Segreto rivelato

danny

Utente di lunga data
Ma volevi postare nel 3d sesso in regola? :confused:

In ogni caso....è gravissimo esporre il culo, la figa e il cazzo!!
Punto.

E pentiti! scostumato :papa:

No, volevo dire che avere dei "punti fermi" è indispensabile.
Scrivere su un forum o mandare foto di modelli nudi su Whatsapp non può essere equiparabile a una relazione extra affettiva e sessuale tenuta nascosta.
Esattamente come prendere il sole nudi su una spiaggia isolata non è come fare una gang bang a Cesenatico.
Sembra assurdo, eppure lo hanno fatto.
Una scala di valori è necessaria, lo ripeto anch'io.
Anche solo per non banalizzare la gang bang, che se mi diventa uguale a fare pipì in un vicolo mi sembra decisamente meno evocativa...:carneval:
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io non ho detto che penso che tutto sia x me tradimento..

Sostanzialmente la penso esattamente come Ipazia, circa il tradimento

Solo che lei è (attualmente) brava e non tradisce, e io invece sono probabilmente uno stronzo, poiché tradisco :)
Più che altro ho deciso che ne ho due coglioni così di giudicarmi per quella che sono. Quindi mi espongo tutta intera.

A costo di perdere tutto.

Mi è andata di culo, per adesso, ad aver incontrato G...e mi sta venendo il dubbio di non aver mai davvero cercato qualcuno che davvero potesse stare con me.

Quindi poi finivo per fare pieghe che non mi appartenevano...e a cui mi ribellavo.
Ma era tutta con me la questione in fondo. L'altro c'entrava molto, molto poco.

La differenza è che non ho segreti con G.
O mi prende tutta. O non può prendermi.
E viceversa.

Il culo è che ci incastriamo bene...e quando non ci incastriamo bene, per quanto possa provocare dolore, lo condividiamo. Il dolore è incluso. Fra noi. E penso sia una pietra portante fra l'altro della nostra relazione.

Il fatto che non abbiamo 20 anni e sogni da mulino bianco, ma siamo entrambi autonomi e autosufficienti, fanno il resto.
Ho bisogno di lui. E lui ha bisogno di me.

Ma posso lasciarlo andare. E lui può lasciare andare me.

Non sarebbe indolore...per niente.
Ma la libertà di stare sostenuta dalla libertà di andare, è un prezzo per cui vale la pena pagare.
 

danny

Utente di lunga data
Più che altro ho deciso che ne ho due coglioni così di giudicarmi per quella che sono. Quindi mi espongo tutta intera.

A costo di perdere tutto.

Mi è andata di culo, per adesso, ad aver incontrato G...e mi sta venendo il dubbio di non aver mai davvero cercato qualcuno che davvero potesse stare con me.

Quindi poi finivo per fare pieghe che non mi appartenevano...e a cui mi ribellavo.
Ma era tutta con me la questione in fondo. L'altro c'entrava molto, molto poco.

La differenza è che non ho segreti con G.
O mi prende tutta. O non può prendermi.
E viceversa.

Il culo è che ci incastriamo bene...e quando non ci incastriamo bene, per quanto possa provocare dolore, lo condividiamo. Il dolore è incluso. Fra noi. E penso sia una pietra portante fra l'altro della nostra relazione.

Il fatto che non abbiamo 20 anni e sogni da mulino bianco, ma siamo entrambi autonomi e autosufficienti, fanno il resto.
Ho bisogno di lui. E lui ha bisogno di me.

Ma posso lasciarlo andare. E lui può lasciare andare me.

Non sarebbe indolore...per niente.
Ma la libertà di stare sostenuta dalla libertà di andare, è un prezzo per cui vale la pena pagare.
Tu infatti non tradisci.
Sei - a tuo modo, diversamente dagli altri - fedele.
 

Lostris

Utente Ludica
Posso dire che oggi riesco a vedere con sufficiente obbietività alla mia storia, ma se ripenso ai momenti della scoperta del tradimento, alla sofferenza e al dolore, queste discussioni, sull'io che cedo, che condivido, che dò, mi sembrano aquiloni al vento.

