E se ...

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
È la teoria sociologica alla base del l'esperimento scolastico raccontato nel film "l'onda" (die Welle)

Da vedere e far vedere.
grazie della segnalazione :up:
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Niente unisce la famiglia come una bella guerra da combattere?

Inviato dal mio SM-J120FN utilizzando Tapatalk
La famiglia e .. Molto altro.

A volte il nemico è quasi "necessario" e lo si crea artificialmente, o anche con la sola fantasia.

Vogliamo pensare al "comunismo" più cupo evocato da Berlusconi ai tempi d'oro x unire tanti pezzi di "destra" che nulla hanno a che spartirsi, se non rancore e malcelata sopportazione?..
 

Divì

Utente senza meta
La famiglia e .. Molto altro.

A volte il nemico è quasi "necessario" e lo si crea artificialmente, o anche con la sola fantasia.

Vogliamo pensare al "comunismo" più cupo evocato da Berlusconi ai tempi d'oro x unire tanti pezzi di "destra" che nulla hanno a che spartirsi, se non rancore e malcelata sopportazione?..
Unisce più un comune nemico che il senso di fratellanza, a volte. Anche se i neuroni specchio lo negano.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Unisce più un comune nemico che il senso di fratellanza, a volte. Anche se i neuroni specchio lo negano.
Verissimo :up: non a caso ci si son costruite guerre con questo concetto ;)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Unisce più un comune nemico che il senso di fratellanza, a volte. Anche se i neuroni specchio lo negano.
Assolutamente si.

E infatti una generica figura di "amante" (tornando in tema) direi che in teoria è un nemico quasi "naturale" della famiglia altrui, in prospettiva, a seconda con chi si confonde, e a seconda delle evoluzioni che ha la storia.

Un ottimo candidato, diciamo :)

Anche se spesso non ci incastra una sega.. :)
 
Ultima modifica:

marietto

Heisenberg
Sai una cosa? Io non credo proprio che chi tradisce si penta del tradimento, può essere davvero disperato per le conseguenze che pensava che non ci sarebbero mai state, nascondendo tutto accuratamente, ma il tradimento gli è piaciuto. E negare questo è occultare le ragioni che hanno portato a tradire.
Mmmm... No, per me non è così... Ci si pente del tradimento perchè abbiamo tradito noi stessi, i nostri valori, la nostra filosofia di vita, e questo può essere vero anche se l'atto in sè ci è piaciuto. Il pentirsi delle conseguenze non lo chiamerei pentimento, ma piuttosto rimpianto...

La differenza, secondo me, è che il primo ci porta a cercare di evitare di ripetere quello che si è fatto, anche se era piacevole, mentre il secondo può anche portarci semplicemente a farci più furbi e ad evitare di farsi beccare al prossimo giro, perchè non si tratta più di evitare l'atto in sè, ma solo le sue conseguenze.

Per me riconoscere la differenza tra pentimento e rimpianto, o ritenere di averla riconosciuta, è essenziale al decidere se riconciliarsi o meno. Perchè, e su questo sono d'accordo con te, il pentimento è raro.

Per questo motivo pur essendo stato beneficiario di una riconciliazione, io sono abbastanza restio a consigliare di riprovarci (sto parlando di una riconciliazione effettiva, al cercare di tornare coppia, non allo stare insieme per crescere i figli, che è cosa diversa).

Se la pensassi effettivamente come hai scritto, consiglierei a tappeto a tutti i traditi un bel calcio nel culo del/della fedifrago/a, perchè si riaffiderebbero a qualcuno che tornerà a certe attività non appena avrà trovato un modo di farla franca che gli sembra sicuro.

...

Cerco di spiegarmi meglio con un esempio:

Quando cominciai le superiori, venivo da sette anni di scuola dalle suore. La scuola pubblica a fine anni 70 era tutto un fiorire di scioperi e manifestazioni che però avevano ormai perso il significato politico che avevano alcuni anni prima, ma erano spesso principalmente una scusa per saltare scuola, con quattro gatti che si presentavano effettivamente in assemblea.

