Ma esistono davvero persone cosi??

Brunetta

Utente di lunga data
http://www.ifefromm.it/biografia-6.php

Fromm si sofferma a considerare le diverse forme di amore come l'amore materno, fraterno, l'amore verso Dio, fino ad evidenziare la differenza che passa tra egoismo e amore. Infatti l'egoismo genera l'egoista, cioè colui che in qualche modo rinnega sempre sé stesso; e dato che per Fromm l'amore e quindi amare è possibile solo nel momento in cui ciascuno ama se stesso, l'egoista rinnegando parte di sé paradossalmente è un essere tormentato che volontariamente si priva dei rapporti umani. "Quando noi trascuriamo noi stessi e non riusciamo ad amarci, non siamo in grado di amare gli altri." Questa concezione richiama quella dei mistici medioevali in particolare quella di Eckhart: "E' grande e giusto chi, amando se stesso, ama in egual misura il prossimo."
Fromm nel descrivere l'amore focalizza l'attenzione su alcuni valore universali imprescindibili quali la premura, la responsabilità, il rispetto e la conoscenza.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Guardate ora Raitre.
Oppure ricercatelo poi su Raiplay TGR Petrarca
 

Piperita

Sognatrice
http://www.ifefromm.it/biografia-6.php

Fromm si sofferma a considerare le diverse forme di amore come l'amore materno, fraterno, l'amore verso Dio, fino ad evidenziare la differenza che passa tra egoismo e amore. Infatti l'egoismo genera l'egoista, cioè colui che in qualche modo rinnega sempre sé stesso; e dato che per Fromm l'amore e quindi amare è possibile solo nel momento in cui ciascuno ama se stesso, l'egoista rinnegando parte di sé paradossalmente è un essere tormentato che volontariamente si priva dei rapporti umani. "Quando noi trascuriamo noi stessi e non riusciamo ad amarci, non siamo in grado di amare gli altri." Questa concezione richiama quella dei mistici medioevali in particolare quella di Eckhart: "E' grande e giusto chi, amando se stesso, ama in egual misura il prossimo."
Fromm nel descrivere l'amore focalizza l'attenzione su alcuni valore universali imprescindibili quali la premura, la responsabilità, il rispetto e la conoscenza.
Bene.
Io attribuisco il non amore verso se stessi alla cultura.
Il retaggio "spirituale" che ci portiamo addosso ci limita e ci costringe ad essere ciò che non siamo, poi a forza di costringerci, di comprimerci, di condizionarci, finisce che iniziamo ad odiare noi stessi perché non riusciamo ad essere come ci hanno insegnato che dovevamo essere.
Io ho la convinzione che là dove la chiesa cattolica ha un'impronta meno evidente, dove la gente è più libera di essere se stessa, ci si ami di più e di conseguenza si ami di più e meglio.
 

Blaise53

Utente di lunga data
Bene.
Io attribuisco il non amore verso se stessi alla cultura.
Il retaggio "spirituale" che ci portiamo addosso ci limita e ci costringe ad essere ciò che non siamo, poi a forza di costringerci, di comprimerci, di condizionarci, finisce che iniziamo ad odiare noi stessi perché non riusciamo ad essere come ci hanno insegnato che dovevamo essere.
Io ho la convinzione che là dove la chiesa cattolica ha un'impronta meno evidente, dove la gente è più libera di essere se stessa, ci si ami di più e di conseguenza si ami di più e meglio.
L'amarsi = egoista
 

