No mio caro amore, io non ti ho amata mai

Nicka

Capra Espiatrice
No, no. A me uno a mezzanotte mi chiama per ribadirmi che sono la donna della sua vita e che senza di me non potrà mai vivere e il mattino dopo alle 10 che ha bisogno di riflettere sulla storia, dunque ciaone :D
Sempre lo stesso una volta mi disse: "sei la donna della mia vita, ma non prenderla bene..."
A craniate dovevo prenderlo, altro che... :D
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Sto facendo un casino coi pensieri oggi :)
Collegamenti liberi tra lavoro, questioni relazionali, io..
Si sarà capito, forse, io sono una silenziosa. E nel parlare, parlare davvero con tutti, non solo pochi eletti, se sto imparando, sto imparando da poco. Questo aprile, forse.
Con le domande ho un rapporto di merda anche io, il problema è che faccio confusione tra senso di privatezza e orgoglio deviato, o difesa. Non domandare può essere una forma di rispetto, ma anche un modo per arroccarsi ad un'aria di superiorità che è nociva, a te prima di tutto. Perchè da una parte non ti vedono, dall'altra tu non stani.


Far finta di non voler essere visti, quando non è affatto vero. Hai solo paura di mostrare e scoprire che non guardino con attenzione quello che mostri, cosa che odi.
Sai nickuzza, di fronte alla mia timidezza mi danno spesso della snob, della noncurante.
Sempre negato, ma sta mattina mi sembra abbiano ragione. E' proprio snobismo il mio. Costruitissimo, ma snobismo.

Non è che odi il silenzio, lo ritengo prezioso per tanti motivi. Ma proprio perchè prezioso non va sprecato.


Invece le parole hanno un potere così bello :eek:
Mi ci sto arrovellando tanto, è tutto molto incasinato oggi. Non si nota? :D

E comunque devo andare a depilarmi.
Quanto scrivi è estremamente interessante....

In che situazione sei in difficoltà con le domande? E in che contesti?...

Sei in difficoltà a chiedere? E a chi?

Vorresti forse ti venisse mostrato e esposto senza chiedere?

La vedi una forma di violenza... Che potrebbe essere scambiata per indebita invasione?

O cosa..?

Va definito da dove si parte.

Se la tua partenza fosse:
"E io adesso mi dovrei scomodare a farti delle domande, dopo ciò che hai detto o fatto? Figuriamoci! .. Se non interessa a te figurati a me chieder di più!"

Ecco.. Questo sarebbe "snobismo"

Pensi sia questo il tuo punto di partenza?

Tante domande.. Vero?
E il rischio di apparire insolente..
O di apparire come quello che arriva e non si fa i cazzi suoi.. Il rischio c'è.. :)
 
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Nicka

Capra Espiatrice
Sto facendo un casino coi pensieri oggi :)
Collegamenti liberi tra lavoro, questioni relazionali, io..
Si sarà capito, forse, io sono una silenziosa. E nel parlare, parlare davvero con tutti, non solo pochi eletti, se sto imparando, sto imparando da poco. Questo aprile, forse.
Con le domande ho un rapporto di merda anche io, il problema è che faccio confusione tra senso di privatezza e orgoglio deviato, o difesa. Non domandare può essere una forma di rispetto, ma anche un modo per arroccarsi ad un'aria di superiorità che è nociva, a te prima di tutto. Perchè da una parte non ti vedono, dall'altra tu non stani.


Far finta di non voler essere visti, quando non è affatto vero. Hai solo paura di mostrare e scoprire che non guardino con attenzione quello che mostri, cosa che odi.
Sai nickuzza, di fronte alla mia timidezza mi danno spesso della snob, della noncurante.
Sempre negato, ma sta mattina mi sembra abbiano ragione. E' proprio snobismo il mio. Costruitissimo, ma snobismo.

Non è che odi il silenzio, lo ritengo prezioso per tanti motivi. Ma proprio perchè prezioso non va sprecato.


Invece le parole hanno un potere così bello :eek:
Mi ci sto arrovellando tanto, è tutto molto incasinato oggi. Non si nota? :D

