Era esattamente quello che volevo dire io. :up:
Tu l'hai espresso meglio.
Il mio pensiero differisce forse per una sola cosa. A volte si può anche compiacere per far contento l'altro/a senza sacrificare necessariamente sé stessi o divenire schiavi di questa cosa.
L'amore è un'equilibrio dinamico (come scrivi tu) e perfetto tra due componenti: egoismo e altruismo.
Buscopann
E' frutto di interminabili discussioni...con G, e con altre persone, fra cui anche tu (grazie fra l'altro, mi avevi dato spunti importanti!)...è una questione importante per me.
Anche perchè è legata alla questione della vessazione...sono le due facce della stessa medaglia.
Ed è una medaglia che riguarda il potere. Dove viene collocato e da chi. E tocca direttamente la parità.
Due Uno che fanno Uno.
Credo che quello a cui ti riferisci tu non sia esattamente compiacenza...che per sua essenza è un comportamento teso ad ottenere qualcosa per se stessi passando attraverso l'altro. Usando "male" l'altro. Senza chiarezza e senza consensualità.
Credo che quello a cui ti riferisci tu riguardi i modi della Cura.
L'aver Cura delle esigenze dell'altro.
Perchè il proprio piacere risiede anche ed esattamente lì.
E se si è ben presenti al fatto che lo si sta facendo per se stessi, allora non è esattamente far contento l'altro..ma godersi il piacere procurato all'altro con le proprie attenzioni. Ed è semplicemente dichiarato.
Mi ricordo gli esempi di mare e montagna...ora li metterei così, in concreto: "vengo al mare. Non mi piace il mare. Ma mi piace vederti godere del mare".
E allora magari vieni un giorno. Magari stai tutto il tempo. Magari dopo tre giorni ti sei rotto il cazzo e te ne vai, serenamente.
Nell'esposizione di Piacere/Dispiacere c'è il non perdere se stessi.
Che è cosa ben diversa dal farsi piacere il mare perchè all'altro il mare piace.
Credo siano declinazioni di strutture, Essenze...
Io per esempio so che non potrei stare con un uomo che cerca il suo piacere come lo cerco io.
Finiremmo ai coltelli in meno di 7 secondi.
Gli uomini che ho sentito vicini, erano uomini con uno spiccato senso di disponibilità e Cura.
E ho provato sulla mia pelle la compiacenza che porta alla dipendenza...il mio ex...e non era un problema mio. Era un problema suo. Tanto che neanche si rendeva conto della differenza. E confondeva il mio piacere con il suo.
Io ho peccato di mancanza di Attenzione e Cura nei suoi riguardi. E sono finita in vessazione. Mi pesa ancora non essere stata migliore.
Mi sono lasciata prendere dalla lusinga del suo desiderio di darmi piacere, senza verificare che ci fossero i NO!.
Quei NO! che dicono dello spazio individuale di ognuno, che dicono che ognuno è in se stesso.
Che ognuno ha chiaro il suo piacere. E come lo cerca. E se non è chiaro, è chiaro che non è chiaro.
E si torna alla famosa questione della Condivisione...lo spazio in cui si mettono in mezzo le Cose di ognuno.
Perchè entrambi possano guardare, valutare, prendere posizione, decidere per se stesso. E solo per se stessi.
Quanto all'altruismo....io non ho una buona opinione dell'altruismo...lo vedo come un qualcosa di estremamente egoista. Un modo per risultare migliori ai propri occhi usando l'altro in modo non dichiarato mai del tutto.
E sono una sostenitrice dell'Uso reciproco. MA chiaro e limpido. E non per i principi di bene/male.