Brunetta

Utente di lunga data
Bene.
Io attribuisco il non amore verso se stessi alla cultura.
Il retaggio "spirituale" che ci portiamo addosso ci limita e ci costringe ad essere ciò che non siamo, poi a forza di costringerci, di comprimerci, di condizionarci, finisce che iniziamo ad odiare noi stessi perché non riusciamo ad essere come ci hanno insegnato che dovevamo essere.
Io ho la convinzione che là dove la chiesa cattolica ha un'impronta meno evidente, dove la gente è più libera di essere se stessa, ci si ami di più e di conseguenza si ami di più e meglio.
Io sono atea/agnostica e vengo da una famiglia decisamente agnostica.
Ho fatto una mia ricerca spirituale in adolescenza, come tutti, sia attraverso la pratica religiosa, sia attraverso la filosofia. Poi sono cresciuta.
I miei figli non sono battezzati e non è una cosa frequente.
Ma provo sempre un certo fastidio quando si attribuisce alla Chiesa la responsabilità di influenzare la vita delle persone. Magari ci riuscisse! Forse ci sarebbe più rispetto delle regole.
Credo che si scarichi sulla Chiesa responsabilità proprie o dell'educazione ricevuta dai propri genitori soprattutto attraverso la accettazione o non accettazione della nostra particolarità in quanto persone altre da loro.
Però da adulti dovremmo accettarci noi stessi prima di cercare o aspettare l'amore salvifico che ci doni degnità di essere amati. È una contraddizione logica oltre che esistenziale.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Non si tende al narcisismo?
Forse c'è una confusione, ancora, sul termine amore e amor proprio.
Il narcisista non si ama per nulla, ricerca uno specchio lusinghiero negli altri mostrando un sé grandioso che non corrisponde alla realtà interiore.
Pensate a un Berlusconi che chiede approvazione su un suo discorso politico a una ventiseienne che paga per andare a letto con lui. Si ama e si apprezza davvero?
 

Piperita

Sognatrice
Io sono atea/agnostica e vengo da una famiglia decisamente agnostica.
Ho fatto una mia ricerca spirituale in adolescenza, come tutti, sia attraverso la pratica religiosa, sia attraverso la filosofia. Poi sono cresciuta.
I miei figli non sono battezzati e non è una cosa frequente.
Ma provo sempre un certo fastidio quando si attribuisce alla Chiesa la responsabilità di influenzare la vita delle persone. Magari ci riuscisse! Forse ci sarebbe più rispetto delle regole.
Credo che si scarichi sulla Chiesa responsabilità proprie o dell'educazione ricevuta dai propri genitori soprattutto attraverso la accettazione o non accettazione della nostra particolarità in quanto persone altre da loro.
Però da adulti dovremmo accettarci noi stessi prima di cercare o aspettare l'amore salvifico che ci doni degnità di essere amati. È una contraddizione logica oltre che esistenziale.
Il problema è che la percezione che abbiamo degli insegnamenti cattolici è alquanto alterata. La chiesa nei secoli si è fatta portavoce di un dio terribile, che manda all'inferno tutti quelli che non seguono i dieci comandamenti, ecc.
Sono stata dentro la chiesa per tantissimi anni e per me quello che veniva predicato era oro colato.
Quando iniziai ad avvertire che non era proprio così, allora mi sono allontanata, ma il più era stato fatto e scrollarsi di dosso tanto perbenismo è difficile.
Da questo e da un'educazione severa, deriva il mio dissidio interno, tra ciò che sono e ciò che vorrei essere.
 