E comunque devo andare a depilarmi.
Eccomi qui...
Allora, io sono la timidezza fatta persona...vero è che sono molto cambiata nel tempo, ma certe cose sono ben radicate dentro di te e col piffero che riesci a levartele.
Io non domando, forse perchè ho una paura folle delle risposte, ho paura di non saper gestire dopo le mie reazioni ed emozioni. Questo sia in positivo che in negativo. Per quanto riguarda le tue possibilità più che orgoglio (quello purtroppo subentra se fai passare tempo) o privatezza credo che prevalga di gran lunga la difesa.
Chi è timido ha paura di farsi vedere colpito in qualche modo, che sia bello o brutto non importa. Ci si chiude perchè non ci si vuole mostrare. Se ti mostri sei debole, puoi essere colpito e ferito.
A me non hanno mai dato della snob, ma una cosa che mi ha fatto male è farmi passare per menefreghista. Non so cosa sia peggio...siamo arrivati anche a frasi del tipo "ti scivola tutto addosso, sei troppo autonoma per avere relazioni", sorvolo sul male che in realtà mi hanno fatto frasi del genere, ma sul momento mi sono limitata a dire che non era vero. Ma come si fa a dimostrare il contrario?
Ecco perchè ho iniziato a scrivere, dato che tutto mi moriva in gola ho pensato che la scrittura potesse aiutarmi...
Non ti sto manco a dire che brutta sensazione è trovarsi al livello di avere una pagina bianca davanti però e il nulla nel cervello, perchè le cose da dire, da domandare, da affrontare non muoiono solo in gola, muoiono dentro di te. Vengono fagocitate da quel non so che che hai dentro nel dna e buttarlo fuori tante volte sembra impossibile.
Quello che ho imparato però, nel corso del tempo, è che a volte farsi violenza combattendo questo lato è un bene.
 

Spot

utente in roaming.
Eccomi qui...
Allora, io sono la timidezza fatta persona...vero è che sono molto cambiata nel tempo, ma certe cose sono ben radicate dentro di te e col piffero che riesci a levartele.
Io non domando, forse perchè ho una paura folle delle risposte, ho paura di non saper gestire dopo le mie reazioni ed emozioni. Questo sia in positivo che in negativo. Per quanto riguarda le tue possibilità più che orgoglio (quello purtroppo subentra se fai passare tempo) o privatezza credo che prevalga di gran lunga la difesa.
Chi è timido ha paura di farsi vedere colpito in qualche modo, che sia bello o brutto non importa. Ci si chiude perchè non ci si vuole mostrare. Se ti mostri sei debole, puoi essere colpito e ferito.
A me non hanno mai dato della snob, ma una cosa che mi ha fatto male è farmi passare per menefreghista. Non so cosa sia peggio...siamo arrivati anche a frasi del tipo "ti scivola tutto addosso, sei troppo autonoma per avere relazioni", sorvolo sul male che in realtà mi hanno fatto frasi del genere, ma sul momento mi sono limitata a dire che non era vero. Ma come si fa a dimostrare il contrario?
Ecco perchè ho iniziato a scrivere, dato che tutto mi moriva in gola ho pensato che la scrittura potesse aiutarmi...
Non ti sto manco a dire che brutta sensazione è trovarsi al livello di avere una pagina bianca davanti però e il nulla nel cervello, perchè le cose da dire, da domandare, da affrontare non muoiono solo in gola, muoiono dentro di te. Vengono fagocitate da quel non so che che hai dentro nel dna e buttarlo fuori tante volte sembra impossibile.
Quello che ho imparato però, nel corso del tempo, è che a volte farsi violenza combattendo questo lato è un bene.
Eccoti :)
Ti neretterei tutto, non solo quelle tre frasette.
Hai capito quello che volevo dire. Perfettamente calzante in maniera impressionante (perdona l'allitterazione buffa).

Ho nominato l'orgoglio perchè.. perchè sì, viene dopo, ma quest'anno, nonostante mi sia servito come reazione alla vulnerabilità, è stata la mia bella menzogna per negare la fame di empatia e contatto. Non è la prima volta, ovvio. E' una storia antica quanto i miei anni, questa.
"A me piace così".. sì, fino ad una certa. Ma basta una brezza leggera per scardinare l'equilibrio e rendersi conto delle chiacchiere che ci si propina.

Altro punto bellissimo che hai colto è il vuoto celebrale che ti assale nei confronti del dire e del domandare.
E anche lì, meglio negare quella massa che ti si aggroviglia all'altezza dello stomaco (buona o cattiva che sia, hai colto nel segno anche qui), ricacciarla giù a furia di sussurrarsi da soli che non è reale. O che, nei confronti delle domande, non ti riguarda, e quindi in realtà non c'è nemmeno una domanda da formulare.

Ieri, una ragazza molto vicina a me (l'unica persona di cui sto iniziando a non avere paura, anche a livello di affettività oltre che del farsi vedere), nel chiacchierare sul modo estremamente diverso che abbiamo nel raccontarci, mi ha definita una persona estremamente razionale.
Probabilmente ha ragione. Ma è una razionalità opprimente, un macigno a chiudere la tomba (sai, tipo come nelle necropoli.. non ricordo, c'è un periodo storico in cui si usavano i macigni? :D)

Farsi violenza.. sì, assolutamente sì anche quello. E' necessario.
Almeno che non ci si aspetti che sia il mondo a venirti a raccogliere. Ma sono cose che il mondo non fa. Com'è giusto che sia.


Quanto scrivi è estremamente interessante....

In che situazione sei in difficoltà con le domande? E in che contesti?...

Sei in difficoltà a chiedere? E a chi?