Se non hai amato veramente e con la A maiuscola, e non hai mai sofferto per un tradimento, sei fortunata, ma se una o entrambe di queste cose ti sono successe, qualunque spiegazione si voglia dare mi sembra un mero tentativo per assolvere sempre e comunque i traditori.
Cercare di capire non significa assolvere.

Comprendo che molte volte sia più facile pensare di avere a che fare con una puttana o con un bastardo, piuttosto che riconoscere nell'altro certe fragilità o limiti... proprio perché serve rimanere arrabbiati per restare in piedi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
No, volevo dire che avere dei "punti fermi" è indispensabile.
Scrivere su un forum o mandare foto di modelli nudi su Whatsapp non può essere equiparabile a una relazione extra affettiva e sessuale tenuta nascosta.
Esattamente come prendere il sole nudi su una spiaggia isolata non è come fare una gang bang a Cesenatico.
Sembra assurdo, eppure lo hanno fatto.
Una scala di valori è necessaria, lo ripeto anch'io.
E sono d'accordo.

Ma anche i punti fermi devono essere condivisi. Dal mio punto di vista.

Io non ho il minimo problema a condividere le mie chat con G. E lui le sue con me.
Lui sa chi sono. E io so chi è.

Nonostante sia costantemente in dubbio la certezza di saperlo.

Per me, e per lui, il parametro del tradimento, non sarebbe una scopata. Quella sarebbe una conseguenza.
Quello che interessa ad entrambi è la trasparenza.

Ed è la nostra prospettiva. E mi sento di dire Nostra perchè ce la siamo costruita. Non abbiamo scopiazzato qua e là. E' Nostra. Frutto di Noi. Limiti e concessioni.

Se lui chattasse in wa nascondendomelo, per motivi suoi, a farmi sentire tradita sarebbe il fatto che non ha condiviso con me la sua necessità. Non la chat.

Nel sentirmi tradita riconoscerei la sua libertà di farlo.

Nel riconoscere la sua libertà di cercar fuori, riconosco la mia fallibilità.

E ne possiamo discutere.

Ed è nella discussione, nella libertà di tradire e di scoprire i diversi modi del tradimento, che c'è costruzione.

Ci sono limiti...e se ne discute.

Certo è che se mi dipingo come una che lascia estrema libertà ma poi mi macero dentro, non sto dando all'altro la possibilità di regolarsi. E non la sto dando nemmeno a me.

COme se accetto cose per "amore" quando quelle cose non le voglio o mi provocano disagio.

Ne discuto. Fanculo l'amore.

Se troviamo compromessi bene, se no non si può. Limite.
E si decide che fare.

Non si arriva alla detonazione, senza aver costruito la bomba, l'innesco e senza aver dato fuoco alla miccia.

E non esiste un tradimento che nasce dal nulla.

Semmai esistono tradimenti che non si comprendono. Neanche da parte di chi li attua.
E quindi non sono spiegabili.

Ma una spiegazione c'è sempre. E raramente è ascrivibile alla cattiveria.

Questo sto sostenendo. Non so se riesco a spiegarmi.
 

Lostris

Utente Ludica
E sono d'accordo.

Ma anche i punti fermi devono essere condivisi. Dal mio punto di vista.

Io non ho il minimo problema a condividere le mie chat con G. E lui le sue con me.
Lui sa chi sono. E io so chi è.

Nonostante sia costantemente in dubbio la certezza di saperlo.

Per me, e per lui, il parametro del tradimento, non sarebbe una scopata. Quella sarebbe una conseguenza.
Quello che interessa ad entrambi è la trasparenza.

Ed è la nostra prospettiva. E mi sento di dire Nostra perchè ce la siamo costruita. Non abbiamo scopiazzato qua e là. E' Nostra. Frutto di Noi. Limiti e concessioni.

Se lui chattasse in wa nascondendomelo, per motivi suoi, a farmi sentire tradita sarebbe il fatto che non ha condiviso con me la sua necessità. Non la chat.

