Non avrei pensato mai di dirvelo

ologramma

Utente di lunga data
L'amicizia è una pianta che va coltivata. Diversamente non è amicizia, al più è conoscenza. O un rapporto assimilabile all'amicizia ma molto più superficiale, che si attiva solo quando fa comodo a tutti.

Perché a volte esserci per un amico è faticoso. Parlo proprio di un livello "basico".... cioè di incontrarlo, dargli tempo. A volte lo fai volentieri, ma trovare anche solo il tempo, o l'energia per uscire, ascoltare etc. etc. costa fatica. Non dico quando, oltre al livello basico dell'ascolto e del tempo, magari aggiungi un aiuto che va oltre. materiale. Costa senz'altro fatica. Ovvio che lo fai perché ti fa piacere, ti va di farlo, ma è faticoso.

Beata te che conosci "legami" che comportano solo piacere :)

"Legare" per me significa questo.

Poi invece ci si può confrontare con semisconosciuti e lì.... buttare pure fuori la parte più infantile di sé. Sbilanciarsi senza disturbare l'impegno dell'amicizia. Tanto chi vuol sentire sente, e chi non vuol sentire, o trova poco dignitoso anche solo sentire, può benissimo dirlo coi dovuti modi. O meglio ancora - secondo me - girare la faccia dall'altra parte. Se proprio quel che si ricava dallo "sbilanciamento" è noioso assai :)
vedete come è bello saper mettere per iscritto cosa s'intende in un contesto di confronto,mi rammarico di non saperlo faree per questo quoto :up: chi lo sa fare meglio di me nell'esprimere e sviscerare cosa è l'amicizia
 

bettypage

Utente acrobata
L'amicizia è una pianta che va coltivata. Diversamente non è amicizia, al più è conoscenza. O un rapporto assimilabile all'amicizia ma molto più superficiale, che si attiva solo quando fa comodo a tutti.

Perché a volte esserci per un amico è faticoso. Parlo proprio di un livello "basico".... cioè di incontrarlo, dargli tempo. A volte lo fai volentieri, ma trovare anche solo il tempo, o l'energia per uscire, ascoltare etc. etc. costa fatica. Non dico quando, oltre al livello basico dell'ascolto e del tempo, magari aggiungi un aiuto che va oltre. materiale. Costa senz'altro fatica. Ovvio che lo fai perché ti fa piacere, ti va di farlo, ma è faticoso.

Beata te che conosci "legami" che comportano solo piacere :)

"Legare" per me significa questo.

Poi invece ci si può confrontare con semisconosciuti e lì.... buttare pure fuori la parte più infantile di sé. Sbilanciarsi senza disturbare l'impegno dell'amicizia. Tanto chi vuol sentire sente, e chi non vuol sentire, o trova poco dignitoso anche solo sentire, può benissimo dirlo coi dovuti modi. O meglio ancora - secondo me - girare la faccia dall'altra parte. Se proprio quel che si ricava dallo "sbilanciamento" è noioso assai :)
Condivido. A volte costa fatica fisica dedicare tempo ad un amico. Anche se ci stai bene in quel tempo.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
L'amicizia è una pianta che va coltivata. Diversamente non è amicizia, al più è conoscenza. O un rapporto assimilabile all'amicizia ma molto più superficiale, che si attiva solo quando fa comodo a tutti.

Perché a volte esserci per un amico è faticoso. Parlo proprio di un livello "basico".... cioè di incontrarlo, dargli tempo. A volte lo fai volentieri, ma trovare anche solo il tempo, o l'energia per uscire, ascoltare etc. etc. costa fatica. Non dico quando, oltre al livello basico dell'ascolto e del tempo, magari aggiungi un aiuto che va oltre. materiale. Costa senz'altro fatica. Ovvio che lo fai perché ti fa piacere, ti va di farlo, ma è faticoso.

Beata te che conosci "legami" che comportano solo piacere :)

"Legare" per me significa questo.

Poi invece ci si può confrontare con semisconosciuti e lì.... buttare pure fuori la parte più infantile di sé. Sbilanciarsi senza disturbare l'impegno dell'amicizia. Tanto chi vuol sentire sente, e chi non vuol sentire, o trova poco dignitoso anche solo sentire, può benissimo dirlo coi dovuti modi. O meglio ancora - secondo me - girare la faccia dall'altra parte. Se proprio quel che si ricava dallo "sbilanciamento" è noioso assai :)
Ma se é faticoso esserci per un amico che amicizia é?
Io ci sono per i miei amici, quelli veri pochi pochissimi sempre.
Basta alzare la cornetta e ci sono.
Mai pensato che fosse una fatica ma solo il piacere di esserci nel bisogno e nei momenti gioiosi.
 

Falcor

Escluso
Io invece condivido il pensiero di foglia e la penso come lei.