Vorresti forse ti venisse mostrato e esposto senza chiedere?

La vedi una forma di violenza... Che potrebbe essere scambiata per indebita invasione?


O cosa..?

Va definito da dove si parte.

Se la tua partenza fosse:
"E io adesso mi dovrei scomodare a farti delle domande, dopo ciò che hai detto o fatto? Figuriamoci! .. Se non interessa a te figurati a me chieder di più!"

Ecco.. Questo sarebbe "snobismo"

Pensi sia questo il tuo punto di partenza?

Tante domande.. Vero?
E il rischio di apparire insolente..
O di apparire come quello che arriva e non si fa i cazzi suoi.. Il rischio c'è.. :)
Hai colto anche tu :D
I contesti non sono molto importanti, però. Qualsiasi situazione che riguardi affettività e/o emotività va bene.
La casistica è davvero immensa.. difficile fare esempi.
Può riguardare il chiedere aiuto o semplice compagnia, o di essere ascoltati su qualcosa che mi riguarda personalmente, oppure.. "cosa significa quel dato comportamento?" "perchè ti avvicini a me?" "perchè ti allontani?"
"Vorrei conoscerti, raccontami di te, di questo, di quello". Ecco, questa è una domanda che mi è morta in gola (anche un po' più giù) un'infinità di volte.
L'estrema discrezione e, in alcuni casi, mostrare disinteresse e distacco, mi fa sentire immensamente più al sicuro.
E gli errori d'interpretazione e comunicazione si accumulano a non finire.
Qualsiasi rapporto interpersonale diventa un immenso gioco basato sul mantenere le distanze e sul non sapere, in maniera, da parte mia, del tutto artificiale e faticosa. Molto vicina all'esigenza di mantenere il controllo totale fino alle estreme conseguenze, se vogliamo. Questo bel vizio, nel passato, mi ha portato anche a mandare avanti "legami" in maniera assolutamente autolesionistica.

Riguardo ai neretti, sono entrambi validi.
Per me è molto, molto facile sentirmi invasa. Quindi non voglio invadere. O almeno, così mi ripeto spesso. A volte è assolutamente vero.
Ma credo che l'immagine che cerco di dare (intenzionalmente o meno) per la maggior parte sia più la seconda. E qui ci si riallaccia allo splendido post di nicka.




Il rischio di apparire insolente... magari. Non credo nemmeno di esserne capace.
Il rischio di apparire, in qualche modo, "coinvolta".
 
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MariLea

Utente di lunga data
Eccomi qui...
Allora, io sono la timidezza fatta persona...vero è che sono molto cambiata nel tempo, ma certe cose sono ben radicate dentro di te e col piffero che riesci a levartele.
Io non domando, forse perchè ho una paura folle delle risposte, ho paura di non saper gestire dopo le mie reazioni ed emozioni. Questo sia in positivo che in negativo. Per quanto riguarda le tue possibilità più che orgoglio (quello purtroppo subentra se fai passare tempo) o privatezza credo che prevalga di gran lunga la difesa.
Chi è timido ha paura di farsi vedere colpito in qualche modo, che sia bello o brutto non importa. Ci si chiude perchè non ci si vuole mostrare. Se ti mostri sei debole, puoi essere colpito e ferito.
A me non hanno mai dato della snob, ma una cosa che mi ha fatto male è farmi passare per menefreghista. Non so cosa sia peggio...siamo arrivati anche a frasi del tipo "ti scivola tutto addosso, sei troppo autonoma per avere relazioni", sorvolo sul male che in realtà mi hanno fatto frasi del genere, ma sul momento mi sono limitata a dire che non era vero. Ma come si fa a dimostrare il contrario?
Ecco perchè ho iniziato a scrivere, dato che tutto mi moriva in gola ho pensato che la scrittura potesse aiutarmi...
Non ti sto manco a dire che brutta sensazione è trovarsi al livello di avere una pagina bianca davanti però e il nulla nel cervello, perchè le cose da dire, da domandare, da affrontare non muoiono solo in gola, muoiono dentro di te. Vengono fagocitate da quel non so che che hai dentro nel dna e buttarlo fuori tante volte sembra impossibile.
Quello che ho imparato però, nel corso del tempo, è che a volte farsi violenza combattendo questo lato è un bene.
Io non ho imparato,
ti ammiro per questo :up:
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Eccoti :)
Ti neretterei tutto, non solo quelle tre frasette.
Hai capito quello che volevo dire. Perfettamente calzante in maniera impressionante (perdona l'allitterazione buffa).

Ho nominato l'orgoglio perchè.. perchè sì, viene dopo, ma quest'anno, nonostante mi sia servito come reazione alla vulnerabilità, è stata la mia bella menzogna per negare la fame di empatia e contatto. Non è la prima volta, ovvio. E' una storia antica quanto i miei anni, questa.
"A me piace così".. sì, fino ad una certa. Ma basta una brezza leggera per scardinare l'equilibrio e rendersi conto delle chiacchiere che ci si propina.