Nel sentirmi tradita riconoscerei la sua libertà di farlo.

Nel riconoscere la sua libertà di cercar fuori, riconosco la mia fallibilità.

E ne possiamo discutere.

Ed è nella discussione, nella libertà di tradire e di scoprire i diversi modi del tradimento, che c'è costruzione.

Ci sono limiti...e se ne discute.

Certo è che se mi dipingo come una che lascia estrema libertà ma poi mi macero dentro, non sto dando all'altro la possibilità di regolarsi. E non la sto dando nemmeno a me.

COme se accetto cose per "amore" quando quelle cose non le voglio o mi provocano disagio.

Ne discuto. Fanculo l'amore.

Se troviamo compromessi bene, se no non si può. Limite.
E si decide che fare.

Non si arriva alla detonazione, senza aver costruito la bomba, l'innesco e senza aver dato fuoco alla miccia.

E non esiste un tradimento che nasce dal nulla.

Semmai esistono tradimenti che non si comprendono. Neanche da parte di chi li attua.
E quindi non sono spiegabili.

Ma una spiegazione c'è sempre. E raramente è ascrivibile alla cattiveria.

Questo sto sostenendo. Non so se riesco a spiegarmi.
quotissimo
 

danny

Utente di lunga data
E sono d'accordo.

Ma anche i punti fermi devono essere condivisi. Dal mio punto di vista.

Io non ho il minimo problema a condividere le mie chat con G. E lui le sue con me.
Lui sa chi sono. E io so chi è.

Nonostante sia costantemente in dubbio la certezza di saperlo.

Per me, e per lui, il parametro del tradimento, non sarebbe una scopata. Quella sarebbe una conseguenza.
Quello che interessa ad entrambi è la trasparenza.

Ed è la nostra prospettiva. E mi sento di dire Nostra perchè ce la siamo costruita. Non abbiamo scopiazzato qua e là. E' Nostra. Frutto di Noi. Limiti e concessioni.

Se lui chattasse in wa nascondendomelo, per motivi suoi, a farmi sentire tradita sarebbe il fatto che non ha condiviso con me la sua necessità. Non la chat.

Nel sentirmi tradita riconoscerei la sua libertà di farlo.

Nel riconoscere la sua libertà di cercar fuori, riconosco la mia fallibilità.

E ne possiamo discutere.

Ed è nella discussione, nella libertà di tradire e di scoprire i diversi modi del tradimento, che c'è costruzione.

Ci sono limiti...e se ne discute.

Certo è che se mi dipingo come una che lascia estrema libertà ma poi mi macero dentro, non sto dando all'altro la possibilità di regolarsi. E non la sto dando nemmeno a me.

COme se accetto cose per "amore" quando quelle cose non le voglio o mi provocano disagio.

Ne discuto. Fanculo l'amore.

Se troviamo compromessi bene, se no non si può. Limite.
E si decide che fare.

Non si arriva alla detonazione, senza aver costruito la bomba, l'innesco e senza aver dato fuoco alla miccia.

E non esiste un tradimento che nasce dal nulla.

Semmai esistono tradimenti che non si comprendono. Neanche da parte di chi li attua.
E quindi non sono spiegabili.

Ma una spiegazione c'è sempre. E raramente è ascrivibile alla cattiveria.

Questo sto sostenendo. Non so se riesco a spiegarmi.

Ti riesci a spiegare benissimo e sono d'accordo con te.
Meglio, molto meglio questo tipo di fedeltà che una relazione tenuta nascosta per non ferire ma soprattutto per non rischiare di perdere tutto.
Sinceramente, avrei preferito una cosa così rispetto a quello che è successo.
Non siamo ragazzini, gli anni che restano non sono tanti. Mentirsi non ha senso sulle proprie esigenze.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Posso dire che oggi riesco a vedere con sufficiente obbietività alla mia storia, ma se ripenso ai momenti della scoperta del tradimento, alla sofferenza e al dolore, queste discussioni, sull'io che cedo, che condivido, che dò, mi sembrano aquiloni al vento.

