Si vendica della morte della moglie

danny

Utente di lunga data
Io la differenza la vedo perché io guido l'automobile (con la consapevolezza della responsabilità che ne deriva) ma non mi sogno di maneggiare armi da fuoco per la consapevolezza che la funzione di queste ultime è di causare la morte e non è solo un effetto collaterale di un uso improprio.
Io credo che non sarebbe stato necessario definire un delitto specifico. Penso (non so fare i riferimenti legislativi e normativi) che sommando i singoli reati e aggravanti si sarebbe arrivati alle stesse pene previste in precedenza.
La costruzione di una richiesta nell'opinione pubblica per poi dimostrare efficienza promulgando la legge è ormai una prassi politica che trovo noiosa e populista.
Purtroppo succede anche che chi subisce il dolore di una perdita soffra così intensamente da non saper gestire il proprio dolore, però se si equipara nell'opinione pubblica un incidente (con tutte le aggravanti per l'imprudenza, l'assunzione di sostanze ecc) a un omicidio volontario si offre un bersaglio al dolore.
Le campagne nei confronti della sanità finiranno per fare dei bersagli anche i medici che non sono in grado di compiere miracoli o che commettono sempre possibili errori umani di valutazione.
Sì.
Vi è un ulteriore valutazione, così, ad occhio.
Uno dei primi arresti (come dice il quotidiano http://www.ctsnotizie.it/guidava-ubriaca-23enne-arrestata-per-omicidio-stradale/) fu questa ragazza che al volante di una Smart causò la morte di un conducente di Ape Piaggio.
Era ubriaca, perse il controllo del mezzo e ebbe una collisione con l'Ape Car.
In questo caso lei ebbe la meglio, ma solo perché non si trovò di fronte due tonnellate di un qualsiasi suv o monovolume. In quel caso, probabilmente sarebbe stata lei a non uscirne viva.
L'altro conducente trovò la morte proprio a causa dell'insicurezza del mezzo che conduceva.
Gli esiti di ogni incidente possono differire a seconda dei mezzi coinvolti.
Se il ciclista davanti a me sbanda e mi viene sotto e viene rilevato che in un'area dove vigeun limite dei 30 km/h io andavo a 50 (come era lecito fino a qualche tempo fa ovunque in ambito urbano) rischio di essere incriminato per omicidio stradale pur non avendo alcuna intenzione di commettere reato, né oggettivamente alcuna colpa. (non sono molto sicuro di questa cosa, vado sul ricordo, se potete controllate... i limiti in ambito urbano in alcune aree sono stati abbassati per cui gli oltre 70 non so se valgano ovunque)
 
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danny

Utente di lunga data
Hai ragione, non è giustificabile. Premessa doverosa, per quanto ovvia, noi non siamo emotivamente coinvolti. Detto questo, non è l'unico responsabile di questo omicidio a mio avviso; tante sentenze ( molto blande, ne avevo discusso tempo fa con @perplesso ) non fanno altro che catalogare questi casi di omicidio come " spiacevoli fatalità ".
Riporto le pene previste :

1. Omicidio stradale colposo

Oggi è un reato autonomo, graduato su tre varianti: resta la pena già prevista (da 2 a 7 anni, articolo 589 C.P.) per l’ipotesi base, quando la morte sia stata causata violando il Codice della strada; la seconda variante prevede da 8 a 12 anni di carcere per chi provoca la morte di una persona sotto effetto di droghe o in stato di ebbrezza grave (con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro); la terza fattispecie contempla la reclusione da 5 a 10 anni se l’omicida si trova in stato di ebbrezza più lieve (tasso alcolemico oltre 0,8 grammi per litro) o abbia causato l’incidente dopo condotte pericolose (eccesso di velocità — oltre i 70 km/h in strada urbana e superiore di 50km/h rispetto alla velocità consentita in strada extraurbana — guida contromano, sorpassi, inversioni a rischio, ecc.).


Ogni commento è superfluo.
No, ok è così, ricordavo male io.
Anche se i 70 in certe strade urbane a due corsie, di notte quando non c'è traffico - sono la velocità... minima che tutti riescono a tenere.
Anche qui non vi è una valutazione della qualità della strada, ma si pongono limiti di velocità nella definizione di omicidio stradale uguali per tutti.
I 70 km/h possono essere molto pericolosi da tenere in una stretta via di un centro storico, ma una velocità assolutamente sostenibile in una strada urbana a due corsie per senso di marcia o addirittura a carreggiate separate.
 