Mia mamma era piuttosto confusa da questa situazione, ma visto che si trattava di evitarmi un giorno in classe da solo, l'avevo convinta abbastanza rapidamente a firmarmi le giustificazioni senza discutere troppo.

Un giorno saltai scuola per conto mio, passando la giornata a spassarmela per il centro, e poi fingendo un inesistente sciopero e ottenendo da mia madre la giustificazione.

Lo rifeci altre due volte. Non fui beccato, quindi non ebbi conseguenze e trascorsi mattinate piacevoli al posto di giorni di scuola.
Però mi sentivo una merda. E questo sentimento aumentò al punto che smisi completamente di comportarmi così.
Perchè ero pentito, perchè non era così che mi vedevo e volevo essere, perchè oltre ad imbrogliare chi mi voleva bene, avevo tradito me stesso. Non perchè mi dispiacesse per conseguenze che non c'erano state.

Quindi io penso che il pentimento esista per se stesso. non necessariamente per le conseguenza che porta la scoperta.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Mmmm... No, per me non è così... Ci si pente del tradimento perchè abbiamo tradito noi stessi, i nostri valori, la nostra filosofia di vita, e questo può essere vero anche se l'atto in sè ci è piaciuto. Il pentirsi delle conseguenze non lo chiamerei pentimento, ma piuttosto rimpianto...

La differenza, secondo me, è che il primo ci porta a cercare di evitare di ripetere quello che si è fatto, anche se era piacevole, mentre il secondo può anche portarci semplicemente a farci più furbi e ad evitare di farsi beccare al prossimo giro, perchè non si tratta più di evitare l'atto in sè, ma solo le sue conseguenze.

Per me riconoscere la differenza tra pentimento e rimpianto, o ritenere di averla riconosciuta, è essenziale al decidere se riconciliarsi o meno. Perchè, e su questo sono d'accordo con te, il pentimento è raro.

Per questo motivo pur essendo stato beneficiario di una riconciliazione, io sono abbastanza restio a consigliare di riprovarci (sto parlando di una riconciliazione effettiva, al cercare di tornare coppia, non allo stare insieme per crescere i figli, che è cosa diversa).

Se la pensassi effettivamente come hai scritto, consiglierei a tappeto a tutti i traditi un bel calcio nel culo del/della fedifrago/a, perchè si riaffiderebbero a qualcuno che tornerà a certe attività non appena avrà trovato un modo di farla franca che gli sembra sicuro.

...

Cerco di spiegarmi meglio con un esempio:

Quando cominciai le superiori, venivo da sette anni di scuola dalle suore. La scuola pubblica a fine anni 70 era tutto un fiorire di scioperi e manifestazioni che però avevano ormai perso il significato politico che avevano alcuni anni prima, ma erano spesso principalmente una scusa per saltare scuola, con quattro gatti che si presentavano effettivamente in assemblea.

Mia mamma era piuttosto confusa da questa situazione, ma visto che si trattava di evitarmi un giorno in classe da solo, l'avevo convinta abbastanza rapidamente a firmarmi le giustificazioni senza discutere troppo.

Un giorno saltai scuola per conto mio, passando la giornata a spassarmela per il centro, e poi fingendo un inesistente sciopero e ottenendo da mia madre la giustificazione.

Lo rifeci altre due volte. Non fui beccato, quindi non ebbi conseguenze e trascorsi mattinate piacevoli al posto di giorni di scuola.
Però mi sentivo una merda. E questo sentimento aumentò al punto che smisi completamente di comportarmi così.
Perchè ero pentito, perchè non era così che mi vedevo e volevo essere, perchè oltre ad imbrogliare chi mi voleva bene, avevo tradito me stesso. Non perchè mi dispiacesse per conseguenze che non c'erano state.