Se non hai amato veramente e con la A maiuscola, e non hai mai sofferto per un tradimento, sei fortunata, ma se una o entrambe di queste cose ti sono successe, qualunque spiegazione si voglia dare mi sembra un mero tentativo per assolvere sempre e comunque i traditori.
Non desidero usare la mia storia personale per spiegarti il perchè di queste mie riflessioni.
Non penso che servirebbe, ora come ora, per comprendere.

Quel che mi viene spassionatamente da dirti è che il Dolore è Dolore. E denuda. Fa sentire fragili. Impotenti. Azzannati alla gola.
C'è un dolore talmente profondo che mette in discussione l'identità stessa di chi lo sta attraversando.
E distorce pure la percezione della realtà.

Fa male. Il dolore fa male. Non c'è molto altro da dire. La scelta è se seguirlo o provare ad evitarlo. Ma evitare il dolore porta a dove sei finito tu, nell'evitamento di te stesso...in quella forma di divisione interiore in cui ti sei incastrato. E pure quello è dolore. Quindi non si può sfuggire al dolore. E nemmeno alla Morte.
Che sia Morte reale o figurata.

Scoprire che la persona di cui ci è fidati, non è degna della fiducia, ne fa un uso "cattivo"...mette in discussione profondamente. Se stessi. La propria affidabilità con se stessi. E le ferite restano. Magari sotto forma di cicatrici.

Tu sei ancora ferito. Come se fosse successo ieri. Hai preso e coperto la ferita.
Adesso spurga. E esce rabbia, odio, tutto il peggio, quello che tu consideri tale di te...che ti ha lavorato dentro in questi anni.

Occupati della ferita. E' tua. Come tua sarà la cicatrice. E' l'unica forma dell'appropriazione che io penso sia concessa realisticamente.
E ad ogni cambio di tempo stai pur certo che tirerà. Non c'è tempo che toglie a quanto accaduto.

Non hai il potere nè di condannare nè di assolvere.
Nè te stesso nè nessun altro.

Puoi aver Cura di te. Questo sì. Abbracciarti. E avere tenerezza di te. Del tuo dolore. Commuoverti anche innanzi alle tue fragilità...e inchinarti alle tue fragilità, senza per questo sentirti sminuito in ciò che sei.

Il resto verrà di conseguenza.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tu infatti non tradisci.
Sei - a tuo modo, diversamente dagli altri - fedele.
Non tradisco perchè espormi interamente, fregandomene delle norme (e non in senso di menefreghismo..ma nel senso di aver deciso le MIE norme) mi lega a me.

Se tradissi G., non tradirei G.
Tradirei me.

Boicotterei me stessa.

E non potrei stare con G. se starci significasse togliere a me parti che mi sono essenziali.

Nella mia esperienza, il tradimento dell'altro era un giuramento di fedeltà a me stessa.
Un perdermi per poi ritrovarmi e confermarmi.

Percorso paradossale, aggrovigliato...e non esente dalla vessazione e dalla menzogna.

Non lo nascondo. Sono anche la carogna. E lo dichiaro. :)
 
Ultima modifica:

Fairman

Utente di lunga data
Cercare di capire non significa assolvere.

Comprendo che molte volte sia più facile pensare di avere a che fare con una puttana o con un bastardo, piuttosto che riconoscere nell'altro certe fragilità o limiti... proprio perché serve rimanere arrabbiati per restare in piedi.
Hai segnato un punto a tuo favore, cercare di capire non significa assolvere. Ma capirè le fragilità non significa accettarle.

Anzi ne hai segnati due, rimanere arrabbiati per restare in piedi.
Questa frase nel momento in cui l'ho letta è stato un flash di luce, perchè è stato quello che ho fatto in questi anni.
 

trilobita

Utente di lunga data
Secondo voi è più grave
1) fare pipì in un vicolo
2) prendere il sole nudi in una spiaggia isolata
3) fare una gang bang sulla spiaggia di Ceenatico?


