pornodipendenza: l'ultimo tradimento

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Old chensamurai

Guest
Ciao Chen,
ma dipende da un condizionamento avuto magari da bambini o da altro?
... ultimamente sono apparsi alcuni studi in merito... si teorizza un problema di gestione delle emozioni unitamente a vulnerabilità legate all'autostima... in definitiva, possiamo dire che giochi un ruolo fondamentale la costruzione di sé, come "inadeguato" sul piano relazionale...

... hai un viso molto interessante...
 
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Old cinzia65

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... ultimamente sono apparsi alcuni studi in merito... si teorizza un problema di gestione delle emozioni unitamente a vulnerabilità legate all'autostima... in definitiva, possiamo dire che giochi un ruolo fondamentale la costruzione di sé, come "inadeguato" sul piano relazionale...

... hai un viso molto interessante...
hai qualche testo da consigliarmi a riguardo?

Grazie del commento
 
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Old chensamurai

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Grazie del commento
Percorsi personali di dipendenza
Gabriele Chiari, M. Laura Nuzzo, Vincenzo Alfano, Pasquale Brogna, Tiziana D'Andrea, Giancarlo Di Battista, Paola Plata, Eleonora Stiffan


... lo trovi nel libro "Con gli occhi dell'altro"... Chiari e Nuzzo... Unipress.
 
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Old cinzia65

Guest
Percorsi personali di dipendenza
Gabriele Chiari, M. Laura Nuzzo, Vincenzo Alfano, Pasquale Brogna, Tiziana D'Andrea, Giancarlo Di Battista, Paola Plata, Eleonora Stiffan

... lo trovi nel libro "Con gli occhi dell'altro"... Chiari e Nuzzo... Unipress.

ok prendo nota.... sei gentile
 

MK

Utente di lunga data
... ultimamente sono apparsi alcuni studi in merito... si teorizza un problema di gestione delle emozioni unitamente a vulnerabilità legate all'autostima... in definitiva, possiamo dire che giochi un ruolo fondamentale la costruzione di sé, come "inadeguato" sul piano relazionale...
La terapia analitica funziona o c'è bisogno del supporto di farmaci?
 
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Old chensamurai

Guest
La terapia analitica funziona o c'è bisogno del supporto di farmaci?
... io ammetto l'uso dei farmaci solamente nei casi più disperati e con lo scopo di consentire un trattamento psicoterapico... il farmaco non può dare abilità che non abbiamo... il farmaco non può regalarci capacità che non possediamo... solo la terapia può aiutarci a fare questo...
 

MK

Utente di lunga data
... io ammetto l'uso dei farmaci solamente nei casi più disperati e con lo scopo di consentire un trattamento psicoterapico... il farmaco non può dare abilità che non abbiamo... il farmaco non può regalarci capacità che non possediamo... solo la terapia può aiutarci a fare questo...
Certo Chen, sai bene quanto sia d'accordo con te sull'utilità della terapia. Ma pensavo ad esempio alle varie associazioni, tipo gli alcolisti anonimi, non fanno terapia individuale, ma funziona. Quale meccanismo scatta? E soprattutto, funziona davvero?
 
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Old chensamurai

Guest
Certo Chen, sai bene quanto sia d'accordo con te sull'utilità della terapia. Ma pensavo ad esempio alle varie associazioni, tipo gli alcolisti anonimi, non fanno terapia individuale, ma funziona. Quale meccanismo scatta? E soprattutto, funziona davvero?
... il "metodo dei dodici passi", può funzionare... è una forma di auto mutuo aiuto... non si prevede l'intervento di specialisti... ci sono, a dire il vero, anche molti fallimenti...

... la mia opinione è che tutto dipenda dai tempi... intendo dire che una psicoterapia individuale fatta bene, agisce da acceleratore del cambiamento... cambiamento che avviene nella direzione decisa dalla persona che entra in terapia... quindi, tempi... velocità del cambiamento... favorita attraverso tecniche psicoterapeutiche precise... tieni conto che il rimettere in moto la persona, è quel che conta... ad esempio, io, non scavo più di tanto nella vita delle persone... a meno che non sia strettamente necessario... e lo faccio sempre nella misura necessaria... non serve smuovere tutta l'esistenza delle persone... a volte, bastano poche sedute... certo, poi ci sono quelli che la "tirano lunga"... io non condivido... ma io non vivo di psicoterapia...
 
