrare quel "e vissero felici e contenti", c'era anche la canzoncina, e fin da bambina mi metteva i brividi...ma stile racconto horror..era una musichetta inquietante!!
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
https://www.youtube.com/watch?v=ON4ILGR4PX0

mi faceva paurissima!!

l'idea di non poter più uscire dalle fiabe :scared::scared:..sembrava la minaccia della strega che vuol mettere hansel e gretel nel forno e li imbroglia col marzapane (che mi nausea solo all'odore fra l'altro!)
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
https://www.youtube.com/watch?v=ON4ILGR4PX0

mi faceva paurissima!!

l'idea di non poter più uscire dalle fiabe :scared::scared:..sembrava la minaccia della strega che vuol mettere hansel e gretel nel forno e li imbroglia col marzapane (che mi nausea solo all'odore fra l'altro!)
la prendevi troppo seriamente:), ti angosciava. La ricordo, ma le favole che ascoltavo io ero quelle di mia nonna, non di principi e principesse. Se le inventava ed erano più per consolarmi. Diverse da quelle che ho raccontato ai miei figli.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
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Il tornaconto è indispensabile alla sopravvivenza e al nutrimento della motivazione...basta non fingere che non lo sia o che non esista, secondo me :)

!
non è 1questione di non fingere, non si può vedere tutto nell'ottica di interessi , tornaconto che dir si voglia. In determinate circostanze se dovessi vivere con questa prospettiva non mi fiderei di nessuno.
Le inculate si prendono in questo contesto, ma ci stanno.
Spesso si finge di non vedere, per dare/avere una possibilità in più. Alcune volte la controparte capisce la buona fede e cambia atteggiamento, altre , interessato era e interessato rimane.


Una signora che conosco dice sempre delle coppie che si stanno per sposare "vissero felici e contenti finché divorzio non li separi" sostiene di essersi aggiornata:D
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

non è 1questione di non fingere, non si può vedere tutto nell'ottica di interessi , tornaconto che dir si voglia. In determinate circostanze se dovessi vivere con questa prospettiva non mi fiderei di nessuno.
Io penso che un tornaconto ci sia sempre, a vari livelli, anche non superficiali.

Avere "l'onore" di raccogliere la pallina, nella fiaba pubblicata, risponde al tornaconto di "sentirsi utile" per chi la raccoglie.

E non è una cosa brutta, ma nemmeno bella, in una prospettiva assolutamente neutrale.
È un bisogno.

Se poi questo "sentirsi utile" lo spalmi nel tempo, il bisogno cambia forma e diventa il "sentirsi importante" , che alla fin fine è una potentissima forma di controllo sull'altro, fino alla estrema dinamica del "non puoi più fare a meno di me" (finalmente sono il Principe, e sono indispensabile x la principessa)

Sono contesti "parlanti" in special modo quando la pallina te la vai a raccogliere da sola, perché il rospo non ti accompagnerà mai con un sorriso, e lì capisci .....
 
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danny

Utente di lunga data
Boh!!
Ho una certezza.
Il ranocchio dopo 21 notti con la principessa,FORSE sarebbe riuscito a diventare un principe agli occhi della regal donzella FORSE....
SICURAMENTE,dopo 21 notti e altrettanti risvegli con la nobil pulzella,non l'avrebbe più vista così principessa......
Io già alla richiesta di recupero della pallina ho pensato:
"... la solita stronza".
Mi farà recuperare la pallina, poi se ne andrà.
 
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danny

Utente di lunga data
non è 1questione di non fingere, non si può vedere tutto nell'ottica di interessi , tornaconto che dir si voglia. In determinate circostanze se dovessi vivere con questa prospettiva non mi fiderei di nessuno.
Le inculate si prendono in questo contesto, ma ci stanno.

Spesso si finge di non vedere, per dare/avere una possibilità in più. Alcune volte la controparte capisce la buona fede e cambia atteggiamento, altre , interessato era e interessato rimane.


Una signora che conosco dice sempre delle coppie che si stanno per sposare "vissero felici e contenti finché divorzio non li separi" sostiene di essersi aggiornata:D

Sì.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Massimo Cavezzali

9 giugno alle ore 5:00 ·



“E così…la Principessa non doveva solo baciarla…”
Dissi.
Il Ranocchio si agitò sulla sedia.
“No Dottore, doveva baciarmi e poi dormire insieme a me , nel letto, per 21 notti…”
“Non bastava un bacio per trasformarla in Principe?”
Scosse la testa.
“No!”
“Eppure ho letto che…”
“No. Ha letto fiabe semplificate, dottore…fiabe tranquillizzanti…”

Sospirai.
Veramente avevo letto tante versioni. Non solo quelle tranquillizzanti. Ma mi sembrò inutile dirglielo.