No, perché con la depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza e degli atti osceni, vengono tutti puniti con la stessa "multa" fino a 10.000 euro.
Quindi se vi scappa la pipì e non trovate un bagno, chiamate un sei o sette amici e una ragazza compiacente, prendete il primo treno per Cesenatico e poi divertitevi. Almeno poi si divide alla romana.
Tanto, oggi è tutto relativo.:D
Prendere il sole nudi in un vicolo...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ti riesci a spiegare benissimo e sono d'accordo con te.
Meglio, molto meglio questo tipo di fedeltà che una relazione tenuta nascosta per non ferire ma soprattutto per non rischiare di perdere tutto.
Sinceramente, avrei preferito una cosa così rispetto a quello che è successo.
Non siamo ragazzini, gli anni che restano non sono tanti. Mentirsi non ha senso sulle proprie esigenze.
Già E torna il tempo. :)

Ma forse, come si diceva con Brenin, è proprio il tempo trascorso e l'accettazione di quel che è accaduto nel tempo, che rende la libertà di guardare nello specchio la propria immagine. Immagine mostruosa inclusa.

Che poi, se penso a me, ho comunque perso tutto...ed è stato assolutamente liberatorio lasciar andare...

E ritrovarmi con me. Fra il piangere e il ridere.
 

Fairman

Utente di lunga data
Non desidero usare la mia storia personale per spiegarti il perchè di queste mie riflessioni.
Non penso che servirebbe, ora come ora, per comprendere.

Quel che mi viene spassionatamente da dirti è che il Dolore è Dolore. E denuda. Fa sentire fragili. Impotenti. Azzannati alla gola.
C'è un dolore talmente profondo che mette in discussione l'identità stessa di chi lo sta attraversando.
E distorce pure la percezione della realtà.

Fa male. Il dolore fa male. Non c'è molto altro da dire. La scelta è se seguirlo o provare ad evitarlo. Ma evitare il dolore porta a dove sei finito tu, nell'evitamento di te stesso...in quella forma di divisione interiore in cui ti sei incastrato. E pure quello è dolore. Quindi non si può sfuggire al dolore. E nemmeno alla Morte.
Che sia Morte reale o figurata.

Scoprire che la persona di cui ci è fidati, non è degna della fiducia, ne fa un uso "cattivo"...mette in discussione profondamente. Se stessi. La propria affidabilità con se stessi. E le ferite restano. Magari sotto forma di cicatrici.

Tu sei ancora ferito. Come se fosse successo ieri. Hai preso e coperto la ferita.
Adesso spurga. E esce rabbia, odio, tutto il peggio, quello che tu consideri tale di te...che ti ha lavorato dentro in questi anni.

Occupati della ferita. E' tua. Come tua sarà la cicatrice. E' l'unica forma dell'appropriazione che io penso sia concessa realisticamente.
E ad ogni cambio di tempo stai pur certo che tirerà. Non c'è tempo che toglie a quanto accaduto.

Non hai il potere nè di condannare nè di assolvere.
Nè te stesso nè nessun altro.

Puoi aver Cura di te. Questo sì. Abbracciarti. E avere tenerezza di te. Del tuo dolore. Commuoverti anche innanzi alle tue fragilità...e inchinarti alle tue fragilità, senza per questo sentirti sminuito in ciò che sei.

Il resto verrà di conseguenza.


Al di là della condivisibilità dei contenuti, voglio complimentarmi per come scrivi.
 

spleen

utente ?
Eravamo partiti dal fatto che un terzo, l'amante, ruba un qualcosa.

E io ho sostenuto che non si può rubare un qualcosa di cui non si è proprietari.
Ossia l'interiorità che una persona condivide con un terzo.

Quindi il terzo non solo non ruba, ma viene ospitato per DECISIONE di chi ospita.
E chi ospita non ospita nello spazio comune.
Ospita in se stesso. Spazio libero.

Cosa significa che il noi viene svenduto?

L'esclusività sessuale, è parte di un patto. Ed è il patto che tradisco.

E anche tradire un patto si può fare. Perchè a quel patto l'adesione è libera.
SE non ci fosse adesione libera, non potrebbe nemmeno essere tradito il patto.
Il tradimento esiste soltanto nella possibilità del tradimento stesso.