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brenin

Utente
Staff Forum
Sì.
Vi è un ulteriore valutazione, così, ad occhio.
Uno dei primi arresti (come dice il quotidiano http://www.ctsnotizie.it/guidava-ubriaca-23enne-arrestata-per-omicidio-stradale/) fu questa ragazza che al volante di una Smart causò la morte di un conducente di Ape Piaggio.
Era ubriaca, perse il controllo del mezzo e ebbe una collisione con l'Ape Car.
In questo caso lei ebbe la meglio, ma solo perché non si trovò di fronte due tonnellate di un qualsiasi suv o monovolume. In quel caso, probabilmente sarebbe stata lei a non uscirne viva.
L'altro conducente trovò la morte proprio a causa dell'insicurezza del mezzo che conduceva.
Gli esiti di ogni incidente possono differire a seconda dei mezzi coinvolti.
Se il ciclista davanti a me sbanda e mi viene sotto e viene rilevato che in un'area dove vigeun limite dei 30 km/h io andavo a 50 (come era lecito fino a qualche tempo fa ovunque in ambito urbano) rischio di essere incriminato per omicidio stradale pur non avendo alcuna intenzione di commettere reato, né oggettivamente alcuna colpa. (non sono molto sicuro di questa cosa, vado sul ricordo, se potete controllate... i limiti in ambito urbano in alcune aree sono stati abbassati per cui gli oltre 70 non so se valgano ovunque)
danny, non esiste mezzo "sicuro" al 100 % perchè la sicurezza dipende da molti fattori imponderabili ( fermo restando che uno standing elevato di sicurezza attiva riduce molto i danni ma non garantisce comunque l'immortalità ), secondo me. Però, e scusatemi se insisto, un conto è un ciclista che sbanda e ti finisce sotto l'auto, un altro conto è il pazzo che brucia il rosso a 100 all'ora in centro abitato e falcia un pedone sulle strisce. Vedo con rammarico che comunque, ai fini di effettiva durata della pena, questi omicidi sono considerati poco più che tragica fatalità, e tante condanne non disincentivano affatto la precisa volontà , da parte dei rei, di non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
 

danny

Utente di lunga data
danny, non esiste mezzo "sicuro" al 100 % perchè la sicurezza dipende da molti fattori imponderabili ( fermo restando che uno standing elevato di sicurezza attiva riduce molto i danni ma non garantisce comunque l'immortalità ), secondo me. Però, e scusatemi se insisto, un conto è un ciclista che sbanda e ti finisce sotto l'auto, un altro conto è il pazzo che brucia il rosso a 100 all'ora in centro abitato e falcia un pedone sulle strisce. Vedo con rammarico che comunque, ai fini di effettiva durata della pena, questi omicidi sono considerati poco più che tragica fatalità, e tante condanne non disincentivano affatto la precisa volontà , da parte dei rei, di non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Difatti questo è il distinguo che va fatto, ma che la legge non sembra tenere in contro definendo dei parametri che possono coinvolgere anche il padre di famiglia che torna a casa dal pranzo della cresima o l'automobilista che ieri non avendo rispettato la precedenza mi stava venendo addosso.
Sulla sicurezza al 100% sono d'accordo.
Ma è più facile perdere la vita a bordo di un Ape Car o di una Fiat 600 in uno scontro frontale che su una Mercedes classe G.
Anche solo per statistica, tenendo conto della probabilità di cozzare con veicoli di massa superiore.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Sì.
Vi è un ulteriore valutazione, così, ad occhio.
Uno dei primi arresti (come dice il quotidiano http://www.ctsnotizie.it/guidava-ubriaca-23enne-arrestata-per-omicidio-stradale/) fu questa ragazza che al volante di una Smart causò la morte di un conducente di Ape Piaggio.
Era ubriaca, perse il controllo del mezzo e ebbe una collisione con l'Ape Car.
In questo caso lei ebbe la meglio, ma solo perché non si trovò di fronte due tonnellate di un qualsiasi suv o monovolume. In quel caso, probabilmente sarebbe stata lei a non uscirne viva.
L'altro conducente trovò la morte proprio a causa dell'insicurezza del mezzo che conduceva.
Gli esiti di ogni incidente possono differire a seconda dei mezzi coinvolti.
Se il ciclista davanti a me sbanda e mi viene sotto e viene rilevato che in un'area dove vigeun limite dei 30 km/h io andavo a 50 (come era lecito fino a qualche tempo fa ovunque in ambito urbano) rischio di essere incriminato per omicidio stradale pur non avendo alcuna intenzione di commettere reato, né oggettivamente alcuna colpa. (non sono molto sicuro di questa cosa, vado sul ricordo, se potete controllate... i limiti in ambito urbano in alcune aree sono stati abbassati per cui gli oltre 70 non so se valgano ovunque)
Io so di un incidente che aveva causato la morte del padre di una conoscente mentre era in bicicletta. Lei tuonava contro l'assassina che lo aveva investito. Poi, dopo le indagini, non ne parlava più. Probabilmente era stato il padre, di ritorno da una sala da ballo, ad aver bevuto troppo ed essersi spostato di corsia finendo sotto l'auto che sopraggiungeva.
Certo che se fosse accaduto a me ancora non ci dormirei. Ho ancora i sensi di colpa per aver investito un piccione decenni fa.
 

