la decisione giusta si prende nei 10 minuti successivi alla scoperta. Il cervello elabora e stabilisce se un recupero è possibile oppure no. La risposta è quasi sempre no. Poi subentra il calcolo, il ragionamento sulle ipotetiche conseguenze, la perdita dei figli, della casa e di tutta la vita precedente. A quel punto scatta la compensazione, o la mediazione, la ricerca del male minore, la consapevolezza di agire (a volte) in una situazione di vantaggio psicologico, cosa che potrebbe facilitare la convivenza. Che potrebbe addolcire l'amarezza che pervade il tradito. Ma attenzione.....non stiamo più parlando di decisione più giusta per se stessi, ma solo più conveniente. Sono due cose spesso diverse. Sono compromessi.
In dieci minuti non riesci nemmeno a capire chi sei, pensa se riesci a fare una valutazione normale. Il cervello non elabora niente... è puro istinto. Morsa alla stomaco e incapacità di pensare.
Almeno per me è stato così, quindi non ne farei proprio un discorso generale.
Io credo che non ci sia uno solo motivo per rimanere, e non si tratta nemmeno di calcolo a tavolino, non è che fai due + due e ti dà la formula segreta.
C'è paura, confusione, rabbia, dolore, responsabilità, incertezza, amore, condivisione, malinconia, rimpianti... è tutto meno che calcolo. Hai un insieme così vasto di sentimenti che non riesci nemmeno a individuarli tutti e calcolare è l'ultima delle cose che puoi fare.
Poi ci sono dei giorni e dei momenti in cui è la rabbia che fa da padrona e lo insulti e gli vomiti contro e altre in cui ti chiede perdono e ti sembra di ritrovare la persona che conoscevi...
Non devi fare compromessi con lui/lei ma devi farli con te stesso/a e con tutti quei sentimenti che ti confondono.
Qual'è la decisione giusta per se stessi?! Se si hanno tutti questi sentimenti confusi come fai a sapere cosa è meglio per te?