Grazie a tutti per le risposte.
La mia parte razionale sa che avete ragione e alcune delle osservazioni che mi avete scritto io le avevo già esposte a lui.
In modo particolare, credo che la premeditazione, il fatto che sia organizzato per passare tutto quel tempo (sono d'accordo con Verena: 6 giorni sono un'eternità, per giunta se passati a spassarsela), che abbia costruito una complicità con quella donna, impediscano di considerare questa storiaccia "un'avventura". Non si è trattato della debolezza di una sera, di un incontro fortuito ed occasionale (che, comunque, è già successo in passato... non si fa mancare niente!), ma di una cosa fortemente voluta, per la quale è passato sopra a tutto.
Lui insiste sul fatto che si è trattato di "una storia di letto", che non è certo l'unico uomo che tradisce la propria donna, che non è sato lui a prendere l'iniziativa con l'altra, che sono io a drammatizzare e a dare importanza a una cosa da niente (parole sue). La domanda è: per te ha importanza? Se la risposta è sì, allora lui può dire ciò che vuole, ma tu hai il DIRITTO di stare male, incavolartie e drammatizzare!
Sostiene di non essersi mai disamorato di me, che i suoi sentimenti nei miei riguardi non sono mai cambiati e che tutta quella faccenda non ha nulla a che fare con il nostro rapporto.
Per giunta, inviandomi le foto, ripetendomi che lei è bella - posso confermarvi che lo è - laureata, una professionista, intelligente ecc. ecc. non fa altro che farmi sentire una schifezza. Ha mandato del tutto in pezzi anche la mia autostima.
Forse nel cervello, in questo momento, ho davvero segatura, ma non mi sembra che il problema sia il cervello.
Vedo la situazione in modo molto lucido: mi rendo conto che non ha giustificazioni, che non si può costruire nulla di valido con queste premesse, ma c'è qualcosa che mi spinge a continuare a sentirlo... Sarà debolezza, sarà stupidità, sarà masochismo non so...