La fatica non intesa come accezione negativa ma come impegno. Io per un amico il tempo lo ricavo, magari lo sottraggo al pranzo, al riposo dopo il lavoro. Perché il tempo dedicato alle persone a cui vuoi bene è tempo investito bene.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
L'amicizia è una pianta che va coltivata. Diversamente non è amicizia, al più è conoscenza. O un rapporto assimilabile all'amicizia ma molto più superficiale, che si attiva solo quando fa comodo a tutti.

Perché a volte esserci per un amico è faticoso. Parlo proprio di un livello "basico".... cioè di incontrarlo, dargli tempo. A volte lo fai volentieri, ma trovare anche solo il tempo, o l'energia per uscire, ascoltare etc. etc. costa fatica. Non dico quando, oltre al livello basico dell'ascolto e del tempo, magari aggiungi un aiuto che va oltre. materiale. Costa senz'altro fatica. Ovvio che lo fai perché ti fa piacere, ti va di farlo, ma è faticoso.
Bhò. Per me esserci per un amico non è mai faticoso. Ci sono anche alle 3 del mattino se ha bisogno, anche se sono in capo al mondo e mi cerca; se mi dice che ha un attacco di panico a 800 km di distanza io gli dico che sto partendo per raggiungerlo, e altrettanto fanno i miei (pochi) Amici per me. Costa fatica trovare l'energia per incontrare un amico, costa tempo? E mica è una prescrizione medica avere un amico? L'aiuto materiale se si può si fa, e non costa manco quello, è un regalo eventualmente. Non capisco come possano entrare nella stessa frase il concetto di piacere e di fatica, il "mi va di farlo" ma "mi costa fatica". Se non mi va mi costa fatica fare qualcosa, ma se mi va, di qualunque cosa si tratti è un piacere. Ari-bhò.

Beata te che conosci "legami" che comportano solo piacere :)

Stavamo parlando di amicizia e quella per me è solo un gran piacere. Per quanto riguarda altri tipi di legami, tipo parentali acquisiti per esempio, potrebbe esserci una componente di fatica, quello si, ma si tratta di tenere in equilibrio relazioni scelte a monte ed è tutto un altro discorso.

Poi invece ci si può confrontare con semisconosciuti e lì.... buttare pure fuori la parte più infantile di sé. Sbilanciarsi senza disturbare l'impegno dell'amicizia. Tanto chi vuol sentire sente, e chi non vuol sentire, o trova poco dignitoso anche solo sentire, può benissimo dirlo coi dovuti modi. O meglio ancora - secondo me - girare la faccia dall'altra parte. Se proprio quel che si ricava dallo "sbilanciamento" è noioso assai :)
Nel momento in cui si rende pubblica la propria relazione con semisconosciuti se si è "grandi" ci si accolla anche l'onere di qualsiasi tipo di risposta, nei modi che vengono offerti, altrimenti se si pretende che la lettura di quanto si porge all'occhio di chiunque corrisponda alle proprie aspettative, molto semplicemente per me significa che si ha bisogno di fare qualche step verso quella condizione di adulto che mediamente un 40/50enne dovrebbe aver raggiunto.

In ogni caso sappi che giro la faccia dall'altra parte quando e se lo decido io perchè non intendo neanche spendere un minuto del mio tempo in un commento, non perchè qualcuno a caso me lo suggerisce. Non so se rendo l'idea.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Io invece condivido il pensiero di foglia e la penso come lei.

La fatica non intesa come accezione negativa ma come impegno. Io per un amico il tempo lo ricavo, magari lo sottraggo al pranzo, al riposo dopo il lavoro. Perché il tempo dedicato alle persone a cui vuoi bene è tempo investito bene.
Pare una di quelle frasi estrapolate da uno di quei libri new age che la gente legge e condivide su facebook senza aver capito un cazzo. Se salti il pranzo per un amico perchè ha bisogno di te non pensi che sia tempo investito bene, proprio ti dimentichi che dovevi pranzare; se dopo il lavoro avevi programmato di svaccarti sul divano e un amico ti cerca perchè ha bisogno di te ti tornano tutte le energie del mondo in corpo, non vai a pensare ma si, in fondo è un amico, mò faccio 'sto sacrificio..
 