“Mi guardi…” disse “ Sono brutto. Anzi…diciamo che sono un ranocchio come tanti. Ma la principessa aveva accettato lo scambio. Un bacio, e in cambio io avrei recuperato la sua pallina d’oro, che era caduta nel pozzo. Che lei stupidamente aveva fatto cadere…io riparavo al suo errore, lei mi faceva diventare Principe, questo era lo scambio…”
“Quindi…si è sentito tradito dalla Principessa…”
“Si…mi ha fatto credere di essere importante per lei…ma solo finchè non ho recuperato la sua pallina d’oro…che era la cosa che le interessava veramente…”

Sospirai dentro di me.
Pensai di quante palline d’oro avevo visto nella mia vita…di quanto bisogno di recuperarle…di quante…

“Lei era bella…” disse il ranocchio “Io brutto. Ma se avesse passato quelle 21 notti con me, mi avrebbe visto bello…”

Sistemai i fogli che avevo davanti e dove avevo preso qualche appunto. Resistendo alla tentazione di buttarli nel cestino.

“E così…lei ha pensato che in fondo era solo questione di tempo. E poi, notte dopo notte, la principessa si sarebbe abituata a lei e l’avrebbe accettata…anzi l'avrebbe trovata affascinante...”
“Si. Il tempo, la mia insistenza e il mio amore, dottore”

Avevo sentito quelle parole centinaia di volte. Da ranocchi fiduciosi che grazie a quelle notti che avrebbero passato con le loro principesse, tutto sarebbe andato bene. Ricompense in cambio di ricompense.

“E…cosa successe dopo?’” chiesi
“Mi buttò via…mi scaraventò fuori dalla sua vita…non aspettò che diventassi principe…non ebbe pazienza…”

Promesse, promesse, promesse…
Scambi inutile…da tutte e due le parti…
Illusioni…

Avevo voglia di fumare. E quando avevo voglia di fumare e non potevo farlo diventavo cattivo.

“Beh…alla fine è tutto semplice…banale direi...la principessa voleva la pallina d’oro, non esattamente lei…e lei, dalla sua parte, aveva solo l’ipotesi di poter diventare un principe, grazie alla principessa…in realtà eravate tutti e due quello che eravate"
Fece un balzo sulla sedia.
“Io sono un principe!” urlò “Avevo solo bisogno di essere scoperto! Avevo bisogno di una Pincipessa che mi apprezzasse, che mi stimasse, che capisse che dentro ero un Principe…”
“Aveva bisogno di essere liberato?”
Mi guardò di traverso.
“M spiace” dissi “ Non la posso aiutare”
Saltò dalla sedia.
“Dottore delle Fiabe” sibilò, infuriato “Così c’è scritto sulla targa di ottone fuori dalla sua porta! Lei non è un dottore delle Fiabe!”

“Lo sono” dissi, con voce piatta “ Ma questa che mi ha raccontato non è una fiaba. E’ una realtà banale. L’ho sentita mille volte!”

Se ne andò sbattendo la porta.

Ranocchio di merda, pensai.
Mi accesi una sigaretta.
Guardai fuori dalla finestra.
Cercai di scacciare la noia.

Questa e' quanto di più lontano possa esserci da una fiaba. E' una favola, con tanto di morale più che concreta. Non mi stupisce che il dottore non possa in qualche misura "correggerla". Ciascuno cerca il proprio, e se quel proprio non e' nell'altro, ma si esaurisce attraverso l'altro, l'arricchimento (quando c'è) consiste in qualcosa che si è perso ma che nulla aggiunge rispetto a quello che si aveva (la pallina) oppure non esiste (il principe). Perché tutto e' un po' un do ut des, il discrimine sta nella proiezione che ci facciamo in ordine alla contropartita. Spesso si spera in cio' che non può essere. La principessa poteva riavere quella pallina. Il ranocchio non avrebbe potuto essere principe. Nessuno trasmette all'altro qualità per "infusione". Caso mai insegna. Il ranocchio però non vuole ascoltare :)
 

danny

Utente di lunga data
Sono sicuro che a mia figlia questo racconto non piacerebbe.
E' totalmente privo di incanto. E' la visione di un adulto che crede di essere stato ingannato da bambino e si difende come crede meglio dagli adulti che ritiene responsabili di quegli inganni infantili.
Mia figlia mi risponderebbe "Ma povero ranocchio. Poteva diventare principe, perché non provare a ascoltarlo?".
E' una visione che ha ancora fiducia negli altri, nell'umanità.
Non è positivo essere sempre disincantati su tutto, è alienarsi le possibilità di provare a essere diversi, cercando sempre la strada dove si è maggiormente difendibili ed evitando quelle in cui potremmo anche diventare altro.
Io 21 notti al ranocchio le avrei anche concesse.
Magari diventava principe, magari scoprivo che possono piacermi anche i ranocchi.
Chi può dirlo prima?
 
