Ieri sera non ho quasi dormito perché avevo parlato di noi della nostra intimità con altri e non con lui a sua insaputa . Questa mattina gli ho fatto leggere quello che abbiamo scritto .
Hai fatto bene
Io penso che sei (siete) andati un po' per il dritto e un po' per il rovescio...
Provo a spiegarmi.
Io credo che o si inizia una storia, dove entrambi hanno già molto chiaro quali siano le implicazioni emotive dell'apertura della coppia, perchè già sperimentato. E quindi ognuno conosce se stesso e i propri limiti. Quindi si può tranquillamente giocare.
Oppure, si vuole sperimentare una situazione che appartiene alle fantasie, ma di cui non si ha mai avuto esperienza.
E allora secondo me serve qualche precauzione in più.
Per precauzione intendo andarci insieme in quella direzione. Facendo un passo e poi parlando. E poi riparlando e condividendo. E si costruisce insieme il cosa, il come, il chi.
Poi ci stanno tutti i limiti di questo mondo. Ma io penso che debbano essere conosciuti prima di poterli condividere.
Conoscerli già. O andare a scoprirli insieme sono due situazioni diverse.
E hanno due percorsi diversi.
Conosco coppie che si divertono insieme così.
Alcuni partecipano. E il terzo è un "toy" per entrambi.
Conosco coppie che ognuno si fa la sua parte e la condivisione è silente.
Io di mio propendo per la prima situazione. Mi intriga di più.
Ma credo che serva arrivarci insieme.
Non mi reprimerei. (già fatto...e i risultati sono stati disastrosi, per usare un eufemismo).
Con il mio compagno per ora abbiamo dato la priorità al costruire fra noi. Un passo per volta. Con calma.
Strutturare il Noi. Perchè è la priorità per ognuno di noi due.
Nelle prospettive c'è un* terz*. E in quella direzione ci stiamo condividendo.
LA gelosia è erotizzabile, per esempio...ma serve, come ha già detto qualcuno, conoscersi piuttosto bene, per giocare serenamente. E io penso serva un grado di condivisione che da come scrivi mi pare non abbiate.
Se il grado di condivisione ci fosse, la tua soluzione non sarebbe o mi reprimo io o ti reprimi tu.
(e guarda che anche "l'imposizione" di un proprio desiderio ha come risultato la repressione).
Sarebbe la ricerca di altro. Che magari porta comunque lì o al lasciarsi.
Da come ti leggo....a me sembra che prima di aprirvi al "mondo" abbiate un gran bisogno di rientrare fra Voi e guardarvi, ascoltarvi e capirvi. Hai fretta...troppa. Secondo me.
Il fatto che lui avesse avuto problemi di erezione dice tantissimo...e se mi permetti...non avete avuto gran Cura uno dell'altro, se siete arrivati lì.
Che ha dovuto parlare il corpo, per riempire i silenzi delle parole. Per chiedere ascolto.
SE vuoi pensare situazioni in cui tu accudisci lui mentre fate sesso con altr* insieme, il grado di complicità e intesa è alto. Salvo non sapere cosa si sta facendo. O saperlo poco e in modo incompleto.
E se vuoi accudire il corpo dell'altro...io due domande su cosa non ha girato fra voi tanto da portare il suo corpo a parlare al posto delle parole me le farei.
Ma un discorso è arrivarci per la paura di perdersi. A prendere una posizione.
Altro discorso è arrivarci per Condivisione e Cura reciproca. E poi magari ci si lascia uguale...ma non penso sia quello il punto.
Tu sei arrivata alla posizione di reprimerti per paura.
E non è una gran consigliera...in questi termini.