Falcor

Escluso
Pare una di quelle frasi estrapolate da uno di quei libri new age che la gente legge e condivide su facebook senza aver capito un cazzo
Si guarda son proprio il classico tipo che fa ste cose ;)

E ovviamente son daccordo con te. Quelle cose le si fanno senza pensarci. Ma resta che le si fanno al posto di altre che si decide di non fare, quindi resta un impegno. Anche perché io mi trovo a capire l'importanza dei vari rapporti dalla facilità con cui rinuncio a determinate cose per un amico. Per alcuni non rinuncerei a tornare a casa a riposare ad esempio, per altri farei 10 km a piedi solo per salutarli e tornare indietro. Non tutti i rapporti son uguali e non a tutti dedichi le stesse energie.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Si guarda son proprio il classico tipo che fa ste cose ;)

E ovviamente son daccordo con te. Quelle cose le si fanno senza pensarci. Ma resta che le si fanno al posto di altre che si decide di non fare, quindi resta un impegno. Anche perché io mi trovo a capire l'importanza dei vari rapporti dalla facilità con cui rinuncio a determinate cose per un amico. Per alcuni non rinuncerei a tornare a casa a riposare ad esempio, per altri farei 10 km a piedi solo per salutarli e tornare indietro. Non tutti i rapporti son uguali e non a tutti dedichi le stesse energie.
Ma stiamo parlando di amicizia o fave fresche? Le energie che si spendono per un amico non sono un "dare", è qualcosa di dinamico che intercorre. Non esistono dare e avere, spendere e ricevere, dedicare o rinunciare. E'. Un amico è.
Dario Baldan Bembo disse :D
 

Foglia

utente viva e vegeta
Vedi le diversità? per me non esiste amicizia (e conseguentemente piacere in essa) senza implicare qualcosa che mi costi anche fatica.

Bhò. Per me esserci per un amico non è mai faticoso. Ci sono anche alle 3 del mattino se ha bisogno, anche se sono in capo al mondo e mi cerca; se mi dice che ha un attacco di panico a 800 km di distanza io gli dico che sto partendo per raggiungerlo, e altrettanto fanno i miei (pochi) Amici per me. Costa fatica trovare l'energia per incontrare un amico, costa tempo? E mica è una prescrizione medica avere un amico? L'aiuto materiale se si può si fa, e non costa manco quello, è un regalo eventualmente. Non capisco come possano entrare nella stessa frase il concetto di piacere e di fatica, il "mi va di farlo" ma "mi costa fatica". Se non mi va mi costa fatica fare qualcosa, ma se mi va, di qualunque cosa si tratti è un piacere. Ari-bhò.




Stavamo parlando di amicizia e quella per me è solo un gran piacere. Per quanto riguarda altri tipi di legami, tipo parentali acquisiti per esempio, potrebbe esserci una componente di fatica, quello si, ma si tratta di tenere in equilibrio relazioni scelte a monte ed è tutto un altro discorso.



Nel momento in cui si rende pubblica la propria relazione con semisconosciuti se si è "grandi" ci si accolla anche l'onere di qualsiasi tipo di risposta, nei modi che vengono offerti, altrimenti se si pretende che la lettura di quanto si porge all'occhio di chiunque corrisponda alle proprie aspettative, molto semplicemente per me significa che si ha bisogno di fare qualche step verso quella condizione di adulto che mediamente un 40/50enne dovrebbe aver raggiunto.

In ogni caso sappi che giro la faccia dall'altra parte quando e se lo decido io perchè non intendo neanche spendere un minuto del mio tempo in un commento, non perchè qualcuno a caso me lo suggerisce. Non so se rendo l'idea.
Sul primo grassetto: qualsiasi tipo di risposta direi anche no. Quelle maleducate, o cattive per il gusto di esserlo, le possiamo pure rispedire ai mittenti, perché se le "accollino". Altra cosa è discutere civilmente e non per il gusto di denigrare, e nell'ambito ogni percezione differente dalla propria... ogni diversità è confronto.


Sul secondo grassetto: certo!


Sul sottolineato: mi spiace tu l'abbia intesa come una "coercizione".

Ma ora perdo tempo io.

Saluti.
 

oro.blu

Never enough
Ieri pomeriggio, quando vi ho risposto col telefono, ero reduce dalla ennesima "prova di forza"... Ma anziché stare a piangere vi leggevo con un sorriso. E provavo a rispondere che - forse proprio per il mio vissuto - non sempre i sentimenti devono avere "grandi" origini, grande profondità. Vi voglio bene con tutti i (miei) limiti, e voi vi pigliate sta cosa per come è, punto :).

Lo sapevo che non era una critica :)

Edit: di fronte ad una morte, sia pur farlocca :D, mi son chiesta: "visto che non sempre abbiamo tutto il tempo del mondo, mi farebbe piacere o meno dire a loro quel che provo?". Mi son risposta di sì, e tanto è bastato senza troppe altre elucubrazioni...

Questo è. :)
:abbraccio:
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Vedi le diversità? per me non esiste amicizia (e conseguentemente piacere in essa) senza implicare qualcosa che mi costi anche fatica.

Sono vigile, le vedo le diversità, tranquilla. Difatti mai vorrei avere per amico qualcuno che ritenga di dover faticare per esserlo.