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Old vincenzop

Guest


Non si può negare comunque che questa compulsione sia un tratto caratteristico della società odierna Chen...
LA PORNODIPENDENZA

La pornodipendenza: la dipendenza da materiale pornografico

Se i bambini possono essere turbati dai cosiddetti «misteri del sesso», adolescenti e adulti sono caratterizzati piuttosto dai «segreti del sesso». Uno di questi, gelosamente custodito da tanti adolescenti e da un numero crescente di adulti, è la dipendenza dalla pornografia.
Un tempo relegata negli angoli bui delle edicole dei giornali e nelle proiezioni delle sale a luci rosse, oggi essa dilaga attraverso i canali della tecnologia digitale. Con lo smercio di CD-ROM e DVD e mediante Internet è possibile collezionare un repertorio praticamente infinito di filmati, scene e foto pornografiche.
L'uso di Internet, tuttavia, non solo amplifica a dismisura la quantità del materiale fruibile, ma aggiunge alla moderna pornodipendenza altre due caratteristiche del tutto peculiari.
La prima è che al giorno d'oggi l'accesso diretto e privato dall'intimità della propria abitazione alla rete del mondo Web abbatte anche l'ultima barriera, quella del contatto col mondo reale (il negoziante) per l'acquisizione del materiale. Pertanto, l'antica vergogna sociale cede sempre di più il passo ad un mero disagio interiore, del tutto privato, facilmente aggirabile e superabile dalla coscienza personale, invasa dalla pulsione trasgressiva.
La seconda caratteristica è che, sempre attraverso Internet, il moderno fruitore di pornografia diviene consapevole dell'enorme massa di gente con la quale egli condivide la medesima «passione», e della dimensione sociale del fenomeno, che occupa praticamente tutti i mezzi di scambio e di comunicazione esistenti. Egli tuttavia, anziché essere spinto ad una seria riflessione sulla «società malata», finisce al contrario per sentirsi giustificato e legittimato nella sua dipendenza.
In tal modo, quello che un tempo era vissuto come un segreto personale, intimo e penoso, è oggi divenuto la vetrina eccitante ed abbagliante di un'immensa e lucrosa industria a cielo aperto.
Va segnalato che alla pornografia solitaria, conosciuta da sempre, va ormai aggiunta quella, oggigiorno sempre più diffusa, di carattere interattivo: ai call-center telefonici si sono aggiunti le chat on-line e i porno siti con contatti virtuali in videotrasmissione (videochat). Questa pornografia interattiva va distinta dalla semplice prostituzione perché non contempla il passaggio all'atto, ossia il contatto reale dei corpi.
Il carattere interattivo della pornografia contemporanea (o almeno di una sua parte emergente) non deve però indurre l'illusione che essa sia, oggi, più «viva» e «reale» di ieri. Il tratto dominante della pornografia resta, oggi come ieri, l'offerta di un oggetto in luogo di una persona.
Questo «scambio» da persona a oggetto produce una particolare trasformazione dell'immaginario sessuale, il quale da funzione atta a mediare e indurre il contatto con la realtà diviene un sistema autarchico, solipsistico, che distanzia e sopprime il mondo reale e reclude l'individuo nella gabbia della sua isolata soggettività.
Il consumatore di materiale pornografico è perlopiù (ma non sempre) un maschio, la cui età quanto più è elevata tanto più definisce una patologia grave.
Per «patologia grave» intendo una patologia «strutturale», una patologia che ha inferto un danno permanente (ma non irreversibile!) alle funzionalità sane dell'Io.
Il motivo di una diagnosi di gravità a carico del pornodipendente adulto è abbastanza ovvio.
Nella nostra società (come in molte altre) l'adolescente viene considerato sia dalla cultura religiosa che da quella laica un «immaturo», un individuo che deve essere messo in attesa per un tempo di apprendimento e di prova prima di poter beneficiare dei privilegi della vita adulta. Pertanto egli è inibito dall'avere percorsi efficaci nel mondo reale: egli è diffidato dal mondo sociale adulto dall'avere contatti o relazioni sessuali, è scoraggiato nei suoi bisogni di avventura esistenziale, ridicolizzato o osteggiato nel suo diritto alla critica, sia distruttiva che costruttiva.
La scoperta della sessualità gli offre - proprio quando ne ha più bisogno - uno spazio di fuga dalla sua intima esperienza di «impotenza esistenziale», che - stanti le vigenti proscrizioni e proibizioni in materia erotica - esita in senso solitario, solipsistico, dunque fantastico o virtuale.