Quindi io penso che il pentimento esista per se stesso. non necessariamente per le conseguenza che porta la scoperta.
[MENTION=3672]ali[/MENTION]as leggi ;)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Mmmm... No, per me non è così... Ci si pente del tradimento perchè abbiamo tradito noi stessi, i nostri valori, la nostra filosofia di vita, e questo può essere vero anche se l'atto in sè ci è piaciuto. Il pentirsi delle conseguenze non lo chiamerei pentimento, ma piuttosto rimpianto...

La differenza, secondo me, è che il primo ci porta a cercare di evitare di ripetere quello che si è fatto, anche se era piacevole, mentre il secondo può anche portarci semplicemente a farci più furbi e ad evitare di farsi beccare al prossimo giro, perchè non si tratta più di evitare l'atto in sè, ma solo le sue conseguenze.

Per me riconoscere la differenza tra pentimento e rimpianto, o ritenere di averla riconosciuta, è essenziale al decidere se riconciliarsi o meno. Perchè, e su questo sono d'accordo con te, il pentimento è raro.

Per questo motivo pur essendo stato beneficiario di una riconciliazione, io sono abbastanza restio a consigliare di riprovarci (sto parlando di una riconciliazione effettiva, al cercare di tornare coppia, non allo stare insieme per crescere i figli, che è cosa diversa).

Se la pensassi effettivamente come hai scritto, consiglierei a tappeto a tutti i traditi un bel calcio nel culo del/della fedifrago/a, perchè si riaffiderebbero a qualcuno che tornerà a certe attività non appena avrà trovato un modo di farla franca che gli sembra sicuro.

...

Cerco di spiegarmi meglio con un esempio:

Quando cominciai le superiori, venivo da sette anni di scuola dalle suore. La scuola pubblica a fine anni 70 era tutto un fiorire di scioperi e manifestazioni che però avevano ormai perso il significato politico che avevano alcuni anni prima, ma erano spesso principalmente una scusa per saltare scuola, con quattro gatti che si presentavano effettivamente in assemblea.

Mia mamma era piuttosto confusa da questa situazione, ma visto che si trattava di evitarmi un giorno in classe da solo, l'avevo convinta abbastanza rapidamente a firmarmi le giustificazioni senza discutere troppo.

Un giorno saltai scuola per conto mio, passando la giornata a spassarmela per il centro, e poi fingendo un inesistente sciopero e ottenendo da mia madre la giustificazione.

Lo rifeci altre due volte. Non fui beccato, quindi non ebbi conseguenze e trascorsi mattinate piacevoli al posto di giorni di scuola.
Però mi sentivo una merda. E questo sentimento aumentò al punto che smisi completamente di comportarmi così.
Perchè ero pentito, perchè non era così che mi vedevo e volevo essere, perchè oltre ad imbrogliare chi mi voleva bene, avevo tradito me stesso. Non perchè mi dispiacesse per conseguenze che non c'erano state.

Quindi io penso che il pentimento esista per se stesso. non necessariamente per le conseguenza che porta la scoperta.
Direi che questo è decisamente un percorso più "sano"

L ho fatto, mi è piaciuto
L ho rifatto, insomma...
L ho rifatto, ma no dai.. Non ha senso

Il problema è quando il pentimento coincide "occasionalmente" con la perdita del controllo della faccenda, o perché sgamati (controllo interno, tra le mura domestiche) o perché l amante "sbrocca" (ingestibilita' sopravvenuta del controllo della relazione extra)
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Mmmm... No, per me non è così... Ci si pente del tradimento perchè abbiamo tradito noi stessi, i nostri valori, la nostra filosofia di vita, e questo può essere vero anche se l'atto in sè ci è piaciuto. Il pentirsi delle conseguenze non lo chiamerei pentimento, ma piuttosto rimpianto...