Altro punto bellissimo che hai colto è il vuoto celebrale che ti assale nei confronti del dire e del domandare.
E anche lì, meglio negare quella massa che ti si aggroviglia all'altezza dello stomaco (buona o cattiva che sia, hai colto nel segno anche qui), ricacciarla giù a furia di sussurrarsi da soli che non è reale. O che, nei confronti delle domande, non ti riguarda, e quindi in realtà non c'è nemmeno una domanda da formulare.

Ieri, una ragazza molto vicina a me (l'unica persona di cui sto iniziando a non avere paura, anche a livello di affettività oltre che del farsi vedere), nel chiacchierare sul modo estremamente diverso che abbiamo nel raccontarci, mi ha definita una persona estremamente razionale.
Probabilmente ha ragione. Ma è una razionalità opprimente, un macigno a chiudere la tomba (sai, tipo come nelle necropoli.. non ricordo, c'è un periodo storico in cui si usavano i macigni? :D)

Farsi violenza.. sì, assolutamente sì anche quello. E' necessario.
Almeno che non ci si aspetti che sia il mondo a venirti a raccogliere. Ma sono cose che il mondo non fa. Com'è giusto che sia.




Hai colto anche tu :D
I contesti non sono molto importanti, però. Qualsiasi situazione che riguardi affettività e/o emotività va bene.
La casistica è davvero immensa.. difficile fare esempi.
Può riguardare il chiedere aiuto o semplice compagnia, o di essere ascoltati su qualcosa che mi riguarda personalmente, oppure.. "cosa significa quel dato comportamento?" "perchè ti avvicini a me?" "perchè ti allontani?"
"Vorrei conoscerti, raccontami di te, di questo, di quello". Ecco, questa è una domanda che mi è morta in gola (anche un po' più giù) un'infinità di volte.
L'estrema discrezione e, in alcuni casi, mostrare disinteresse e distacco, mi fa sentire immensamente più al sicuro.
E gli errori d'interpretazione e comunicazione si accumulano a non finire.
Qualsiasi rapporto interpersonale diventa un immenso gioco basato sul mantenere le distanze e sul non sapere, in maniera, da parte mia, del tutto artificiale e faticosa. Molto vicina all'esigenza di mantenere il controllo totale fino alle estreme conseguenze, se vogliamo. Questo bel vizio, nel passato, mi ha portato anche a mandare avanti "legami" in maniera assolutamente autolesionistica.

Riguardo ai neretti, sono entrambi validi.
Per me è molto, molto facile sentirmi invasa. Quindi non voglio invadere. O almeno, così mi ripeto spesso. A volte è assolutamente vero.
Ma credo che l'immagine che cerco di dare (intenzionalmente o meno) per la maggior parte sia più la seconda. E qui ci si riallaccia allo splendido post di nicka.




Il rischio di apparire insolente... magari. Non credo nemmeno di esserne capace.
Il rischio di apparire, in qualche modo, "coinvolta".
Chi espone qualcosa di se, lo fa in realtà per mille motivi diversi, difficili da intercettare...

In mille modalità non sempre semplici da definire

A volte si espone il tutto come sfogo, come dato di fatto, si rifiuta il confronto, e ogni domanda ulteriore sarà recepita solo come una aggressione a un qualcosa di già fatto finito e vomitato.

A volte ci si vorrebbe aprire, e si aspettano domande che indicano interesse, per aprirsi ulteriormente.

A volte si hanno già le risposte, e si aspetta solo di trovare chi ce le confermerà.. Scambiando questa identità di vedute per empatia (la pensiamo allo stesso modo)

A volte si vuole silenzio, semplice accoglienza.. Una sorta di "ho capito, ma non chiedo ulteriormente"
Ma vanno dati altri segnali che si è capito oltre, e si conserva come segreto non detto...

È tutt'altro che semplice capire cosa vuole chi espone. A volte nemmeno lui lo ha chiaro.

Mi interessa il "rischio di venire coinvolta"..... Che hai scritto in fondo..

Che conseguenze complesse potrebbe portarsi dentro di te questo rischio, secondo il tuo sentire...?
 
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Spot

utente in roaming.
Mi interessa il "rischio di venire coinvolta"..... Che hai scritto in fondo..