Questa fase di «esilio» dal mondo reale, accompagnata dal «peccato solitario» (la fantasia, più o meno masturbatoria), essendo fisiologica alla concezione dell'adolescenza propria del mondo occidentale moderno, viene in genere compresa e tollerata, quand'anche essa provochi nell'adolescente infiniti turbamenti, dovuti ai poderosi conflitti di valori cui è sottoposto. Infatti, mentre da una parte egli è pressato dai valori religiosi tradizionali che gli impongono la castità anche nel pensiero, dall'altra egli è non meno oppresso dai moderni valori laici di stampo liberista (descritti nel mio libro Crescere in un mondo malato, Ed. Franco Angeli, 2004), che gli propongono un regime di disinvolta e superficiale libertà.
Il conflitto psicologico che sortisce dallo scontro di questi modelli contraddittori è esplosivo come mai in passato, perché in un caso l'adolescente è inibito dalla paura del peccato e della colpa, nell'altro dall'angoscia di dimostrarsi debole e di non essere all'altezza.
Nondimeno, nonostante l'ampia estensione del disagio psicologico giovanile, l'autoreclusione nella fantasia sessuale solitaria, dovuta ai conflitti interni, è considerata nell'adolescenza una fase «normale», e con ciò tollerata. In effetti, perlopiù si risolve, sia pure al prezzo di notevoli sofferenze.
Per contro, nell'adulto il fenomeno della pornodipendenza assume un rilievo del tutto particolare.
In genere, nell'uomo adulto la pornodipendenza cresce a misura di un penoso sentimento di prigionia psicologica e sociale, che può derivare sia da costrizioni perfezionistiche (l'uomo virtuoso, laborioso o comunque condannato al guadagno e al successo) che da penuria socio-economica. Prigioniero delle sue caratteristiche psicologiche (un carattere ansioso, ossessivo, perfezionistico...) o sociali (un lavoro opprimente, una condizione socioeconomica umiliante...) l'individuo cerca con angoscia e con rabbia una possibile «via d'uscita». A questo punto, colui che soffre per la mancata realizzazione di sé, può identificare nell'offerta pornografica un orizzonte di libertà illimitata, una insperata restaurazione del suo perduto potere sulla vita.
Alla fine del percorso, tuttavia, l'uomo che credeva di aver trovato una magica e insperata libertà scopre di esserne prigioniero. Identifica, allora, in questa nuova prigionia il suo dramma fondamentale fino a dimenticare i problemi che erano nella sua personalità di base.
Sicché, da una alienazione di primo grado (rappresentata dal carattere psicologico ossessivo o dalla situazione sociale negativa) perviene ad una alienazione di secondo grado (la pornodipendenza) nella quale la prima alienazione è dimenticata, e con essa un possibile avvio di soluzione del problema generale.
Nel caso dell'adulto, dunque, la diagnosi non può che essere di gravità perché la pornomania coincide con un'illusione inconsapevole, la quale genera non solo e non tanto il tormento del senso di colpa, quanto soprattutto l'oblio della propria personale e innata aspirazione alla realizzazione identitaria, reiterando l'insoddisfazione e rendendola così compulsiva e sostanzialmente tossicomanica.
La dipendenza da materiale pornografico è dunque una patologia ossessivo-compulsiva che deriva dal bisogno del soggetto di evitare i rischi della vita adulta segregandosi in un mondo di fantasie.
Di fatto, la pornodipendenza porta alla sostituzione pressoché totale della normale vita amorosa con tecnologie atte a indurre fantasie sessuali stereotipate. In queste fantasie, il pornodipendente esaurisce non solo le sue esigenze sessuali e amorose ma lo stesso rapporto col mondo, l'interesse verso il quale si riduce alla ricerca compulsiva di sempre nuovo materiale. La pornodipendenza è dunque una schiavitù edonica, nella quale il soggetto esaurisce per intero la sua libertà.
Trattandosi di una dipendenza compulsiva, sotto la quale scorre un rischio depressivo talvolta grave (dovuto a sensi di colpa o, sempre più spesso, ad una sensazione di evanescenza e di futilità), la pornodipendenza deve essere trattata con la psicoterapia. Nella mia esperienza professionale di psicoterapeuta ho constatato un'elevata percentuale di guarigioni attraverso la semplice psicoterapia.
Molto utili di solito sono anche i gruppi di mutuo aiuto - da evitarsi tuttavia nel casi di grave e intollerabile vergogna sociale - all'interno dei quali è possibile confessare la propria anomalia stemperando i sensi di colpa e la vergogna da cui tale patologia è spesso accompagnata.
Glossario: pornografia. La parola pornografia deriva dal greco pornè, che significa prostituta, e grafèin, che significa scrivere, disegnare, tracciare. La pornografia, dunque, identificava in origine (prima dell'avvento della macchina fotografica) il materiale scritto o disegnato di carattere erotico funzionale ad un uso puramente edonistico.
Per altre informazioni, inviami un'e-mail
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Old Anna A

