spleen
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Il bisogno di riconoscere la nostra fragilità
Nel passato recente, negli anni 60 ad esempio, si stigmatizzava il consumismo come atteggiamento negativo, era considerato non etico buttare gli oggetti perché la pubblicità ci induceva a cambiarli, magari solo perché non erano più di moda. Oggi siamo arrivati a rottamare e buttare i nostri rapporti interpersonali con la stessa noncuranza con cui buttiamo gli oggetti vecchi. E’ una sorta di consumismo il nostro, una sorta di consumismo dei sentimenti. Comprensione, delicatezza, impegno a capire, tutto scompare di fronte al nostro smisurato ego.
Imperativo assoluto è disconoscere la nostra fragilità, scambiandola per debolezza, senza capire che è la cosa che ci accomuna e unisce agli altri e il suo riconoscimento l'unico metodo per sfuggire al nostro tirannico egocentrismo.
Vittorino Andreoli, conferenza a “Aria di Festa” San Daniele del Friuli, oggi pomeriggio.
Nel passato recente, negli anni 60 ad esempio, si stigmatizzava il consumismo come atteggiamento negativo, era considerato non etico buttare gli oggetti perché la pubblicità ci induceva a cambiarli, magari solo perché non erano più di moda. Oggi siamo arrivati a rottamare e buttare i nostri rapporti interpersonali con la stessa noncuranza con cui buttiamo gli oggetti vecchi. E’ una sorta di consumismo il nostro, una sorta di consumismo dei sentimenti. Comprensione, delicatezza, impegno a capire, tutto scompare di fronte al nostro smisurato ego.
Imperativo assoluto è disconoscere la nostra fragilità, scambiandola per debolezza, senza capire che è la cosa che ci accomuna e unisce agli altri e il suo riconoscimento l'unico metodo per sfuggire al nostro tirannico egocentrismo.
Vittorino Andreoli, conferenza a “Aria di Festa” San Daniele del Friuli, oggi pomeriggio.
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