Che conseguenze complesse potrebbe portarsi dentro di te questo rischio, secondo il tuo sentire...?
Nicka l'ha spiegato meglio di me.
Ed è semplice come questione.
Se mostro interesse, o coinvolgimento, a qualsiasi livello. O se mostro roba mia, ti faccio dare uno sguardo sulla mia emotività.. automaticamente ammetto che hai un potere su di me di qualche genere, o che sono io a dartelo.
Non è un discorso che ha a che fare con le conseguenze pratiche, anche se, ovviamente, capita di incontrare gente che di questo genere di poteri abusa e ne fa scempio, a volte anche solo con semplici atti di superficialità.
Ma è una cosa così radicata, così relativa a me, che davvero a poco a che fare con conseguenze reali. Semplicemente là c'è il muro.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Nicka l'ha spiegato meglio di me.
Ed è semplice come questione.
Se mostro interesse, o coinvolgimento, a qualsiasi livello. O se mostro roba mia, ti faccio dare uno sguardo sulla mia emotività.. automaticamente ammetto che hai un potere su di me di qualche genere, o che sono io a dartelo.
Non è un discorso che ha a che fare con le conseguenze pratiche, anche se, ovviamente, capita di incontrare gente che di questo genere di poteri abusa e ne fa scempio, a volte anche solo con semplici atti di superficialità.
Ma è una cosa così radicata, così relativa a me, che davvero a poco a che fare con conseguenze reali. Semplicemente là c'è il muro.
vero il neretto.
Però a quel punto anche io ho il potere di concedergli di entrare...
e l'ho ben chiaro
e ho il potere che se usa male ciò che gli concedo di me, oppure lo tratta in un modo che non mi piace, e cioè senza cura ed attenzione, si trova automaticamente fuori dalla porta...

e quindi si trova investito di potere, indubbiamente, e immediatamente dopo spogliato da quel potere...

e sai.. secondo me non è una sensazione molto bella sentirsi invitati, entrare e venir riaccompagnati immediatamente all'uscita posteriore, quando si pensava di essere gli ospiti d'onore.... anzi...

io lo faccio spesso.. se chi entra sbaglia una sola mossa...

E sono anche io molto riservato nei miei sentimenti e sensazioni.. ma sono conscio che io ho il potere di me
 

Spot

utente in roaming.
vero il neretto.
Però a quel punto anche io ho il potere di concedergli di entrare...
e l'ho ben chiaro
e ho il potere che se usa male ciò che gli concedo di me, oppure lo tratta in un modo che non mi piace, e cioè senza cura ed attenzione, si trova automaticamente fuori dalla porta...

e quindi si trova investito di potere, indubbiamente, e immediatamente dopo spogliato da quel potere...

e sai.. secondo me non è una sensazione molto bella sentirsi invitati, entrare e venir riaccompagnati immediatamente all'uscita posteriore, quando si pensava di essere gli ospiti d'onore.... anzi...

io lo faccio spesso.. se chi entra sbaglia una sola mossa...

E sono anche io molto riservato nei miei sentimenti e sensazioni.. ma sono conscio che io ho il potere di me
Vero.
Ma non c'entra.
Tu fai un ragionamento sull'altro, sugli effetti che puoi avere sull'altro. Per me quel ragionamento non esiste.
O meglio, esiste, ma stai parlando di una cosa diversa da quella di cui parlo io.
Quello di cui parlo è qualcosa che scorre sotto l'epidermide e agisce nel quotidiano. Che ti blocca nei discorsi, sempre. Che ti fa temere la vicinanza, sempre. Anche se qualche volta ci provi, perchè sai che non puoi vivere solo.
Non per niente per me concedere anche il minimo di vicinanza, mostrare giusto una o due sfumature, è una questione che si porta dietro un carico emotivo sproporzionato. E lavoro sui miei istinti. Selfcontrol. Fatica, insomma.


Non sono un granchè nello spiegare questi aspetti. Forse ti puio rivolgere a [MENTION=5556]Nicka[/MENTION] che sicuramente sa essere più chiara ed esaustiva sul tema :rotfl:
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Vero.
Ma non c'entra.
Tu fai un ragionamento sull'altro, sugli effetti che puoi avere sull'altro. Per me quel ragionamento non esiste.
O meglio, esiste, ma stai parlando di una cosa diversa da quella di cui parlo io.
Quello di cui parlo è qualcosa che scorre sotto l'epidermide e agisce nel quotidiano. Che ti blocca nei discorsi, sempre. Che ti fa temere la vicinanza, sempre. Anche se qualche volta ci provi, perchè sai che non puoi vivere solo.
Non per niente per me concedere anche il minimo di vicinanza, mostrare giusto una o due sfumature, è una questione che si porta dietro un carico emotivo sproporzionato. E lavoro sui miei istinti. Selfcontrol. Fatica, insomma.


Non sono un granchè nello spiegare questi aspetti. Forse ti puio rivolgere a [MENTION=5556]Nicka[/MENTION] che sicuramente sa essere più chiara ed esaustiva sul tema :rotfl:
Questo mi è chiarissimo Spot..
Quello è il confine, il posto di blocco.
Ed è stato ben descritto sia da Nicka sia da te...