trilobita

Utente di lunga data
Il problema è che la percezione che abbiamo degli insegnamenti cattolici è alquanto alterata. La chiesa nei secoli si è fatta portavoce di un dio terribile, che manda all'inferno tutti quelli che non seguono i dieci comandamenti, ecc.
Sono stata dentro la chiesa per tantissimi anni e per me quello che veniva predicato era oro colato.
Quando iniziai ad avvertire che non era proprio così, allora mi sono allontanata, ma il più era stato fatto e scrollarsi di dosso tanto perbenismo è difficile.
Da questo e da un'educazione severa, deriva il mio dissidio interno, tra ciò che sono e ciò che vorrei essere.
Io la chiesa cattolica e i Vangeli li ho visti spesso in contrddizione,come d'altronde Papa Francesco e la melma porporata che gli sta attorno che si affanna ad affossarlo in ogni modo.
I comandamenti...che dire,io ne avrei lasciato uno solo,che,secondo me,sintetizza tutti gli altri.
In un mondo che si limitasse ad osservare il comandamento che dice"Non fare agli altri ciò non vorresti fosse fatto a te",basterebbe tenere d'occhio i masochisti,e vivremmo tutti meglio.
Per dire,il...santifica le feste e congeneri li vedo tanto come un corollario alla burocrazia vaticana applicata,regole arcaiche legate a riti e celebrazioni che oggi significano nulla nel vivere contemporaneo occidentale.
Insomma,viva Gesù,ma da Pietro in poi tutto da prendere con le molle...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Il fatto che ci piacciono tanto le storie e le canzoni è il segno che è una cosa che piacerebbe tanto vivere.
Ma non è frequente.
Io ho sempre detto di non essere mai stata amata.
E sempre ho avuto risposte di consolazione. Le più ridicole erano quelle che mi rassicuravano che ero una bella ragazza e poi una bella donna.
Non mi sembra né tragico, né drammatico non essere stata amata.
Forse se si pensa a questo risulta più chiaro quanto è raro.
Vi è successo di sentire che qualcuno vi considerasse unici, speciali nel profondo, con un apprezzamento totale per voi corpo e anima e difetti?
Sì.

Non poche volte per la verità.

Il mio ex mi aveva quasi divinizzata per certi versi. Ero il suo sole. E per un periodo io l'ho considerato la mia terra. E la dinamica era esattamente quella della terra che ruota intorno al sole.
Con quello che poi, nella malagestione della dinamica, ha comportato in termini di dipendenza e co-dipendenza.

E prima di lui altri....credo di essere stata una persona molto fortunata. Ho sempre trovato persone che volevano esattamente quello...entrare dentro e aver cura di tutta me.

La questione, il fulcro, ero e sono io. Mica gli altri. E mica perchè non mi amo.
Semplicemente in certi gironi di me non ci ho mai portato nessuno.
Certe stanze sono sempre state riservate a me e soltanto a me.
E ho pure protetto chi tentava di avvicinarsi a quelle stanze.
Chi ci entrava non entrava in altre.

Sono sempre stata io a non bastare a me stessa.
Gli altri, fondamentalmente non potevano che subirne le conseguenze.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il problema è che la percezione che abbiamo degli insegnamenti cattolici è alquanto alterata. La chiesa nei secoli si è fatta portavoce di un dio terribile, che manda all'inferno tutti quelli che non seguono i dieci comandamenti, ecc.
Sono stata dentro la chiesa per tantissimi anni e per me quello che veniva predicato era oro colato.
Quando iniziai ad avvertire che non era proprio così, allora mi sono allontanata, ma il più era stato fatto e scrollarsi di dosso tanto perbenismo è difficile.
Da questo e da un'educazione severa, deriva il mio dissidio interno, tra ciò che sono e ciò che vorrei essere.
Ma quale Chiesa hai frequentato? E in quale epoca, il medioevo?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Il problema è che la percezione che abbiamo degli insegnamenti cattolici è alquanto alterata. La chiesa nei secoli si è fatta portavoce di un dio terribile, che manda all'inferno tutti quelli che non seguono i dieci comandamenti, ecc.
Sono stata dentro la chiesa per tantissimi anni e per me quello che veniva predicato era oro colato.
Quando iniziai ad avvertire che non era proprio così, allora mi sono allontanata, ma il più era stato fatto e scrollarsi di dosso tanto perbenismo è difficile.
Da questo e da un'educazione severa, deriva il mio dissidio interno, tra ciò che sono e ciò che vorrei essere.
siamo anche i nostri dissidi :)

e siamo anche figli della nostra cultura. Femmine, cristiane romane cattoliche....

Sta a noi ricordare che quella cultura viene da altre culture, che ha trasformato...e anche in quelle culture abbiamo radici.

L'inganno non è la chiesa...l'inganno è credere che prima della chiesa ci fosse il nulla.

