PIACERE

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Miciolidia

Utente di lunga data
Brava Giusy, brava. Ripetitelo come un mantra, mai tradire se stessi, mai. Nemmeno per l'amore più grande del mondo.
Dipende se è più grande l'amore o il progetto di vita. Possono camminare insieme, ma non prendere strade opposte. E se ci si sacrifica significa tradire se stessi... per me.


ora ho capito. sono d'accordo, perchè il sacrificio , cioè sacrificare un qualcosa della tua volontà, potrebbe nel tempo costituire motivo di rimpianto.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Temo di non essermi spiegato bene o esser stato frainteso..

Ho letto "definizioni", "spiegazioni" del piacere...ma nessuno o forse solo miciolidia, è riuscito ad indicare qualcosa che desse piacere a lei, almeno in un'ambito...quello se vogliamo "spirituale"...

Ma chiedevo anche se quando arrivano questi piaceri... li sentite arrivare...o se vi avvolgono e solo DOPO vi rendete conto di averli vissuti...

Vi è consapevolezza del piacere mentre lo si vive?


E' spontaneo sorgivo o ce lo dobbiamo costruire?
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Temo di non essermi spiegato bene o esser stato frainteso..

Ho letto "definizioni", "spiegazioni" del piacere...ma nessuno o forse solo miciolidia, è riuscito ad indicare qualcosa che desse piacere a lei, almeno in un'ambito...quello se vogliamo "spirituale"...

Ma chiedevo anche se quando arrivano questi piaceri... li sentite arrivare...o se vi avvolgono e solo DOPO vi rendete conto di averli vissuti...

Vi è consapevolezza del piacere mentre lo si vive?


E' spontaneo sorgivo o ce lo dobbiamo costruire?
Quanto è profondo quest'uomo....

Buonasera caro!!!!
 

MK

Utente di lunga data
ora ho capito. sono d'accordo, perchè il sacrificio , cioè sacrificare un qualcosa della tua volontà, potrebbe nel tempo costituire motivo di rimpianto.
Infatti Micio. Forse a 20 anni ci si crede, ma a 40 bisogna capire quali sono le priorità. Tenendo ovviamente anche conto delle responsabilità che la vita ti ha affidato (o non guardarle affatto, ma io non sono così e non potrei amare chi le responsabilità le sfugge). Questo non significa smettere di amare, ma correggere il tiro...
 

Miciolidia

Utente di lunga data
Temo di non essermi spiegato bene o esser stato frainteso..

Ho letto "definizioni", "spiegazioni" del piacere...ma nessuno o forse solo miciolidia, è riuscito ad indicare qualcosa che desse piacere a lei, almeno in un'ambito...quello se vogliamo "spirituale"...

Ma chiedevo anche se quando arrivano questi piaceri... li sentite arrivare...o se vi avvolgono e solo DOPO vi rendete conto di averli vissuti...

Vi è consapevolezza del piacere mentre lo si vive?


E' spontaneo sorgivo o ce lo dobbiamo costruire?


per la peppa e la peppina..certo che c'è consapevolezza!


che è contemporanea all'oggetto che te lo procura, sia esso un Uomo, un film, una musica....l'acqua del mare, il bosco...


almeno ..io li vivo in diretta....quando li vivo.

la memoria li puo' enfatizzare come offuscare...ma il presupposto necessario perchè io possa dire di averli vissuti è VIVERLI ne momento in cui me ne voglio nutrire...e di spirito come del resto.
 

dererumnatura

Utente di lunga data
...je sui catherine deneuve!!


Scusate la battuta, ma stamani mi son alzato un pò così!

In realtà volevo introdurre il tema del PIACERE (mentale, fisico, intellettuale.... a proposito...quanti piaceri esistono?), di cosa è per noi, quando lo sentiamo realizzato, cosa ce lo procura davvero.

E ancora: è più piacevole il desiderio del piacere che il piacere stesso?

Ovvero la tensione al piacere è il VERO piacere?

E per provare piacere, bisogna porvi attenzione o arriva quando non ce lo aspettiamo?

E con questa, per ora ve saludi (domenica impegnativa...torno sul tardi se ce la faccio!)

Per me il piacere nasce dal momento stesso in cui lo si ricera fino a quello in cui se ne assapora fino alla fine il gusto.
Bisogna porvi attenzione ma può arrivare quando meno te lo aspetti..ed è ancora più coinvolgente...
Provo piacere quando osservo un'opera d'arte che mi emoziona, quando ascolto un brano musicale che mi dà i brividi, quando il mio aereo si innalza in volo verso una meta ancora sconosciuta, quando scopro qualcosa di nuovo che mi incuriosisce e mi genera voglia di approfondire, quando ottengo qualcosa che ho fortemente desiderato e per cui mi sono impegnata a fondo ed ho lottato intensamente per ottenerla......potrei continuare
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Il mio piacere coincide con la soddisfazione.
Lo provo soprattutto quando mi prefiggo un obiettivo e lo raggiungo, soprattutto se si tratta della mia realizzazione personale.
Sono estremamente razionale, per cui difficilmente mi lascio trasportare da ciò che genera in me piacere, sono sempre consapevole di me stessa e tendo a non perdere il controllo.
Il mio piacere è, perciò, soprattutto di natura mentale...
A differenza, per esempio, del dolore: mi rendo conto che il dolore mio ed altrui mi coinvolge molto di più, emotivamente, e con più difficoltà riesco a tenerlo sotto controllo.
 