Sul primo grassetto: qualsiasi tipo di risposta direi anche no. Quelle maleducate, o cattive per il gusto di esserlo, le possiamo pure rispedire ai mittenti, perché se le "accollino". Altra cosa è discutere civilmente e non per il gusto di denigrare, e nell'ambito ogni percezione differente dalla propria... ogni diversità è confronto.


Sul secondo grassetto: certo!


Sul sottolineato: mi spiace tu l'abbia intesa come una "coercizione".

Ma ora perdo tempo io.

Saluti.
Capisco che stai perdendo del tempo prezioso, ma puoi evitare direttamente di rispondere senza neanche sottolinearlo, se è effettivamente così. Comunque, visto che parli di maleducazione e cattiveria rivolto ad eventuali altri (chi?), non mi sembra sia molto elegante rispondermi concludendo che tanto stai perdendo tempo.

Comunque, tutto 'sto rigirare dicendo e non dicendo, parlando in generale (ma a me) senza essere chiari e diretti è un modo di porsi che personalmente non apprezzo. Guarda come te lo dico (come mangio, chè oggi il convento passava cotiche e fagioli): le lezioncine di bon ton forumiano sul come relazionarsi e cosa sia discutere civilmente per quanto mi riguarda mi limito a rispedirtele al mittente evitando di suggerirtene un uso più prosaico. Da cosa percepisci il gusto di denigrare altrui, che elementi hai per permetterti di parlare così? Poi a me vieni a dire che ogni diversità è confronto. Proprio tu che miscelando per benino le parole (siamo mica trogloditi che non sanno leggere tra le righe, eh) ti ergi ripetutamente a depositaria del bene dialogico comune tra una leccata di culo qua e una sfumatura di arroganza là.

Non ho inteso affatto i tuoi "consigli" come una "coercizione" (figuriamoci); anche se non mi parlavi direttamente era implicito il suggerimento sul modo di porsi e i modi che -secondo te- andrebbero adottati e che non riscontravi in quello che che ho scritto e come l'ho scritto e ti ho risposto che faccio esattamente come mi pare e che potevi evitare di scomodarti di salire in cattedra chè proprio non è il caso. Spero che a cotiche e fagioli si sia capito meglio.
 
Ultima modifica:

Foglia

utente viva e vegeta
Sono vigile, le vedo le diversità, tranquilla. Difatti mai vorrei avere per amico qualcuno che ritenga di dover faticare per esserlo.




Capisco che stai perdendo del tempo prezioso, ma puoi evitare direttamente di rispondere senza neanche sottolinearlo, se è effettivamente così. Comunque, visto che parli di maleducazione e cattiveria rivolto ad eventuali altri (chi?), non mi sembra sia molto elegante rispondermi concludendo che tanto stai perdendo tempo.

Comunque, tutto 'sto rigirare dicendo e non dicendo, parlando in generale (ma a me) senza essere chiari e diretti è un modo di porsi che personalmente non apprezzo. Guarda come te lo dico (come mangio, chè oggi il convento passava cotiche e fagioli): le lezioncine di bon ton forumiano sul come relazionarsi e cosa sia discutere civilmente per quanto mi riguarda mi limito a rispedirtele al mittente evitando di suggerirtene un uso più prosaico. Da cosa percepisci il gusto di denigrare altrui, che elementi hai per permetterti di parlare così? Poi a me vieni a dire che ogni diversità è confronto. Proprio tu che miscelando per benino le parole (siamo mica trogloditi che non sanno leggere tra le righe, eh) ti ergi ripetutamente a depositaria del bene dialogico comune tra una leccata di culo qua e una sfumatura di arroganza là.

Non ho inteso affatto i tuoi "consigli" come una "coercizione" (figuriamoci); anche se non mi parlavi direttamente era implicito il suggerimento sul modo di porsi e i modi che -secondo te- andrebbero adottati e che non riscontravi in quello che che ho scritto e come l'ho scritto e ti ho risposto che faccio esattamente come mi pare e che potevi evitare di scomodarti di salire in cattedra chè proprio non è il caso. Spero che a cotiche e fagioli si sia capito meglio.
Occhio che troppi fagioli fanno scorreggiare.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Occhio che troppi fagioli fanno scorreggiare.
Bella frà. Mo' me la segno.


Vent'anni di internet hanno il loro perchè. I finti tonti tutte moine e parole ben misurate che alla prima occasione si rivelano non mi sono mai piaciuti. Benedetto intuito che mi ha tenuta lontana finora dai tuoi scritti!
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Bella frà. Mo' me la segno.


Vent'anni di internet hanno il loro perchè. I finti tonti tutte moine e parole ben misurate che alla prima occasione si rivelano non mi sono mai piaciuti. Benedetto intuito che mi ha tenuta lontana finora dai tuoi scritti!
Si vede che 20 anni di internet hanno un loro perché.

Per il resto basta non leggermi :up:

Ops.... :D
 
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