Guest
Vincenzo... a parte che non ho capito se il titolo del tuo 3d è provocatorio o cosa...
ultimo tradimento in che senso, scusa?
non è che adesso tradire significhi essere malati di tutta quella pappardella che hai copia-incollato, eh...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Esiste la pornodipendenza (come esistono altre dipendenze).
Vincenzo, che sembra ne abbia avuto esperienza, ha postato parti pubblicate in un sito di cui dà i riferimenti.
Non mi sembra che faccia campagna contro la pornografia, né voglia dire altro oltre quel che riporta.
E' chiaro che possono esistere persone che vivono il consumo di pornografia in alternativa al rapporto con un partner e questo può essere equiparato a un tradimento.
Non credo che volesse discutere, ma semplicemente dare informazioni.
Come facciamo tutti quando postiamo un articolo.
 
Ultima modifica:
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Old vincenzop

Guest
Vincenzo... a parte che non ho capito se il titolo del tuo 3d è provocatorio o cosa...
ultimo tradimento in che senso, scusa?
non è che adesso tradire significhi essere malati di tutta quella pappardella che hai copia-incollato, eh...
Ultimo tradimento nel senso il più recente modo di tradire, come la pornografia è la più recente droga potenziale.
Per spiegarmi meglio allego l'ultima lettera arrivata al gruppo di una donna di un pd. E di queste lettere ce ne sono centinaia:

Gentilissimi,
vi ho trovati casualmente, cercando in rete informazioni e
riferimenti relativamente alla dipendenza che trattate nel vostro
sito.
Sono la compagna di un uomo che di questa dipendenza ne ha fatto uno
stile di vita. Come quasi sempre accade, il nocciolo della questione
è nel fatto che il mio compagno non ammette assolutamente di avere
un "problema", anzi. Ore e ore davanti allo schermo giustificate con
una insonnia fisiologica; svariati Gigabyte dedicati al porno
accuratamente nascosti tra le pieghe dell'hard disk; quasi totale
assenza di rapporti sessuali e quella piccolissima percentuale
rimasta è solo per una sua velocissima soddisfazione (ogni tanto
cambiare "mano" può esser divertente).
Uscendo dalla sfera sessuale devo aggiungere una totale mancanza di
iniziativa per qualunque cosa, anche la più banale come andare al
cinema; di prendere decisioni anche importanti relativamente alla
casa o al lavoro non se ne parla proprio. Un'ameba!
Ha rovinato e sta ancora rovinando la mia vita e non ha funzionato
nessun tipo di tattica o di approccio da parte mia. Non mi consola
sapere che siamo in tante e la lettura della sezione "La donna del
pornodipendente" mi ha gettata nello sconforto.