Se io sono una tua proprietà. Non ti ho tradito. Sono stata rubata. O, mi sono ribellata a te. Scegliendo un altro proprietario.

Questo sto sostenendo.

La tutela del noi...io credo che il tradimento riguardi il dichiarare che si sta tutelando il noi, togliendo.

E da traditrice l'ho fatto. Credevo di tutelare, me e il noi, togliendo parti di me che pensavo non avessero spazio in quel noi. Quindi le mettevo da altre parti.

Può sembrare contorto? Probabilmente lo è.
Ma se si vuol comprendere, e non fare proselitismo, allora forse sarebbe interessante anche guardare quello che non piace o che perplime.

Certo...la via facile è dire "sti cazzi, mi avevi promesso una cosa, e non l'hai mantenuta. Fanculo". E ci sta eh. Perchè no.
Però non è che questo riassuma quello che accade dentro le persone.

Proprio perchè, surprise, dell'interiorità non si può che fruire per concessione gratuita e fiduciosa dell'altro.

E può benissimo essere che l'altro, per quanto ci ritenga affidabili su tante cose, non ci ritenga affidabili per concedere parti di cui ha paura, vergogna, o quel che è.
E questo ferisce...perchè non mi hai detto niente? perchè non ti sei fidat* abbastanza di me da dirmi quello che ti scuoteva dentro, che ti ha scosso tanto da andare fuori di noi a mettere quelle cose...mi hai tolto cose preziose di te.

E le hai date a chissà chi. (e da qui tutte le mene sulla propria autostima, la competizione, la denigrazione etc etc).

Il tradimento riguarda lo scoprire che la persona che si aveva accanto non è quella che c'è per davvero.
Ed è questo il fulcro di un percorso di ricostruzione...ri-conoscersi, includere le parti che si erano lasciate fuori. Discutere. Affermare. Non avere paura di sè.

Per fare quel percorso con qualcun altro, serve farlo con sè.

C'è chi lo fa spontaneamente. Cìè chi fatica un po' di più. C'è chi non ci riesce.
E scappa una vita intera da se stesso.

In tutte queste meccaniche, credere che lo spazio sia un qualcosa di dato una volta e per sempre...è una illusione. Ed in questi termini, il rito si stacca dalla realtà.
Il rito fissa un momento nello spazio tempo...ma poi siamo tutti soggetti all'evoluzione...e la parte del cambiamento nel rito non c'è.
La ritualizzazione dei cambiamenti...questa si è persa.

E si barcolla qui e là alla ricerca di certezze e stabilità...mentre tutto intorno fluisce. Il possesso, riguarda la negazione del fluire delle cose. In particolare quando riguarda qualcun altro.
Ci sono nella vita patti espliciti e patti impliciti, ridefinibili, certo. Rinegoziabili, certo. Ognuno di quei patti però parla di noi, non degli altri. Definisce una nostra volontà, non quella di altre persone, identifica il nostro progetto di vita, non una mera e mutevole volubilità casuale dentro la quale poter affermare come cetto la qualunque tutto tutto niente niente.
Ci potranno pure essere delle persone che includono nel loro patto di condivisione anche 10 parthner diversi, ma non è questo il punto, il forum se fosse così potrebbe anche chiudere.
Esiste la proprietà privata perchè appunto è privata dal godimento di chiunque e similmente esiste dentro di noi il senso del possesso, che per quanto possa farti schifo è un senso innato ed esteso al rapporto con un altro essere umano. Non ci rende padroni dell'altro, definisce il nostro rapporto con l'altro ed è già è greve, importante, impegnativo.
E si arresta davanti alla volontà esplicita dell'altro, visto che siamo tutti liberi.
Non a caso noi diciamo mio marito, mia moglie, il mio compagno, la mia ragazza il mio uomo etc. Non definiamo una proprietà privata come al tempo degli schiavi ma un accordo di corresponsabilità dentro un rapporto e sottolineo corresponsabilità.
Dentro quel contenitore non ci siamo ficcati per caso e nessuno ci ha gettato dentro, nessuno ci incatena. Quel patto puo terminare con una telefonata persino, nessuno ci mette al riparo dai cambiamenti, nessuno puo dire per sempre, ma esiste e fintanto che esiste non è uno spazio solo mio, è una entità condivisa e siccome condivisa non solo mia.