Iago

Utente di lunga data
si

Temo di non essermi spiegato bene o esser stato frainteso..

Ho letto "definizioni", "spiegazioni" del piacere...ma nessuno o forse solo miciolidia, è riuscito ad indicare qualcosa che desse piacere a lei, almeno in un'ambito...quello se vogliamo "spirituale"...

Ma chiedevo anche se quando arrivano questi piaceri... li sentite arrivare...o se vi avvolgono e solo DOPO vi rendete conto di averli vissuti...

Vi è consapevolezza del piacere mentre lo si vive?


E' spontaneo sorgivo o ce lo dobbiamo costruire?

si ha consapevolezza prima, durante e dopo (o almeno dobbiamo educarci a ciò)
prima...pregusti, pensi, organizzi, elabori, immagini...
durante...anche gli stessi uguali sapori, risultano differenti e più buoni, i colori, gli odori, i respiri, il passo...anche lavarsi le mani diventa un piacere...te le guardi, belle insaponate, poi sciacqui sotto l'acqua....bello

dopo....potrebbe essere più bello del prima...ma spesso è meno bello...ma ugualmente un gran piacere...quello che sei stato, per come hai vissuto, che hai fatto, detto, visto, sentito

...ricordarsi quel famoso lavaggio di mani che tanto ci procurò piacere...continuerà a far vivere (a volte mitizzando) quel piacere e lo aumenterà nel tempo
 

dererumnatura

Utente di lunga data
Temo di non essermi spiegato bene o esser stato frainteso..

Ho letto "definizioni", "spiegazioni" del piacere...ma nessuno o forse solo miciolidia, è riuscito ad indicare qualcosa che desse piacere a lei, almeno in un'ambito...quello se vogliamo "spirituale"...

Ma chiedevo anche se quando arrivano questi piaceri... li sentite arrivare...o se vi avvolgono e solo DOPO vi rendete conto di averli vissuti...

Vi è consapevolezza del piacere mentre lo si vive?


E' spontaneo sorgivo o ce lo dobbiamo costruire?

posso parlare per me.
Io ne sono consapevole dal momento in cui lo cerco a quello in cui ha finito di attraversarmi ed è attivo nel senso che lo ricerco..so cosa me lo genera e come riprocurarlo..
 

Fedifrago

Utente di lunga data
'Sera ragazza!

Il mio piacere coincide con la soddisfazione.
Lo provo soprattutto quando mi prefiggo un obiettivo e lo raggiungo, soprattutto se si tratta della mia realizzazione personale.
Sono estremamente razionale, per cui difficilmente mi lascio trasportare da ciò che genera in me piacere, sono sempre consapevole di me stessa e tendo a non perdere il controllo.
Il mio piacere è, perciò, soprattutto di natura mentale...
A differenza, per esempio, del dolore: mi rendo conto che il dolore mio ed altrui mi coinvolge molto di più, emotivamente, e con più difficoltà riesco a tenerlo sotto controllo.
Parto da questa frase di Giusy, perchè in parte, la prima, corrisponde al modo in cui mi son reso conto di viverlo personalmente...cioè nel prefigurarlo, nell'aspettarmi che ciò che sto per fare mi procurerà un piacere...

E mi rendo conto che avverto solo parzialmente, nel momento in cui compio l'azione che mi dovrebbe procurare piacere, il piacere stesso...lo colgo molto di più dopo, rivivendolo mentalmente attimo per attimo..


Non voglio arrivare da nessuna parte, malfidate!!


Solo che mi son reso conto di questo e mi chiedevo se era così anche per qualcun altro....

E sò curioso, che ci volete fare???
 

Old SarahM.

Utente di lunga data
Parto da questa frase di Giusy, perchè in parte, la prima, corrisponde al modo in cui mi son reso conto di viverlo personalmente...cioè nel prefigurarlo, nell'aspettarmi che ciò che sto per fare mi procurerà un piacere...

E mi rendo conto che avverto solo parzialmente, nel momento in cui compio l'azione che mi dovrebbe procurare piacere, il piacere stesso...lo colgo molto di più dopo, rivivendolo mentalmente attimo per attimo..


Non voglio arrivare da nessuna parte, malfidate!!


Solo che mi son reso conto di questo e mi chiedevo se era così anche per qualcun altro....

E sò curioso, che ci volete fare???
per me nell'attesa e nell'aspettativa parla il desiderio; il piacere, al contrario, è qualcosa che ti coglie di sorpresa ...
 
Stato
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