Io ho avuto la fortuna di essere figlia del dissidio fra mia madre, cattolica in ribellione a se stessa, mio padre legato alla natura e alle leggi della natura.
Io sono stata il terreno di quel loro dissidio...un crocevia, anche di credenze :)

E per un sacco di anni sono stata in reazione, rifiutando entrambe le prospettive...senza patria e senza dio...ultimamente mi piace invece essere un crocevia...lasciarmi attraversare dalle credenze, dai riti, sceglierli...essere un crocevia, significa anche poter scegliere liberamente da che parte andare...

Certo...la questione basilare è non giudicarsi.
Una sorta di "io sono io"...bastante a raccogliere le leggi del mondo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma quale Chiesa hai frequentato? E in quale epoca, il medioevo?
Guarda bruni...mia zia, dalla parte di mia madre, è bipolare, non certificata ma evidente, ha deciso di farsi curare dal frate di CL. a cui si è affidata anima e corpo. E la sua famiglia, ugualmente CL, ha sposato la decisione. Dio la guarirà. E ci credevano davvero eh.

Ovviamente è fuori di testa come un balcone.
Adesso, a distanza di 20 anni, da quando dicevo a mio cugino che dio non ha mai curato i disturbi psichiatrici, mi ritrovo mio cugino che mi chiama e mi chiede che fare...e a me vien da mandarlo a fare in culo. Coglione.
Ha voluto e lasciato che sua madre si curasse con preghiere e eucarestia...che si sorbisca i risultati di una bipolare in casa.

I condizionamenti della chiesa, possono essere molto potenti. Proprio perchè si agganciano a condizionamenti sociali e culturali che sulla chiesa stessa e al servizio della chiesa stessa sono stati costruiti.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Questo topic non è personale ma è una riflessione che voglio condividere con voi oltre a leggere i vostri pareri
Due settimane fa mentre parlavo con una mia conoscente, mi raccontava la sua storia:
sposata da 11 anni, sta con suo marito da 14 anni
suo marito l'ha trattata non molto bene per quasi 5 anni trascurandola e cose simili
lei dopo quasi 5 anni si è trovata un altro e per alcuni mesi hanno avuto una storia
con suo marito erano separati in casa
un giorno lei ha scelto il marito perchè la persona con cui ha avuto una storia ha 20 anni in più di lei e a quei tempi non lavorava mentre ora si e dice che se vuole la può mantenere
lei comunque lavora da una vita e non hanno figli
ma lei nonostante non ama suo marito ma ama l'altro, ha scelto di stare con il marito e dice che sta male a non stare con l'altro, che lo ama ma che pensa che con il tempo se suo marito continua a comportarsi bene come sta facendo, lo amerà di nuovo
intanto adesso è tornata la stima per lui
Io mi chiedo com'è possibile che esistono persone che fanno queste scelte nonostante amano un'altra persona
Mi sembra di sentire il mio amante (ex), quando fa capire che l'interesso io
ma è andato a convivere con lei e si è sposato
quando l'ho conosciuto erano fidanzati da 7 anni ma non convivevano
Secondo me se ami una persona ci stai, non stai con un'altra persona che non ami
La faccio troppo semplice io??!!
Che ne pensate di queste due storie?
mah...io su queste cose la faccio molto semplice. E l'amore secondo me non c'entra una benamata.

Se si vuole una persona, ci si sta.
Se non ci si sta, non la si vuole abbastanza.

E il volere non è semplicemente il desiderare figlio dell'eccitazione del sentimento.
E' l'insieme della valutazioni a diversi livelli sull'affidabilità di chi si vuole accanto.

Alcuni miei amici, per esempio, hanno scelto di avere accanto la donna che rappresentava la loro idea di famiglia, lasciando da parte altre tipologie di donne con cui condividevano magari molto di più, ma che ai loro occhi non erano "famiglia".

