bettypage
Utente acrobata
Sul buon gusto e la libertá di espressione
Ieri ero in spiaggia e dietro di me vi era una coppia che potrei collocare anagraficamente tra i 50 e 60.
Ad un certo punto o punto certo (cit) mi volto e lei mi è in topless, zizze assolutamente rifatte e viso liftato ma tutto a misura, non troppo artefatta e sopratutto armonica nel complesso, fisico ben tenuto insomma e per nulla volgare.
Ma veniamo a lui: capello grigio alla briatore, fisico placido, lievemente in sovrappeso, apparentemente aria distinta, molto posato sennonchè comincia a pastrugnare le poppe della regale signora a mo' di Fantocci libidinoso. E va bene. Ma ciò che mi ha fatto trasecolare è quando s'è alzato con il suo slippino nero che inguainava il pacco, salvo poi girarsi e avere l'infrachiappa con sto deretano atonico.
Ora, io mi reputo abbastanza tollerante ma mi chiedo in nome della libertà di espressione è ammesso vestirsi demmerda? Trascurando le nostre grazie per giunta?
Io per dire aborro quelli che si vestono da spiaggia in città, le ciabattine in città non mi avranno mai, ne gli hot pants e via discorrendo. Odio sti tatuaggi e piercing da impiegato trasgressivo ma adoro i punk e i mods e i rockers. Voglio dire se lo stile segue la personalità è un conto, diversamente sta libertà mi pare che scada in egocentrismo di pessimo gusto.
Ma poi ste gonne girofiga e sti hot pants devi anche poterteli permettere o sbaglio? Leggevo la polemica per via di un articolo su Io Donna dove la giornalista contestava l uso dell hot pants da parte di un'attrice, sostenenendo che ne faceva uso pur non donadogli. E lì apriti cielo del politicaly correct perchè si invita le ragazze alla anoressia e alla non accettazione del corpo, etc..e allora giù di hashtag mivestocomemipare.
Ma sto confine tra buongusto e libertà di espressione è così soggettivo?
Voi osate?
Ieri ero in spiaggia e dietro di me vi era una coppia che potrei collocare anagraficamente tra i 50 e 60.
Ad un certo punto o punto certo (cit) mi volto e lei mi è in topless, zizze assolutamente rifatte e viso liftato ma tutto a misura, non troppo artefatta e sopratutto armonica nel complesso, fisico ben tenuto insomma e per nulla volgare.
Ma veniamo a lui: capello grigio alla briatore, fisico placido, lievemente in sovrappeso, apparentemente aria distinta, molto posato sennonchè comincia a pastrugnare le poppe della regale signora a mo' di Fantocci libidinoso. E va bene. Ma ciò che mi ha fatto trasecolare è quando s'è alzato con il suo slippino nero che inguainava il pacco, salvo poi girarsi e avere l'infrachiappa con sto deretano atonico.
Ora, io mi reputo abbastanza tollerante ma mi chiedo in nome della libertà di espressione è ammesso vestirsi demmerda? Trascurando le nostre grazie per giunta?
Io per dire aborro quelli che si vestono da spiaggia in città, le ciabattine in città non mi avranno mai, ne gli hot pants e via discorrendo. Odio sti tatuaggi e piercing da impiegato trasgressivo ma adoro i punk e i mods e i rockers. Voglio dire se lo stile segue la personalità è un conto, diversamente sta libertà mi pare che scada in egocentrismo di pessimo gusto.
Ma poi ste gonne girofiga e sti hot pants devi anche poterteli permettere o sbaglio? Leggevo la polemica per via di un articolo su Io Donna dove la giornalista contestava l uso dell hot pants da parte di un'attrice, sostenenendo che ne faceva uso pur non donadogli. E lì apriti cielo del politicaly correct perchè si invita le ragazze alla anoressia e alla non accettazione del corpo, etc..e allora giù di hashtag mivestocomemipare.
Ma sto confine tra buongusto e libertà di espressione è così soggettivo?
Voi osate?