Perchè vi sto scrivendo? Dopo quattro anni così, la mia storia è
arrivata al capolinea. Tuttavia per non lasciare proprio nulla di
intentato ho detto al mio compagno che non me ne andrò solo se
accetta di farsi aiutare da un medico. E' la prima volta che la metto
giù con un ricatto, ma davvero non ce la faccio più. In attesa di una
sua risposta (mi dirà di no, ma ci spero fino all'ultimo), la domanda
è: siete a conoscenza di medici SERI e/o associazioni mediche (noi
siamo a Genova) che possono eventualmente seguire una persona così?

Comunque vada vi ringrazio tantissimo,
Elena
 
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Old Angel

Guest
Ultimo tradimento nel senso il più recente modo di tradire, come la pornografia è la più recente droga potenziale.
Per spiegarmi meglio allego l'ultima lettera arrivata al gruppo di una donna di un pd. E di queste lettere ce ne sono centinaia:

Gentilissimi,
vi ho trovati casualmente, cercando in rete informazioni e
riferimenti relativamente alla dipendenza che trattate nel vostro
sito.
Sono la compagna di un uomo che di questa dipendenza ne ha fatto uno
stile di vita. Come quasi sempre accade, il nocciolo della questione
è nel fatto che il mio compagno non ammette assolutamente di avere
un "problema", anzi. Ore e ore davanti allo schermo giustificate con
una insonnia fisiologica; svariati Gigabyte dedicati al porno
accuratamente nascosti tra le pieghe dell'hard disk; quasi totale
assenza di rapporti sessuali e quella piccolissima percentuale
rimasta è solo per una sua velocissima soddisfazione (ogni tanto
cambiare "mano" può esser divertente).
Uscendo dalla sfera sessuale devo aggiungere una totale mancanza di
iniziativa per qualunque cosa, anche la più banale come andare al
cinema; di prendere decisioni anche importanti relativamente alla
casa o al lavoro non se ne parla proprio. Un'ameba!

Ha rovinato e sta ancora rovinando la mia vita e non ha funzionato
nessun tipo di tattica o di approccio da parte mia. Non mi consola
sapere che siamo in tante e la lettura della sezione "La donna del
pornodipendente" mi ha gettata nello sconforto.

Perchè vi sto scrivendo? Dopo quattro anni così, la mia storia è
arrivata al capolinea. Tuttavia per non lasciare proprio nulla di
intentato ho detto al mio compagno che non me ne andrò solo se
accetta di farsi aiutare da un medico. E' la prima volta che la metto
giù con un ricatto, ma davvero non ce la faccio più. In attesa di una
sua risposta (mi dirà di no, ma ci spero fino all'ultimo), la domanda
è: siete a conoscenza di medici SERI e/o associazioni mediche (noi
siamo a Genova) che possono eventualmente seguire una persona così?

Comunque vada vi ringrazio tantissimo,
Elena
Certo che i sintomi danno da pensare.....molto simili a.....beh fate voi
 
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Old FireWalkWhitMe

Guest
NON SO DIRVI SE SIA LA STESSA COSA UOMO-DONNA MA IO MI GUSTO FILMATI PORNOGRAFICI IN DVD/VHS E TRAMITE COMPUTER. NON HO MAI PERSO UN COLPO, FORSE MAGARI SOLO DOPO ESSERSI MASTURBATE/I PER DIVERSE VOLTE PUO' CAPITARE CHE NEL REALE SUBENTRA LA FAMIGERATA CILECCA!
L.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
NON SO DIRVI SE SIA LA STESSA COSA UOMO-DONNA MA IO MI GUSTO FILMATI PORNOGRAFICI IN DVD/VHS E TRAMITE COMPUTER. NON HO MAI PERSO UN COLPO, FORSE MAGARI SOLO DOPO ESSERSI MASTURBATE/I PER DIVERSE VOLTE PUO' CAPITARE CHE NEL REALE SUBENTRA LA FAMIGERATA CILECCA!
L.
Ecco da dove trovi ispirazione per il tuo look
 
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Old vincenzop

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pornopotere

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Grazie del commento
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cap 6 - Le dipendenze tecnologiche
cap 8 - La dipendenza sessuale

Vincenzo Punzi
www.noallapornodipendenza.it
 
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