Non è questione di amore, è questione di scegliere la persona che si ritiene più affidabile da aver vicino.
Poi si può sbagliare. Ma l'amore non indica nulla in termini di scelte.
 

Piperita

Sognatrice
Ma quale Chiesa hai frequentato? E in quale epoca, il medioevo?
No no, parlo anche di adesso.
Una delle ultime volte che ho dialogato con il prete della chiesa del mio paese, era allibito, quando ho messo in dubbio la mia fede, stava quasi per esorcizzarmi:rotfl:
 

Piperita

Sognatrice
Sì.

Non poche volte per la verità.

Il mio ex mi aveva quasi divinizzata per certi versi. Ero il suo sole. E per un periodo io l'ho considerato la mia terra. E la dinamica era esattamente quella della terra che ruota intorno al sole.
Con quello che poi, nella malagestione della dinamica, ha comportato in termini di dipendenza e co-dipendenza.

E prima di lui altri....credo di essere stata una persona molto fortunata. Ho sempre trovato persone che volevano esattamente quello...entrare dentro e aver cura di tutta me.

La questione, il fulcro, ero e sono io. Mica gli altri. E mica perchè non mi amo.
Semplicemente in certi gironi di me non ci ho mai portato nessuno.
Certe stanze sono sempre state riservate a me e soltanto a me.
E ho pure protetto chi tentava di avvicinarsi a quelle stanze.
Chi ci entrava non entrava in altre.

Sono sempre stata io a non bastare a me stessa.
Gli altri, fondamentalmente non potevano che subirne le conseguenze.
Succede anche a me, ma non trovo sia una cosa buona. Una persona deve essere centrata su se stessa, vivere per sè, amarsi e solo dopo può amare gli altri.
Essere il sole di qualcuno significa che quel qualcuno vive per te e di te e non per sè e di sè.
Significa anche che ti vengono caricate addosso delle responsabilità enormi, che riguardano la vita e il benessere psicofisico dell'altro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No no, parlo anche di adesso.
Una delle ultime volte che ho dialogato con il prete della chiesa del mio paese, era allibito, quando ho messo in dubbio la mia fede, stava quasi per esorcizzarmi:rotfl:
Io ho conosciuto preti di una cultura e modernità da ammirare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Succede anche a me, ma non trovo sia una cosa buona. Una persona deve essere centrata su se stessa, vivere per sè, amarsi e solo dopo può amare gli altri.
Essere il sole di qualcuno significa che quel qualcuno vive per te e di te e non per sè e di sè.
Significa anche che ti vengono caricate addosso delle responsabilità enormi, che riguardano la vita e il benessere psicofisico dell'altro.
A me piace per la verità. :)

E continua a piacermi nonostante ho sperimentato che il confine con la dipendenza è sottilissimo, in quel "gioco" delle parti...

Mi mancherebbe non essere il "sole".

Sto imparando che essere il sole non significa che l'altro vive per te (che non è mai così...e con il mio ex l'ho sperimentato...che quel modo della dipendenza diventa anche "se smetti di essere il mio sole ti uccido").
Essere il sole di qualcuno può anche significare che l'altro sa godere e riconoscere la "luce" e anche "l'ombra" del sole...usandola per se stesso, come stimolo per essere migliore e per goderne dentro, per sè e soltanto per sè.

D'altra parte ho imparato anche che la terra per me è altrettanto importante. Come terreno in cui "piantare" cose, che mettono me in condizione di desiderare di essere migliore. Per me stessa. Per godere dei frutti della terra.

Il confine dal mio punto di vista è dato dai modi della Cura e dell'Usarsi.
E da un sano egoismo. Oltre che dalla separazione dei due io. Che non ci si può Dare e non si può condividere quel che non si ha. O sostituendosi uno all'altro.

Le responsabilità non le da l'altro. Mai. Ce le si assume. E' una gabbia autocostruita, quella delle responsabilità. Rispondere ad un bisogno proprio di riconoscimento.

E' uno dei motivi per cui ambisco all'etera. E non alla moglie.
 
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