Lo so bene che non è possibile condividere la propria interiorità, infatti io ho sempre inteso parlare del "noi" come spazio comune.
Tornando in topic è la banalizzazione, la svendita e la cessione di quello spazio comune che non sarebbe accettabile per me, ed io in quello spazio comune ci metto anche la promessa di esclusività sessuale.
Se qualcunoi non la mette, affari suoi, non posso certo contestare le convinzioni altrui, ma altrui nemmeno le mie, please.
I riti sono applicati per definizione alla raltà, non esiste un rito immaginario. Sono la traduzione pratica, la manifestazione della "personal religion" di cui parlavo prima, perciò una messa in pratica di quello che più o meno consciamente crediamo.
Il problema del nostro tempo non è riguardo i riti, religiosi o laici, personali o collettivi che siano. Il problema sono i fans club

che vogliono imporre i propri agli altri.
Eravamo partiti dal fatto che un terzo, l'amante, ruba un qualcosa.
E io ho sostenuto che non si può rubare un qualcosa di cui non si è proprietari.
Ossia l'interiorità che una persona condivide con un terzo.
Quindi il terzo non solo non ruba, ma viene ospitato per DECISIONE di chi ospita.
E chi ospita non ospita nello spazio comune.
Ospita in se stesso. Spazio libero.
Cosa significa che il noi viene svenduto?
L'esclusività sessuale, è parte di un patto. Ed è il patto che tradisco.
E anche tradire un patto si può fare. Perchè a quel patto l'adesione è libera.
SE non ci fosse adesione libera, non potrebbe nemmeno essere tradito il patto.
Il tradimento esiste soltanto nella possibilità del tradimento stesso.
Se io sono una tua proprietà. Non ti ho tradito. Sono stata rubata. O, mi sono ribellata a te. Scegliendo un altro proprietario.
Questo sto sostenendo.
La tutela del noi...io credo che il tradimento riguardi il dichiarare che si sta tutelando il noi, togliendo.
E da traditrice l'ho fatto. Credevo di tutelare, me e il noi, togliendo parti di me che pensavo non avessero spazio in quel noi. Quindi le mettevo da altre parti.
Può sembrare contorto? Probabilmente lo è.
Ma se si vuol comprendere, e non fare proselitismo, allora forse sarebbe interessante anche guardare quello che non piace o che perplime.
Certo...la via facile è dire "sti cazzi, mi avevi promesso una cosa, e non l'hai mantenuta. Fanculo". E ci sta eh. Perchè no.
Però non è che questo riassuma quello che accade dentro le persone.
Proprio perchè, surprise, dell'interiorità non si può che fruire per concessione gratuita e fiduciosa dell'altro.
E può benissimo essere che l'altro, per quanto ci ritenga affidabili su tante cose, non ci ritenga affidabili per concedere parti di cui ha paura, vergogna, o quel che è.
E questo ferisce...perchè non mi hai detto niente? perchè non ti sei fidat* abbastanza di me da dirmi quello che ti scuoteva dentro, che ti ha scosso tanto da andare fuori di noi a mettere quelle cose...mi hai tolto cose preziose di te.
E le hai date a chissà chi. (e da qui tutte le mene sulla propria autostima, la competizione, la denigrazione etc etc).
Il tradimento riguarda lo scoprire che la persona che si aveva accanto non è quella che c'è per davvero.
Ed è questo il fulcro di un percorso di ricostruzione...ri-conoscersi, includere le parti che si erano lasciate fuori. Discutere. Affermare. Non avere paura di sè.
Per fare quel percorso con qualcun altro, serve farlo con sè.
C'è chi lo fa spontaneamente. Cìè chi fatica un po' di più. C'è chi non ci riesce.
E scappa una vita intera da se stesso.
In tutte queste meccaniche, credere che lo spazio sia un qualcosa di dato una volta e per sempre...è una illusione. Ed in questi termini, il rito si stacca dalla realtà.
Il rito fissa un momento nello spazio tempo...ma poi siamo tutti soggetti all'evoluzione...e la parte del cambiamento nel rito non c'è.
La ritualizzazione dei cambiamenti...questa si è persa.
E si barcolla qui e là alla ricerca di certezze e stabilità...mentre tutto intorno fluisce. Il possesso, riguarda la negazione del fluire delle cose. In particolare quando riguarda qualcun altro.