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farfalla avrà anche portato il concetto un po' all'esasperazione. Ma insomma, il succo del discorso e' quello."Sai caro, c'è uno sul lavoro per cui ti devo confessare che non provo tutta questa neutralità. Un po' mi piace, ma ovviamente non ci farei nulla".Cosa stiamo dicendo con questo discorso? Niente, stiamo tirando in ballo il nostro intimo per niente. Io non ci vedo proprio niente da condividere.
A meno che non lo facciamo semplicemente per rimarcare all'altro le occasioni perdute in suo nome. Ovvero, se invece pensiamo di non resistere alla tentazione, come richiesta di un aiuto che non ci può essere. Morale:
instilliamo il dubbio al partner, corriamo il rischio di passare per inaffidabili, ci teniamo il problema che sta nella nostra testa, e li va risolto. Il tutto per cosa? Per una infatuazione platonica? Perché qualcun altro scelga al posto nostro di non darle nessun corso?Ragazzi. Per me chiarezza e lealtà significa non tradire. Mica trasformare il partner in un diario. Purtroppo poi ho sperimentato a mie spese (e vale per ogni ambito) che c'è una sfera di cose strettamente personali che è proprio bene non condividere. Ho visto che essere proprio libri aperti in qualche modo non paga mai. Capisco le questioni che hanno una rilevanza. Ma una semplice attrazione che comunque non si vuole coltivare direi che si faccia più che bene a tenersela per se'. Che anzi, parlandone come fosse una cosa da condividere mi sembrerebbe di aumentarne il peso, allertando l'altro per nulla. Anzi, quasi ad ammettere di non essere capaci di gestire una attrazione. Che capita, basta appunto non dare spago. Se si da' spago direi che invece il problema della coppia e' ben altro che l'essere affascinati da una persona, e gestire questa situazione in maniera da renderla innocua.