Con-diviso perchè ci siamo dentro con i piedi tutti e due, perchè ci siamo impegnati entrambi, nostro perchè non riguarda altri, anzi, li abbiamo volontariamente esclusi.

Mancare di rispetto non è una parola vuota di significato che tanto tutto è riconducibile alla nostra volubilitas, mancare di rispetto ha un significato ben preciso e da ricercare nel tradimento di quel patto, di quel progetto, di quella responsabilità, non di una ipotetica e teorica costruzione mentale.
Sennò come ci rivolgiamo qui dentro ai traditi? Ragazzi liberi tutti? Siori e siore non avete capito che le promesse che vi hanno fatto son tutte costruzioni mentali?
La chiave per me è il neretto, quello che ci differenzia nel ragionamento è questo: io dò per scontato la consapevolezza nel promettersi, tu no, mi sembra.:)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Al di là della condivisibilità dei contenuti, voglio complimentarmi per come scrivi.
Ti ringrazio :)

Quanto al condividere o meno...è molto relativo, per come la vedo io.

C'è ricchezza tanto nelle somiglianze quanto nelle differenze. Sono opportunità.
Ognuno poi prende quel che ritiene più funzionale a sè.

E' un po' la funzione di un forum. Si mette qui...a disposizione di chi vuol prendere e in totale libertà riguardo il cosa si prende. :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Più che altro ho deciso che ne ho due coglioni così di giudicarmi per quella che sono. Quindi mi espongo tutta intera.

A costo di perdere tutto.

Mi è andata di culo, per adesso, ad aver incontrato G...e mi sta venendo il dubbio di non aver mai davvero cercato qualcuno che davvero potesse stare con me.

Quindi poi finivo per fare pieghe che non mi appartenevano...e a cui mi ribellavo.
Ma era tutta con me la questione in fondo. L'altro c'entrava molto, molto poco.

La differenza è che non ho segreti con G.
O mi prende tutta. O non può prendermi.
E viceversa.

Il culo è che ci incastriamo bene...e quando non ci incastriamo bene, per quanto possa provocare dolore, lo condividiamo. Il dolore è incluso. Fra noi. E penso sia una pietra portante fra l'altro della nostra relazione.

Il fatto che non abbiamo 20 anni e sogni da mulino bianco, ma siamo entrambi autonomi e autosufficienti, fanno il resto.
Ho bisogno di lui. E lui ha bisogno di me.

Ma posso lasciarlo andare. E lui può lasciare andare me.

Non sarebbe indolore...per niente.
Ma la libertà di stare sostenuta dalla libertà di andare, è un prezzo per cui vale la pena pagare.
In effetti.. voleva esser una battuta :)

Che come tutte le battute veicola una verità, perché si, in effetti sei "brava" .(ma non nel senso della battuta) . poiché metti nel piatto tutto il sacco, con i contenuti belli o meno ..

Al contrario della "brava/o che mostra solo carte giuste x se

Doppio senso :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In effetti.. voleva esser una battuta :)

Che come tutte le battute veicola una verità, perché si, in effetti sei "brava" .(ma non nel senso della battuta) . poiché metti nel piatto tutto il sacco, con i contenuti belli o meno ..