La differenza, secondo me, è che il primo ci porta a cercare di evitare di ripetere quello che si è fatto, anche se era piacevole, mentre il secondo può anche portarci semplicemente a farci più furbi e ad evitare di farsi beccare al prossimo giro, perchè non si tratta più di evitare l'atto in sè, ma solo le sue conseguenze.
Il punto è che non è mai del tutto chiaro se si ha di fronte una persona autenticamente 'pentita'.

Cerco di spiegarmi meglio con un esempio:

Quando cominciai le superiori, venivo da sette anni di scuola dalle suore. La scuola pubblica a fine anni 70 era tutto un fiorire di scioperi e manifestazioni che però avevano ormai perso il significato politico che avevano alcuni anni prima, ma erano spesso principalmente una scusa per saltare scuola, con quattro gatti che si presentavano effettivamente in assemblea.

Mia mamma era piuttosto confusa da questa situazione, ma visto che si trattava di evitarmi un giorno in classe da solo, l'avevo convinta abbastanza rapidamente a firmarmi le giustificazioni senza discutere troppo.

Un giorno saltai scuola per conto mio, passando la giornata a spassarmela per il centro, e poi fingendo un inesistente sciopero e ottenendo da mia madre la giustificazione.

Lo rifeci altre due volte. Non fui beccato, quindi non ebbi conseguenze e trascorsi mattinate piacevoli al posto di giorni di scuola.
Però mi sentivo una merda. E questo sentimento aumentò al punto che smisi completamente di comportarmi così.
Perchè ero pentito, perchè non era così che mi vedevo e volevo essere, perchè oltre ad imbrogliare chi mi voleva bene, avevo tradito me stesso. Non perchè mi dispiacesse per conseguenze che non c'erano state.

Quindi io penso che il pentimento esista per se stesso. non necessariamente per le conseguenza che porta la scoperta.[/QUOTE]

Capisci bene che quella consapevolezza, a quell'età, è più unica che rara ?
Ho fatto filone anche io a scuola (anche con la scusa dello sciopero), ma il fatto di sentirmi una merda era all'epoca adeguatamente bilanciato dalla vigliacca soddisfazione d'aver evitato una possibile - e catastrofica - interrogazione...
Perciò, fare filone consisteva sostanzialmente nel rimandare di qualche giorno una figuraccia.
Naturalmente, mi dicevo - senza neanche troppa convinzione - che il pomeriggio avrei studiato, e che mi sarei presentato a scuola preparato, onde evitare di dover saltare di nascosto un altro giorno di scuola.
Però magari non andava così, non sempre almeno ; magari le promesse del mattino svanivano nel pomeriggio tra una telefonata con un amico, una partita di tennis e l'ascolto di un disco. Si arrivava a sera e la domanda era : 'domani che faccio ? Se ci vado e mi interroga sono fottuto'. Per cui, delle due l'una : o ci si presentava a scuola sperando di farla franca, o si faceva di nuovo filone, rimandando sine die la preparazione.
Questo meccanismo è esattamente lo stesso per molti traditori.
Tradisco, però domani smetto, basta con questa storia, non mi porterà a nulla, solo casini, e poi dài, non si fa, non è giusto. Poi basta un sms dell'amante e tutti questi bei propositi vanno a puttane.:cool:
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Mmmm... No, per me non è così... Ci si pente del tradimento perchè abbiamo tradito noi stessi, i nostri valori, la nostra filosofia di vita, e questo può essere vero anche se l'atto in sè ci è piaciuto. Il pentirsi delle conseguenze non lo chiamerei pentimento, ma piuttosto rimpianto...

La differenza, secondo me, è che il primo ci porta a cercare di evitare di ripetere quello che si è fatto, anche se era piacevole, mentre il secondo può anche portarci semplicemente a farci più furbi e ad evitare di farsi beccare al prossimo giro, perchè non si tratta più di evitare l'atto in sè, ma solo le sue conseguenze.
Il punto è che non è mai del tutto chiaro se si ha di fronte una persona autenticamente 'pentita'.