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Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Io penso che un tornaconto ci sia sempre, a vari livelli, anche non superficiali.

Avere "l'onore" di raccogliere la pallina, nella fiaba pubblicata, risponde al tornaconto di "sentirsi utile" per chi la raccoglie.

E non è una cosa brutta, ma nemmeno bella, in una prospettiva assolutamente neutrale.
È un bisogno.

Se poi questo "sentirsi utile" lo spalmi nel tempo, il bisogno cambia forma e diventa il "sentirsi importante" , che alla fin fine è una potentissima forma di controllo sull'altro, fino alla estrema dinamica del "non puoi più fare a meno di me" (finalmente sono il Principe, e sono indispensabile x la principessa)

Sono contesti "parlanti" in special modo quando la pallina te la vai a raccogliere da sola, perché il rospo non ti accompagnerà mai con un sorriso, e lì capisci .....
indipendentemente dalla pallina del tornaconto. La principessa dovrebbe dormire col rospo per 21 notti, accettare di passare del tempo col rospo per accettarne la parte peggiore. Vedere oltre il tornaconto. Se fossero riusciti a passare quelle notti avrebbero visto oltre le necessità materiali. Avrebbero visto il bello dentro.
 

danny

Utente di lunga data
indipendentemente dalla pallina del tornaconto. La principessa dovrebbe dormire col rospo per 21 notti, accettare di passare del tempo col rospo per accettarne la parte peggiore. Vedere oltre il tornaconto. Se fossero riusciti a passare quelle notti avrebbero visto oltre le necessità materiali. Avrebbero visto il bello dentro.
Quoto.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Sono sicuro che a mia figlia questo racconto non piacerebbe.
E' totalmente privo di incanto. E' la visione di un adulto che crede di essere stato ingannato da bambino e si difende come crede meglio dagli adulti che ritiene responsabili di quegli inganni infantili.
Mia figlia mi risponderebbe "Ma povero ranocchio. Poteva diventare principe, perché non provare a ascoltarlo?".
E' una visione che ha ancora fiducia negli altri, nell'umanità.
Non è positivo essere sempre disincantati su tutto, è alienarsi le possibilità di provare a essere diversi, cercando sempre la strada dove si è maggiormente difendibili ed evitando quelle in cui potremmo anche diventare altro.
Io 21 notti al ranocchio le avrei anche concesse.
Magari diventava principe, magari scoprivo che possono piacermi anche i ranocchi.
Chi può dirlo prima?
e oggi mi sono presa anche della bambina:) (indirettamente certo)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

indipendentemente dalla pallina del tornaconto. La principessa dovrebbe dormire col rospo per 21 notti, accettare di passare del tempo col rospo per accettarne la parte peggiore. Vedere oltre il tornaconto. Se fossero riusciti a passare quelle notti avrebbero visto oltre le necessità materiali. Avrebbero visto il bello dentro.
Dov'è il "bello" in un rospo che vuol solo renderti schiava del suo servirti, e come ti servi da sola storce la bocca e ti sputa veleno?
 

danny

Utente di lunga data
Dov'è il "bello" in un rospo che vuol solo renderti schiava del suo servirti, e come ti servi da sola storce la bocca e ti sputa veleno?
Un rospo è un rospo.
Mica si è presentato travestito da principe.
:carneval:
E rospo è rimasto e tale rimarrà, perché nessuno crede possa essere altro.
Sarà utopico, ma a me piacerebbe vedere se veramente può trasformarsi in principe.
Se non lo fa, però, lo butto nella fogna.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Un rospo è un rospo.
Mica si è presentato travestito da principe.
:carneval:
E rospo è rimasto e tale rimarrà, perché nessuno crede possa essere altro.
Sarà utopico, ma a me piacerebbe vedere se veramente può trasformarsi in principe.
Se non lo fa, però, lo butto nella fogna.
Certo che può trasformarsi in principe, anche perché i rospi non parlano e meno che meno aspirano a diventare principi:carneval:
Quella originale è una fiaba, non una favola, perché non propone una morale, ma ha un valore simbolico.
Naturalmente invece la riscrittura esplicita dei significati che non sono quelli simbolici e la trasforma in una favola, per questo fa ridere.
 
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