Al contrario della "brava/o che mostra solo carte giuste x se

Doppio senso :)
non avevo mica capito...

lo sai che sono rigida e non ho un buon rapporto con le battute e i doppi sensi, o meglio...non li capisco :p:eek:

Metto tutto perchè sono egoista. In effetti, me lo dice spesso anche G., sono una brava egoista... :D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ci sono nella vita patti espliciti e patti impliciti, ridefinibili, certo. Rinegoziabili, certo. Ognuno di quei patti però parla di noi, non degli altri. Definisce una nostra volontà, non quella di altre persone, identifica il nostro progetto di vita, non una mera e mutevole volubilità casuale dentro la quale poter affermare come cetto la qualunque tutto tutto niente niente.
Ci potranno pure essere delle persone che includono nel loro patto di condivisione anche 10 parthner diversi, ma non è questo il punto, il forum se fosse così potrebbe anche chiudere.
Esiste la proprietà privata perchè appunto è privata dal godimento di chiunque e similmente esiste dentro di noi il senso del possesso, che per quanto possa farti schifo è un senso innato ed esteso al rapporto con un altro essere umano. Non ci rende padroni dell'altro, definisce il nostro rapporto con l'altro ed è già è greve, importante, impegnativo.
E si arresta davanti alla volontà esplicita dell'altro, visto che siamo tutti liberi.
Non a caso noi diciamo mio marito, mia moglie, il mio compagno, la mia ragazza il mio uomo etc. Non definiamo una proprietà privata come al tempo degli schiavi ma un accordo di corresponsabilità dentro un rapporto e sottolineo corresponsabilità.
Dentro quel contenitore non ci siamo ficcati per caso e nessuno ci ha gettato dentro, nessuno ci incatena. Quel patto puo terminare con una telefonata persino, nessuno ci mette al riparo dai cambiamenti, nessuno puo dire per sempre, ma esiste e fintanto che esiste non è uno spazio solo mio, è una entità condivisa e siccome condivisa non solo mia.

Con-diviso perchè ci siamo dentro con i piedi tutti e due, perchè ci siamo impegnati entrambi, nostro perchè non riguarda altri, anzi, li abbiamo volontariamente esclusi.

Mancare di rispetto non è una parola vuota di significato che tanto tutto è riconducibile alla nostra volubilitas, mancare di rispetto ha un significato ben preciso e da ricercare nel tradimento di quel patto, di quel progetto, di quella responsabilità, non di una ipotetica e teorica costruzione mentale.
Sennò come ci rivolgiamo qui dentro ai traditi? Ragazzi liberi tutti? Siori e siore non avete capito che le promesse che vi hanno fatto son tutte costruzioni mentali?
La chiave per me è il neretto, quello che ci differenzia nel ragionamento è questo: io dò per scontato la consapevolezza nel promettersi, tu no, mi sembra.:)
Solo al grassetto, il resto lo prendo poi con calma che devo andare a lavare la macchina e desidero risponderti con calma e attenzione :)

Non c'è niente di scontato per me.
La consapevolezza non è scontata. Perchè non è un raggiungimento, ma una tensione ad una ricerca continua.

E penso sia onesto darsi e dare la possibilità di rinnovare qualunque promessa venga fatta. E non dare per scontato che una volta fatta resti immutata. Non escludo (come facevo un tempo) il fatto che possa essere rinnovata.

Ma desidero che venga fatto. Nei fatti. Giorno dopo giorno.

E che venga dimostrato. E che mi venga anche chiesta dimostrazione. Nei fatti. I piccoli fatti quotidiani.

Non riesco a non assumere l'incertezza. Ne ho bisogno. Mi fido molto di più dell'incertezza che della certezza.

Mi ricordo i primi tempi con G....una base forte della nostra costituzione emotiva è stato il dichiararci "non fidarti di me".
Brutto?

Forse. A me è sembrata una dichiarazione magnifica e immensa.

Forse la possibilità della fiducia, e io sono una diffidente per costituzione profonda, è nata proprio nella estrema sincerità di quel momento. Dall'esposizione cruda, sotto la luce, delle ombre di ognuno di noi.

E "non fidarti" è ancora un abbraccio caldo per noi. E' un fatto dell'affetto che nutriamo uno verso l'altro. Della Cura che abbiamo uno verso l'altro. Lo spingerci costantemente, reciprocamente, ognuno nelle braccia di se stesso. Anche se questo dovesse comportare il perdersi fra noi.

Ma ci perderemmo comunque.

Quindi tanto vale volersi bene nel frattempo. E aver Cura uno dell'altro. E fare il tifo uno per l'altro.
 
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