Cerco di spiegarmi meglio con un esempio:

Quando cominciai le superiori, venivo da sette anni di scuola dalle suore. La scuola pubblica a fine anni 70 era tutto un fiorire di scioperi e manifestazioni che però avevano ormai perso il significato politico che avevano alcuni anni prima, ma erano spesso principalmente una scusa per saltare scuola, con quattro gatti che si presentavano effettivamente in assemblea.

Mia mamma era piuttosto confusa da questa situazione, ma visto che si trattava di evitarmi un giorno in classe da solo, l'avevo convinta abbastanza rapidamente a firmarmi le giustificazioni senza discutere troppo.

Un giorno saltai scuola per conto mio, passando la giornata a spassarmela per il centro, e poi fingendo un inesistente sciopero e ottenendo da mia madre la giustificazione.

Lo rifeci altre due volte. Non fui beccato, quindi non ebbi conseguenze e trascorsi mattinate piacevoli al posto di giorni di scuola.
Però mi sentivo una merda. E questo sentimento aumentò al punto che smisi completamente di comportarmi così.
Perchè ero pentito, perchè non era così che mi vedevo e volevo essere, perchè oltre ad imbrogliare chi mi voleva bene, avevo tradito me stesso. Non perchè mi dispiacesse per conseguenze che non c'erano state.

Quindi io penso che il pentimento esista per se stesso. non necessariamente per le conseguenza che porta la scoperta
Capisci bene che quella consapevolezza, a quell'età, è più unica che rara ?
Ho fatto filone anche io a scuola (anche con la scusa dello sciopero), ma il fatto di sentirmi una merda era all'epoca adeguatamente bilanciato dalla vigliacca soddisfazione d'aver evitato una possibile - e catastrofica - interrogazione...
Perciò, fare filone consisteva sostanzialmente nel rimandare di qualche giorno una figuraccia.
Naturalmente, mi dicevo - senza neanche troppa convinzione - che il pomeriggio avrei studiato, e che mi sarei presentato a scuola preparato, onde evitare di dover saltare di nascosto un altro giorno di scuola.
Però magari non andava così, non sempre almeno ; magari le promesse del mattino svanivano nel pomeriggio tra una telefonata con un amico, una partita di tennis e l'ascolto di un disco. Si arrivava a sera e la domanda era : 'domani che faccio ? Se ci vado e mi interroga sono fottuto'. Per cui, delle due l'una : o ci si presentava a scuola sperando di farla franca, o si faceva di nuovo filone, rimandando sine die la preparazione.
Questo meccanismo è esattamente lo stesso per molti traditori.
Tradisco, però domani smetto, basta con questa storia, non mi porterà a nulla, solo casini, e poi dài, non si fa, non è giusto. Poi basta un sms dell'amante e tutti questi bei propositi vanno a puttane.:cool:
 