Il punto è guardare il confine e tornare indietro..
Oppure desiderare aggredirlo.. E montare e girarci attorno.... Tentando di scavalcarlo in qualche modo

Quella è una tua scelta..
Al di la del "come" si può superare
Dentro quel confine stai tu, e se ci stai comoda o nel disagio lo sai tu
 

Nicka

Capra Espiatrice
Eccoti :)
Ti neretterei tutto, non solo quelle tre frasette.
Hai capito quello che volevo dire. Perfettamente calzante in maniera impressionante (perdona l'allitterazione buffa).

Ho nominato l'orgoglio perchè.. perchè sì, viene dopo, ma quest'anno, nonostante mi sia servito come reazione alla vulnerabilità, è stata la mia bella menzogna per negare la fame di empatia e contatto. Non è la prima volta, ovvio. E' una storia antica quanto i miei anni, questa.
"A me piace così".. sì, fino ad una certa. Ma basta una brezza leggera per scardinare l'equilibrio e rendersi conto delle chiacchiere che ci si propina.

Altro punto bellissimo che hai colto è il vuoto celebrale che ti assale nei confronti del dire e del domandare.
E anche lì, meglio negare quella massa che ti si aggroviglia all'altezza dello stomaco (buona o cattiva che sia, hai colto nel segno anche qui), ricacciarla giù a furia di sussurrarsi da soli che non è reale. O che, nei confronti delle domande, non ti riguarda, e quindi in realtà non c'è nemmeno una domanda da formulare.

Ieri, una ragazza molto vicina a me (l'unica persona di cui sto iniziando a non avere paura, anche a livello di affettività oltre che del farsi vedere), nel chiacchierare sul modo estremamente diverso che abbiamo nel raccontarci, mi ha definita una persona estremamente razionale.
Probabilmente ha ragione. Ma è una razionalità opprimente, un macigno a chiudere la tomba (sai, tipo come nelle necropoli.. non ricordo, c'è un periodo storico in cui si usavano i macigni? :D)

Farsi violenza.. sì, assolutamente sì anche quello. E' necessario.
Almeno che non ci si aspetti che sia il mondo a venirti a raccogliere. Ma sono cose che il mondo non fa. Com'è giusto che sia.
Definiscono così anche me, spesso e volentieri.
In realtà è blocco. A volte, oltre la razionalità, mi si parla di freddezza. Credo che la freddezza dipenda tanto da quella sensazione che descrivevo prima, ovvero che quello che vuoi dire o pensi ti muore dentro.
Tutto rimane lì e non si muove.
Il mondo non ti verrà mai incontro...e devi fare tuo il motto che dice "aiutati che il ciel ti aiuta".
Altra cosa che tante volte mi è stata detta e sulla quale ho provato a lavorare è "io non ti posso leggere nella mente", vero...cazzo se è vero. Ho sempre avuto la maledetta presunzione che bastasse guardarmi negli occhi per capire, è una boiata pazzesca. E l'ho capito mio malgrado.
 

Nicka

Capra Espiatrice
vero il neretto.
Però a quel punto anche io ho il potere di concedergli di entrare...
e l'ho ben chiaro

e ho il potere che se usa male ciò che gli concedo di me, oppure lo tratta in un modo che non mi piace, e cioè senza cura ed attenzione, si trova automaticamente fuori dalla porta...

e quindi si trova investito di potere, indubbiamente, e immediatamente dopo spogliato da quel potere...

e sai.. secondo me non è una sensazione molto bella sentirsi invitati, entrare e venir riaccompagnati immediatamente all'uscita posteriore, quando si pensava di essere gli ospiti d'onore.... anzi...

io lo faccio spesso.. se chi entra sbaglia una sola mossa...

E sono anche io molto riservato nei miei sentimenti e sensazioni.. ma sono conscio che io ho il potere di me
Si può avere ben chiara una cosa e non riuscire a gestirla in alcun modo. E' in questo l'inghippo.
Credo che Spot sia ben consapevole di questo, come lo siamo un po' tutti, è riuscire a razionalizzare il concetto e farlo diventare parte di sè il casino...perchè garantisco che io sono ben conscia di chi sono, di come sono fatta, del potere che potrei avere nel gestirmi in maniera diversa, ma non lo faccio. E non lo faccio perchè per me è una cosa quasi impossibile, è come avere un tarlo dentro che scava nelle paure, ma non permette di esternarle, nè permette di esternare altro. E' tutto rodimento interiore ed è tutto intorno a sè, chi è fuori da noi non esiste in questo discorso.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Si può avere ben chiara una cosa e non riuscire a gestirla in alcun modo. E' in questo l'inghippo.
Credo che Spot sia ben consapevole di questo, come lo siamo un po' tutti, è riuscire a razionalizzare il concetto e farlo diventare parte di sè il casino...perchè garantisco che io sono ben conscia di chi sono, di come sono fatta, del potere che potrei avere nel gestirmi in maniera diversa, ma non lo faccio. E non lo faccio perchè per me è una cosa quasi impossibile, è come avere un tarlo dentro che scava nelle paure, ma non permette di esternarle, nè permette di esternare altro. E' tutto rodimento interiore ed è tutto intorno a sè, chi è fuori da noi non esiste in questo discorso.
Ciò che hai detto è il fulcro
Ce da capire il contenuto del fulcro, che puo esser per esempio la paura che chi entra faccia danni in noi.. Ci mortifichi.. Ci umili

Per me è stato cosi

E nella altro anche io ho una fottuta paura di chiedere
Chiedere è responsabilità di dover gestire al meglio qualcosa che non si conosce

Io non ho mai chiesto qui dentro a nessuno nemmeno il suo nome, pensa un po....