danny

Utente di lunga data
Io so di un incidente che aveva causato la morte del padre di una conoscente mentre era in bicicletta. Lei tuonava contro l'assassina che lo aveva investito. Poi, dopo le indagini, non ne parlava più. Probabilmente era stato il padre, di ritorno da una sala da ballo, ad aver bevuto troppo ed essersi spostato di corsia finendo sotto l'auto che sopraggiungeva.
Certo che se fosse accaduto a me ancora non ci dormirei. Ho ancora i sensi di colpa per aver investito un piccione decenni fa.
Accaduto con le stesse modalità anche a una persona di mia conoscenza, che guidava la vettura investitrice.
Non è un incidente poco comune, sembrerebbe.
Una mia amica invece una sera tanti anni fa tornando a casa in periferia ha sbandato con l'auto.
Aveva bevuto una birra al pub e complici temo alcuni psicofarmaci che assumeva ha avuto un colpo di sonno alle due di notte.
Auto distrutta, lei illesa.
Fortuna volle che non vi fosse una collisione con alcuno, si risolse con una bella cifra da pagare al carrozziere.
Gli incidenti sono esattamente... incidenti: ognuno ha modalità diverse e conseguenze appunto differenti in presenza di tante variabili.
 

iosolo

Utente di lunga data
Leggevo che una delle cose che hanno fatto letteralmente impazzire di dolore il ragazzo è stato il mancato pentimento del giovane. parlano addirittura di delle sgommate davanti al marito (oddio tutte cose da verificare certo).
Probabilmente quella sua indifferenza è stata letale.

Hai ucciso qualcuno, anche se non per "colpe" sostanziali tue ma che tipo di approccio hai avuto a tutto questo orrore?

Ripeto non voglio giustificare qualcuno che ha commesso comunque qualcosa di atroce, ma non riesco a condannarlo del tutto. Il dolore fa impazzire, la testa a volte non ci sta...
 

danny

Utente di lunga data
Leggevo che una delle cose che hanno fatto letteralmente impazzire di dolore il ragazzo è stato il mancato pentimento del giovane. parlano addirittura di delle sgommate davanti al marito (oddio tutte cose da verificare certo).
Probabilmente quella sua indifferenza è stata letale.

Hai ucciso qualcuno, anche se non per "colpe" sostanziali tue ma che tipo di approccio hai avuto a tutto questo orrore?

Ripeto non voglio giustificare qualcuno che ha commesso comunque qualcosa di atroce, ma non riesco a condannarlo del tutto. Il dolore fa impazzire, la testa a volte non ci sta...
Forse la rimozione.
In questi casi per entrambi sarebbe stato necessaria una terapia di supporto psicologico.
Invece entrambi si son trovati da soli a convivere con quanto accaduto.
 

iosolo

Utente di lunga data
Forse la rimozione.
In questi casi per entrambi sarebbe stato necessaria una terapia di supporto psicologico.
Invece entrambi si son trovati da soli a convivere con quanto accaduto.
Sicuramente si.
Ma a volte certe indifferenza è proprio del nostro tempo.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