mistral

Utente di lunga data
In che senso ? Per salvaguardare il loro rapporto dici che hanno creato nell'amante la figura negativa ?
Mi interessa il tuo punto di vista :)
Ma che figura negativa avrei cucito addosso all'amante scusate?
Sono stata così carina con lei.Le ho anche dato la mia benedizione e l'augurio di trovare qualcosa di meglio vista la cacca che gettava sul suo amante che fino a 24 ore prima gli piaceva tanto.Si è pure messa a piangere e mi ha detto che sono una donna speciale ,che merito il meglio e che lei non sarebbe stata in grado di reagire come me...:rolleyes:Forse qui è sfuggito che quella che due secondi dopo la scoperta ha bloccato l'amante su telefono sui social e mail è stata lei è non mio marito che anzi,l'ha difesa pur sapendo che non era esattamente stato lui a marcarla stretta per due anni e ad insistere .Nonostante tutto si è beccato del morto di figa,dell'impotente del lagnoso dello stalker del"uomini così meglio perderli che trovarli"(ma perderlo chissà perché le ha fatto venire il rodimento di culetto)è andata avanti un mese e ci ha riprovato dopo tre mesi, il tutto senza che lui abbia più detto una parola a lei dopo che le aveva comunicato che tra loro era finita.Lui si è sempre rimproverato di essersi alla fine fatto trascinare(sicuramente con piacere) ma mai ha detto che fosse colpa di lei.
Il fatto che io la sfanculi qui e anche davanti a mio marito alla luce di cose assurde di cui sono a conoscenza che significato ha,che non ho rispetto di lei? Ma io non ho alcun rispetto per lei anzi,mi provoca pure un sottile godimento la vita di merda che fa credendosi la figa mangiauomini sapendo che la massima frase arrapante che dice è "Pisellami tutta"? La stessa frase che io dico al mio cane quando si pisella scarpe e peluche :rotfl:E non dovrei ridere?
Dovrei invidiare una donna sulla quarantina che vuole un figlio ma non dal marito perché lei ha un nasone imbarazzante e suo marito pure e immaginava un figlio con il nasino di mio marito?No grazie anche perché non credo che a lei e al marito il naso sia cresciuto dopo il matrimonio .Rendiamoci conto dello spessore della signora di cui dovrei avere stima e rispetto.La stima e il rispetto lo può avere mio marito per lei ma non io.Lo schifo mio marito lo prova per ciò che LUI ha fatto con lei visto che certe sfumature lo lasciavano perplesso anche durante e non solo dopo ma mai ha detto a lei o pensato che LEI facesse schifo tranne quando insisteva per scopare nel lettone dal quale un ora prima si era alzato il marito e quando le raccontava con dovizia di particolari la loro vita sessuale denigrando il povero cornuto ignaro.
Dite che non ho rispettato il galateo? meglio magari rispettare gli impegni di coppia così non si deve essere cattivoni con amanti di sorta.
Se l'amante fossi io rispetterei il mio turno della macchina del fango con coerenza senza fare capricci non ho problemi ad accollarmi le responsabilità delle mie gesta.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Direi che questo è decisamente un percorso più "sano"

L ho fatto, mi è piaciuto
L ho rifatto, insomma...
L ho rifatto, ma no dai.. Non ha senso
Così ho fatto io quando avevo l'amante.

Il problema è quando il pentimento coincide "occasionalmente" con la perdita del controllo della faccenda, o perché sgamati (controllo interno, tra le mura domestiche) o perché l amante "sbrocca" (ingestibilita' sopravvenuta del controllo della relazione extra)
In quel caso c'è poco da pentirsi.
Si è stati sgamati. Punto. Il pentimento che segue uno sgamo è quanto di più falso e inautentico ci sia sulla faccia della terra.
Può esserci sincero dispiacere nel vedere il tradito soffrire, ma il pentimento che segue una 'scoperta' non è mai autenticamente tale. E' semplicemente la rabbia che scaturisce dall'essere stati scoperti e dalla consapevolezza che si è in torto.
 

mistral

Utente di lunga data
Mi avete fatto venire un dubbio ed ho controllato.Niente,a distanza di tre anni il lupo mannaro (mio marito ) è ancora bloccato da lei su Facebook ,telefono e whatsapp.Invece io no .Dite che avrà paura che dopo averlo stalkerato lei per due anni adesso ci voglia provare lui?:rotfl:
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Così ho fatto io quando avevo l'amante.