Per questo evitò di approfondire sui dettagli e sulle notizie.

Ti accade la stessa cosa?
 
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Nicka

Capra Espiatrice
Ciò che hai detto è il fulcro
Ce da capire il contenuto del fulcro, che puo esser per esempio la paura che chi entra faccia danni in noi.. Ci mortifichi.. Ci umili

Per me è stato cosi

E nella altro anche io ho una fottuta paura di chiedere
Chiedere è responsabilità di dover gestire al meglio qualcosa che non si conosce

Io non ho mai chiesto qui dentro a nessuno nemmeno il suo nome, pensa un po....

Per questo evitò di approfondire sui dettagli e sulle notizie.

Ti accade la stessa cosa?
La discrezione per me è cosa fondamentale, ma la discrezione non è timidezza e non è paura.
E' una sorta di rispetto che si vuole dedicare a chi hai davanti.
Anche io non chiedo mai niente, una cosa che ho notato è che quando si entra poi in confidenza non c'è nemmeno bisogno di domande perchè il raccontarsi e l'ascoltarsi a vicenda viene in maniera estremamente naturale.
Le poche volte che ho posto domande dirette l'ho fatto perchè conoscevo la risposta o la mancanza della stessa e in genere faccio domande dirette alla riflessione che la persona secondo me deve fare su di sè.
Io evito domande che mi coinvolgano in prima persona. Evito di chiedere cose che magari possono farmi male, fosse anche a livello superficiale.

E spesso penso che i miei tarli e le mie "ossessioni" nascano proprio dalla paura di chiedere e di sentire risposte su di me. Resto attaccata alle persone nel momento del distacco, traumatico o meno, proprio perchè non ho le palle di chiedere e affrontare le cose. Sarebbe tutto così semplice in realtà... "oh ma che c'hai? ma che t'ho fatto? ma che volevi da me? ma che t'è successo? perchè mi hai fatto questo? etc...etc..."
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

La discrezione per me è cosa fondamentale, ma la discrezione non è timidezza e non è paura.
E' una sorta di rispetto che si vuole dedicare a chi hai davanti.
Anche io non chiedo mai niente, una cosa che ho notato è che quando si entra poi in confidenza non c'è nemmeno bisogno di domande perchè il raccontarsi e l'ascoltarsi a vicenda viene in maniera estremamente naturale.
Le poche volte che ho posto domande dirette l'ho fatto perchè conoscevo la risposta o la mancanza della stessa e in genere faccio domande dirette alla riflessione che la persona secondo me deve fare su di sè.
Io evito domande che mi coinvolgano in prima persona. Evito di chiedere cose che magari possono farmi male, fosse anche a livello superficiale.

E spesso penso che i miei tarli e le mie "ossessioni" nascano proprio dalla paura di chiedere e di sentire risposte su di me. Resto attaccata alle persone nel momento del distacco, traumatico o meno, proprio perchè non ho le palle di chiedere e affrontare le cose. Sarebbe tutto così semplice in realtà... "oh ma che c'hai? ma che t'ho fatto? ma che volevi da me? ma che t'è successo? perchè mi hai fatto questo? etc...etc..."
Queste domande me le faccio anche io... E non le faccio nemmeno io... Alla altro

Io però non ho paura di eventuali risposte...

Io è come capissi che non c'è interesse a espormi il suo disagio o livore, e quindi viene a mancare un interesse per me... E poi mi crolla tutto

E non approfondisco...
 

Spot

utente in roaming.
Ciò che hai detto è il fulcro
Ce da capire il contenuto del fulcro, che puo esser per esempio la paura che chi entra faccia danni in noi.. Ci mortifichi.. Ci umili

Per me è stato cosi

E nella altro anche io ho una fottuta paura di chiedere
Chiedere è responsabilità di dover gestire al meglio qualcosa che non si conosce

Io non ho mai chiesto qui dentro a nessuno nemmeno il suo nome, pensa un po....

Per questo evitò di approfondire sui dettagli e sulle notizie.

Ti accade la stessa cosa?
Il contenuto del fulcro.
Bella domanda.
So che non ho paura della risposta. So che dover gestire le risposte non è un problema.