danny

Utente di lunga data
Si ho letto era stato creato un clima di rancore attraverso il web che come al solito condice a situazioni poi difficili da contenere
Ho letto i commenti agli articoli di Repubblica, e devo dire che sono sempre più infastidito dall'utilizzo del web in genere come sfogatoio delle frustrazioni di chi scrive.
Per la vittima era stato creato un gruppo Facebook chiuso "Giustizia per Roberta" con più di 1200 iscritti.
Spesso si creano gruppi alla memoria per persone decedute dove si raccolgono testimonianze, ricordi, in questo caso mi sorprende il titolo dato al gruppo, ma non posso verificare i contenuti e esprimere un giudizio personale su di essi.
Purtroppo per persone in difficoltà psicologiche vi è il rischio di accusare un forte stress nella reiterazione del dolore, un po' come può accadere qui quando ci si ritrova a ripercorrere il tradimento subito attraverso le storie degli altri.
Ho la sensazione che la realtà virtuale possa provocare nelle persone predisposte conseguenze a livello psicologico e alterazioni dell'umore.
L'assassino avrebbe avuto bisogno di un supporto psicologico più che dell'espressione del pensiero di 1200 "amici di tastiera".
Mi è capitato di leggere sui commenti FB di Repubblica persone che inneggiavano a "occhio per occhio dente per dente", altri che dicevano che aveva fatto bene a uccidere, che se l'era meritato in quanto era passato col rosso etc.
Ho dato un'occhiata ad alcuni profili e ho constatato che non si tratta neppure di persone dalla bassa scolarità: molti sono giovani laureati, con una percentuale maggiore di componente femminile (che forse si è maggiormente identificata nella vittima, oppure soffre maggiormente di ansia e paura, per cui è portata a convalidare atteggiamenti protettivi aggressivi o criminali).
Non è tanto il web a essere pericoloso, quanto la possibilità che viene data ad ogni persona di usarlo senza freni inibitori, senza limiti, senza valutazioni morali.
Se siamo messi così, comprendo come possa capitare che, al sopraggiungere di un "dittatore", queste espressioni possano tramutarsi in consenso, giustificando anche scelte abiette.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Ho letto i commenti agli articoli di Repubblica, e devo dire che sono sempre più infastidito dall'utilizzo del web in genere come sfogatoio delle frustrazioni di chi scrive.
Per la vittima era stato creato un gruppo Facebook chiuso "Giustizia per Roberta" con più di 1200 iscritti.
Spesso si creano gruppi alla memoria per persone decedute dove si raccolgono testimonianze, ricordi, in questo caso mi sorprende il titolo dato al gruppo, ma non posso verificare i contenuti e esprimere un giudizio personale su di essi.
Purtroppo per persone in difficoltà psicologiche vi è il rischio di accusare un forte stress nella reiterazione del dolore, un po' come può accadere qui quando ci si ritrova a ripercorrere il tradimento subito attraverso le storie degli altri.
Ho la sensazione che la realtà virtuale possa provocare nelle persone predisposte conseguenze a livello psicologico e alterazioni dell'umore.
L'assassino avrebbe avuto bisogno di un supporto psicologico più che dell'espressione del pensiero di 1200 "amici di tastiera".
Mi è capitato di leggere sui commenti FB di Repubblica persone che inneggiavano a "occhio per occhio dente per dente", altri che dicevano che aveva fatto bene a uccidere, che se l'era meritato in quanto era passato col rosso etc.
Ho dato un'occhiata ad alcuni profili e ho constatato che non si tratta neppure di persone dalla bassa scolarità: molti sono giovani laureati, con una percentuale maggiore di componente femminile (che forse si è maggiormente identificata nella vittima, oppure soffre maggiormente di ansia e paura, per cui è portata a convalidare atteggiamenti protettivi aggressivi o criminali).
Non è tanto il web a essere pericoloso, quanto la possibilità che viene data ad ogni persona di usarlo senza freni inibitori, senza limiti, senza valutazioni morali.
Se siamo messi così, comprendo come possa capitare che, al sopraggiungere di un "dittatore", queste espressioni possano tramutarsi in consenso, giustificando anche scelte abiette.
Ottima analisi.
È il riconoscimento attraverso l'identificazione di un nemico, di un diverso che è comune a tante forme di aggregazione.
In questi casi ci si sente dalla parte giusta, i Giusti, facilmente perché c'è una vittima innocente.
Ma quando ci si rafforza nel gruppo, sia che siano i Capuleti e i Montecchi sia che siano i neri e le zecche sia chi rispetta i semafori rossi e chi no, si finisce per attribuire al bersaglio la condizione di non-umano o comunque di colpevole senza redenzione.
L'abbiamo visto anche qua.
Il web depotenzia ancora più del gruppo il senso di responsabilità individuale per la sensazione di stare solo parlando con immagini, al punto che poi anche quando si vedono le persone restano figurine, come diceva una utente, come personaggi televisivi di cui ci sentiamo di poter dire di tutto senza rispetto.
Qui c'è stato "solo" un morto e più vittime. Ma se non smontiamo appena ne abbiamo l'occasione questi meccanismi li alimentiamo.
 
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