In quel caso c'è poco da pentirsi.
Si è stati sgamati. Punto. Il pentimento che segue uno sgamo è quanto di più falso e inautentico ci sia sulla faccia della terra.
Può esserci sincero dispiacere nel vedere il tradito soffrire, ma il pentimento che segue una 'scoperta' non è mai autenticamente tale. E' semplicemente la rabbia che scaturisce dall'essere stati scoperti e dalla consapevolezza che si è in torto.
:up::up::up::up:
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Mi avete fatto venire un dubbio ed ho controllato.Niente,a distanza di tre anni il lupo mannaro (mio marito ) è ancora bloccato da lei su Facebook ,telefono e whatsapp.Invece io no .Dite che avrà paura che dopo averlo stalkerato lei per due anni adesso ci voglia provare lui?:rotfl:
Ma no.. :)
Si cerca di portare le singole esperienze, e di esplorare insieme le ragioni che bloccano o innescano certi comportamenti... Ognuno x se
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Così ho fatto io quando avevo l'amante.



In quel caso c'è poco da pentirsi.
Si è stati sgamati. Punto. Il pentimento che segue uno sgamo è quanto di più falso e inautentico ci sia sulla faccia della terra.
Può esserci sincero dispiacere nel vedere il tradito soffrire, ma il pentimento che segue una 'scoperta' non è mai autenticamente tale. E' semplicemente la rabbia che scaturisce dall'essere stati scoperti e dalla consapevolezza che si è in torto.
Io infatti penso che l esperienza sia decisiva a livello di consapevolezza, almeno x me

Ovvio che uno non si fa una amante nella ambito di un curioso percorso formativo, ma col senno di poi, potrei dire che è "formazione" di se

Io ho avuto 2 opportunità di avere una amante classica in loco. La classica situazione del giovedì o del lunedì..

Dopo 2 settimane sono letteralmente scoppiato, mi era impossibile, insostenibile.
 

marietto

Heisenberg
Il punto è che non è mai del tutto chiaro se si ha di fronte una persona autenticamente 'pentita'.
Certo, capirlo è un processo che può prendere mesi e non è detto che alla fine si capisca...


Capisci bene che quella consapevolezza, a quell'età, è più unica che rara ?
Non hai la consapevolezza, sai che la situazione dovrebbe essere perfetta, eppure hai nello stomaco quella sensazione che ti dice che non è vero.

Dopo un po' di tempo e magari dopo averci riprovato ti rendi conto che "quel comportamento" ti fa stare male.

Poi l'analisi, le virgole e i punti arrivano nel tempo...


Ho fatto filone anche io a scuola (anche con la scusa dello sciopero), ma il fatto di sentirmi una merda era all'epoca adeguatamente bilanciato dalla vigliacca soddisfazione d'aver evitato una possibile - e catastrofica - interrogazione...
Perciò, fare filone consisteva sostanzialmente nel rimandare di qualche giorno una figuraccia.
Naturalmente, mi dicevo - senza neanche troppa convinzione - che il pomeriggio avrei studiato, e che mi sarei presentato a scuola preparato, onde evitare di dover saltare di nascosto un altro giorno di scuola.
Però magari non andava così, non sempre almeno ; magari le promesse del mattino svanivano nel pomeriggio tra una telefonata con un amico, una partita di tennis e l'ascolto di un disco. Si arrivava a sera e la domanda era : 'domani che faccio ? Se ci vado e mi interroga sono fottuto'. Per cui, delle due l'una : o ci si presentava a scuola sperando di farla franca, o si faceva di nuovo filone, rimandando sine die la preparazione.
Questo meccanismo è esattamente lo stesso per molti traditori.
Tradisco, però domani smetto, basta con questa storia, non mi porterà a nulla, solo casini, e poi dài, non si fa, non è giusto. Poi basta un sms dell'amante e tutti questi bei propositi vanno a puttane.:cool:
Beh, alla fine siamo esseri umani, a volte riusciamo a essere fermi nelle nostre convinzioni, altre volte un po' meno.
Certo, la colpa è comunque nostra e sono sempre nostre scelte e di conseguenza nostre responsabilità, ma a volte non abbiamo proprio saldo il controllo sulle nostre scelte. Questo non le rende meno nostre, intendiamoci, ma fossimo in grado di decidere sempre per il meglio o per quelle che sono le nostre convinzioni, saremmo perfetti. Ma non lo siamo...
 
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