Vediamo...
No, io ho paura di sbattere contro la noncuranza. Di scoprire, domandando, che tu te ne freghi, che sono invisibile. E che quindi il mio cercare di vederti attraverso una domanda possa suonare ridicolo.
Quindi preferisco rendermi invisibile io. Se il mio sentire non lo faccio vedere, nessuno ha il potere di ignorarlo. O di riderne.

Ci sono altre cose che funzionano allo stesso modo.
Se mi sento sola, preferisco marcare ancora di più la linea che mi separa dagli altri piuttosto che cercare compagnia.

L'hai scritto tu anche prima.. "Se a te non importa, perchè dovrebbe importare a me?"
"Non siete voi che mi lasciate sola, non mi ascoltate, mi allontanate. Sono IO che sto lontana da VOI, almeno emotivamente parlando."


E spesso penso che i miei tarli e le mie "ossessioni" nascano proprio dalla paura di chiedere e di sentire risposte su di me. Resto attaccata alle persone nel momento del distacco, traumatico o meno, proprio perchè non ho le palle di chiedere e affrontare le cose. Sarebbe tutto così semplice in realtà... "oh ma che c'hai? ma che t'ho fatto? ma che volevi da me? ma che t'è successo? perchè mi hai fatto questo? etc...etc..."
Beh, sui distacchi è più complicata, e forse in quei casi la paura di chiedere non è tanto scema. Può capitare spesso che le persone non ti vogliano rispondere, ad esempio. E una non risposta a una domanda (soprattutto se la domanda è posta con la massima discrezione possibile, o è sincera, accorata) può far male assai.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Bellissima discussione
avete mai provato a fare teatro con una compagnia della vostra zona ?
So che può sembrare banale ma serve a scardinare "dal vivo" tante cose, tra cui la fiducia negli altri che se ci conoscono meglio non ci uccidono :p
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Bellissima discussione
avete mai provato a fare teatro con una compagnia della vostra zona ?
So che può sembrare banale ma serve a scardinare "dal vivo" tante cose, tra cui la fiducia negli altri che se ci conoscono meglio non ci uccidono :p
discutere accettando di esplorarsi e facendosi accettare come esploratori dell'altro è difficilissimo.. ci vuole fiducia e molto coraggio... molta fiducia e molto coraggio... :)
ma se avviene si scoprono assieme cose interessanti..
 

Skorpio

Utente di lunga data
Il contenuto del fulcro.
Bella domanda.
So che non ho paura della risposta. So che dover gestire le risposte non è un problema.

Vediamo...
No, io ho paura di sbattere contro la noncuranza. Di scoprire, domandando, che tu te ne freghi, che sono invisibile. E che quindi il mio cercare di vederti attraverso una domanda possa suonare ridicolo.
Quindi preferisco rendermi invisibile io. Se il mio sentire non lo faccio vedere, nessuno ha il potere di ignorarlo. O di riderne.

Ci sono altre cose che funzionano allo stesso modo.
Se mi sento sola, preferisco marcare ancora di più la linea che mi separa dagli altri piuttosto che cercare compagnia.

L'hai scritto tu anche prima.. "Se a te non importa, perchè dovrebbe importare a me?"
"Non siete voi che mi lasciate sola, non mi ascoltate, mi allontanate. Sono IO che sto lontana da VOI, almeno emotivamente parlando."



Beh, sui distacchi è più complicata, e forse in quei casi la paura di chiedere non è tanto scema. Può capitare spesso che le persone non ti vogliano rispondere, ad esempio. E una non risposta a una domanda (soprattutto se la domanda è posta con la massima discrezione possibile, o è sincera, accorata) può far male assai.
I neretti..
sono tutti appigli... da afferrare e tener saldi come parti di esplorazione profonda di noi, o dell'altro...
lentamente
e ripartire... sporcandosi di fango a volte.. o scoprendo cose strane... spesso utili

bisognerebbe come suggerisce Fiammetta rappresentare un esempio concreto... anche se fantasioso
è molto più facile trovare appigli...
è come un percorso facilitato

possiamo provarci... con calma, senza fretta..
a me interessa.. :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ipotesi

Azzardiamo...

Una persona che considero emotivamente vicina, mi mostra distanza..

Il suo modo di fare negli ultimi tempi mi sembra diverso rispetto a me..

Ha avuto una ricorrenza in cui ha fatto una cena, mi aspettavo un invito, ma non è arrivato, a conferma che lo sento distante.

Vorrei chiedergli qualcosa.. Ma non lo faccio.. Mi sento fuori luogo, e poi.. Sono proprio sicuro che quella empatia che credevo tra noi ci fosse era reale?

O forse è sembrato a me?...
Forse non è mai stato cosi...?

Forse ha ragione lui a avere un atteggiamento come quello di ora, e sono io che invece nutro immotivate aspettative...?

Quali domande e quali freni subentrano nel fare un passo avanti e chiedere..?
 
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